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Chivalware, la recensione tra tessere da abbinare, floppy disk e ritmi frenetici

Abbinare tessere mentre si schiva ogni attacco: l'abbiamo giocato su Switch 2 e l'idea regge, anche se la curva è ripida e manca la localizzazione italiana.

RECENSIONE di Biagio Etna   —   05/11/2026
Un Disk Knight combatte i “chivalware” su una scacchiera

Chivalware sembra uno di quei videogiochi che si tende a liquidare con un'occhiata: grafica da Game Boy Advance, presentazione spartana e nessuna particolare ambizione estetica. Tutto lascia pensare a un passatempo destinato a esaurire il proprio fascino nell'arco di una serata. Eppure, dopo quasi venti ore trascorse in sua compagnia, possiamo affermare che questa prima impressione è decisamente ingannevole.

Realizzato dal singolo sviluppatore di Hong Kong Regal Pigeon, Chivalware appartiene a quella categoria di produzioni indipendenti che devono affidarsi soprattutto alla bontà delle proprie idee per conquistare il pubblico. Dietro un aspetto così minimale, il titolo nasconde innegabili qualità, perché la modestia dei mezzi non coincide necessariamente con quella delle idee.

Un Disk Knight, una griglia e centinaia di possibilità

La formula di Chivalware nasce dall'incontro fra tre meccaniche distinte: la struttura roguelite, le combinazioni dei classici match-3 e il sistema di combattimento su griglia in stile Mega Man Battle Network. Una commistione che sulla carta potrebbe sembrare azzardata, ma che Regal Pigeon è riuscito ad amalgamare con innegabile intelligenza.

Il nostro protagonista può equipaggiare fino a tre armi, ciascuna associata a un colore, che devono essere ricaricate selezionando gruppi di tre o più caselle corrispondenti, mentre ci si muove sulla plancia per affrontare i nemici. Il tutto rigorosamente in tempo reale, sebbene con ritmi meno esasperati rispetto a quelli visti in One Step From Eden, evidente termine di paragone, che imponeva una rapidità d'esecuzione talvolta eccessiva.

Chivalware trova invece un equilibrio convincente fra riflessi e ragionamento, lasciando al giocatore il tempo necessario per elaborare una strategia, senza concedergli troppe distrazioni. A rendere gli scontri particolarmente interessanti contribuisce un arsenale sorprendentemente vario, che spazia dalle armi a corto, medio e lungo raggio a quelle esplosive, passando per attacchi passivi capaci di infliggere avvelenamento, congelamento e altri effetti.

Lo status 'veleno' è letale, sia per noi che per i nemici
Lo status "veleno" è letale, sia per noi che per i nemici

Può capitare, tuttavia, che il meccanismo si inceppi, soprattutto quando le combinazioni disponibili non corrispondono alle nostre necessità. Per ricaricare un'arma, infatti, bisogna eliminare almeno tre simboli dello stesso colore, ma una singola combinazione potrebbe non essere sufficiente a riempirne il caricatore, rendendo necessarie più operazioni consecutive. Una delle strategie fondamentali consiste proprio nel liberare la griglia dai simboli che, in quel momento, non ci interessano, così da favorire la comparsa di nuove combinazioni.

Il protagonista può infatti sferrare un pugno sul terreno, eliminando i simboli circostanti anche quando non raggiungono il numero richiesto per una ricarica. Un'azione in apparenza controproducente, che in realtà permette di sfruttare una sorta di effetto Tetris: gli spazi rimasti vuoti vengono occupati da altri elementi, procurandoci nuove opportunità di realizzare combinazioni più vantaggiose.

Il nostro Disk Knight iniziale
Il nostro Disk Knight iniziale

Confessiamo che, durante le prime partite, questo sistema ci ha procurato una certa confusione, soprattutto quando ci siamo accorti che effettuare una nuova "combo" può scaricare un'arma già carica. Si tratta però di una precisa logica interna al gameplay, che impone di distinguere le operazioni finalizzate alla ricarica da quelle necessarie a riorganizzare la plancia, accettando eventualmente di sacrificare qualche munizione per preparare una raffica di colpi più efficace.

Una curva ripida richiede pazienza

La suddivisione delle armi in tre colori, peraltro, non riguarda esclusivamente la componente match-3: numerosi avversari, soprattutto quelli più avanzati, dispongono infatti di scudi colorati che li rendono immuni agli attacchi della medesima categoria. È qui che Chivalware comincia a mostrare il proprio autentico potenziale ludico, costringendoci a scegliere di volta in volta l'armamento più adatto per aggirare le difese nemiche, mentre spruzzi di lava, veleno e altre insidie ci obbligano a riposizionarci continuamente.

I cambi di arma sono fondamentali per creare nuove sinergie
I cambi di arma sono fondamentali per creare nuove sinergie

Il risultato è un'esperienza che richiede attenzione, rapidità e una discreta capacità di pianificazione, con la difficoltà aggiuntiva di dover gestire ogni decisione nel bel mezzo dell'azione. Una volta assimilate queste regole, Chivalware rivela notevoli possibilità di personalizzazione, che contribuiscono a rendere la sfida progressivamente più appagante. Nel corso dell'avventura possiamo infatti ottenere diversi floppy disk, che fungono da armi, acquistandoli nei negozi oppure recuperandoli dopo aver sconfitto i nemici, secondo una formula ben nota agli appassionati di roguelite.

Le armi, dal canto loro, si rivelano particolarmente efficaci quando vengono utilizzate in sinergia. Stordire o congelare gli avversari più aggressivi, per esempio, permette di interromperne l'offensiva e magari eliminarne diversi contemporaneamente con una singola esplosione. Contro i nemici particolarmente sfuggenti, invece, può essere utile ricorrere all'avvelenamento, lasciando che perdano progressivamente energia mentre continuano a saltellare sulla plancia di gioco.

Come in ogni roguelite che si rispetti, possiamo scegliere il nostro percorso
Come in ogni roguelite che si rispetti, possiamo scegliere il nostro percorso

È proprio la soddisfazione derivante da queste combinazioni e dalla possibilità di sperimentarne di nuove che ci ha portato a ridimensionare rapidamente la sensazione di difficoltà quasi eccessiva avvertita durante le prime partite. Il titolo richiede una certa dose di pazienza e dedizione, che nel nostro caso è stata ampiamente ripagata.

Quattro biomi, infinite possibilità

Chivalware esprime probabilmente il suo massimo potenziale in portabilità, dove la brevità delle singole partite si sposa perfettamente con la natura immediata dell'esperienza. I quattro biomi offrono una varietà soddisfacente di nemici, situazioni e boss, mentre la progressione permette di sbloccare fino a quattro Disk Knight differenti, ciascuno dotato di un proprio arsenale. Il sistema di avanzamento ruota attorno a una sorta di classifica virtuale, nella quale il punteggio accumulato durante le partite determina lo sblocco di nuovi contenuti.

I pericoli sono sempre visibili sulla griglia, ma evitarli è tutto un altro discorso
I pericoli sono sempre visibili sulla griglia, ma evitarli è tutto un altro discorso

Una soluzione che incoraggia a migliorare le proprie prestazioni, senza tuttavia alterare il livello della sfida. Particolarmente importante è la possibilità di ottenere nuovi chip passivi, capaci di conferire abilità e potenziamenti assortiti, insieme a un numero sempre crescente di armi con cui sperimentare ulteriori combinazioni. Anche a fronte di cocenti sconfitte abbiamo continuato a sperimentare: il divertimento nella costruzione di varie "build" è uno dei fiori all'occhiello della produzione.

Una sfida da portare in giro

L'arsenale è già piuttosto corposo nelle prime ore, ma la continua disponibilità di nuovi strumenti rappresenta uno degli incentivi principali a proseguire: la fatidica "ultima partita" è sempre dietro l'angolo con Chivalware. È proprio questa progressiva espansione delle possibilità strategiche, più che il semplice incremento della potenza del protagonista, a rendere le partite successive altrettanto stimolanti.

A volte è difficile districarsi nel caos presente a schermo
A volte è difficile districarsi nel caos presente a schermo

Naturalmente, per apprezzare pienamente il gioco bisogna riuscire a entrare in sintonia con il suo ritmo, che talvolta può diventare eccessivamente caotico, soprattutto quando gli avversari si muovono rapidamente oppure scatenano attacchi capaci di investire ampie porzioni della griglia. Qualche perplessità riguarda anche determinati incontri casuali, nei quali viene richiesto di sacrificare una quantità considerevole di punti vita in cambio di benefici che non sempre giustificano il rischio.

Si tratta di intermezzi che spezzano il susseguirsi delle battaglie, permettendoci anche di riposare, acquistare equipaggiamenti oppure interagire con bizzarre creature e misteriosi totem, in perfetto stile roguelite. La varietà, insomma, non manca, anche se sul piano estetico il gioco appare decisamente meno ispirato.

La tecnica al servizio della giocabilità

Il character design non brilla certo per originalità e l'impostazione generale risulta piuttosto derivativa, ma l'interfaccia è pulita, funzionale e accompagnata da una grafica estremamente semplice, che garantisce un'esperienza leggibile e priva di rallentamenti. Apprezzabile anche la possibilità di modificare i colori associati alle armi e di assistere a occasionali cambiamenti della tavolozza cromatica, quasi fossero differenti filtri applicati allo schermo di un vecchio Game Boy Advance.

La palette di colori è sempre gradevole
La palette di colori è sempre gradevole

Peccato per l'assenza della lingua italiana, che avrebbe facilitato la consultazione delle numerose descrizioni degli oggetti, sebbene l'inglese utilizzato non sia particolarmente complesso. Considerando tuttavia la quantità dei contenuti, la buona longevità e soprattutto il prezzo assai popolare, il rapporto fra qualità dell'esperienza e investimento richiesto rimane decisamente favorevole, specialmente per gli appassionati di roguelite strategici e per chi ha amato le varie incarnazioni di Mega Man Battle Network.

Conclusioni

Versione testata Nintendo Switch 2
Digital Delivery Steam, Nintendo eShop
Prezzo 9,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori
ND
Il tuo voto

Chivalware dimostra quanto la commistione di generi differenti possa dare vita a un'esperienza originale e coinvolgente. Quello che inizialmente potrebbe sembrare un caotico omaggio a Mega Man Battle Network rivela ben presto una propria identità, grazie a un sistema di combattimento che riesce ad amalgamare con intelligenza strategia e azione in tempo reale. Superata una curva di apprendimento piuttosto ripida, il gioco mette in mostra una notevole varietà di contenuti, fra quattro biomi popolati da nemici e boss differenti, numerose armi e una grande quantità di potenziamenti passivi da sbloccare. Le possibili sinergie rendono ogni partita stimolante, nonostante qualche momento di eccessiva confusione. Peccato per l'assenza della localizzazione italiana, che si fa sentire soprattutto nella lettura delle descrizioni dei numerosi oggetti, sebbene l'inglese utilizzato sia relativamente semplice. Al netto di una realizzazione tecnica poco appariscente, Chivalware è dunque un titolo che merita attenzione, soprattutto da parte degli appassionati del genere.

PRO

  • Formula di gioco originale e coinvolgente
  • Grande varietà di armi, chip e sinergie
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo

CONTRO

  • Curva della difficoltà piuttosto ripida
  • Alcuni attacchi nemici sono difficili da evitare
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