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Per Hideo Kojima l’intelligenza artificiale è efficiente, ma rischia di far perdere il piacere del processo creativo

In una recente intervista a Game*Spark, Hideo Kojima ha parlato di come i progressi dell'intelligenza artificiale stiano rendendo più gestibile lo sviluppo dei videogiochi.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/11/2026
Hideo Kojima in foto

In una recente intervista con il portale giapponese Game*Spark, Hideo Kojima, autore delle serie Metal Gear e Death Stranding, ha condiviso il suo punto di vista sul futuro dello sviluppo dei videogiochi. Pur riconoscendo come l'evoluzione dell'intelligenza artificiale abbia reso il lavoro molto più gestibile, il game designer ha espresso una certa apprensione per la possibile scomparsa del "divertimento del processo creativo".

Guardando al grande salto compiuto dall'industria negli ultimi quarant'anni, Kojima osserva che i progressi tecnologici hanno offerto agli sviluppatori numerose possibilità in più. "Avere più opzioni, però, non significa poter fare tutto. La capacità di archiviazione e le scadenze sono solo alcuni dei limiti. Ma le possibilità continueranno comunque ad ampliarsi. Questo vale non solo per i giochi, ma anche per cinema e musica. Quindi penso che ciò che ieri non potevamo fare oggi ci riesca, e domani potremo fare ancora di più", spiega.

Hideo Kojima in foto
Hideo Kojima in foto

Il director ricorda che, quando strumenti digitali come Photoshop e i programmi di videoscrittura sono arrivati sul mercato, si sono rivelati comodissimi e hanno aumentato l'efficienza del lavoro. Oggi sta accadendo lo stesso con l'IA, che secondo Kojima "ha reso le cose ancora più efficienti, permettendoci di rispettare le scadenze in tempi più brevi".

In Physint sembra esserci qualcosa di molto simile a un Metal Gear In Physint sembra esserci qualcosa di molto simile a un Metal Gear

"Penso che anche questo sia positivo", aggiunge, "ma prendiamo il disegno come esempio. Ottenere un'immagine finita non è la parte divertente del disegnare, lo è il processo. Va bene dire al computer cose come "fai questo", "è fatto", "così è sbagliato, rifallo diversamente", ma non è una forma di creazione che trovo particolarmente interessante".

A titolo di esempio, Kojima cita i modellini da montare, i puzzle e i LEGO: il prodotto finale è lo stesso chiunque lo costruisca, ma è l'atto del costruire a renderli così piacevoli. "Quando si parla di questo tipo di piacere legato al creare qualcosa, sono preoccupato per la direzione che stanno prendendo le cose", dice.

Per quanto riguarda il futuro, il nostro si mostra cauto ma non allarmato nel breve periodo: "Credo che nei prossimi cinque-dieci anni andrà tutto bene, ma se l'IA resterà senza limiti, potrebbe arrivare un giorno in cui inizierà a svolgere un ruolo centrale anche in ambito creativo. Comunque, io non ci sarò più quando succederà (ride). Dovranno decidere le generazioni più giovani cosa fare".

Kojima spiega che nel normale processo di direzione di un gioco, che consiste nell'elaborare idee e dare istruzioni ai creativi, gli esseri umani sono stati sostituiti dai computer, con un evidente aumento dell'efficienza. Secondo lui, però, questo approccio va bene solo se l'obiettivo è realizzare un "prodotto", perché ritiene che sia proprio "godersi il processo di creazione" a fare di una persona un autore.

"Non si tratta di dire a qualcuno "per favore, fammi una canzone così" e approvarla una volta finita. È la fase di tentativi ed errori nel mezzo a far salire l'adrenalina e a rendere l'esperienza coinvolgente. Non voglio un futuro in cui questo aspetto vada perduto", ha affermato. Il game director ha infine aggiunto che, vista la facilità con cui oggi si può creare qualsiasi cosa, gli strumenti di IA potrebbero anche contribuire a costruire un futuro migliore, a seconda di come verranno utilizzati.

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