Devil May Cry 5 è il classico esempio che ben inquadra un mercato videoludico sensibilmente diverso rispetto a quello di un paio di generazioni di console addietro. Fatto salvo per rari casi, una volta i videogiochi registravano le vendite maggiori intorno alla data d'uscita. Più recentemente questa curva si è fatta meno ripida nella sua fase calante, con tantissime produzioni che continuano a macinare numeri anche a distanza di anni dal debutto.
Tra questi giochi rientra di diritto anche lo stylish action di Capcom, titolo non solo capace di piazzare oltre 13 milioni di copie in giro per il mondo, ma di registrare vendite record negli ultimi 12 mesi, come abbiamo riportato qualche giorno fa in un articolo dedicato.
Considerando questi fattori e sommando l'attenzione di Capcom nei confronti delle conversioni per Nintendo Switch 2, era inevitabile che prima o poi ci trovassimo a (ri)vivere le avventure di Dante, Nero e V attraverso il display dell'ibrida della Grande N. Devil May Cry 5 Devil Hunter Edition è una versione pensata esclusivamente per la console nipponica, edizione perfettamente in grado di divertire e a proprio agio nello sfruttarne a dovere l'hardware a disposizione, pur al prezzo di qualche piccola rinuncia.
RE Engine promosso ancora una volta
La prima domanda da porsi, anche se la risposta è piuttosto scontata, ha a che vedere con il gioco in sé. Devil May Cry 5 funziona ancora? Con simili dati vendita, è forse inutile porre la questione. Nel 2019, Capcom non solo sfornò un grande capitolo di una delle sue serie di punta. Seppe confezionare un action senza tempo, amalgamando un comparto artistico di tutto rispetto, con meccaniche ludiche piacevoli e apprezzabili tanto dal neofita, quanto dall'esperto.
Approcciandosi oggi a Devil May Cry 5, magari per la prima volta, c'è solo una cosa da non fare: pretendere una trama sfaccettata, complessa, magistralmente approfondita. C'è un pratico video introduttivo che riassume in maniera dettagliata tutti gli avvenimenti precedenti al capitolo in questione. E c'è anche un plot che non va oltre all'ennesima macchinazione demoniaca che minaccia di distruggere il mondo. Certo, a ben vedere in questa avventura molti nodi vengono al pettine. I fan di lungo corso possono apprezzare l'ulteriore maturazione di Dante, ormai a tutti gli effetti un eroe maturo e consapevole del suo ruolo; godersi un Nero ancora più sfrontato e sicuro dei propri mezzi; approcciarsi con curiosità alla complessità caratteriale di V, volto nuovo introdotto per l'occasione. Inoltre, in questa Devil Edition, esattamente come già accaduto con la Special Edition, viene dato più spazio a Vergil, personaggio certo secondario, più accessorio che altro, ma a cui sono state dedicate delle scene d'intermezzo che ci mostrano il suo apporto nello sventare l'oscuro piano ordito da Urizen.
Ad appassionare, tuttavia, non è la trama presa di per sé, piuttosto banale a dirla tutta. Ad affascinare, ancora oggi, è lo stile, marchio di fabbrica della serie e conservatosi perfettamente in tutti questi anni. Nel corso della vicenda abbondano le battute che trasudano testosterone e ironia, coreografie spettacolari, esplosioni di ogni dimensione, momenti talmente nonsense da sfociare, con cognizione di causa, nel trash più gustoso.
L'avventura si sviluppa attraverso scenari generosi di scorci sorprendenti, tra quartieri rasi al suolo e prospettive impossibili, nonostante da questo punto di vista Devil May Cry 5 offra forse il peggio di sé, con una ripetitività di ambientazioni che nella parte finale del gioco diventa quasi asfissiante. Ciononostante, non si possono non apprezzare, anche oggi, il design delle armi, dei nemici e dei boss che concorrono a creare un comparto estetico tuttora apprezzabilissimo.
Ciò è naturalmente possibile anche su Nintendo Switch 2, grazie all'ottimo lavoro svolto dal publisher giapponese in questa conversione. Ce ne fosse ancora bisogno, salta all'occhio l'estrema malleabilità del RE Engine, ancora una volta capace di dare il meglio di sé sulla console della Grande N, nonostante qualche piccola e inevitabile sbavatura. Volendo fare un paragone, questa Devil Edition, in termini estetici, si pone a metà strada tra la versione PlayStation 4 e quella PlayStation 5.
Partendo dalle note positive, non si può non citare il frame rate. Capcom aveva promesso i 60fps sia in portabilità, che sullo schermo di casa e l'obiettivo può dirsi largamente raggiunto. Sul display della console, nelle situazioni più concitate si palesa qualche piccolo balbettio, ma si tratta di piccolissime titubanze che non influenzano in alcun modo la prestazione del videogiocatore. Ottima anche la definizione, con un uso estremamente intelligente ed efficace del DLSS. In modalità docked si raggiunge l'alta definizione a partire da una risoluzione nativa di 540p, mentre in portabilità si arriva ai 720p partendo da una risoluzione di circa 360p. In entrambi i casi, tuttavia, l'immagine è piuttosto pulita, con colori particolarmente brillanti che sopperiscono in parte all'assenza del ray tracing. Tra le note dolenti, va segnalato un certo shimmering intorno a determinati elementi dello scenario, evidentissimo soprattutto sulle armi e intorno ai capelli dei protagonisti. Giudizio assolutamente positivo, invece, per i tempi di caricamento, generalmente fulminei.
Tirando le somme, non possiamo che promuovere questo adattamento in termini grafici. Sia sullo schermo di casa, che sul display della console, Capcom ha saputo rendere onore ai modelli poligonali e agli scenari del suo gioco, grazie ad una buona definizione dell'immagine e ad un frame rate che non perde praticamente mai un colpo.
Divertente e profondo oggi come allora
Devil May Cry 5 Devil Hunter Edition non è un adattamento solo bello da vedere. Fortunatamente, è anche divertentissimo da giocare. I meriti, da questo punto di vista, vanno totalmente riconosciuti all'originale, nonché alle aggiunte effettuate nella Special Edition.
Il gameplay, come risaputo, è tripartito. Livello dopo livello, ce ne sono una ventina in tutto, vestirete i panni di un diverso eroe, ognuno portatore di più o meno sensibili variazioni al sistema di combattimento.
Nero è il personaggio più sfrontato del trio, totalmente votato all'offensiva a testa bassa. Le sue sono combo furiose, che possono potenziarsi progressivamente e che alternano potenti colpi di spada, immancabili sfuriate con la pistola e il sapiente utilizzo delle Devil Breaker, le braccia meccaniche che equipaggia il nostro, ognuna con effetti e modalità di attacco ben specifiche. Nei suoi panni dimenticatevi della parola difesa. Le sue tecniche sono tanto immediate da apprendere, quanto completamente votate a tenere costantemente sotto pressione gli avversari. Anche il rampino che sfoggia con orgoglio serve allo stesso scopo: piombare o attrarre a sé i demoni, con il solo fine di interromperne eventuali iniziative. Anche su Nintendo Switch 2, la frenesia è assolutamente garantita e i neofiti impiegheranno ben poco tempo per entrare in sintonia con Nero, nonostante permanga qualche problema di bilanciamento nei suoi Devil Breaker, alcuni fin troppo più utili ed efficienti di altri.
Dante, dal canto suo, è un personaggio estremamente sfaccettato. Sulla carta è il più semplice da padroneggiare, ma in realtà è quello che solo i veri esperti impareranno a controllare come si deve. Grazie ai suoi quattro stili di combattimento intercambiabili istantaneamente, consente l'esecuzione di combo prolungatissime e devastanti, a patto di prendere sufficiente dimestichezza con un sistema di controllo che, nei suoi panni, vi richiederà una perfetta coordinazione per ottenere i risultati sperati. Più tecnico e con uno stile che si concentra quasi esclusivamente su difesa e contrattacchi, Dante è certamente il personaggio più interessante del terzetto.
Chiude il terzetto di protagonisti regolari, ci torneremo tra pochissimo, il controverso V, non universalmente apprezzato dai fan. Nei livelli con lui protagonista il posizionamento è il fondamento della battaglia. Il giovane, difatti, non combatte in prima persona, ma schiera tre demoni che fanno il lavoro sporco per lui. Griffon è specializzato negli attacchi a distanza, efficaci contro i nemici più deboli e utili per interrompere le mosse avversarie. Shadow è la creatura più adatta per il corpo a corpo e per colpire un avversario alla volta. Nightmare, che naturalmente richiede che la relativa barra sia piena prima di essere evocato, è invece lo spirito più potente del terzetto, chiamato a fare piazza pulita quando la situazione diventa troppo affollata. Il più delle volte, il buon V dovrà dare il colpo di grazia ai nemici colpiti dai suoi famigli, motivo per cui dovrete costantemente spostarvi nel campo di battaglia, stando ben attenti a non farvi colpire, vista la barra di salute davvero ai minimi storici dell'eroe.
Come anticipato, questa Devil Hunter Edition porta in dote anche la possibilità di giocare tutti i livelli nei panni di Vergil. Nonostante in termini narrativi non tutto funzioni perfettamente, visto che la maggior parte delle scene d'intermezzo verranno saltate a piè pari, dal punto di vista del gameplay impersonando il fratello di Dante avrete ampiamente modo di divertirvi e togliervi diverse soddisfazioni. Già equipaggiato di tutte le armi sin dall'inizio del gioco, Vergil predilige la continua alternanza tra Yamato, Mirage Edge e Beowulf per concatenare devastanti attacchi. Senza mezzi termini, è il personaggio più forte del gioco, quello che vi consentirà più facilmente di arrivare ai titoli di coda, accumulando al contempo ottimi punteggi.
Nonostante il tanto tempo passato dalla sua pubblicazione, Devil May Cry 5 Devil Hunter Edition regala ancora enormi soddisfazioni, configurandosi tuttora come uno dei migliori stylish action in circolazione. L'alternanza dei sistemi di combattimento, la complessità e profondità di ognuno di essi è tale che, con la giusta voglia di migliorarsi e imparare, è possibile tramutarsi in macchine da guerra efficienti e dannatamente coreografiche. Bisogna ovviamente abbracciare la filosofia della produzione per godersela appieno. Esistono livelli di difficoltà più bassi, così come un sistema che rende automatica l'esecuzione delle combo, opzioni utilissime per non scoraggiare i neofiti beninteso. Tuttavia, solo mettendosi alla prova e cercando di aumentare il più possibile il proprio punteggio si può scoprire la vera profondità del gioco, ancora oggi davvero sbalorditiva.
Questa edizione, inoltre, porta in dote alcuni contenuti aggiuntivi. Ci sono nuovi costumi, Devil Breaker mai viste prima per Nero, armi inedite per Dante, tracce musicali composte per l'occasione e alcune scene d'intermezzo in live action da sbloccare. Purtroppo, c'è anche un risvolto della medaglia. Probabilmente per ovviare ai limiti tecnici di Nintendo Switch 2, rispetto alla Special Edition si registra l'eliminazione della modalità Turbo, che aumentava la velocità di gioco del 20% rispetto al normale, e la Legendary Dark Night Mode, che aumentava a dismisura il numero di nemici presenti su schermo.
Conclusioni
Devil May Cry 5 Devil Hunter Edition ci ricorda perché il titolo di Capcom continui a vendere milioni di copie ogni anno. Pur non trattandosi della versione più completa di tutte, a causa dell'omissione delle modalità Turbo e Dark Night, anche su Nintendo Switch 2 potrete godere di un action estremamente profondo, con tantissimi contenuti da sbloccare e graficamente all'altezza della situazione. Il RE Engine si conferma un motore portentoso, capace di traghettare anche sul portatile della Grande N l'ottima grafica vista altrove, al prezzo di pochissime rinunce e compromessi. Va da sé che chi ha già avuto il piacere in passato non avrà molte motivazioni per fare sua questa edizione, al di là del non secondario piacere di poter proseguire l'avventura anche fuori dalle mura domestiche. Chi cerca un ottimo stylish action, o chi semplicemente voleva iniziarsi alla saga di Capcom, troverà in questo gioco esattamente ciò che stava cercando.
PRO
- Graficamente ottimo
- Gameplay estremamente profondo e adatto a tutti
- Contenuti inediti
CONTRO
- Il sistema di combattimento di V non piacerà a tutti
- Modalità Turbo e Dark Night assenti
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