Dragon Quest Builders 2, la recensione 29

Il secondo capitolo della serie è un ritorno davvero molto riuscito: ecco la recensione di Dragon Quest Builders 2

RECENSIONE di Simone Pettine   —   11/07/2019

Indice

Pare che i titoli della serie Dragon Quest non ne vogliano sapere di sbarcare in Occidente senza prima essersi fatti corteggiare per diversi mesi. È un po' la storia di Dragon Quest XI, e anche dell'attualissimo (almeno da noi) Dragon Quest Builders 2, sequel del primo capitolo molto apprezzato pubblicato lo scorso gennaio 2016. A distanza di più di tre anni il curiosissimo spin off torna su console di attuale generazione, ma non su tutte: dal 12 luglio 2019 sarà disponibile su PlayStation 4 e Nintendo Switch, mentre i fan continuano a chiedere a gran voce almeno una versione PC (e questo dallo scorso dicembre 2018, quando il gioco è stato rilasciato in Giappone). Ora, due tipi di persone leggeranno questa recensione. Le prime sono quelle che a suo tempo hanno giocato il primo Dragon Quest Builders, e che quindi non vedono l'ora di sapere se vale la pena o meno investire altri 60 euro nel nuovo capitolo: quanto è innovativo? E soprattutto, da quali punti di vista? Le seconde, invece, hanno giocato qualche Dragon Quest della serie principale lungo la strada (magari anche tutti!) e si chiedono quanto possa aver fatto bene alla serie un incontro con l'improbabile Minecraft. Cominciamo allora, perché di cose da dire ce ne sono parecchie: abbiamo giocato il titolo su PlayStation 4.

Trama, prima persona, progressione

Dragon Quest Builders 2, al pari del capitolo precedente, è un action RPG fortemente contaminato da meccaniche sandbox. In realtà, come già in tanti altri casi simili, le etichette di genere lasciano un po' il tempo che trovano, perché il gioco attinge elementi da tante produzioni diverse, amalgamandoli in modo intelligente in quello che resta fondamentalmente un sandbox profondo, colorato e accessibile, ma che solo in parte dal punto di vista complessivo combacia con un titolo come Minecraft. Di questo parleremo soprattutto più avanti, mentre qui ci limiteremo a richiamare per sommi capi la trama di gioco e le prime ore dell'avventura. Dragon Quest Builders 2 comincia dalla conclusione del capitolo precedente e soprattutto subito dopo gli eventi di Dragon Quest II: Pantheon di Spiriti Maligni. Malroth e Hargon sono stati sconfitti, ma le forze del male resistono, rappresentate sia dai mostri che infestano il mondo che dal più organizzato Ordine di Hargon. Questi ultimi puntano a vendicare il proprio signore e a conquistare il Regno di Moonbrooke, bandendo dalla faccia della terra tutti i Costruttori e imponendo il dominio definitivo della distruzione.

Se vi state chiedendo quanto serva aver giocato i titoli citati per godersi appieno Dragon Quest Builders 2, la risposta giusta probabilmente è: "dipende". Il nuovo sandbox targato Square Enix e Omega Force è perfettamente fruibile dai nuovi arrivati, anche da coloro che sono completamente a digiuno del franchise Dragon Quest. Se però avete giocato i titoli precedenti, ovviamente, coglierete di più alcuni riferimenti di determinati personaggi; se invece avete giocato il primo Dragon Quest Builders almeno per le prime tre ore di gioco vivrete una sorta di "ritorno a casa", notando nel frattempo quanto sia stata restaurata bene durante l'assenza. Nelle fasi iniziali un piccolo editor permette di creare il proprio protagonista, eroe principale dell'avventura: come c'era da aspettarsi quest'ultimo non parlerà affatto, però potrete decidere il suo nome, il taglio di capelli, la carnagione e un mucchio di dettagli secondari che (soprattutto se giocherete in prima persona) probabilmente non noterete mai. Sì, la prima persona è una delle novità di Dragon Quest Builders 2 rispetto al primo capitolo della serie, e rappresenta sicuramente un punto a favore dell'immersività. Non è da escludere che possa arrivare a sorpresa, in un secondo momento, il supporto a PlayStation VR per il titolo; tenete presente, però, che durante la costruzione degli edifici un po' la precisione della progettazione risente della mancanza di una telecamera di gioco liberamente orientabile (presente invece nella modalità in terza persona).

Il lungo tutorial iniziale punta a spiegare ai nuovi arrivati tutte le basi di Dragon Quest Builders 2 e il funzionamento delle meccaniche di gioco principali: crafting, costruzioni, combattimento, interazione con gli altri NPC. E gli sviluppatori continueranno a spiegare e spiegare anche una volta naufragata la nave dei mostri che ha fatto prigioniero l'eroe principale, e anche dopo che avrete incontrato i vostri primi amici sull'Isola del Risveglio. Da questo punto di vista, comunque, bisogna ricordare che il titolo è uno dei quelli che continua ad insegnare anche dopo molte ore di gioco nell'avventura principale: pare che vi sia sempre qualche dettaglio da scoprire, qualche meccanica nuova che salta fuori, o semplicemente potenziamenti e variazioni per quelle già presenti; ogni nuova isola del viaggio solitamente serve ad introdurre almeno un paio di nuovi oggetti principali degni di nota. Questi aspetti rendono il titolo di Square Enix una produzione fresca, appagante ed incredibilmente longeva. Terminate tutte le isole della campagna principale e sconfitti i cattivoni, infatti, potrete dedicarvi semplicemente alla personalizzazione di tutti i mondi presenti, costruendo ciò che più vi aggrada e imponendo le vostre personalissime regole (per esempio: niente mostri in giro) anche in compagnia dei vostri amici.

Gameplay: come si gioca

Dragon Quest Builders 2 rappresenta la versione potenziata, riveduta, corretta e aggiornata del primo capitolo della serie spin off targata Dragon Quest. Immaginate il titolo del 2016 come una sorta di prototipo, il primo esperimento nel creare qualcosa di nuovo a tema Dragon Quest, ma contaminata con le potenzialità sandbox offerte da Minecraft. Ora, a distanza di tre anni stringiamo tra le mani una produzione facilmente definibile "mastodontica". Certo, pur sempre nell'ambito del genere di riferimento: ma se stilassimo una classifica con tutti gli action RPG sandbox non esiteremmo neppure per un secondo nel collocare Dragon Quest Builders 2 in cima. Persino a pari merito con Minecraft, se per forza deve esistere una competizione; più saggio sarebbe però parlare di contaminazioni, perché Dragon Quest Builders 2 prende tanto da Minecraft per poi rielaborarlo in modo molto personale e originale.

Spiegarvi come funziona Dragon Quest Builders 2 dal punto di vista del gameplay è semplicissimo, meno facile è rendere conto delle potenzialità della produzione sul lungo termine, dopo decine e decine di ore di gioco; e soprattutto, della varietà, profondità e possibilità di personalizzazione di ogni singolo aspetto di gioco. In Dragon Quest Builders 2, innanzitutto, potrete distruggere quasi tutto (ma non proprio tutto-tutto come in Minecraft). Annientando oggetti e mostri otterrete materiali, che potrete poi o collocare nuovamente nel mondo di gioco così come sono o (più saggiamente) combinarli e utilizzarli come materie prime per qualcosa di nuovo e tecnicamente più raffinato: crafting. Insomma, buttate giù alberi e sterpaglia e poi magari costruiteci una sedia: basta utilizzare un banco da lavoro. Per le armi c'è invece una più comoda officina da fabbri: gli strumenti forgiati potranno essere assegnati anche ai membri del party e agli NPC amichevoli, in modo che possano rendersi utili contro i mostri che infestano le isole. E sì, perché in Dragon Quest Builders 2 si combatte, e anche parecchio. Le isole del mondo di gioco sono incredibilmente vaste e variegate dal punto di vista dei biomi presenti, e in ogni luogo che visiterete per la prima volta incontrerete un paio di mostri mai visti fino a quel momento.

Le fasi di combattimento sono sono in verità parecchio scomode e legnose, complice anche l'assenza di un qualsiasi tipo di mossa evasiva: la battaglia si riduce quindi ad un attacco seguito da un allontanamento per mangiare qualcosa e recuperare salute, quindi si torna all'attacco e si ripete il tutto finché il nemico di turno stramazza al suolo. Il livello di difficoltà non è mai davvero problematico, e anche in caso di morte si torna semplicemente all'accampamento / villaggio più vicino. Ogni mostro sconfitto può rilasciare a terra del materiale e comunque garantisce dei punti esperienza per i membri del party; salendo di livello l'eroe principale impara nuove ricette, migliora la salute e la resistenza, e sblocca nuove armi da forgiare. Se per le armi è importante salire di livello, le nuove ricette e i nuovi progetti per le costruzioni si bloccano in due modi differenti: scoprendoli per caso interagendo con il mondo di gioco, oppure semplicemente proseguendo nell'avventura principale. Servirebbe un articolo a parte, poi, per spiegarvi come funzionano i villaggi, dove è possibile dedicarsi alla coltivazione di un elevato numero di colture: possono essere affidati in gestione agli NPC, e anche queste postazioni salgono di livello, portando a termine le tantissime missioni secondarie.

Trofei PlayStation 4

Dragon Quest Builders 2 non poteva di certo farsi mancare i Trofei su PlayStastion 4, tra i quali spicca naturalmente anche lo splendente Platino. Portarli a casa tutti non sarà un'impresa particolarmente difficile: la maggior parte dei trofei la otterrete semplicemente portando a termine l'avventura principale. Tutti i restanti vi chiederanno invece qualcosa di molto semplice in un titolo di questo tipo: grindare, grindare, grindare e raccogliere tutti gli oggetti esistenti almeno una volta ciascuno.

Modalità multigiocatore e novità

Dragon Quest Builders 2 introduce numerose novità rispetto al primo capitolo della serie. La prima è la modalità multigiocatore, che funziona in modo differente in base alla console in vostro possesso. Sia su Nintendo Switch che su PlayStation 4 è possibile ospitare partite online o accedere a quelle già disponibili, anche se solo l'host mantiene tutti i progressi e il materiale raccolto; i server verranno attivati dal 12 luglio 2019, quindi al momento non sappiamo se Square Enix intende migliorare i servizi online o introdurre qualcosa di anche vagamente simile a dei minigiochi. Il multiplayer locale è gestito in modo più opinabile: su Nintendo Switch basta staccare il secondo JoyCon e consegnarlo ad un amico fisicamente presente nella stanza, su PlayStation 4 invece bisogna affidarsi direttamente all'online, senza multiplayer locale. Non è presente neppure il cross-play in tempo reale, al più i giocatori PlayStation 4 possono vedere le immagini scattate da giocatori su Nintendo Switch, e viceversa.

Dragon Quest Builders 2, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, rappresenta un potenziamento notevole rispetto al titolo precedente della serie di spin off targata Dragon Quest. Quasi ogni aspetto è stato rivisto o migliorato: ora il vostro eroe può correre, senza costringervi a passeggiate eterne da un punto all'altro della mappa di gioco; c'è il viaggio rapido, attivabile dalla mappa di gioco principale previa attivazione di specifici naviglobi o checkpoint; c'è la prima persona, che garantisce un approccio completamente diverso alla produzione. Si possono esplorare le profondità marine, dove ovviamente i movimenti del protagonista sono rallentati, ma si trovano anche risorse specifiche di quel bioma. Si può planare dall'alto usando una specie di deltaplano. Si possono condividere delle foto scattate con la modalità fotografica in ogni singolo momento dell'avventura principale o durante l'esplorazione della propria isola personale. Gli altri giocatori le vedranno o da un'apposita bacheca o durante le fasi di caricamento, e potranno anche manifestare il proprio apprezzamento con dei "mi piace". Il colpo d'occhio generale resta quasi sempre soddisfacente, senza particolari problemi o rallentamenti da segnalare (appena appena qualche compenetrazione tra i personaggi, di tanto in tanto). Decisamente monotona, in alcuni frangenti, è invece la colonna sonora, estremamente curata ma poco variegata.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.5

Lettori (4)

9.0

Il tuo voto

Dragon Quest Builders 2 è un titolo che potrebbe piacere ad un numero elevatissimo di giocatori, anche con gusti diametralmente diversi. Può convincere gli amanti degli RPG non troppo complessi, solleticare l'attenzione di chi cerca un'avventura spensierata e longeva, estasiare senza mezzi termini gli amanti del genere sandbox. Se avete amato Minecraft difficilmente spenderete meno di 100 ore con Dragon Quest Builders 2; se invece Minecraft non vi è mai piaciuto, potreste comunque valutare di provare la produzione, perché ha molto altro da offrire rispetto al semplice sandbox. In verità quest'ultimo diventa centrale solo nella gestione delle proprie isole dei sogni, dove tutto sarà personalizzabile senza particolari problemi e dove si scatenerà la fantasia dei giocatori. Ma nel corso dell'avventura principale, il primo piano spetterà ai personaggi comprimari, alla trama e anche ai combattimenti: la meccanica sandbox qui sarà piuttosto un condimento importantissimo e il collante di tutti gli altri elementi. Dal punto di vista del genere videoludico, comunque, Dragon Quest Builders 2 rappresenta un nuovo termine di paragone, al netto di qualche imperfezione, il più delle volte trascurabile o comunque facilmente risolvibile in un secondo momento.

PRO

  • Un secondo capitolo solido e profondo
  • Tutte le novità sono valide e interessanti
  • Longevità potenzialmente infinita

CONTRO

  • Trama non memorabile
  • Fasi di combattimento un po' legnose
  • Modalità multiplayer solo parzialmente riuscita