Forza Horizon 4: la recensione del racing esclusivo per Xbox 300

Saldamente sul trono degli arcade racer da tempo, la serie Forza Horizon si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Scoprite se è ancora il re, nella nostra recensione

RECENSIONE di Aligi Comandini —   25/09/2018

C'è stata un'era in cui i racing dominavano la terra. Un'era in cui, come enormi dinosauri, questi titoli schiacciavano sotto le loro inarrestabili zampe qualunque genere, e nei forum videoludici si parlava quasi più di tuning e marmitte che di ogni altro argomento. Quell'era oggi è solo un vuoto ricordo, vuoi per la costante mutevolezza delle mode, vuoi per la difficile evoluzione di strutture dove quasi tutto è già stato testato o concettualizzato... eppure nessuno sembra essersi preso la briga di avvertire i Playground Games della cosa. Il team britannico, infatti, indossa ormai da anni con gloria il costume del tirannosauro grazie alla serie Forza Horizon, forse unico baluardo rimasto di quel sottogenere arcade che da sempre fa della velocità e della spettacolarità le sue colonne portanti. Gli Horizon non sono tuttavia dei corsistici incentrati sull'accessibilità e il divertimento senza cervello, bensì le naturali evoluzioni di tutto ciò che è venuto prima: un luccicante gomitolo di trovate geniali originali o già viste altrove, magnificamente tenute assieme da un sistema di guida solido come pochi altri. Ci siamo dunque approcciati alla recensione di Forza Horizon 4 con la certezza di trovare un altro prodotto eccelso, arricchito da una lunga lista di nuove feature e da un'ambientazione britannica che ha permesso al team di sviluppo di "giocare in casa". Il livello raggiunto, però, ci ha comunque stupito.

Seasons of the heart

La nuova ambientazione di Horizon è, come già accennato, una bella sezione di Gran Bretagna, che va dalla magnifica Edimburgo al paesello inglese di Ambleside. Non stiamo parlando ovviamente di una precisa riproduzione di quell'area - per quanto idilliaca sarebbe in larga parte poco adatta a dei bolidi - bensì di una mappa inventata, in cui vengono recuperate realisticamente solo alcune zone d'interesse e ogni strada è accuratamente posizionata per favorire esplorazione e gare adrenaliniche. Le bellezze della Scozia e della campagna britannica non rappresentano ad ogni modo le principali novità di questo capitolo, perché in Forza Horizon 4 l'impatto dei paesaggi si affievolisce leggermente per lasciare posto all'introduzione delle stagioni: un periodico cambiamento climatico dell'intera mappa, in grado di modificare non solo esteticamente ogni singolo tracciato, ma anche di influire pesantemente sul gameplay.

Il nuovo pargolo dei Playground Games dopotutto, riprende quasi in toto le basi del suo predecessore, e ripropone quindi meccaniche vicine ai Forza Motorsport, "ammorbidite" leggermente per favorire sportellate e fuoristrada improvvisi. Solo che questa volta l'influenza dei terreni e delle condizioni atmosferiche è maggiore per via di una fisica migliorata delle ruote, che le porta a reagire più realisticamente ai cambi di temperatura e molto più seccamente alla tipologia di strada percorsa. Giocando con gli aiuti attivati la differenza è a malapena percettibile (anche se l'impatto dei terreni variabili di stagione in stagione si nota maggiormente), ma con una bella postazione di guida e il controllo della trazione disattivato suderete parecchio su fango e ghiaccio, oltre a percepire delle differenze sensibili tra asfalto bagnato, leggermente ghiacciato o perfettamente asciutto. Certo, oltre a questo ben di dio c'è stato anche un ribilanciamento generale delle auto - ora il controllo e la distribuzione del peso di una vettura paiono importanti quanto le altre statistiche, laddove prima un gran numero di giocatori puntava ai V12 fregandosene altamente - ma è ancora troppo presto per valutare quanto e se il lavoro fatto sia effettivamente impeccabile.

L’acceleratore della progressione

La scalabilità del gameplay rimane una delle migliori qualità del titolo di Playground Games, e non tanto per le facilitazioni quanto per l'intelligenza artificiale: non ci sono trenini in Forza, né alcun tipo di effetto elastico; qui gli avversari hanno comportamenti estremamente variegati, e le loro prestazioni aumentano sensibilmente di difficoltà in difficoltà, per un livello di sfida generale perfettamente adattabile ad ogni tipo di giocatore. Per carità, non siamo di fronte a piloti virtuali perfetti, e qualche singhiozzo dell'IA capita - così come è vero che la loro reattività lasci a desiderare in molte situazioni - ma è bello comunque notare comportamenti diversi in pista, o a volte errori "umani" durante competizioni particolarmente difficili. Quanto di tutto questo sia merito della tecnologia Drivatar (che prende dati dai comportamenti dei piloti in rete e li trasla nelle loro controparti virtuali) è difficile da quantificare, eppure tra i racing di questa tipologia è innegabile come siano realmente pochi i titoli in grado di offrire gare tirate e spassose come quelle di Forza.

La scelta di aumentare gradualmente il livello di sfida è indubbiamente uno di quei fattori da tenere in considerazione quando si valuta la progressione all'interno del gioco, un elemento spesso criticabile in titoli estesi come gli Horizon, poiché tendono a ridursi a un semplice susseguirsi di gare divise tra varie discipline. Ecco, questo quarto capitolo riprende la filosofia di Forza Horizon 3, ma la applica con una forza mai vista prima, grazie a un quantitativo spaventoso di competizioni, ad attività secondarie molto ben calcolate, alle solite immancabili esibizioni (ormai quasi un marchio di fabbrica della serie) e a grandi novità legate al comparto online. A queste, poi, si aggiungono un parco macchine mostruoso - conta all'incirca 460 auto, senza prendere in considerazione i DLC - e un sistema interno di achievement che tiene in considerazione il vostro livello nelle singole specialità (comprese cose secondarie come il successo dei vostri telai in rete, l'abilità nella fotografia, e tanto altro ancora).

Contenuti irraggiungibili

Scendiamo nel dettaglio con un bell'elenco: una soluzione stilisticamente atroce per un articolo, ma assolutamente obbligatoria quest'oggi, perché Forza Horizon 4 ha così tanti contenuti da costringerci a scrivere con il gioco acceso in sottofondo per non perdere pezzi per strada. E cominciamo dai classici, visto che nella creatura di Playground ci sono rispettivamente: gare su strada, corse su sterrato, sfide sprint, Cross Country, gare clandestine con tanto di traffico e un numero smodato di autovelox, salti folli e strade dedicate al drifting pronti ad assegnarvi da una a tre stelle. Non è però ovviamente tutto, poiché abbiamo già citato le esibizioni - folli corse parzialmente scriptate dove si affrontano treni, jet a reazione e una serie di altri veicoli più o meno imprevedibili, favolose per mostrare i muscoli dell'engine - ma non vi abbiamo ancora parlato delle "missioni storia": attività alternative che vi vedono nei panni di uno stuntman, vi mettono alla guida di auto velocissime, vi portano ad affrontare le sfide di un club del drifting o, addirittura, al servizio di una irritante streamer appassionata di giochi di guida.

Queste strambe "quest" sono una trovata discretamente geniale all'interno della campagna principale, poiché permettono di guidare veicoli impossibili da ottenere a inizio carriera e spezzano alla grande il ritmo; tuttavia ammettiamo che a tratti la loro implementazione ci è parsa un po' affrettata, vista la semplicità di alcuni dei capitoli (certe missioni durano davvero un paio di minuti o poco più). Nonostante si potesse far meglio, non è davvero il caso protestare: in un gioco mostruosamente ricco come Horizon 4 questi compiti extra non sono che la ciliegina sulla torta. D'altronde le competizioni riempiono una mappa già di suo enorme (e piena di insegne con effetti vari, dal guadagno di crediti a quello di influenza), aumentano salendo di livello fino al raggiungimento della sfida finale per ogni singola categoria, e sono tutte personalizzabili in un comodo menu prima della partenza come in passato, affrontabili con varie classi di veicoli, o addirittura inserite in campionati stagionali. Già, perché la prima fase della campagna permette di testare tutte e quattro le stagioni una dietro l'altra con esibizioni dedicate, ma una volta finito il primo gruppo di competizioni Forza Horizon 4 si apre, dando il via a un cambio settimanale delle stagioni (mutano ogni giovedì), con una serie di gare temporanee e altre chicche legate all'online. E parlando di online...

Tutti insieme verso quel burrone

I Forza sono sempre stati titoli piuttosto rilassati per quanto riguarda la competizione: esperienze spassose, con un multiplayer non particolarmente aggressivo - sportellate permettendo - e alcune modalità lontane da quelle dei racing classici. Horizon 4 ha deciso però di cambiare parzialmente melodia, con l'introduzione delle avventure a squadre classificate e delle leghe. Precisiamo: nella mappa di gioco sarete sempre connessi se lo vorrete, con gli altri giocatori liberi di gironzolare e svolgere le proprie attività indisturbati (ma non di venirvi addosso, visto che il ghosting è attivato per chiunque non faccia parte del vostro team); oltre alle normali sfide per strada, però, avrete la possibilità di affrontare delle gare classificate - non sbloccate da subito - che in base ai risultati ottenuti vi posizioneranno in varie leghe stagionali al termine delle quali si ottengono vari premi tra auto, personalizzazioni per il vostro guidatore e molto altro. Non temete, l'online classico non è chiaramente sparito, e ad esso si aggiungono anche gli eventi Forzathon Live, che vedono delle zone specifiche della mappa "attivarsi" e offrire sfide cooperative multiple per ottenere punti poi spendibili nel negozio Forzathon. E per la cronaca, non sembrano esserci microtransazioni di sorta nel gioco.

Il negozio Forzathon è pur sempre uno store i cui oggetti in vendita cambiano ogni settimana, e i punti necessari ad acquistare si ottengono sia grazie agli eventi Forzathon live, che completando delle sfide a tempo (possono andare dal semplice possesso di una specifica auto prestigiosa al completamento di certi obiettivi). Parallelamente a questi token l'unica altra moneta sono i crediti classici, ottenibili attraverso giri della ruota della fortuna - visti anche nei vecchi capitoli, e qui incrementati - o la semplice vittoria nelle varie competizioni, con modificatori variabili in base a difficoltà e aiuti attivati. Abbiamo cercato parecchio tra menu e negozio, e non sembrano esserci facilitazioni nel gioco al di fuori del Pass Vip, che raddoppia le vincite in gara se acquistato. Non che significhi molto, considerando che la fonte primaria di grossi guadagni sono quasi sempre le ruote della fortuna. Va detto, tuttavia, che in Forza Horizon 4 sarete più propensi alla spesa rispetto agli altri capitoli, per via della presenza di proprietà sparse per la mappa davvero costose. L'ottenimento di tutte le case è del tutto facoltativo, questo è vero, ma sono un simbolo di benessere piacevole da sfoggiare, offrono utili zone per il viaggio rapido, permettono di ottenere sorprese extra, e rappresentano un utile hub per eseguire sulla propria vettura tutte le azioni prima relegate alla zona centrale dell'Horizon Festival. Una aggiunta molto piacevole insomma, che pecca solo della mancanza di personalizzazioni dedicate.

I colori di Albione

All'interno dei vostri rifugi troverete ad aspettarvi anche tutte le chicche viste nei vecchi Forza, con qualche significativa aggiunta: la personalizzazione del proprio pilota, appunto, con un gran numero di vestiti e oggetti tra cui scegliere (lo stesso non si può dire dei volti, piuttosto contati); il menu per il tuning e il completissimo editor delle livree, dove ancora una volta sarà possibile scaricare le opere e le modifiche alle auto di altri giocatori o rendere pubbliche le proprie; e la casa d'aste, un'ottima fonte di denaro nel caso si ottengano a casaccio bolidi che non si desidera utilizzare. Tra queste quattro mura potrete pure sbloccare gli immancabili "gioielli dimenticati", ovvero auto abbandonate per la mappa in garage sfatti e ben nascosti, che verranno riparate dai campioni del festival per venir poi sfoggiate tra i vostri possedimenti. Sono prevedibilmente per la maggior parte auto britanniche leggendarie, che verranno periodicamente svelate avanzando tra i campionati, e vi porteranno a sfruttare al meglio la "modalità drone" per non perdere troppo tempo nella caccia al tesoro. Non che sia un male gironzolare per le mappe di Horizon 4 osservando il paesaggio, anzi.

Tecnicamente Forza Horizon 4 è dopotutto uno dei giochi più straordinari mai visti all'interno del genere: uno splendore sia per la qualità della mappa di gioco che per la cura riposta nelle centinaia di auto utilizzabili. Tutto è incredibile: numero di poligoni delle vetture, riflessi sui telai, effetti atmosferici, vegetazione, e il fascino antico di Edimburgo risulta nettamente superiore alla freddezza della zona cittadina del precedente capitolo. Ora, per ottenere un colpo d'occhio così eccezionale i Playground hanno "barato", e si sono allontanati dalle lande britanniche non solo morfologicamente ma anche stilisticamente, pompando al massimo la saturazione dei colori e rendendo molto più "poetiche" certe zone che nella realtà non sarebbero altro che un monotono susseguirsi di campi e animali da pascolo; il risultato finale è però assolutamente eccezionale e rende una location potenzialmente molto meno variegata di quelle viste in passato quantomai imprevedibile e sorprendente. Una cura simile la si ritrova anche nel sonoro, dove oltre a una colonna sonora d'eccezione legata alle varie stazioni radio (quella incentrata sulla musica classica ogni tanto fa partire il tema di Halo, giusto per precisare quale sia la nostra preferita), non manca una notevole cura per doppiaggi e rumore dei motori. E se non vi basta tutto questo, tenete a mente che in futuro arriverà pure un editor di piste, con cui i giocatori potranno tracciare percorsi a piacere nella mappa.

Tutto perfetto dunque? Siamo davvero davanti allo zenith assoluto dei racing arcade? Beh, sì, Horizon 4 è con ogni probabilità il picco più alto toccato all'interno di questo genere, e le lodi sperticate fatte finora dovrebbero bastare a convincervi. Non è però completamente privo di difetti. Le migliorie grafiche hanno infatti reso il titolo piuttosto instabile su Xbox Base, dove i 30 FPS reggono per la maggior parte delle gare, ma il frame rate tende a traballare pesantemente durante le esibizioni o in zone ricche di vegetazione quando le condizioni atmosferiche sono particolarmente avverse. Lo abbiamo poi già detto, ma gli eventi alternativi possono venir sensibilmente migliorati, così come gradiremmo campionati dedicati completamente al drifting - le zone specifiche e il club sono carini, ma insoddisfacenti per gli amanti di questa disciplina - e un rimaneggiamento delle meccaniche delle corse sprint. Ed è il caso di esser completamente cristallini: ogni magagna da noi citata è una minuzia trascurabile, tanto che su Xbox One X i problemi di frame rate si annullano ed è possibile selezionare un'opzione per i 60 FPS che a livello di dettaglio non sfigura rispetto a quella "pompata", mentre le modalità più semplicistiche impallidiscono davanti al quantitativo di attività affrontabili nel gioco. Tuttavia il fatto che ci siano delle piccole incrinature qua e là ci rassicura, perché significa che i Playground hanno ancora margini di miglioramento. Piccoli, ma esistono.

Versione testata
Xbox One
Multiplayer.it

9.5

Lettori (62)

9.2

Il tuo voto

La recensione di un titolo qualitativamente straordinario dovrebbe essere una passeggiata di salute, ma non è stato facile valutare Forza Horizon 4, non tanto per la sua qualità - assolutamente prevedibile - quanto per la difficoltà nel trovare delle mancanze all'interno di una formula portata a suoi massimi dal team di sviluppo. I Playground Games riescono ormai a superarsi ad ogni capitolo, e l'idea che ci siano ancora degli elementi perfezionabili all'interno delle loro opere è consolante, perché se non altro lascia un minuscolo spiraglio alla concorrenza. C'è ben poco altro da dire: se amate i racing arcade comprate Forza Horizon 4. Non esiste davvero niente di meglio in circolazione.

PRO

  • Contenutisticamente impressionante e ulteriormente arricchito dalle stagioni
  • Basi straordinarie, sempre solidissime e ulteriormente perfezionate
  • Parco macchine mostruoso e veicoli estremamente curati
  • Tecnicamente eccelso

CONTRO

  • Gare sprint, sfide drifting e attività alternative possono ancora venir migliorate
  • Su Xbox base il frame rate non è sempre stabilissimo