Frontline: Fields of Thunder - Recensione  0

I soldatini di Blitzkrieg cambiano nome e tornano per far rivivere a tutti noi la battaglia di Kursk, nell'ennesimo strategico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   06/04/2007

Sturmtruppen pronten all’azionen!

Come abbiamo già accennato, Frontline offre al giocatore la possibilità di affrontare la modalità multiplayer e le due campagne in singolo entrando nell’uniforme di un ufficiale tedesco o russo, per un totale di 10 missioni a campagna. Prima di prendere parte all’azione vera e propria è possibile, oltre che caldamente consigliato per i novizi del genere (e della serie Blitzkrieg in particolare), prendere parte ad un esauriente tutorial sulle funzionalità di base ed avanzate delle proprie truppe, arrivando preparati agli scontri che il gioco offre e che, vi assicuriamo, daranno del filo da torcere anche ai giocatori più smaliziati. A conferma di quanto appena detto, qualunque sia lo schieramento scelto per la campagna, Frontline ci mette subito davanti ad un compito arduo: la prima missione con le truppe tedesche pone infatti come obiettivo la conquista di una cittadina da utilizzare come avamposto per farsi largo all’interno di una campagna piena di mine anticarro, per poi sferrare l’attacco vero e proprio alla città, l'obiettivo finale della missione. Diventa a questo punto d’obbligo soffermarsi sul realismo del gioco, apprezzabile tra l’altro tramite l’Enciclopedia, un elenco completo e dettagliato di tutti i mezzi coinvolti all’interno del conflitto realmente accaduto, con tanto di dati a corredo e consultabile dal menu principale. Anche per la realizzazione degli scenari del gioco sono stati dedicati sforzi in termini di realismo, rifacendosi a foto aeree dell’epoca grazie alle quali gli sviluppatori hanno riprodotto i campi di battaglia in maniera quanto più dettagliata possibile, compatibilmente con le esigenze che un videogame e nel dettaglio uno strategico può avere. La fedeltà di Frontline agli avvenimenti realmente accaduti si traduce anche in una difficoltà di gioco sopra gli standard, costringendo il giocatore a capire immediatamente che aria tira e ad adeguarsi a tale livello, elaborando strategie degne del miglior generale per riuscire a portare a termine con successo le missioni; il rovescio della medaglia è costituito dal rischio di provare più volte con scarsi risultati a raggiungere gli obiettivi del gioco, finendo inesorabilmente con lo scoraggiarsi, abbandonando prematuramente il campo di battaglia.

Largo ai Panzer

In questa nuova evoluzione di Blitzkrieg a farla da padrone sono i carri armati, veri e propri protagonisti della battaglia di Kursk. Ciò non significa però che la fanteria si debba completamente dimenticare, dato che il suo utilizzo può aiutare e anche molto i mezzi pesanti, grazie alla possibilità dei capitani di utilizzare il binocolo per aumentare il raggio di visuale, come di consuetudine preda della cosiddetta fog of war, la vera e propria piaga per il giocatore di strategici, che a dirla tutta in Frontline avrebbe dovuto essere implementata un po’ meglio, visto che i difetti riscontrati in fase di hands on sembrano rimasti anche nella versione finale del gioco (molto poco realisticamente, la visuale non aumenta salendo su di un altopiano).
Il multiplayer, contrariamente a quanto possa essere lecito aspettarsi di questi tempi, non risulta degno di nota, in quanto consiste nella sola modalità capture the flag, tra l’altro già vista all’interno di Blitzkrieg 2: l’obiettivo è quello di conquistare edifici ed altri oggetti chiave sparsi sulla mappa, per ottenere punti e rinforzi per il proprio schieramento, impedendo contemporaneamente all’avversario di acquisire le stesse cose di cui sopra. Niente che non sia stato già visto, insomma, e niente per cui valga la pena passare notti insonni davanti al PC.

Tecnicamente parlando

Passando al lato puramente tecnico di Frontline, in particolare alla grafica, troviamo un motore di gioco adeguato alle scene più concitate di battaglia, in grado di soffrire di perdite di FPS molto raramente anche sui sistemi meno performanti, a cui conferma troviamo i requisiti di sistema, abbastanza abbordabili. I dettagli delle unità sono curati, in particolar modo i mezzi corazzati, senza però dimenticare fanteria e simili, mentre risulta molto realistico il passaggio dei carri armati sull’ambiente circostante, il quale si modifica con cadute di alberi, distruzione di recinti ed altro, rendendo i vari movimenti di guerra molto belli e “distruttivi” da vedere. L’unica vera pecca del comparto grafico è lo scarso livello di zoom: pur non volendo contare i capelli in testa ad ogni singolo soldato, sarebbe stato piacevole poter apprezzare maggiormente quanto il gioco ha da offrirci, soprattutto in considerazione di quelli che ormai sono gli standard che il genere ha più o meno adottato al proprio interno. Passando al sonoro, ci viene incontro una colonna sonora che fa il suo lavoro adattandosi ai vari momenti della battaglia ed un doppiaggio tedesco/russo delle unità che non dispiace, risultando anzi talvolta anche divertente per noi italiani.

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • CPU: Pentium4/Athlon 2 GHz
  • RAM: 512 MB
  • Scheda video: GeForce4/Radon 9000 128 MB
  • Spazio su disco: 4 GB
Requisiti Raccomandati:
  • CPU: Pentium4/Athlon 3 GHz
  • RAM: 1 GB
  • Scheda video: GeForce5/Radon 9600 128 MB
  • Spazio su disco: 4 GB
Configurazione di prova:
  • CPU: Athlon64 X2 3800+
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: GeForce 7900GT

Commento

L’esperienza maturata da Nival con Blitzkrieg si riversa completamente in Frontline, riprendendo gran parte degli aspetti dello strategico che qualche anno fa ricevette i meritati elogi, pur senza finire nell’Olimpo dei videogames. Adesso però, la nuova fatica degli sviluppatori russi deve fare necessariamente i conti con gli strategici usciti di recente, tra tutti Company of Heroes ed il risultato, purtroppo per Frontline, non è a suo favore. Un multiplayer maggiormente curato e l’introduzione di una qualche innovazione nel sistema di gioco di Blitzkrieg avrebbe potuto portare l’ago della bilancia un po’ più verso il lavoro di Nival, che a conti fatti risulta un’occasione persa per la consacrazione dell’intera serie. Comunque sia, il realismo ed il livello di difficoltà metteranno a dura prova le menti belliche dei videogiocatori di tutto il mondo, compresi ovviamente i fan sfegatati della serie Blitzkrieg che comunque non rimarranno delusi, pur desiderando qualche innovazione che magari potrà arrivare in futuro con un’espansione.

Pro

  • Molto realistico
  • Se amate i mezzi corazzati avrete pane per i vostri denti
Contro
  • Difficoltà elevata
  • Nulla di nuovo sotto il sole
  • Scarso livello di zoom

Blitzche?

Il numero di strategici ambientati durante il conflitto bellico più grande della storia è secondo solo alle battute che nel corso di questi anni si sono spese per evidenziare il suddetto fenomeno, estesosi a macchia d’olio non solo tra questo genere ma un po’ in tutti gli altri del mercato videoludico, riproponendo scontri tra Alleati ed Asse più o meno in tutte le salse. Tuttavia, Frontline: Fields of Thunder non è l’ennesimo esperimento di un neonato team di sviluppo, ma il frutto dell’esperienza maturata da Nival Interactive nel corso del tempo attraverso due capitoli di Blitzkrieg e relative espansioni: il nuovo nome quindi non vi tragga in inganno. In occasione di questo nuovo capitolo della serie Blitzkrieg, in cui ci sentiamo comunque di includere Frontline (date le sue analogie col passato a dispetto del nuovo nome), l’attenzione si pone per una volta sul fronte est della battaglia in Europa, lasciando quindi a riposo i soldati angloamericani e mettendo il giocatore nei panni di un generale tedesco o russo, a seconda della sua preferenza. Lo scenario dell’azione è la battaglia di Kursk, a cui prese parte il più alto numero di mezzi corazzati della storia, nota da cui possiamo evincere che gli avvenimenti di Frontline sono più orientati al combattimento tra carri armati, cannoni anticarro e compagnia cantante, ponendo la fanteria in un secondo piano, orientandola più al supporto per i bestioni di metallo che ad un ruolo di prima linea, come vedremo in seguito.