GeForce RTX 3070 Founders Edition, recensione: tanta potenza a un ottimo prezzo

La recensione della NVIDIA GeForce RTX 3070 Founders Edition, che punta al 1440p con ray tracing e DLSS, promettendo prestazioni simili a una 2080 Ti per un prezzo decisamente inferiore.

RECENSIONE di Mattia Armani —   27/10/2020
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Con la recensione della GeForce RTX 3070 Founders Edition abbiamo soppesato la più economica delle RTX 3000 attualmente in circolazione, comunque pensata per gli utenti enthusiast ma decisamente più abbordabile delle sorelle maggiori. Ha infatti un prezzo consigliato di 519 euro che colpisce nel segno vista la promessa di prestazioni paragonabili a quelle di una RTX 2080 Ti, raramente reperibile al di sotto dei 1200 euro. Certo, si ferma a 8 GB di memoria, ma è una scheda che punta direttamente al 1440p ad alto framerate e guarda a un pubblico più ampio della più costosa RTX 3080. Anche per questo, complice un rinvio di due settimane, dovrebbe poter contare su una disponibilità decisamente superiore a quella della sorella maggiore che come sappiamo fin troppo bene è più difficile da trovare di un corvo bianco.

Caratteristiche hardware

Geforce Rtx 3070 Fe 3

In arrivo il 29 ottobre nella sua confezione a cofanetto, la GeForce RTX 3070 FE rispecchia nello stile e nei materiali la RTX 3080, riprendendo buona parte del design che caratterizza le sorelle maggiori. Manca l'illuminazione, ma non mancano gli spessi bordi di metallo vanno infatti a formare una sorta di otto, questa volta però aperto. Niente X al centro quindi per un modello che, ben più corto della 3080 con 24 centimetri per 2 slot di ingombro, riprende il raffreddamento a doppia ventola delle RTX 2000, ma lo combina con caratteristiche della nuova serie come le ventole chiuse ai lati e radiatori a vista che ricoprono l'intero frontale della scheda. Fonde insomma la vecchia e la nuova serie con quest'ultima che rispunta anche nella feritoia sul backplate, o meglio sull'armatura in plastica, dove non troviamo la ventola pull delle 3080 e 3090, funzionale al flusso d'aria dell'intero sistema, ma è presente comunque una feritoia pensata per lasciar passare parte dell'aria e per dare una mano ad allontanare l'aria calda dalle componenti centrali del sistema.

Non ci aspettiamo, ad ogni modo, una scheda calda. L'aumento di efficienza è lo stesso della sorella maggiore che come abbiamo visto sono decisamente fresche in relazione alla potenza pur montando chip di fascia superiore. In questo caso infatti a fare da protagonista c'è il GA0104-300, come il GA102 basato sul processo produttivo a 8 nanometri Samsung che in questo caso si traduce in 17,4 miliardi di transistor. Siamo quindi vicini ai 18,6 miliardi di transistor della RTX 2080 Ti e siamo decisamente al di sopra dei 10,8 miliardi di transistor della RTX 2070. Aumenta invece in misura minore la conta dei core dedicati al ray tracing che arrivano a 46, ben lontani dalla soglia dei 68 della 2080 Ti e della 3080. Ma si tratta di core che promettono fino a 1,9 volte le prestazioni di quelli precedenti grazie al passaggio a una nuova generazione come per i tensor core che salgono da 288 a 368, contro i 544 della RTX 2080 Ti, ma dovrebbero garantire comunque miglioramenti, pur non estremi, grazie a un aumento dichiarato dell'efficienza di 2,7 volte. Inoltre parliamo di una scheda che può permettersi frequenze più alte dell'ex top di gamma NVIDIA, partendo da un clock base di 1500MHz per arrivare a un boost di 1725MHz che si traduce in picchi fino a 2050MHz, una volta data in pasto la scheda alla tecnologia scanner.

Geforce Rtx 3070 Fe 4

Il tutto, lo diciamo subito, senza i problemi riscontrati dalle 3080 al di sopra dei 2GHz, probabilmente anche grazie al consumo nettamente inferiore che si ferma a 220W, cosa che rende sufficiente un connettore a 8-pin, anche se di poco visto che garantisce un massimo di 225W assieme allo slot PCIe. In ogni caso non parliamo di una scheda da overclock che mantiene i consumi contenuti anche grazie all'utilizzo di memoria GDDR6 a 14 Gbps. Stessa tipologi ae velocità, quindi, di quella montata sulla RTX 2080 Ti, seppur limitata da un bus di 256-bit che vincola la scheda agli stessi 448 GB/s di banda della RTX 2070. Ma parliamo di 3 GB in meno per una soluzione da 8 GN che è pensata per il 1440p al contrario della RTX 3080, equipaggiata con 10 GB memoria a 19 Gbps per evitare problemi in 4K. In ogni caso fattori come l'ottimizzazione dell'architettura, la memoria più veloce e l'aumento netto di CUDA core, promettono un salto vertiginoso sulla RTX 2070, con picchi superiori al 60%.

Come per la RTX 3080, va detto, l'incremento imponente in termini di CUDA core è stato ottenuto trasformando i core INT32 dell'architettura Turing in core in grado di passare dalla modalità FP32 a quella INT 32, cosa che si traduce in un totale di 5888 CUDA core contro i 4352 della RTX 2080 Ti. Quest'ultima però ne ha altri 4352 INT32 ed è probabile che risulti in vantaggio nei titoli che sfruttano in modo importante i numeri interi. In altri casi invece il numero di CUDA core dovrebbe fare la differenza riequilibrando i giochi in cerca di prestazioni complessive simili, per l'appunto, a quelle della top di gamma della scorsa generazione. Ed è questo quello che ci preme verificare dopo aver verificato la bontà costruttiva della scheda, dotata anche delle classiche tre DisplayPort 1.4a e di una HDMI 2.1 con supporto fino al 4K a 120Hz, ma prima di passare ai benchmark facciamo il punto sulle peculiarità dell'architettura Ampere.

Geforce Rtx 3070 Fe 6

L'architettura Ampere

Costruita partendo dalla tecnologia Turing, la nuova architettura NVIDIA è un'evoluzione che fa leva sui transistor a 8 nanometri Samsung per incrementare un'efficienza che arriva quasi a raddoppiare con i titoli che fanno uso intensivo di RT core e Tensor core. Abbastanza, a quanto pare, da ridurne il numero rispetto alla RTX 2080 Ti, pur puntando a eguagliare quest'ultima in quanto a prestazioni complessive. Il miracolo, però, non dipende solo dall'efficienza, o dall'aumento del numero di CUDA core effettivi. Ci sono infatti novità tecniche come lo spostamento sull'hardware del calcolo delle intersezioni del ray tracing, che velocizza notevolmente il processo. Inoltre c'è anche lo sparse deep learning, che lavora prima sui pixel più importanti dell'immagine in modo simile al Variable Rate Shading, rende più efficace il DLSS.

Con il passaggio dal primo DLSS al DLSS 2.0 è infatti emerso il vero potenziale di una tecnologia ora in grado di restituire un'immagine in 4K quasi perfetta e che, in alcuni dettagli, risulta addirittura migliorata anche partendo dal rendering in 1080p. Rende quindi l'Ultra HD digeribile da un gran numero di schede RTX, almeno quando non è chiamato a compensare, finalmente in modo efficace, il peso sull'hardware del ray tracing sfruttato in modo intensivo. Inoltre è sempre più facile da implementare cosa che si è vista al lancio, con quattro titoli subito supportati, e con l'arrivo di Fortnite, araldo di una serie di titoli che prima di fine anno supporteranno il DLSS e ray tracing. Edge of Eternity e Mount & Blade II si accontenteranno del solo DLSS, come Death Stranding e Mechwarrior 5, mentre World of Warcraft: Shadowlands partirà dal ray tracing, ma nel caso di altri nove titoli potremo godere delle due tecnologie in tandem, con tutti i vantaggi del caso in giochi pieni di luci e strade bagnate come Ghostrunner, Watch Dogs: Legions e, ovviamente, Cyberpunk.

Geforce Rtx 3070 Fe 5

Tornando al DLSS, tra le novità dell seconda versione è spuntato anche il 1080p, ma con il rendering in 720p il freno della CPU diventa ancora più netto. NVIDIA però ha pensato a qualcos'altro da offrire a chi punta al gaming competitivo al massimo introducendo la tecnologia Reflex che, eliminando la coda di rendering con tutte le GPU dalla serie 900 in poi, taglia i tempi di risposta del sistema. Garantisce così la minima latenza possibile una tolte quelle dello schermo, del mouse e del framerate, con quest'ultima ridotta al minimo utilizzando in nuovi schermi 1080p da 360Hz. Serve invece una scheda RTX per sfruttare il nuovo NVIDIA Broadcast, ora capace di rimuovere tanto i rumori quanto lo sfondo di uno streaming o di una registrazione con precisione incredibile, grazie al deep learning. Guarda invece alla creazione di film creati con gli asset dei giochi, con tanto di effetti ray tracing, il software Omniverse Machinima, purtroppo non ancora disponibile. Ma arriverà senza dubbio prima dell'applicazione pratica di RTX IO, prevista per il 2021. Ma questo non diminuisce il nostro interesse nei confronti di una tecnologia che alleggerisce la CPU, affidando la decompressione dei dati direttamente alla GPU, e promette di spingere al limite le unità SSD PCIe 4.0, consentendo di caricare l'intera demo di Marble in 1.61 secondi contro i 5.02 impiegati da un Threadripper da 24 core equipaggiato con la stessa SSD. Ma di questo, e dei possibili utilizzi in gioco, parleremo in futuro. Ora è il momento ci concentrarci sui benchmark.

Benchmark

Presente sulla più potente GeForce RTX 3080 FE, la modalità zero decibel è prevedibilmente contemplata anche dalla RTX 3070 che sulla nostra configurazione, che conta Ryzen 7 3700X con una Gigabite X570 Aorus Master e 16GB di memoria G.Skill Trident Z a 3600MHz, è rimasta intorno ai 32 gradi in idle senza muovere le ventole di un millimetro. Non ci siamo stupiti quindi di fronte a picchi di 70 gradi in gioco, dopo sessioni prolungate, con frequenze che, lasciate in mano al software, hanno superato abbondantemente il clock in boost, viaggiando regolarmente al di sopra dei 1910MHz e spingendosi fino a picchi 2050MHz. Non male per una scheda che combinando l'incremento dell'efficienza con un dissipatore più avanzato, per quanto simile per impostazione a quello della serie precedente, risulta anche più silenziosa delle Founders Edition della serie RTX 2000.

Geforce Rtx 3070 Fe 9

Tutto questo macinando 13224 punti in 3D Mark Time Spy, 8264 punti in Firestrike Ultra e 7972 punti in Port Royal che evidenziano la vicinanza alla RTX 2080 Ti, nel test dedicato alle schede RTX capace di arrivare a 7968 punti sulla medesima configurazione. Ma i benchmark sintetici non rispondono necessariamente delle prestazioni in gioco che abbiamo provato principalmente sul 3700X per avere un metro di paragone con i test precedenti. Ma abbiamo fatto qualche prova anche con un Core i7-10700 ottenendo una decina di fps in più in molti giochi, ovviamente in 1080p, laddove Shadow of the Tomb Raider ne guadagna fino a 15. Siamo comunque di fronte a una scheda che con una qualsivoglia configurazione moderna garantisce senza alcun dubbio framerate estremi in 1080p: guarda infatti al 1440p e può senza dubbio mettere piede anche in Ultra HD.

Ce lo dicono anche i test in rendering nativo che in 4K ci hanno restituito 70fps in The Witcher 3, 57fps in Shadow of the Tomb raider e 57fps in Metro Exodus, un titolo capace di regalare scorci mozzafiato. Tutto ovviamente con il preset grafico più alto, preferendo situazioni che mettono sotto stress la scheda laddove non si tratta di benchmark integrati nel gioco. Passando alla combinazione tra DLSS e ray tracing, invece, incontriamo control Control che ha toccato 53fps con la combinazione tra DLSS in modalità prestazioni e ray tracing mentre Wolfenstein, più leggero, si è spinto fino a 112fps. Per Control invece è già possibile arrivare a 53fps con il DLSS in modalità performance, mentre Wolfenstein: Youngblood è una scheggia a prescindere dall'attivazione o meno del ray tracing. Death Stranding infine si accontenta del DLSS 2.0, ma offre comunque panorami mozzafiato superando i 90fps in 4K.

Wolfenstein Youngblood Rtdlss

Va da se che le prestazioni in 1440p siano eccellenti con 98fps in Death Stranding, 97 in Shadow of the Tomb Raider, 120 in the Witcher 3, 175 in Wolfenstein e 88 in Metro Exodus, restando sul rendering classico, e arrivano addirittura a migliorare con la combinazione tra ray tracing e DLSS che spinge Wolfenstein: Youngblood fino a 178fps in modalità prestazioni e tocca quota 72fps con Metro: Exodus. In alcuni casi il ray tracing resta un osso duro, ma ci aspettiamo ulteriori ottimizzazioni e ulteriori evoluzioni per il DLSS che è senza dubbio una delle chiavi per rendere le alte risoluzioni uno standard.

Risulta inoltre possibile guadagnare qualcosa con l'overclock che nel caso della RTX 3070 FE porta benefici tangibili. Una spinta di 100 MHz sulla GPU e di 500 MHZ sulla memoria, lasciando comunque la scheda libera di autoregolarsi in modo da mantenere le temperature a circa 70 gradi, garantisce infatti fino al 7% di guadagno prestazionale e c'è probabilmente spazio per ottenere qualcosa in più, pur restando entro i 225W di consumo massimo determinati dal solo connettore a 8-pin.

In media comunque parliamo di una media prestazionale inferiore del 25% rispetto alla RTX 3080 FE, cosa che piazza la scheda allo stesso esatto livello della RTX 2080 Ti. In alcuni casi quest'ultima prende il sopravvento, mentre in altri la GeForce RTX 3070 FE risulta sensibilmente avvantaggiata, ma nel complesso le due schede si fronteggiano alla pari, anche in 4K, con la nuova RTX che risulta leggermente più veloce in 1440p. Il pareggio, tra l'altro, è un ottimo risultato per una scheda da 520 euro che punta a garantire una longevità elevata in 1440p, laddove mette in campo ottime prestazioni anche nel caso della combinazione di ray tracing e DLSS.

Commento

Prezzo
519 €
Multiplayer.it

9.3

La NVIDIA GeForce RTX 3070 Founders Edition ha effettivamente rimpiazzato la RTX 2080 Ti con un modello più fresco, più silenzioso e molto più economico che ha fatto storcere il naso ai possessori della top di gamma della serie precedente. Ma è facile che succeda quando si verifica un salto prestazionale importante che in questo caso si aggira intorno al 50% rispetto alla GeForce RTX 2070 e ci mette di fronte a un'ottima scelta guardando al 1440p, soprattutto con la combinazione di DLSS e ray tracing. Quest'ultimo, va detto, resta un osso duro quando applicato in modo massiccio, ma ci aspettiamo una crescita dell'ottimizzazione e ulteriori evoluzioni del DLSS.

PRO

  • Fresca, silenziosa e accattivante
  • 1440p ad alto framerate senza compromessi
  • Supporto in netto aumento per ray tracing e DLSS
CONTRO
  • Nemmeno un briciolo di illuminazione
  • Il ray tracing applicato in modo massiccio è ancora impegnativo per l'hardware