Harry Potter: Wizards Unite, la recensione 8

Dopo aver approfondito il sistema di gioco, tiriamo le prime somme sul nuovo titolo di Niantic: la nostra recensione di Harry Potter: Wizards Unite

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   01/07/2019

Indice

Vi abbiamo già parlato in abbondanza di Harry Potter: Wizards Unite prima di questa recensione. In particolare in occasione dell'evento tenutosi in quel di Los Angeles al quale abbiamo partecipato in prima persona. A distanza di un paio di settimane e dopo un lancio globale che ha riscosso un buon successo, pur senza far gridare il miracolo e ben lontano dai numeri che fece tre anni fa Pokémon GO, è ora il momento di tirare le somme su questo nuovo esperimento di Niantic legato al Wizarding World nato dalla mente di J.K. Rowling. È difficile dare un giudizio univoco su un titolo mobile che vive così visceralmente la sua natura legata alla realtà aumentata ed è chiaro che se non siete stati sostenitori dei precedenti Ingress e del già citato Pokémon GO, difficilmente Wizards Unite potrà essere il vostro GOTY. Questo non eclissa però gli ottimi passi in avanti fatti da Niantic (in collaborazione con lo studio di San Francisco di Warner Bros Games) nell'impianto di gioco e nei contenuti presenti fin dal lancio, in numero maggiore rispetto a quelli presenti nel cugino con i mostriciattoli dopo addirittura tre anni di vita.

La Calamità e le nostre possibilità

Il consiglio iniziale è quello di recuperare il nostro precedente provato per approfondire tutto ciò che concerne la trama inserita nel titolo e le meccaniche di base del gioco, che qui abbozzeremo solo per dovere di completezza in sede di recensione. Harry Potter Wizards Unite si innesta all'interno del mondo del maghetto più famoso di sempre con l'obiettivo di richiamarci all'ordine per affrontare la cosiddetta Calamità. Evento particolarmente spinoso da gestire per il Ministero della Magia, sta disseminando una moltitudine di elementi magici all'interno del mondo dei Babbani, portando così ad alzare esponenzialmente il rischio di rovinare quella segretezza magica mantenuta e protetta per decenni. Ambientato dopo gli eventi della saga principale (lo si capisce da alcuni dialoghi presenti in gioco), questo pretesto rappresenta il punto di partenza per disseminare la mappa del mondo (quello reale) di eventi da compiere per risolvere la calamità. Il gameplay nudo e crudo si svolge in maniera semplice ed immediata, ma non per questo insignificante.

Il vostro obiettivo è quello di realizzare sullo schermo dei movimenti per disegnare i glifi relativi a specifici incantesimi. Ognuno di questi viene utilizzato in una situazione contestuale e non è possibile scegliere in prima persona quale lanciare. Gli eventi richiedono di scacciare semplici disturbatori, così da poter liberare l'elemento magico e riportarlo al luogo che gli appartiene, oppure di affrontare scontri veri e propri. Questi possono avere luogo contro creature del mondo magico, ma anche lupi mannari e mangiamorte. Durante questi faccia a faccia vi sarà richiesto di lanciare più incantesimi fino a scaricare del tutto la barra della resistenza nemica (che rappresenta gli HP), difendendovi dagli attacchi avversari per evitare di essere voi a soccombere. Proprio gli scontri vivono anche di una seconda natura, quella delle Fortezze. Disseminate per il mondo in base ai punti di interesse, richiedono una runa per essere "aperte", così da poter ottenerne l'accesso. Queste si tramutano in veri e propri raid che è possibile affrontare fino in cinque giocatori e che richiedono di sconfiggere un maggior numero di nemici in successione. Ne esistono una quantità ancora difficile da decretare, e ogni volta che se ne conclude una si sblocca automaticamente quella di livello successivo. A concludere gli elementi principali sulla mappa ci pensano le locande, necessarie al recupero dell'energia che viene utilizzata per lanciare gli incantesimi, e le serre che invece tornano utili per raccogliere ingredienti per le pozioni.

Quello che non conoscevamo

Avevamo lasciato in sospeso due elementi legati proprio a locande e serre durante il primo provato, consapevoli di dover approfondire il titolo per farci un'idea. Nelle ore successive al lancio globale, Niantic si è subito fatta trovare pronta di fronte alle richieste dei giocatori aumentando sensibilmente il quantitativo di energia ricavabile dai cibi consumati. È per questo che, allo stato attuale, ci sentiamo tranquilli nell'affermare che, a meno che non viviate in zone sperdute, sia dannatamente difficile scaricare più energia di quanta se ne possa raccogliere in giro. Questo è un ottimo segnale per un titolo che inizialmente sembrava avaro in questo senso, con il rischio di renderne più difficile e scaglionata la fruizione. Un altro dettaglio riguardo le locande è quello relativo ai Detector Oscuri, oggetti che (in pieno stile Modulo Esca di Pokémon GO) tornano utili per attirare più eventi nelle proprie vicinanze e che hanno una durata di mezzora. Possono essere piazzati fino a tre Detector simultaneamente da tre diversi giocatori su di una singola locanda, così facendo si alzerà incredibilmente la possibilità di ritrovare smarriti di livello molto alto. Per le serre invece è stata aggiunta la possibilità di mettere a coltivare i propri semi.

Questi si tramutano in ingredienti che è possibile raccogliere per un breve periodo di tempo. L'elemento interessante è che ogni giocatore che si avvicina alla serra avrà la possibilità di utilizzare la propria energia e lanciare un incantesimo, per aumentare il quantitativo di ingredienti che verranno generati. Questo perché nonostante un solo giocatore possa piantare i semi, tutti potranno poi raccoglierne i frutti. Da questa prova post rilascio volevamo soprattutto capire quanto il titolo fosse divertente sul lungo periodo e fruibile anche senza dover spendere un singolo centesimo. È inutile stare a discutere di quanto il sistema possa essere o meno pay to win. Risulta evidente che spendendo soldi reali è possibile recuperare un quantitativo di oggetti ed ampliamenti per i propri inventari che rendono la ricerca e il collezionismo molto più semplice. Ciò non esclude però che il titolo sia tranquillamente giocabile senza spendere un solo euro. Questo è ciò che abbiamo provato sulla nostra pelle, senza mai ritrovarci ad essere esclusi da qualche evento per colpa di risorse limitate. È chiaro che potreste non essere in possesso di tutti gli ingredienti richiesti da una pozione, oppure mancanti di qualche cura utile a superare determinati eventi, ma ciò non toglie che questa rappresenti una problematica esistente in qualsiasi titolo, dettata anche dalla mala gestione delle proprie risorse. Concludiamo con ciò che riguarda gli eventi, il primo dei quali inizierà proprio nel corso di questa settimana e che richiederà di recuperare un certo tipo di smarriti, aumentando la quantità di punti esperienza recuperati e di risorse utili a quella specifica categoria.

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Multiplayer.it

7.5

Lettori (4)

6.2

Il tuo voto

Harry Potter: Wizards Unite è certamente partito in sordina rispetto al caso mondiale di Pokémon GO. Ciò non toglie che si tratta di un gioco più completo e meglio riuscito, in grado di spingere su quelle stesse meccaniche, aggiungendo un discreto canovaccio (che realisticamente andrà avanti per molto tempo) e impreziosendolo di tutta una serie di elementi di collezionismo molto interessanti. Se a questo si aggiunge un riuscitissimo setting e una componente RPG decisamente marcata (elementi di cui abbiamo parlato a fondo nel precedente pezzo), ne scaturisce un titolo mobile più che discreto, che non potrà chiaramente piacere a tutti, ma che potrebbe spingere anche qualche scettico della realtà aumentata ad approfondire il genere.

PRO

  • Fedele e ben innestato nel Wizarding World
  • Profondo e stracolmo di contenuti
  • Grandi potenzialità per il futuro

CONTRO

  • Mancano sempre i duelli tra maghi
  • Rischia di risultare ripetitivo per molti
  • I menù sono talmente articolati da risultare di difficile lettura per i meno smaliziati