Jade Empire: Special Edition - Recensione  6

L'action rpg di Bioware arriva su PC dopo essere stato un'esclusiva Xbox per circa due anni. Riuscirà a coinvolgere le nostre tastiere come ha coinvolto i loro joypad?

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —  08 Marzo 2007

Jade Empire strizza l’occhio alla cultura orientale vista da un americano con un hamburger in una mano e un telecomando nell’altra

Sparatutto che passione

Durante il gioco, nelle transizioni tra le diverse aree, capiterà di poter prendere parte ad una specie di gioco extra a bordo di un veicolo volante. Sostanzialmente si tratta di una celebrazione degli sparatutto verticali in cui, ai comandi della Libellula di Kang il Pazzo, dovremo sbaragliare gli squadroni nemici sparandogli addosso a più non posso. Potremo poi potenziare il nostro veicolo con vari poteri, selezionabili prima di affrontare i diversi livelli: ad esempio potremo invocare una tempesta di fuoco sullo schemo o potremo erigere una barriera a nostra difesa. Nella città Imperiale potremo affrontare una vera e propria serie di quest dedicate alla Libellula. Questi livelli non sono realizzati particolarmente bene… ma non sono nemmeno malaccio. Diciamo che si tratta di un’extra gradito per tutti quei nostalgici che amano il genere e per quelli che non disdegnano di andare “fuori tema” mentre giocano.

Sparatutto che passione

Un’ultima nota: nel menù principale è possibile accedere ai livelli della Libellula senza dover per forza entrare nel gioco vero e proprio. Alcuni di essi, comunque, saranno bloccati. Il modo per sbloccarli? Portare a termine la campagna principale.

Gestione del personaggio

Parlando proprio degli stili di combattimento, questi si dividono in varie categorie: gli stili marziali, con cui si combatte corpo a corpo contro gli avversari e sono efficaci contro tutti i nemici tranne che i golem; gli stili di supporto, che forniscono effetti aggiuntivi, contro i soli nemici umani, come il rallentamento o la possibilità di succhiare il Ki; gli stili con armi, che, come dice il loro nome, consentono di utilizzare una o due armi per combattere e sono efficaci contro tutti i tipi di nemico tranne che contro i fantasmi; gli stili magici, consentono invece di sfruttare gli elementi a proprio vantaggio, sono efficaci contro tutti i nemici tranne i demoni; infine le trasformazioni consentono di tramutarsi in un demone o in un golem prendendone tutte le caratteristiche, svantaggi compresi (ad esempio il già citato golem di giada è molto potente ma molto lento). Il vero fulcro del gameplay consiste nel crearsi un proprio modo di combattere, potenziando alcuni stili piuttosto di altri, favorendo quelli che sfruttano le proprie caratteristiche (è inutile potenziare gli stili con armi se si è accresciuto solo il Ki) ma cercando, al contempo, di avere una serie di capacità adeguate ad affrontare ogni situazione.
Jade Empire ruota intorno a molte scelte di microgestione del personaggio, come quelle appena descritte che, messe insieme, creano comunque qualcosa di abbastanza complesso e appagante da renderlo una spanna superiore a molti altri titoli dello stesso genere. Un altro esempio adatto a dimostrare quanto appena detto è la scelta del compagno da portarci dietro nelle nostre peregrinazioni. Durante il corso del gioco incontreremo molti personaggi, più o meno amichevoli. Alcuni ci attaccheranno, altri trameranno contro di noi, altri ci affideranno delle quest e altri ancora ci seguiranno per motivi più o meno nobili: Stella dell’Alba, Turbine Nero, Fiore Selvaggio, Sky, Volpe di Seta e altri hanno ognuno delle caratteristiche uniche che li rendono utili in combattimento a seconda del nostro stile. Tutti possono essere usati per attaccare i nemici o per supportare il personaggio, tranne Turbine Nero che sa solo combattere. Il supporto può avvenire in vari modi: c’è chi ripristina il Ki, chi la concentrazione, chi consente di utilizzare uno stile di combattimento unico e molto potente, chi, invece, aumenterà i danni degli stili marziali e così via. I personaggi di supporto sono intercambiabili mentre si esplora la mappa, ma non mentre si combatte, cosa che rende essenziale scegliere come si vuole essere aiutati in combattimento cercando di capire quali pericoli ci si pareranno innanzi. Ci sono poi dei compagni speciali come Kang il Pazzo e Zin Bu L’Abaco Magico che hanno funzioni uniche all’interno del gruppo: il primo è il costruttore della Libellula e, parlandogli, potrete accedere alle sezioni bonus di volo; il secondo è un inviato degli dei che svolge le pratiche burocratiche dietro le vostre azioni (sostanziamente le annota) e che vi venderà alcuni oggetti più o meno potenti a seconda dei progressi nell’avventura. [C]

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Uno scontro nell’arena della Citta Imperiale

Jade Empire: Special Edition - Recensione
La Necropoli è una delle locazioni meglio riuscite

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Questo boss è stato più debole del previsto

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Raccontami una storia

La caratteristica migliore di Jade Empire è sicuramente la sua narrazione. Non parliamo della storia in sè, che comunque è su livelli superiori alla media videoludica, ma proprio del modo di narrarla. Come accade in altri giochi di BioWare, all’inizio dell’avventura il personaggio sa poco o nulla del suo passato. Vittima di forze contrapposte potrà riuscire a compiere il suo destino solo squarciando il velo che copre la sua vita e quella delle persone che gli sono intorno (è difficile parlare di narrazione senza poter citare i diversi snodi). [C]

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Trasformati in questo modo chi può farci paura?

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Ops… siamo morti. Capita.

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Ma che bell’animaletto!

[/C]La trama si dipana lungo i sette livelli che compongono l’avventura, costringendoci spesso a compiere scelte etiche che ci vanno a posizionare su uno dei due antipodi che porteranno a uno dei tre possibili finali e tenendoci con il fiato sospeso e pieni di dubbi fino alla fine. Scegliere il proprio orientamento non sarà indifferente in termini di gameplay, ma comporterà l’adesione ideale a una delle due vie: il Palmo Aperto e il Pugno Chiuso; che poi sono sostanzialmente una rappresentazione del bene e del male. Questi due modi di intendere il proprio ruolo nel mondo consentiranno di ottenere poteri e quest peculiari, oltre a permettere di risolvere le diverse situazioni in modo differente; ad esempio, nel secondo capitolo, dovremo scegliere se eliminare alcuni nemici in modo semplice e veloce ma coinvolgendo un innocente, oppure scegliere la via più dura che però salverà la vita a quest’ultimo. Situazioni simili si ripeteranno continuamente lungo il corso del gioco, sia nei dialoghi che nelle azioni da compiere, fino al bellissimo finale in cui tutti i nodi verranno al pettine e, volendo, si potrà ribaltare completamente la propria “filosofia di gioco”, cosa utile soprattutto per vedere i vari finali senza dover per forza rigiocare tutto dal primo capitolo.

scegliere il proprio orientamento non sarà indifferente in termini di gameplay, ma comporterà l’adesione ideale a una delle due vie

Raccontami una storia

Tecnicamente Jade Empire è un prodotto notevole, soprattutto in virtù del suo essere una conversione di un titolo vecchio di un paio d’anni. Non ci sono veri e propri miracoli a livello visivo, ma alcune ambientazioni sono molto belle, ad esempio la Necropoli della Città Imperiale o il palazzo dell’Imperatore, e le nuove texture non fanno gridare allo scandalo come invece avviene spesso e volentieri nelle conversioni da console a computer (Capcom, sei in ascolto?). Anche il sistema di controllo è stato adattato in maniera ottimale, andando a sfruttare la maggiore presenza di tasti su una qualsiasi tastiera rispetto ad un joypad. Insomma, si vede che gli sviluppatori, pur non rivoluzionando la formula originale, hanno capito che una conversione grezza di un pur ottimo gioco avrebbe prodotto molto disappunto nella comunità dei giocatori e si sono regolati di conseguenza, cercando il più possibile di rendere il loro prodotto godibile al massimo anche su PC. [C]

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Che ne dite di un bel combattimento nei sogni?

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Un combattimento a difesa di questo piccolo ponte

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Qui si mette male…

[/C] Special Edition e difetti vari
Ma veniamo alle note dolenti. Diciamo subito che la cosa che più ci ha deluso è che di “special” ce ne sono veramente pochi: a parte i miglioramenti grafici ci sono un paio di stili marziali nuovi, uno per ogni via, un nuovo nemico e… basta. I primi due sono interessanti ma sostanzialmente inutili, il secondo è ben fatto ma non è che aggiunga molto, anche perché lo si incontra raramente. Insomma, sarebbe stata gradito qualche extra in più, tanto per giustificare la dicitura Special Edition, piuttosto che essere presi in giro con queste due aggiuntine che nemmeno si notano. Non si poteva fare quello che ha fatto Lionhead con Fable: The Lost Chapters? Ovvero aggiungere qualche ora di gioco in più, magari allargando delle aree o aggiungendo dei nuovi capitoli?
Ma veniamo ai difetti ereditati dalla versione Xbox. Jade Empire: Special Edition è un po’ troppo facile. La maggior parte dei combattimenti si risolvono senza troppi patemi d’animo e spesso sono proprio i boss a deludere non riuscendo a reggere il peso della loro fama, boss finale compreso che è andato giù dopo un paio di tentativi. Le cose migliorano quando, una volta finito il gioco, si può accedere alla modalità maestro che è decisamente più impegnativa ma che presuppone anche la voglia del giocatore di rigiocarsi tutto. Anche in questo frangente viene da chiedersi dove sia la tanto sbandierata intelligenza artificiale rinnovata, visto che i nemici non hanno mai proposto tattiche originali e particolarmente impegnative che li differenziassero dalla versione console. [C]

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Esempio di automapping

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Ce ne sono di cose che vanno male in questo impero

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Canto Funebre, un’altra bellissima locazione

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Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • Processore: Pentium 3 1.8 Ghz o AMD equivalente
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: Compatibile con le Direct X 9.0 e con gli Shader 2.0, dalla GeForce 6200 o dalla ATi 9500 in su
  • Spazio su disco: 8.0 GB
Requisiti Consigliati:
  • Processore: Pentium 4 3,0 Ghz o AMD equivalente
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Compatibile con le Direct X 9.0 e con gli Shader 2.0, dalla GeForce serie 6800 o dalla ATi serie X600 in su
  • Spazio su disco: 8.0 GB
Configurazione di prova
  • Processore: Intel Pentium 4 3,4 Ghz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: NVIDIA 7800GT

Conclusioni

Jade Empire: Special Edition è un bellissimo gioco di arti marziali, che combina l’azione pura con una trama avvincente. Pur avendo qualche annetto sulle spalle rimane un ottimo prodotto che merita di essere provato anche dagli utenti PC. Imperdibile per gli amanti delle storie articolate e ben narrate.

Pro

  • Narrazione appassionante
  • Sistema di combattimento vario
  • Ottima microgestione del personaggio
Contro
  • Pochissime novità rispetto alla versione Xbox
  • Facile
  • Non lunghissimo

Le vie del dragone sono infinite

Perché gli spiriti non riescono più a riposare in pace nell’Impero di Giada? Cosa li tormenta al punto da renderli pericolosi per i viventi? Voi, nei panni di un allievo (o allieva) del Maestro Li di Due Fiumi, dovrete affrontare il vostro destino, superando traversie innumerevoli, combattendo contro spettri e Assassini del Loto e arrivando a confrontarvi con l’imperatore stesso. Il vostro destino è scritto nella storia dell’Impero ed è arrivato il momento di compierlo. Però ricordatevi di chiudere il gas, prima di uscire di casa… altrimenti rischiate di dare fuoco al villaggio.
Jade Empire è un action con molte venature RPG che strizza l’occhio alla cultura orientale vista da un americano con un hamburger in una mano e un telecomando nell’altra. Insomma, la cultura orientale non produrrebbe mai un gioco del genere e, soprattutto, non dividerebbe mai il mondo in bene e male in modo netto come viene fatto qui. Non che questa sia una critica al gioco in sè, sia chiaro, l’orientalizzazione è un’operazione lecita e non è la prima volta nella storia che l’occidente tenta di leggere l’oriente. Più semplicemente è d’obbligo sgombrare il campo da certi luoghi comuni e da formulette di facile consumo per tentare di essere il più obiettivi possibile.
All’inizio del gioco occorre selezionare il personaggio tra una rosa di sei predeterminati (è comunque possibile personalizzarli). Ognuno di essi ha caratteristiche diverse dagli altri, ma visto che queste sono soltanto tre (energia, mente, concentrazione) è possibile, accumulando punti esperienza e scegliendo di utilizzare alcune gemme piuttosto che altre, rivoluzionarlo completamente, sviluppandolo in una direzione opposta a quella di partenza. [C]

Jade Empire: Special Edition - Recensione
La Città Imperiale

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Alcuni personaggi secondari sono ben caratterizzati

Jade Empire: Special Edition - Recensione
Battere questo tizio vi farà mettere le mani sopra un’arma eccezionale

[/C] Questo tanto per ribadire che la componente GDR è secondaria rispetto all’azione vera e propria, e all’abilità nell’utilizzare le varie tecniche di combattimento, che sono il vero fulcro del gioco. Ma andiamo con calma e manteniamo il sangue freddo, che di cose da dire ce ne sono molte e con la fretta rischiamo di diventare pelati come uno dei protagonisti, o come un certo tizio di Multiplayer.it di cui non mi sovviene il nome. Le tre caratteristiche di cui parlavamo poco sopra sono rappresentate nella parte in alto a sinistra dello schermo da tre barre di misurazione. L’energia (barra rossa) rappresenta i classici punti vita su cui non ci dilunghiamo per ovvi motivi, sappiate solo che quando questa sarà vuota voi starete cercando di reincarnarvi in una lontra slava. Più interessante è sicuramente la barra blu, che rappresenta il Ki del vostro personaggio e serve per eseguire le tecniche magiche: lanciare palle di fuoco, pietrificare, congelare, per aumentare i danni delle varie tecniche di combattimento, per mantenere attive le tecniche di trasformazione (come si può vivere senza trasformarsi in grossi golem di giada per dare mazzate agli inermi fantasmi?) e, soprattutto, per curarsi. La barra gialla, infine, rappresenta la mente del personaggio, ovvero la sua capacità di concentrarsi che si traduce nell’abilità unica di poter accelerare in modo esponenziale, che si traduce, a livello di gameplay, nel rallentamento dei nemici con tanto di effetto blur e desaturazione del mondo di gioco. Una specie di bullet time orientale, insomma. Oltre a questo la concentrazione permette di utilizzare gli stili di combattimento con le armi.