Jurassic World Evolution, la recensione

Jurassic World Evolution tenta di simulare il famoso parco cinematografico a tema dinosauri, tra affascinanti bestioni e un sistema economico superficiale

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   18/06/2018
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Indice

Jurassic World Evolution è l'ennesimo tentativo di trasformare la serie Jurassic Park in un videogioco. In questo caso si è scelto di farne un gestionale, affidando il lavoro agli specialisti di Frontier Development, che hanno ripreso parte di quanto già fatto con Planet Coaster e lo hanno riletto e rimpacchettato in chiave giurassica. L'obiettivo del giocatore, il gestore, è trasformare le isole Muertes in dei parchi a tema, sfruttando le ricerche sul DNA di Hammond per incubare, letteralmente, quelle che saranno le attrazioni principali: i dinosauri.

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I dinosauri carnivori in libertà mangiano gli ospiti

I parchi sono tutti strutturati in modo simile: da una parte ci sono i recinti, dentro cui bisogna mettere i simpatici bestioni, e dall'altra ci sono le strutture dedicate alla gestione del parco e all'intrattenimento del pubblico pagante, che comprendono istituti di ricerca, negozi, hotel, ma anche delle piccole centrali elettriche, delle gallerie per permettere ai visitatori di ammirare i dinosauri e alcuni edifici per la sicurezza di cui parleremo più avanti. La creazione dei dinosauri è divisa in varie fasi. Per prima cosa bisogna ottenere DNA sufficiente di ogni specie per poter avviare l'incubazione, quindi è possibile modificare lo stesso per creare delle specie uniche che, ad esempio, possono essere più aggressive, oppure meno soggette a certe malattie e così via. Se le modifiche al DNA vanno ricercate in laboratorio (insieme ai miglioramenti degli edifici e delle unità), per ottenere il DNA vero e proprio bisogna inviare delle spedizioni di scienziati in tutto il mondo a caccia di fossili da cui estrarlo. Quest'ultima è un'operazione lenta, ma utile anche per reperire dei fossili da vendere per fare dei soldi. In Jurassic World Evolution incubare un dinosauro costa di più o di meno a seconda dei valori e delle dimensioni dello stesso.

Ad esempio incubare un brontosauro costa molto di più che incubare un velociraptor, per citare due specie note. Comunque sia, quando si creano dei dinosauri bisogna tenere conto di vari fattori, dei quali il più importante è il loro nutrimento: mettere un piccolo erbivoro insieme a dei feroci carnivori è la scelta giusta per vederlo sbranato senza pietà nel giro di pochi istanti. Oltre a ciò bisogna anche tenere in considerazione la compatibilità delle specie, siccome alcune proprio non si sopportano tra di loro. È qui che Jurassic World Evolution dà il meglio di sé, chiedendo al giocatore di imparare a conoscere e gestire i dinosauri per soddisfarne le esigenze. Intorno ai simpatici bestioni sono anche costruite le missioni della campagna principale, formata da varie richieste che mirano a farci ottenere la fiducia dei principali reparti delle industrie Hammond, spesso compiendo anche dei gesti sconsiderati, come liberare un dinosauro in mezzo alla folla per studiare i sistemi di sicurezza, o venderne di appena incubati ottenendo meno di quanto sono costati.

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Erbivori e carnivori non stanno bene insieme

Nonostante alcune assurdità, svolgere le missioni assegnate è abbastanza piacevole e aiuta a coinvolgere il giocatore negli intrighi delle industrie Hammond, almeno finché non ci si rende conto che quella che dovrebbe essere la sostanza di un qualsiasi gestionale è realizzata purtroppo con grande superficialità.

Sistema economico

Il sistema economico è il vero punto debole di Jurassic World Evolution. Frontier ha in parte assunto quello di Planet Coaster in cui non c'è praticamente possibilità di passivo, con i parchi che generano reddito continuamente, più o meno velocemente a seconda della qualità della progettazione. In quel contesto comunque, un modello simile è accettabile, perché Planet Coaster è pensato più come un simulatore di attrazioni che come un epigono di Theme Park, con il giocatore che ha l'obiettivo di realizzare parchi che siano soprattutto belli, magari aggiungendoci delle giostre personalizzate realizzate con i potenti tool messi a disposizione dagli sviluppatori. In Jurassic World Evolution questa parte manca completamente e quindi il peso di un sistema economico fin troppo semplificato, quasi da titolo free-to-play, si fa sentire.

Certo, bisogna stare attenti a come si spende per non far finire i fondi e ci sono degli eventi che possono causare delle forti passività (comunque sempre recuperabili), come ad esempio l'uccisione degli ospiti da parte di dinosauri fuggiti dalle recinzioni, ma in generale l'unica vera difficoltà, se così la vogliamo chiamare, è scegliere cosa costruire prima e cosa dopo, partendo dal presupposto che alcuni edifici essenziali andranno necessariamente realizzati e che, a prescindere dal posizionamento, produrranno comunque guadagni a fronte di spese di gestione che difficilmente possono sfuggire di mano. Gli stessi negozi per gli ospiti, quelli che vendono cibo, bevande e gadget, sono stati estremamente semplificati nella gestione. Per ogni attività il giocatore può scegliere un solo prodotto da mettere in vendita tra tre disponibili, equilibrandone il prezzo in base al costo e assumendo più o meno personale a seconda del numero di clienti. Tutto qui. Del resto i parchi di Jurassic World Evolution sembra che non abbiano bisogno di altre forme di manutenzione. Ad esempio gli ospiti sono tutti educatissimi e non gettano cartacce in terra, visto che non ci servono servizi di pulizia (nemmeno igienici, se è per questo), mentre della manutenzione se ne occupano i ranger, in grado di riparare qualsiasi edificio in men che non si dica con i loro fucili magici, che deve avergli fornito Doraemon.

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Gli ospiti vagano per il parco, ma interagiscono poco con le attrazioni... anche perché quando lo fanno di solito vengono uccisi.

Un gameplay senza sfida

Gli unici momenti di sfida nel gameplay di Jurassic World Evolution sono dovuti ai fattori ambientali e alle fughe dei dinosauri. Per fattori ambientali intendiamo tempeste tropicali di vario tipo che di tanto in tanto si abbattono con violenza sul parco, danneggiando le strutture e costringendo gli ospiti a rinchiudersi in alcuni bunker costruiti all'uopo. Nelle prime isole sono molto rare, ma in quelle avanzate diventano decisamente più frequenti, costringendo spesso il giocatore ad aprire i rifugi. I dinosauri, invece, sono molto più problematici da gestire. Ognuno di essi reagisce in modo differente al recinto in cui si trova e ai compagni con cui è costretto a convivere. I fattori di stress (poca vegetazione, acqua o cibo, presenza di altre razze di dinosauri sgradite e così via) fanno diminuire il comfort del bestione. Quando un dinosauro è troppo stressato può dare di matto, iniziando a lanciarsi contro le recinzioni, distruggendole.

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Volendo si possono organizzare veri e propri scontri tra dinosauri

Come potete immaginare, una simile creatura lanciata in mezzo alla folla causa inevitabilmente una strage. I carnivori in particolare hanno la brutta abitudine di mangiare gli ospiti le cui famiglie ci faranno inevitabilmente causa, costringendoci a spendere vere e proprie fortune in avvocati. A parte nel rendere felici i dinosauri e negli avvocati, molto più pericolosi, dove sarebbe la difficoltà? Nel macchinoso modo per contenerli. Cerchiamo di spiegarci. Per recuperare un esemplare bisogna far partire un elicottero di sicurezza, sedarlo, quindi utilizzare le unità di recupero per riportarlo nel recinto. Contemporaneamente occorre riparare il recinto con i ranger. Il tutto va gestito a mano, ossia ogni compito va assegnato cliccando con il mouse. Ora, quando a scappare è un solo dinosauro, riportarlo a casa non rappresenta un grosso problema. Ma se a rompersi è un recinto con dentro, mettiamo, tre carnivori, le operazioni di messa in sicurezza del parco diventano terribilmente lunghe e frustranti.

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I veicoli si possono guidare in prima persona, magari per curare i dinosauri malati, oppure per fare qualche foto da vendere agli editori

Volendo si può prendere il controllo diretto dei mezzi e fare davvero tutto a mano, ma in questo modo la macchinosità aumenta ancora di più, visto che si è costretti a cambiare visuale più volte. Capiamo che si sia scelta questa strada per provare ad aggiungere un po' di pepe all'azione, ma a questo punto non era meglio rendere più complessa la parte gestionale, automatizzando tutte queste operazioni in modo da far concentrare l'attenzione del giocatore sui problemi del parco?

Interfaccia utente

A essere deficitaria in chiave gestionale è anche l'interfaccia utente che, come molti altri aspetti di Jurassic World Evolution, è stata resa minimale per non opprimere troppo il giocatore, creando però qualche problema di accesso alle informazioni, che richiedono sempre un click in più del dovuto per essere raggiunte. Capiamo che così sia molto moderna e aiuti a camuffare la natura del gioco, ma a volte si sente davvero il bisogno di avere più indicatori sullo schermo che ci indirizzino vero i problemi in atto. Non che manchino le statistiche, ma sono tutte nascoste e vanno richiamate manualmente. Nelle prime isole ci si fa meno caso, ma quando si iniziano ad avere più recinti per decine di dinosauri, avere qualche indicazione visiva non farebbe male.

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Il motore di gioco fa il suo lavoro

Non si tratta di un difetto insormontabile, visti anche i ritmi di gioco compassati, ma è chiaro che il tutto sia stato pensato per un pubblico meno che specializzato nel genere. Un lato dove Jurassic World Evolution eccelle è quello tecnico, che si posiziona al top del genere con dei dinosauri modellati benissimo e animati altrettanto a dovere e delle ambientazioni affascinanti e ricche di dettagli, che non sfigurano anche quando guardate a bordo di una jeep dei ranger o di un elicottero. Ottima anche la possibilità di bloccare l'inquadratura su di un dinosauro per vederlo in azione direttamente. Si sente giusto la necessità di qualche edificio in più, ma si tratta solo di un dettaglio stonato in un quadro complessivo comunque molto positivo, con la fluidità che rimane elevata anche in presenza di centinaia di ospiti. Dal punto di vista della colonna sonora c'è poco da segnalare: musiche ed effetti sono presi direttamente dalla serie cinematografica, mentre il doppiaggio dei vari personaggi è stato affidato ad attori professionisti, tra i quali spicca in particolare Jeff Goldblum, che dà la voce al dottor Ian Malcolm, che ha interpretato davvero in alcuni dei film. A livello di atmosfera si tratta di un tocco in più che farà felici gli appassionati.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10

Requisiti minimi

  • Sistema operativo Windows 7 (SP1+)/8.1/10 64bit
  • Processore Intel i5-2300/AMD FX-4300
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 1050 (Legacy GPU: GeForce GTX 660) / AMD Radeon 7850 (2GB)
  • DirectX 11
  • 8 GB di spazio su Hard Disk

Requisiti consigliati

  • Processore Intel i7-4770/AMD FX-8350
  • 12 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 1060 / AMD RX 480
  • 12 GB di spazio su Hard Disk

Commento

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
54,99 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (52)

7.6

Il tuo voto

Jurassic World Evolution è un gestionale ambiguo che si concentra completamente sull'elemento più folkloristico della serie Jurassic Park, ossia i dinosauri, abbozzando tutto il resto. Tanto per dire, il vecchio Jurassic Park: Operation Genesis era molto più profondo dal punto di vista gestionale, nonostante fosse anch'esso limitato rispetto ad alcuni concorrenti. Il risultato finale è un titolo che sarà adorato dai fan dei film e da chi ama i dinosauri, ma che lascerà indifferenti gli amanti dei simulatori di parchi, che troveranno una sfida davvero minima ad attenderli. Peccato, perché ultimamente il genere non è molto frequentato e ci avrebbe fatto piacere un capolavoro di questo livello produttivo. Sarà per il prossimo parco a tema.

PRO
  • I dinosauri sono ben fatti
  • La parte di ricerca e di gestione del DNA dei dinosauri è interessante
  • Tecnicamente ottimo
CONTRO
  • Superficiale in molti aspetti gestionali
  • Interfaccia pulita... sin troppo
  • In alcuni momenti risulta macchinoso