Kick Off 2002  0

Kick Off 2002 è un titolo che viene da lontano, dai tempi in cui solo la giocabilità poteva decidere il destino di un prodotto, quando ancora grafica e spettacolarità erano parole sconosciute ai più. Ma può un gioco di calcio, in un era dove Fifa & Co. dominano la scena e nessuno ricorda più l'originale Kick Off, trovare ancora spazio? Ascoltiamo in proposito la risposta del nostro Francesco Spanò...

RECENSIONE di La Redazione  —   18/06/2002

Il vecchio che ritorna

E’ chiaro che qui si sta parlando di un gioco per appassionati, davanti al quale molti potrebbero storcere il muso non accontendendosi della grafica scarna ed essenziale e del gameplay rude ed un po obsoleto.
La versione 2002 di Kick off, mantiene infatti la maggior parte degli aspetti tipici delle versioni precedenti del titolo, esempio lampante è la visuale (che non è possibile modificare) a “volo di uccello”, molto probabilmente questa è una scelta fatta dagli sviluppatori per mantenere intatto il gameplay, se così fosse la Anco è riuscita a lasciare immutati gli aspetti originari del gioco.
Ma le modifiche ci sono, anche se un occhio abituato ad un numero di poligoni elevatissimo potrebbe non accorgersene, i dettagli dei giocatori in campo sono stati migliorati, così come quelli dei vari campi di gioco e degli stadi.

Il vecchio che ritorna

Pur mantenendo una linea tradizionale e forse un po’ retrò, i programmatori di Kick Off, hanno tentato in piccolo di accontentare i giocatori del nuovo millennio, implemantando delle funzioni che, se analizzate obbiettivamente, non sono niente male, vediamole insieme. Innanzitutto quando decideremo di giocare questo titolo ci troveremo a dover scegliere tra un numero davvero elevato di team, ben 204 (tutte le squadre dei paesi iscritti alla UEFA) e tra oltre 4000 giocatori (naturalmente nessun nome reale) ognuno dei quali con 8 skill distintive;
Per gli amanti del sonoro, avremo a disposizione più di 50 effetti differenti tra colonne sonore, cori da stadio e celebrazioni; non mancheranno le chicche in-game, difatti potrà capitarci di vedere entrare in campo un ambulanza in seguito ad un infortunio, o potremo assistere a vere e proprie invasioni di campo da parte dei tifosi ecc.
In ultimo la sorpresa più gradita; un editor di squadre davvero potente con il quale ci si potrà dilettare a creare la propria squadra su misura, niente escluso, dai nomi dei giocatori e le loro abilità, al colore della maglia, al tipo di palla, alla capienza dello stadio ecc.
La giocabilità risente un po’ dell’influenza (positiva) di titoli tipo Iper Soccer e co., ma questo è sicuramente un aspetto positivo.

Concludendo…

Certo è che giocare a Kick Off non è molto semplice (seppur i tasti e le funzioni siano pochi ed intuitivi) sopratutto per chi ha l’abitudine di giocare titoli calcistici sviluppati al punto di diventare dei simulatori, in questo titolo la pretesa di realismo è inesistente, per questo molto probabilmente sarà apprezzato solo da un tipo di utente “old style”, da chi cioè non è stato abituato dall’inizio a muoversi tra scenari in cui la potenza delle macchine e lo sviluppo tecnologico la fanno da padroni, ma piuttosto è cresciuto insieme ai videogames e ne ha visto l’evoluzione.
Per questo motivo ci tengo a sottolineare che Kick Off ‘ 02 non deve essere giudicato come un titolo mediocre non degno di affiancarsi alle superstar del momento, ma come un pezzo di storia che ritorna rinnovato sotto certi aspetti, ma che riesce a mantenere la sua identità di arcade old school e senza troppe pretese.
Quindi, quando vedrete degli omini entrare in campo tra il frastuono del pubblico ed i coriandoli colorati e sentirete il fischio dell’arbitro, vorrà dire solo una cosa….It’s time to Kick Off.

Amarcord

Quando mi è stato chiesto di recensire il nuovo titolo della storica saga calcistica ideata da Dino Dini, Kick off ‘ 02, non nego di aver provato un forte senso di commozione (non cerebrale ;)) rivedendomi per un attimo dodicenne smanettone, seduto avanti al mio amiga che mi apprestavo a passare ore intere di agonismo virtuale, ma che sensazioni!
Inutile dire che in tempi come questi, in cui siamo abituati a vedere simulatori sportivi e di calcio soprattutto, ad alto rendimento e con un livello di realismo sia grafico che di gioco abnorme, presentare un prodotto del genere può sembrare in controtendenza, ma d’altra parte, non si può non menzionare il ritorno sui monitor del nuovo capitolo di una saga “culto” per un intera generazione di videogiocatori.