King Arthur: Knight's Tale, la recensione di un gioco di ruolo che ribalta la Materia di Bretagna

La recensione di King Arthur: Knight's Tale, un gioco di ruolo con elementi strategici che ribalta i miti del ciclo di Re Artù e della Tavola Rotonda.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   07/05/2022
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Ricordate la sigla italiana del vecchio anime dedicato a Re Artù? Stiamo parlando di Entaku no Kishi monogatari - Moero Āsā, meglio conosciuto dalle nostre parti come "La spada di King Arthur". Sicuramente se siete vecchi e sul viale del tramonto come noi, l'avrete incontrato nei vostri attacchi compulsivi di zapping televisivo, quando nella vostra infanzia giacevate abbandonati davanti a quella che al tempo consideravamo una scatola magica. "C'è un gran castello nella contea di Camelot, con mille e più scudieri al servizio di un grande Re, dal sangue blu... Re Artù... Tutti i cavalieri della Tavola Rotonda erano dei corrotti bastardi e assassini, che commettevano atrocità pa pa ra pa..." Non era così?

Eppure per introdurre la recensione di King Arthur: Knight's Tale è questa la versione più adeguata.

Storia

Artù cattivo, Mordred buono... chi lo avrebbe mai detto.
Artù cattivo, Mordred buono... chi lo avrebbe mai detto.

Sviluppato da NeoCore Games, gli stessi di Warhammer 40,000: Inquisitor - Prophecy e della serie The Incredible Adventures of Van Helsing, King Arthur: Knight's Tale racconta la storia di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda a modo suo, ribaltando completamente la situazione: Artù e il suo acerrimo nemico Sir Mordred finiscono per eliminarsi a vicenda sul campo di battaglia.

Il problema è che Artù, il nobile, saggio, generoso Re Artù, è rinato come una creatura oscura che minaccia Camelot e il mondo tutto, per motivi che vengono spiegati durante il gioco, e la Dama del Lago ha la brillante idea di usare proprio Sir Mordred per fermarlo, riportando in vita anche lui.

Così il cavaliere nero si ritrova a regnare su Camelot e su di una schiera di cavalieri riluttanti e un po' infiacchiti dagli eventi, che non si fidano per niente di chi un tempo li affrontava e uccideva sul campo di battaglia. Il nostro eroe suo malgrado deve scegliere: abbandonare la via del male, per diventare un regnante illuminato, dedito al bene e al sacro, capace di attirare alla sua corte tutti i cavalieri della Tavola Rotonda dispersi? Oppure rimanere il malvagio di sempre, compiendo atti disdicevoli e avallando ogni possibile nefandezza, così da attirare tutti i guerrieri e i maghi più malvagi e corrotti?

Nel frattempo deve anche andare alla ricerca delle tracce che conducono da Artù, combattendo ogni genere di creatura infernale. Di cose da fare ne ha a iosa.

Esplorare il Regno di Camelot

Le battagli si svolgono a turni
Le battagli si svolgono a turni

NeoCore Games sa padroneggiare bene la Materia di Bretagna. Del resto vanta nel suo portfolio una miniserie dedicata al figlio di Uther Pendragon, realizzata per Paradox Interactive tra il 2009 e il 2012. Evidentemente a qualcuno del team di sviluppo deve essere venuta voglia di riprendere il soggetto per svilupparlo in una direzione completamente differente, realizzando un gioco di ruolo strategico con combattimenti a turni dalla componente narrativa molto forte, in cui spesso siamo chiamati a compiere delle scelte morali per indirizzare il regno di Mordred. L'avventura inizia in una cella, con Sir Mordred che non ha ancora ben chiara la situazione. Il primo obiettivo è fuggire, usufruendo dell'aiuto di un altro cavaliere fatto prigioniero, Sir Kay.

Presto scopriamo di trovarci nelle segrete di Camelot e che l'intero regno è stato invaso da un male ancora senza nome, tanto che il castello stesso è nelle mani di un cavaliere in disgrazia corrotto dall'oscurità. Questa prima fase è utile per comprendere il funzionamento del gioco, quantomeno durante le missioni.

L'azione è inquadrata dall'alto e l'esplorazione è condotta o usando il mouse, dando quindi la direzione al party cliccando con il cursore sulla mappa, o usando la tastiera.

King Arthur: Knight's Tale
King Arthur: Knight's Tale

Il sistema scelto è indifferente, anche perché le cose da fare durante le peregrinazioni per foreste, cimiteri, villaggi, dungeon, castelli e ogni altro luogo iconico della Bretagna vi possa venire in mente, non sono moltissime: si può parlare con i pochi personaggi che si incontrano, tramite un sistema di dialogo a scelta multipla; si può raccogliere bottino dai vari contenitori, siano essi dei forzieri riccamente ornati o dei cadaveri di qualche malcapitato; si possono recuperare le forze riposandosi ai falò o pregando agli altari sacri; e si può combattere, quando si incontrano dei nemici.

In generale il gioco è diviso in mappe mediamente piccole, che vanno esplorate in lungo e in largo per recuperare oggetti, scovare magari qualche obiettivo secondario (che si svolge sempre sulla mappa stessa) e per raggiungere gli obiettivi principali, ben indicati dai classici segnaposto.

L'atmosfera è ottima
L'atmosfera è ottima

Da notare che gli oggetti che si trovano durante le missioni, ossia delle rune per armi e corazze, dei manufatti, delle pozioni e delle magie, possono essere assegnati ai personaggi soltanto dopo che la missione si è conclusa. Quindi niente gestione dell'inventario in itinere. Questo da una parte elimina tutta la microgestione dello stesso, che viene spostata nella sezione gestionale di cui parleremo più avanti, ma dall'altra consente di concentrarsi maggiormente sulle tattiche da usare in combattimento, costringendo a una maggiore oculatezza nell'uso dei consumabili.

Il sistema di combattimento

Esplorare può essere sia gratificante, sia noioso
Esplorare può essere sia gratificante, sia noioso

Il sistema di combattimento è il fulcro del gameplay delle missioni di King Arthur: Knight's Tale. Girando di qua e di là, prima o poi è inevitabile imbattersi in qualche nemico. A quel punto il gioco ci richiede di schierare il nostro party, composto da un massimo di cinque eroi (quattro selezionabili all'inizio della missione e uno reperibile nel caso durante la stessa), per poi iniziare il combattimento vero e proprio, che vede il mondo di gioco diviso in caselle quadrate e i personaggi muoversi spendendo i classici punti azione, che gli consentono di percorrere più o meno strada, di attaccare con le armi impugnate o di usare magie e abilità speciali.

Il sistema di gioco è abbastanza intuitivo in queste fasi e basta davvero poco per impratichirsi... anche perché in realtà non ci sono moltissime opzioni, soprattutto all'inizio. A parte lo scontro diretto, si può scegliere di bere pozioni, di mettere gli eroi in sorveglianza, ossia di farli attaccare in automatico gli avversari che entrano dentro l'area coperta, o di conservare punti azione per il turno successivo.

Ci sono anche dei nemici di taglia extra large
Ci sono anche dei nemici di taglia extra large

Interessante come viene gestita la salute delle singole truppe: ogni unità dispone di una certa quantità di vitalità, che è quella che possiamo definire la salute fissa, ossia che quando si esaurisce comporta la morte e che può essere curata solo dentro l'ospedale del castello di Camelot; quindi ci sono i punti vita, ossia la saluta variabile, quella che si recupera tutta dopo ogni missione e che può essere curata con pozioni e falò; infine c'è la corazza, recuperabile anch'essa dopo ogni missione, che rappresenta il livello di protezione di ogni eroe. Più il valore di corazza è elevato, più proteggerà dai colpi nemici. Volendo ci sono anche degli effetti magici che potenziano salute e corazza, ma dipendono dai personaggi usati.

Le classi dei personaggi sono di vario tipo: si va dai classici guerrieri dotati di armi a una mano e scudo o di armi a due mani o di due armi (ogni configurazione ha la sua classe, in realtà), si passa per arcieri e balestrieri, arrivando a maghi e guaritori (le magie vengono gestite come se fossero delle abilità e sono lanciabili all'infinito, previo raffreddamento).

Vatti a fidare della morte
Vatti a fidare della morte

Ogni classe ha le sue abilità sbloccabili, divise su tre fasce, cui si possono distribuire punti quando si sale di livello. L'esperienza, come il bottino, viene assegnata a fine missione, quindi anche la gestione di questo aspetto è stata dirottata alla fase gestionale, sempre per gli stessi motivi per cui gli oggetti non possono essere distribuiti durante le missioni. I nemici di loro possono essere banditi, cavalieri corrotti, non-morti di vario tipo e tante altre creature di dimensioni differenti, ognuna con i suoi attacchi speciali e i suoi schemi. La difficoltà dipende moltissimo dal livello selezionato all'inizio. Noi vi consigliamo di partire almeno dal terzo, se avete un minimo di esperienza con il genere, altrimenti rischierete di annoiarvi a causa dell'eccessiva facilità.

Gestire Camelot

Riconquistare e gestire Camelot è fondamentale
Riconquistare e gestire Camelot è fondamentale

Altro aspetto fondamentale di King Arthur: Knight's Tale è quello gestionale, che ci richiede di gestire il regno in vari modi. La prima cosa da fare è conquistare la fiducia dei cavalieri che si sono uniti alla nostra causa facendo crescere il loro apprezzamento nei nostri confronti, prendendo decisioni durante alcuni eventi, opportunatamente segnalati tra le missioni, ricostruendo le varie parti del castello e assegnando ruoli di prestigio ai più fedeli. Alcune scelte morali possono essere fatte anche durante le missioni stesse, tanto per rendere il sistema ancora più presente.

Comunque sia, seguire un certo allineamento morale consente di sbloccare delle missioni secondarie dedicate, che danno vari vantaggi, primo fra i quali lo sblocco di eroi leggendari come Sir Galahad o Morgana. Presto si scopre che avere tanti eroi ha una sua utilità a prescindere dalle missioni, dove come già detto se ne possono portare solo quattro. Questi possono infatti svolgere delle missioni autonome, oppure possono sostituire gli eroi feriti che hanno bisogno di cure prolungate per recuperare vitalità e per curare le ferite.

Camelot di suo funziona meglio di un centro commerciale. Con tutte le strutture ricostruite, ospita mercanti, una torre magica in cui scambiare potenti manufatti, un campo di addestramento in cui far allenare gli eroi inattivi, la Tavola Rotonda, dove prendere le decisioni più politiche e varie altre comodità che ci aiuteranno nel corso dell'avventura.

Un nemico particolarmente orrido
Un nemico particolarmente orrido

Va specificato che il gioco non offre una vera e propria economia. Certo, si possono vendere e acquistare oggetti e si possono accumulare risorse, ma non c'è una produzione vera e propria da gestire o costi cui fare fronte: se non si hanno abbastanza soldi o abbastanza punti manodopera, si deve attendere la fine della missione successiva per acquistare qualcosa. La parte gestionale comprende anche la mappa del mondo di gioco, dove si svolgono gli eventi e dove si trovano le missioni primarie e secondarie. Queste ultime solitamente sono grosse quanto le prime, solo che sono facoltative, ossia non precludono il proseguo della storia. Per nostra esperienza conviene farle tutte, in modo da potenziare adeguatamente il party, trovare nuovi alleati e scoprire alcune storie laterali, che riguardano i cavalieri della Tavola Rotonda e il loro destino.

Tecnica e conclusioni

C'è tanta nebbia in questo mondo corrotto
C'è tanta nebbia in questo mondo corrotto

Dal punto di vista tecnico King Arthur: Knight's Tale è un titolo discretamente pesante, pur non mostrandosi miracoloso graficamente. Certo, il mondo di gioco è ben disegnato e alcuni elementi sono ben fatti, ma non c'è niente che stupisca più di tanto, sia a livello di scenari, sia di personaggi, questi ultimi realizzati con sapienza, ma a volte fin troppo generici nell'aspetto. Ottima invece l'atmosfera dark, che va a compensare un po' le altre mancanze. Diciamo che complessivamente è un buon lavoro ed è apprezzabile lo stile gotico che connota tutti gli scenari, tra paletta dei colori tendente al grigio e cadaveri un po' ovunque. Alcuni livelli sono più belli di altri, pensiamo ad esempio ad alcune catacombe con le pareti completamente ricoperte di teschi o ad alcuni scenari costieri particolarmente suggestivi. Lo stesso dicasi dei nemici, che risultano migliori all'aumentare delle dimensioni. Peccato solo per alcuni problemi di fluidità, con qualche rallentamento registrato qui e là. Niente di tragico, considerando in particolare il genere, ma a volte ci si fa caso.

Artù, sei davvero tu?
Artù, sei davvero tu?

Complessivamente King Arthur: Knight's Tale ci è piaciuto, anche se avremmo preferito vedere approfonditi maggiormente alcuni aspetti e avremmo gradito una maggiore interattività degli scenari, che attualmente sono solo strada da percorrere per passare da un combattimento all'altro, con qualche variazione che subentra di tanto in tanto, quasi a dare il contentino al giocatore. Il modello di progressione seguito dagli sviluppatori non funziona male, ma produce dei dislivelli di interesse, soprattutto quando ci si trova a svolgere missioni per cui il nostro party è di livello più alto di quello richiesto (capita, e anche spesso, se si svolgono tutte le missioni secondarie), che quindi risultato estremamente facili e un po' meno coinvolgenti. Ingiusto sarebbe comunque parlare di un lavoro poco riuscito, perché in realtà ha molti elementi di pregio che non fanno rimpiangere le poco più di quaranta ore spese per finirlo.

Commento

Digital Delivery Steam
Prezzo 44,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (9)

8.3

Il tuo voto

King Arthur: Knight's Tale è un ottimo gioco di ruolo strategico, con molte caratteristiche vincenti, come l'ambientazione e il sistema di combattimento, che fortunatamente i difetti, pur presenti, non riescono a vanificare. Certo, qualche interazione in più nelle fasi di esplorazione ci sarebbe piaciuta, così come una gestione più equilibrata della progressione, ma non si può avere tutto.

PRO

  • Sistema di combattimento
  • Scenario ben delineato e coinvolgente
  • Camelot offre molto da fare
CONTRO
  • Graficamente non è proprio eccelso
  • Qualche momento di esplorazione non proprio appassionante