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Legacy of Kain: Ascendance, la recensione del capitolo 2D che vuole riscrivere la storia della saga

Il primo vero nuovo capitolo della saga di Legacy of Kain, si presenta come un platform votato all'azione in 2D che punta a riscrivere il mito di Raziel e Kain.

RECENSIONE di Silvio Mazzitelli   —   31/03/2026
Legacy of Kain Ascendance

La saga di Legacy of Kain è stata senza dubbio una delle più importanti nel periodo a cavallo tra la prima e la seconda PlayStation. Molti ricordano ancora le prodezze tecniche di Soul Reaver e la sua meccanica originale, che permetteva al protagonista Raziel di passare dal mondo materiale a quello spettrale per risolvere enigmi e superare ostacoli. Nei due capitoli di Blood Omen, invece, era possibile sfruttare i potenti poteri vampirici di Kain, l'altro grande protagonista della serie, per affrontare e distruggere i suoi numerosi nemici.

Le strade di questi due iconici personaggi si incrociarono definitivamente in Legacy of Kain: Defiance, uscito nel 2004 e ritornato proprio poche settimane fa in una versione rimasterizzata.

Da quando uscì questo capitolo, però, sulla serie ambientata nell'oscuro mondo di Nosgoth calò il silenzio. Dopo Defiance era previsto un seguito, ma nel corso degli anni ben due progetti furono cancellati. Nel 2013 uscì anche Nosgoth, un action multiplayer che, dopo tre anni in open beta, venne chiuso definitivamente, segnando l'ennesimo tentativo fallito di riportare in vita questo affascinante universo. Almeno fino a oggi.

Dopo oltre vent'anni, infatti, arriva finalmente un nuovo capitolo della saga di Crystal Dynamics chiamato Legacy of Kain: Ascendance, un action platformer in 2D che, nonostante evidentemente non sia il prodotto ad alto budget che i fan desiderano da tempo, punta comunque a rivoluzionare la saga soprattutto a livello narrativo. Una scelta coraggiosa che potrebbe non piacere a tutti.

La retcon di Legacy of Kain

La narrativa di questo Legacy of Kain: Ascendance si basa principalmente su un fumetto uscito a fine 2025, intitolato Legacy of Kain: Soul Reaver - The Dead Shall Rise. Il progetto è firmato da Bit Bot Media, lo stesso studio che ha sviluppato questo gioco, e a guidare entrambe le operazioni, oltre che a curarne la sceneggiatura, c'è Joshua Viola. Questo nuovo team ha dunque avuto nelle sue mani le redini di questa importante saga, dato che Ascendance è pubblicato direttamente da Crystal Dynamics, oggi parte del gruppo Embracer.

La nuova storia introduce un personaggio inedito attorno a cui ruota gran parte della narrazione: Elaleth, sorella di Raziel quando era ancora umano. La donna era innamorata di un giovane di nome Mathias, considerato quasi un fratello anche da Raziel. Un giorno, però, i vampiri di Kain attaccarono la loro città: Mathias venne trasformato e, prima di essere ucciso proprio da Raziel, riuscì a mordere la mano di Elaleth. Nel tentativo disperato di salvarla, Raziel le recise la mano, sperando di impedirne la trasformazione.

Elaleth sembrò morire, ma in realtà si risveglia tempo dopo come vampira, aiutata da un misterioso individuo chiamato Ky'set'syk. Da quel momento il suo unico obiettivo diventa la vendetta contro il fratello e il tentativo di riportare in vita Mathias. Come da tradizione per la saga, il tempo è estremamente malleabile: grazie ai poteri di Ky'set'syk, Elaleth può muoversi tra diverse epoche della storia di Nosgoth, rivivendo eventi chiave come l'ascesa di Kain, la morte di Janos Audron o la caduta di Raziel.

Sulla carta, l'idea potrebbe anche sembrare interessante, soprattutto per i fan storici. Il problema è che tutto crolla nel momento in cui il gioco decide di dare un peso così centrale a Elaleth. Il personaggio viene inserito a forza nel canone, andando a modificare eventi fondamentali della saga e riscrivendone il significato. E qui sta il punto: queste modifiche non arricchiscono la storia, la peggiorano. La scrittura ne esce indebolita sotto ogni aspetto, perché molti dei momenti iconici di Legacy of Kain erano già perfetti così com'erano e non avevano alcun bisogno di essere ritoccati.

La presenza di Elaleth si va a inserire all'interno di sequenze importanti che funzionavano già benissimo nei titoli originali
La presenza di Elaleth si va a inserire all'interno di sequenze importanti che funzionavano già benissimo nei titoli originali

Elaleth, poi, è un personaggio costruito male: monodimensionale, ossessionato esclusivamente dalla vendetta e dall'amore per il compagno perduto, completamente incurante delle conseguenze delle sue azioni. Ancora peggio, viene infilata a forza in eventi in cui non aveva alcun ruolo, spezzando la coerenza narrativa della saga originale.

Il risultato finale è difficile da ignorare: sembra di trovarsi davanti a una fanfiction scritta male, che va a intaccare uno degli intrecci narrativi più affascinanti del suo periodo. E la sensazione più forte è una sola: nessuno sentiva il bisogno di una retcon del genere dopo oltre vent'anni, soprattutto considerando quanto la storia originale di Legacy of Kain fosse già solida e ben scritta.

Avventura a basso budget

Sul fronte del gameplay, Legacy of Kain: Ascendance è un action platformer in due dimensioni che richiama, almeno nelle intenzioni, i primissimi Castlevania a 8 bit. Nei 12 capitoli che compongono il gioco ci si alterna fra tre personaggi: la già citata Elaleth, Kain e Raziel, quest'ultimo sia nella sua forma umana di cavaliere Sarafan che in quella vampirica.

Tutti condividono una base comune fatta da un semplice attacco con la spada, una schivata che consuma resistenza e un sistema di parate che, se eseguito correttamente, apre a contrattacchi letali. A differenziarli sono alcune abilità uniche: Elaleth può volare e colpire dall'alto, Raziel da umano utilizza fiamme per bruciare i vampiri, mentre nella sua forma vampirica sfrutta le ali per superare ampie voragini. Kain, invece, può trasformarsi in uno stormo di pipistrelli per spostarsi rapidamente da un punto all'altro dei livelli.

Kain avanzerà falciando i suoi nemici e bevendo il loro sangue
Kain avanzerà falciando i suoi nemici e bevendo il loro sangue

Questi ultimi si sviluppano attraverso un'alternanza piuttosto basilare di sezioni platform e combattimenti. Le fasi platform si basano sull'uso delle abilità dei personaggi per superare salti mai particolarmente complessi, anche se con il progredire dell'avventura fanno la loro comparsa alcune trappole più insidiose. I combattimenti, invece, risultano semplici e limitati nelle opzioni offensive e difensive. Per i personaggi vampirici, inoltre, diventa fondamentale sconfiggere i nemici umani, poiché la loro salute cala costantemente e i cavalieri Sarafan che si oppongono al nostro cammino rappresentano la principale fonte di recupero.

Anche la varietà dei nemici lascia piuttosto a desiderare: le tipologie di avversari si contano praticamente sulle dita di una mano. Ci sono avversari che combattono con spade e altre armi da mischia, altri che attaccano a distanza con archi o pugnali e piccoli demoni volanti che servono più a infastidire durante i salti e gli scontri che a rappresentare una vera minaccia.

Le battaglie coi boss non riescono a risollevare la situazione: ogni nemico segue schemi estremamente semplici e ripetitivi, che si imparano in pochi secondi e rendono gli scontri poco memorabili.

Le boss fight sono piuttosto deludenti
Le boss fight sono piuttosto deludenti

Una nota positiva è rappresentata dall'abbondanza di checkpoint, identificabili da pietre runiche lungo il percorso, che evitano al giocatore di dover ripetere lunghe sezioni in caso di errore. Questo contribuisce a rendere l'esperienza poco frustrante, ma conferma anche una difficoltà generale piuttosto bassa.

Si intravede comunque il tentativo di differenziare l'esperienza in base al personaggio utilizzato: Elaleth offre un equilibrio tra platform e combattimento, Kain è più orientato all'azione pura, mentre Raziel punta maggiormente sull'utilizzo delle sue abilità, soprattutto nella sua forma vampirica, quando il volo diventa centrale. Il problema è che la semplicità delle idee proposte porta rapidamente a una certa ripetitività, solo in parte mitigata dalla durata contenuta: il gioco si completa in circa tre ore.

Raziel può sfruttare le sue ali per restare in volo a lungo e superare ampie voragini
Raziel può sfruttare le sue ali per restare in volo a lungo e superare ampie voragini

Una volta finito, l'unico incentivo a rigiocarlo è la raccolta dei collezionabili: oggetti che aumentano salute e stamina, amuleti che migliorano alcune abilità e manoscritti che approfondiscono la lore. Questi ultimi sono spesso nascosti dietro pareti segrete riconoscibili da un leggero scintillio: basta colpirle per rivelarne il contenuto.

Dal punto di vista tecnico, Ascendance presenta un comparto in due dimensioni discreto, che però mostra il fianco su alcune animazioni, come quelle di camminata, risultando nel complesso funzionale, ma mai davvero ispirato.

Nel trailer promozionale erano state mostrate anche sequenze in grafica 3D dal sapore nostalgico, simile ai titoli originali su PlayStation. Nella realtà dei fatti, queste sezioni sono appena due e appaiono inserite senza una reale coerenza: una consiste in una sorta di quiz sulla lore di Nosgoth, l'altra in una breve sequenza interattiva. Anche le scene animate, pensate per enfatizzare i momenti chiave della storia, tradiscono chiaramente un budget limitato. Una piccola nota positiva è data dalla presenza dei doppiatori inglesi storici e dell'utilizzo della colonna sonora originale.

Elaleth è la nuova protagonista che affianca Raziel e Kain in questo gioco e sarà centrale negli eventi
Elaleth è la nuova protagonista che affianca Raziel e Kain in questo gioco e sarà centrale negli eventi

È proprio questo uno dei problemi più evidenti dell'intera produzione: il basso budget sfruttato anche male. Si percepisce nella scarsa cura dei dettagli, nei menu spartani e poco rifiniti e, più in generale, in tutto ciò che il gioco propone. Il risultato finale è quello di un progetto che sembra più artigianale che ufficiale. E il fatto che dietro ci sia il nome di Crystal Dynamics - e che questo rappresenti il primo vero ritorno di Legacy of Kain dopo oltre vent'anni - rende il tutto ancora più amaro.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Multiplayer.it
5.5
Lettori (1)
7.5
Il tuo voto

Il primo nuovo titolo dedicato alla saga di Legacy of Kain dopo oltre vent'anni si rivela, purtroppo, un buco nell'acqua. Se non portasse il peso di un nome così importante, potrebbe anche essere considerato un action platform 2D semplice e tutto sommato godibile, al netto della sua breve durata. Il problema è che decide di intervenire proprio dove non dovrebbe: sulla storia. Le modifiche alla narrativa originale, unite all'introduzione di un personaggio mal scritto come Elaleth - di fatto vera protagonista del gioco - e a scelte narrative discutibili, difficilmente verranno digerite dai fan storici della saga. Anche sul fronte del gameplay, nonostante qualche buona idea, il titolo si dimostra estremamente semplice e povero di varietà, sia nelle sezioni platform che in quelle d'azione. Le sequenze in 3D, inoltre, risultano accessorie e poco rilevanti nell'economia generale dell'esperienza. La sensazione finale è quella di un prodotto a basso budget che, nella migliore delle ipotesi, avrebbe potuto funzionare come progetto fanmade. Vederlo invece come titolo ufficiale pubblicato da Crystal Dynamics rende il risultato ancora più deludente.

PRO

  • Buona l'idea dei vari personaggi giocabili
  • Alcuni livelli funzionano piuttosto bene

CONTRO

  • La storia presenta dei pessimi cambiamenti alle vicende originali
  • Alla lunga la ripetitività delle situazioni si sente
  • Troppa poca varietà di nemici e boss poco ispirati
  • Tanti elementi non all'altezza del nome che porta