Mortal Kombat 11, la recensione per Nintendo Switch 106

L'ultimo episodio della serie di picchiaduro a incontri targata NetherRealm Studios approda anche su Nintendo Switch. L'ennesima conversione miracolosa? Scopritelo nella recensione di Mortal Kombat 11.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   26/04/2019

Indice

Mortal Kombat 11 per Nintendo Switch, di cui state leggendo la recensione, è un simbolo più che un gioco: la dimostrazione di come sia possibile portare sulla console ibrida giapponese tante delle produzioni nate su sistemi ben più performanti, pur dovendo chiaramente mettere in conto qualche rinuncia. In questo caso specifico, la filosofia degli sviluppatori è stata quella di privilegiare il gameplay e mantenere alta la fluidità, con 60 frame al secondo piuttosto stabili sia in modalità docked che portatile. Una scelta sensata, che riesce nell'ambizioso tentativo di tradurre in maniera pressoché perfetta l'esperienza offerta dal picchiaduro di NetherRealm Studios sulla piattaforma Nintendo, conservandone le mille sfaccettature e i tecnicismi al netto di un sistema di controllo talvolta problematico per via della mancanza di un vero e proprio d-pad e dell'eccessiva sensibilità degli stick analogici dei Joy-Con. Nulla che l'adozione di un Pro Controller non possa ovviare, naturalmente.

Mortal Kombat 11 Nintendo Switch 13

Il prezzo da pagare per un pacchetto così ricco e solido risiede tuttavia nella pura e semplice componente visiva, sostanzialmente inferiore rispetto a quanto visto su PC, PS4 e Xbox One. In questo caso non servono strumentazioni sofisticate o il proverbiale occhio bionico per distinguere il downgrade: basta collegare la console al televisore per notare la marcata diminuzione della risoluzione quando si passa dalle sequenze cinematiche all'azione in-game, con fenomeni di aliasing piuttosto evidenti e la generale sensazione di trovarsi di fronte a una sorta di "preset basso" che influenza la qualità dei modelli poligonali, delle texture, degli asset in generale e soprattutto del sistema di illuminazione, che più di ogni altra cosa si abbatte impietoso sui personaggi, rendendoli piatti e talvolta confusi con lo sfondo.

Mortal Kombat 11 Nintendo Switch 11

La conversione

Abbiamo corredato questa recensione di Mortal Kombat 11 per Nintendo Switch di immagini catturate di persona, dunque guardandole potrete farvi un'idea abbastanza precisa di ciò che stiamo dicendo. Gli autori hanno utilizzato una soluzione dinamica con qualche tecnica di ricostruzione, e ciò appare particolarmente evidente nel rendering dei capelli, pieno di artefatti. Danno inoltre molta noia gli scatti che accompagnano le transizioni al contrario, cioè quando durante la campagna si passa dai combattimenti alle cutscene: ci sono momenti in cui il singhiozzo è così forte che salta anche l'audio per qualche istante, ed è una cosa che speriamo venga sistemata ragionevolmente in fretta con un update. Il punto più basso viene però toccato con la controversa modalità Kripta, che sulla console Nintendo sembra richiamare le tematiche spaziotemporali della campagna, risucchiandoci in un vortice che a quanto pare ci proietta ai tempi del GameCube fra texture fangose, asset ripetitivi e un colpo d'occhio che risulta decisamente old-gen nella sua totalità.

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È chiaro che gli spigoli fin qui evidenziati vengono fortemente smussati quando si gioca in modalità portatile, una feature che anche per il titolo di NetherRealm Studios rappresenta un punto di forza non da poco ma che deve sottostare ad alcune limitazioni abbastanza fastidiose; nella fattispecie l'obbligo di rimanere collegati alla rete perché il gioco possa sincronizzare con i server qualsiasi oggetto sbloccato, il che di fatto rende inaccessibili modalità come la già citata Kripta e le Torri del Tempo, con i loro modificatori e le ricche ricompense, quando siamo in giro con Nintendo Switch e non disponiamo del Wi-Fi. È strano che gli autori abbiano voluto ispirarsi a determinate produzioni freemium, presenti soprattutto su mobile, per quanto concerne la gestione del loot, ma al tempo stesso non ne abbiano carpito le funzionalità fondamentali, come ad esempio un sistema che tenga traccia degli oggetti ottenuti offline per poi sbloccarli effettivamente alla prima riconnessione.

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Speriamo che un aggiornamento possa mettere ordine sulla questione, anche perché la community ha già ampiamente espresso il proprio disappunto circa queste e altre controversie legate alle microtransazioni. Nel novero degli aspetti positivi della conversione va ovviamente inclusa anche la modalità multiplayer in locale con i due Joy-Con impugnati in orizzontale: sebbene in tal caso i controlli risultino ancora più problematici, è comunque positivo (e tutt'altro che scontato) che tale opzione sia presente, così come il supporto per la chat vocale nel multiplayer competitivo online, da attivare tramite l'applicazione ufficiale Nintendo per iOS e Android. A tal proposito, ci siamo imbattuti in una serie di inspiegabili errori di rete che hanno reso difficile testare il matchmaking quanto avremmo voluto, ma il sistema sembra funzionare bene, senza episodi di eccessiva latenza che possano pregiudicare la godibilità dell'esperienza: un altro punto a favore.

Struttura e gameplay

Se avete letto la recensione di Mortal Kombat 11 per PS4, saprete già quanto sia abbondante il pacchetto confezionato dai ragazzi di NetherRealm Studios. Il fulcro è rappresentato da una campagna piuttosto lunga, composta da dodici capitoli divisi ognuno in quattro missioni che utilizzano lunghe sequenze cinematiche come collante narrativo per raccontarci una storia sulle prime un po' da b-movie ma che acquista senso e brillantezza man mano che si procede, alternandosi al comando di personaggi differenti per contrastare la nuova minaccia rappresentata da Kronika, una dea in grado di controllare le sabbie del tempo che ha proiettato nel presente svariati kombattenti scomparsi nei precedenti episodi.

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Un espediente furbo per arricchire il roster, caratterizzato inizialmente da ventiquattro guerrieri con la possibilità di aggiungere Shao Kahn come bonus preorder e ulteriori protagonisti in dirittura d'arrivo con i DLC. La varietà e la validità dei singoli personaggi è fuori discussione, c'è una grande abbondanza di mosse e Fatality, la novità rappresentata dai Krushing Blow e la possibilità di ricorrere agli spettacolari (e forse fin troppo accessibili) Fatal Blow quando l'energia vitale scende al di sotto del 30%. Vincere o perdere è quasi sempre una questione di misure, il raggio d'azione di ogni singolo colpo è un aspetto che bisogna assimilare per poter lottare con la massima efficacia e mettere a segno le immancabili combo, in questo caso un po' meno enfatizzate rispetto al passato ma comunque capaci di infliggere danni significativi.

Mortal Kombat 11 Nintendo Switch 7

C'è poi tutta la questione degli elementi RPG, presentati in maniera differente rispetto a quanto fatto con Injustice 2, con una maggiore attenzione sui layout memorizzabili e le varianti predefinite per ogni kombattente, la possibilità di equipaggiare manovre e soprattutto l'ampia disponibilità di sbloccabili estetici il cui ottenimento, però, è legato a meccanismi un po' troppo orientati alla monetizzazione. Ciò si evince in particolare dalla già citata Kripta, che peraltro su Nintendo Switch sembra richiedere cifre maggiori rispetto alle altre piattaforme (ma non abbiamo ancora potuto verificare la questione, occhio) per aprire casse il cui contenuto rimane però random, in un evidente tentativo di spingere verso le microtransazioni. Gli story mode tradizionali sono presenti con la modalità Torri Klassiche, che anche in questo caso consentono di selezionare un percorso più o meno lungo, più o meno difficile, per affrontare infine Kronika e assistere al finale in stile "fumetto animato" per ogni personaggio.

Versione testata
Nintendo Switch
Prezzo
64,90 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (12)

6.5

Il tuo voto

Mortal Kombat 11 non è probabilmente il miracolo tecnico che tanti possessori di Nintendo Switch aspettavano con trepidazione, ma il lavoro svolto da NetherRealm Studios e Shiver Entertainment si pone come un compromesso sensato, che predilige il gameplay e mantiene dunque i 60 frame al secondo stabili in tutte le situazioni, pagando però piuttosto caro sul fronte della qualità grafica rispetto a quanto visto su PC, PS4 e Xbox One. Il plus rappresentato dalla portabilità viene in parte minato dall'obbligo di restare collegati per poter accedere ad alcune modalità e gestire in generale i tanti sbloccabili che caratterizzano il sistema di progressione messo a punto dagli autori, ma alla fine dei conti le opzioni non mancano, i contenuti neanche e l'esperienza appare solida e brillante anche sulla console Nintendo.

PRO

  • Campagna ricca e divertente
  • Tante modalità, tante opzioni
  • Gameplay fluido e convincente

CONTRO

  • Downgrade grafico molto evidente
  • Alcuni contenuti bloccati offline
  • Gestione del loot controversa