Port Royale 4, la recensione

La recensione di Port Royale 4, titolo che segna il ritorno di una delle serie più amate tra quelle dedicate al commercio via mare.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   26/09/2020
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Port Royale 4 è il nuovo capitolo di una serie di simulatori commerciali molto in voga nello scorso decennio, riportata in vita da una Kalypso Media all'evidente ricerca di proprietà intellettuali di pregio da affiancare agli altri suoi titoli, i Tropico su tutti. Doverne scrivere la recensione ci ha riportati quindi a qualche anno fa, quando il digitale non era ancora predominante e in Italia si acquistavano ancora i videogiochi in edicola, oltre che nei negozi specializzati.

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Superato il completissimo tutorial, cui vanno fatti davvero i complimenti per la chiarezza, la prima cosa da fare è scegliere quale delle quattro campagne, legate a quattro differenti nazioni (Spagna, Regno Unito, Francia e Olanda), affrontare. In ogni caso ci ritroveremo nelle americhe dove dovremo condurre i nostri affari. Ogni campagna è caratterizzata da obiettivi secondari leggermente differenti e da una maggiore o minore difficoltà a seconda del posizionamento della nostra città e delle risorse disponibili. Superato il primo scoglio possiamo scegliere il o la protagonista, ossia chi governerà l'impero commerciale che ci apprestiamo a costruire. Ogni governatore ha caratteristiche differenti, con bonus e malus in certi campi. Si tratta in realtà di piccolezze sull'economia complessiva del gioco, ma per certi stili di gioco possono essere importanti. Ad esempio un giocatore che volesse fare il pirata, eviti il governatore che penalizza gli atti di pirateria. Una volta in gioco prendiamo velocemente confidenza con l'interfaccia, ricordandoci di quanto spiegato dal tutorial (citiamolo più volte visto che si è dimostrato davvero utile), quindi muoviamo i nostri primi passi osservando le flotte commerciali a nostra disposizione e scegliendo come spendere la cifra che ci è stata assegnata in beni da trasportare per le varie città.

Simulazione commerciale

La simulazione commerciale è sicuramente il lato più importante di Port Royale 4, nonché quello più profondo. Costruita intorno alla legge della domanda e dell'offerta, è importantissima da padroneggiare se si vuole andare da qualche parte e non si vogliono sprecare soldi inutilmente, rischiando il fallimento (il gioco è abbastanza spietato in tal senso). Sostanzialmente bisogna acquistare i beni dove ce ne sono in abbondanza, quindi a un prezzo più basso, per rivenderli dove ce n'è più richiesta. La domanda è rappresentata chiaramente all'interno di ogni città da delle barre rosse poste vicino all'icona di ogni bene, che diventano verdi quando viene soddisfatta. Di norma sono le città offrono prezzi di vendita migliori sui beni che producono direttamente, mentre pagano meglio quelli di cui dispongono in minore quantità. Più una città è grande, più la domanda di beni mancanti sarà forte. Da notare che le dimensioni delle città influenzano anche il tipo di richieste che vengono fatte: ad esempio una città piccola e povera non avrà bisogno di beni di lusso e chiederà più materie prime, mentre un grande centro pagherà profumatamente per i beni superflui.

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La maggior parte del gameplay di Port Royale è incentrata sul gestire gli scambi in modo tale da accumulare soldi e influenza, così da poter allargare i propri possedimenti, sia in termini territoriali che navali, acquistando nuove flotte e assoldando delle navi militari, essenziali per difendersi da pirati e nazioni rivali.

Naturalmente non bisognerà fare tutto da soli: Port Royale 4 offre un sistema di creazione di rotte commerciali semplice ed efficace, che ci consente di lasciare alla CPU la gestione di alcune tratte, dicendole di volta in volta cosa comprare dove, e dove vendere cosa. In questo modo è possibile garantirsi un flusso costante di denaro, dedicandosi nel frattempo a svolgere altre attività, come andare a caccia di tesori (bisogna raccogliere dei pezzi di mappa e individuare il punto in cui si trova il tesoro) o darsi alla già citata pirateria, ossia attaccare e saccheggiare le navi delle nazioni rivali. Con il passare del tempo accumuleremo un bel po' di punti fama, che potremo spendere nell'assunzione di più capitani (indispensabili per le navi militari), nell'accrescere il benessere della nostra popolazione, nell'attirare più lavoratori o nell'ottenere licenze legate a taluni tipi di produzione (ogni città può produrre fino a sette tipi di beni). I punti fama sono collegati indissolubilmente ai nostri rapporti con il viceré, ossia il governatore delle città della nostra nazione, che può fare il bello e il cattivo tempo nei commerci per mare.

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Generalmente per ottenerne i favori basta fare quello che chiede, ossia svolgere una serie di compiti specifici per compiacerlo, come portare certi beni nelle città che ne fanno richiesta, oppure allargare la nostra flotta, o ancora far crescere la popolazione nella nostra città. La fama non può essere solo guadagnata, ma anche persa, ad esempio con atti di pirateria o rendendo infelice la popolazione.

Altre meccaniche di gioco

In linea generale, la parte commerciale è l'aspetto migliore di Port Royale 4, quello che ha più da offrire in termini di dinamiche da padroneggiare e sviluppo nel tempo. Purtroppo è ciò che gli sta intorno a essere solo abbozzato, quando non completamente superfluo. Gaming Minds ha fatto di tutto per integrare una serie di sistemi che aggiungano un po' di varietà al gameplay, senza però riuscirci pienamente. Non che un simulatore commerciale debba essere dinamico come un gioco d'azione, ma qui il problema è che niente sembra avere abbastanza peso da riuscire a dare una spinta al gioco verso le vette del genere.

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Prendiamo le battaglie navali: si svolgono a turni tra un massimo di otto navi su dei lembi di mare divisi in scacchiere esagonali. Purtroppo dopo una manciata di scontri ci si accorge che sono davvero poco profonde, con la CPU che si comporta sempre allo stesso modo e la vittoria che si può ottenere impiegando tattiche molto simili. Basta sfruttare bene le abilità dei capitani, che per utilizzo ricordano quelle dei giochi di ruolo d'azione, tra ricariche rapide dei cannoni, colpi potenziati, nebbie protettive e quant'altro, e non ci vuole poi molto ad avere la meglio su chiunque (a parte nelle situazioni di squilibrio totale). Sinceramente dopo le prime ore di gioco abbiamo optato per la risoluzione rapida dei combattimenti lì dove possibile, ossia quando le penalizzazioni non erano troppo alte. Altra nota dolente, o forse sarebbe meglio dire piatta, riguarda lo sviluppo delle città. Per farle crescere bisogna costruire degli edifici, importando le giuste materie prime quando necessario. Gli edifici si influenzano a vicenda, ad esempio è controproducente costruire un edificio produttivo vicino alle abitazioni, mentre queste ultimi trarranno dei vantaggi a essere vicine a locali o chiese. In linea di massima si può dire che il tutto funzioni bene, ma senza dare grossi stimoli, ossia senza mai andare davvero a fondo nelle implicazioni che la gestione dell'urbanizzazione possono comportare.

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Un plauso va invece al lato tecnico, davvero ottimo per essere uno strategico: le isole sono ben fatte, le imbarcazioni anche, il mare è sufficientemente realistico e la mappa è bella e dettagliata, pur nel suo essere pensata come parte dell'interfaccia (i livelli di zoom modificano la velocità del tempo nel gioco). Ne derivano dei paesaggi davvero belli, che a volte fa piacere guardare a prescindere da ciò che si sta facendo. Certo, la maggior parte del tempo si osserva tutto dall'alto, ma ciò non toglie che siamo su dei livelli molto buoni (ultimamente si nota un maggior impiego di risorse sugli aspetti estetici anche nei titoli come strategici o gestionali ndr).

Commento

Digital Delivery
Steam
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (2)

6.1

Il tuo voto

Port Royale 4 è un buon gioco, se si considera la simulazione commerciale, ma perde slancio a causa di un contorno non proprio eccellente, che lo frena moltissimo sulla lunga distanza. Diciamo che è una convincente base di partenza (sicuramente sarà espanso tramite DLC e aggiornamenti di contenuti), ma si poteva comunque fare di meglio, visto il prezzo che costa. È anche vero che in tempi recenti di simulatori di commercio via mare non ne sono usciti molti... se siete appassionati del genere, fateci un pensierino.

PRO

  • Buona la simulazione commerciale
  • Tecnicamente riuscito
CONTRO
  • Alcuni sistemi sono poco approfonditi
  • Battaglie navali da rivedere