Rogue Company, la recensione 32

Hi-Rez porta su PC e console una valida alternativa per chi vuole un nuovo sparatutto competitivo a squadre con cui divertirsi. Ecco la nostra recensione di Rogue Company

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —   28/07/2020

Indice

Solo qualche settimana fa vi avevamo parlato in anteprima di Rogue Company, lo sparatutto in terza persona di Hi-Rez pensato per andare a catturare una nicchia di mercato attualmente scoperta su console. Perché se è vero che su PC sono tantissimi, forse pure troppi, gli esponenti di shooter competitivi, sulle piattaforme casalinghe la situazione è ben diversa, soprattutto su Nintendo Switch. Il rapporto con i titoli multipiattaforma per il publisher americano non è comunque nuovo ed era quindi abbastanza prevedibile trovarsi tra le mani un titolo che sapesse gestire bene le criticità di ogni diversa console, per poi dare il meglio ovviamente su PC. Tutte le versioni esistenti però sono accomunate dall'assenza totale di barriere, il che vuol dire che il vostro account potrete spostarlo di volta in volta a seconda di dove preferite giocare, mantenendo i progressi e trovandovi a competere con un pool di giocatori unico. La community insomma non sarà divisa, come spesso invece abbiamo visto accadere ultimamente, andando così a diminuire la possibilità che i server si svuotino più velocemente del dovuto nel caso in cui il titolo non riesca a fare breccia. Tuttavia le possibilità che il gioco possa fare molto più delle aspettative ci sono davvero tutte, vediamo perché nella nostra recensione di Rogue Company.

Niente rivoluzione ma…

Parliamoci chiaro sin da subito: Rogue Company non è e non vuole essere una rivoluzione per gli sparatutto competitivi a squadre. Si gioca quattro contro quattro, in modalità tutto fuorché che originali (al momento una sorta di Deathmatch a ticket e una modalità Search & Destroy) e anche i personaggi sono un gran mischione tra quelli visti in Valorant, Rainbow Six Siege e decine di altri sparatutto sui generis che abbiamo avuto modo di giocare negli ultimi anni. Questo non vuol dire che i Rogue siano brutti o modellati male, semplicemente li abbiamo trovati poco incisivi e scarsamente carismatici. Un problema marginale quando il gioco funziona, ma che comunque chiude diverse finestre alla diffusione del prodotto, senza quella possibilità almeno per ora di far desiderare ai giocatori di affezionarsi ai propri alter ego.

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Nelle nostre ore di gioco dei tredici Rogue disponibili giusto un paio ci sono rimasti impressi, ma anche quelli sono lontanissimi dal character design di Riot e Blizzard. Il risvolto di questa cosa però è che finalmente, prima di giocare, si guarda più alle abilità e agli armamenti a disposizione, cercando di capire quale possa fare maggiormente al caso nostro. Nel titolo Hi-Rez infatti tutti i personaggi hanno abilità attive, passive ed equipaggiamenti in combinazioni uniche per un concept che ci ha sinceramente soddisfatto. I personaggi più corazzati hanno armi con un alto volume di fuoco mentre quelli basati sulla mobilità imbracciano fucili a pompa e mitragliette molto più utili nelle distanze ravvicinate.

Ad essere sinceri, sebbene non esista ancora un META ben definito, ci si trova a poter giocare quasi liberamente ogni personaggio e buoni risultati possono arrivare anche solo dalla corretta lettura delle mappe e della rotazione tra i vari obiettivi. Questo, ovviamente, non vuol dire che con il passare del tempo e con l'aumentare del numero dei rogue disponibili non saliranno alla ribalta composizioni di team più performanti ma, almeno per il momento, potete usare qualsiasi combattente senza sentirvi in netta difficoltà.

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Si spara un gran bene!

Come dicevamo Rogue Company non vuole andare a rubare giocatori a Valorant, quanto piuttosto infilarsi in quella nicchia di giocatori stufi di Fortnitee decisi a fare un passo in più verso un sistema competitivo con regole più strette e minor spazio di manovra. Le mappe presenti infatti sono un continuo incrocio di vie con decine e decine linee di tiro potenziali, impossibili da tenere sotto controllo in quattro. La sensazione è quella di poter sempre sorprendere il nemico e fare un'uccisione, ricompensando i giocatori nella stessa identica maniera in cui Call of Duty e il già citato Fortnite hanno costruito la propria player base. Eppure ci si diverte a scaricare interi caricatori contro la squadra nemica, a controllare dietro gli angoli semplicemente muovendo leggermente la visuale in terza persona, senza doversi esporre rischiando di prendersi un proiettile in testa.

Icarus3

Rogue Company non è insomma un far west dove il giocatore più veloce di riflessi e meglio posizionato si porta a casa l'uccisione ma è un gioco dove il sapersi muovere rapidamente e far perdere le proprie tracce conta enormemente di più. Tutto il sistema è dunque molto più casual e rilassato e nonostante il time to kill sia relativamente basso, c'è la rigenerazione della vita automatica e la possibilità di essere rimessi in sesto dai propri compagni a prolungare enormemente la durata degli scontri, in modo semplice ma tremendamente efficace. Il sistema di shooting basato su hitscan funziona decisamente bene e anche il feeling delle armi è buono, con una stabilità dei server davvero eccellente per il momento. La volontà di divenire appetibile per un pubblico più vasto e il conseguente utilizzo della terza persona però hanno anche i loro lati negativi. Innanzitutto la velocità del gioco poco si addice ad avere il personaggio in mezzo allo schermo, che spesso finisce per ostruire gran parte della visuale; ad aggiungersi a questo la necessità di continuare a cambiare spalla per gestire gli angoli di destra e sinistra, con il rischio di restare ancorati alla sola spalla preferita per una questione di praticità. Ci sarebbe anche da discutere sulla gestione dell'economia tra le partite. A differenza di titoli come Counter Strike o Valorant, tra un round e l'altro tutti manterranno l'equipaggiamento acquistato, con la possibilità di comprare potenziamenti per le bocche da fuoco, perk passivi aggiuntivi o gadget extra. Il sistema così strutturato rischia di mettere in forte svantaggio già dopo il primo round il team perdente, che si ritroverà spesso in una rincorsa continua. Il rischio di avere uno sbilanciamento durante il match è insomma concreto ma la brevità delle partite, circa 15 minuti ognuna, non vi faranno pesare troppo la cosa.

Windward2
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Epic Games Store, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Multiplayer.it

7.5

Lettori (3)

8.0

Il tuo voto

Rogue Company è accessibile al momento solo acquistando uno dei pacchetti fondatore, ma già in questa fase non è complesso trovare partite, soprattutto in virtù del crossplay. Il titolo ha buone caratteristiche e sebbene non spicchi particolarmente in nessuna di queste riesce ad essere uno sparatutto leggero da affrontare in brevi sessioni. Per il futuro il supporto di Hi-Rez sarà fondamentale per la riuscita del progetto, con la necessità di aggiungere delle penalità pesanti per i leaver, vero flagello del genere, una componente classificata degna di questo nome e l'aggiunta di nuove modalità e Rogue con cui giocare. Il nostro consiglio è quello di aspettare l'uscita gratuita prima di metterci mano, considerando la grande quantità di concorrenza con cui dilettarsi al momento.

PRO

  • Partite brevi e divertenti
  • Buon sistema di shooting e buona stabilità dei server
  • Crossplay e Cross progression

CONTRO

  • Davvero nulla di particolarmente originale
  • Al momento manca dell'essenziale per giustificarne l'acquisto