SkateBird, la recensione dello skateboard ornitologico

La recensione di SkateBird, un gioco di skateboard che ha la particolarità di essere a misura di volatile.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   20/09/2021
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I giochi di skateboard non sono poi molti e quelli presenti sul mercato difficilmente riescono a uscire più di tanto dalla tradizione imposta dal buon vecchio Tony Hawk. Per questo la recensione di SkateBird può risultare particolarmente interessante, visto che si tratta di un titolo che propone qualcosa di un po' diverso dal solito, in questo ambito. L'idea di base è decisamente bizzarra: invece di normali essere umani che si esibiscono su tavole dotate di ruote, in questo caso abbiamo a che fare con uccelli di varie specie e fattezze che, per il resto, si dimostrano in grado di eseguire precisamente i medesimi trick del sopravvalutato Homo Sapiens, a quanto pare. C'è anche una storia dietro a questa stranezza: gli uccelli sembra siano amici di un'umana la cui vita non sta andando proprio nel migliore dei modi, e hanno allora deciso di aiutarla a risollevarsi.

Come? Attraverso un complesso piano che parte dal mettere in ordine la casa e finisce per sconvolgere la grigia routine lavorativa della persona in questione, il tutto da eseguire semplicemente andando in skateboard ed effettuando trick in giro per diverse ambientazioni.

C'è ben poco di sensato in tutto questo, ma il fatto era trovare un pretesto per mettere degli uccelli su skateboard e stabilire obiettivi da portare a termine attraverso i livelli, ed è forse anche più di quanto di solito possiamo trovare in un gioco di questo tipo, dunque non ci lamentiamo. D'altra parte, i pennuti riescono in qualche modo ad essere veramente carismatici, anche più dei soliti skater su licenza, sebbene la loro anatomia renda piuttosto complicato capire precisamente come si svolgano i trick, oltre a vederli piuttosto rigidi in termini di interazione fisica con gli elementi dello scenario, ma fa tutto parte dello strano gioco.

Uccelli skater in missione

In SkateBird, gli uccelli vanno sullo skateboard ed eseguono trick classici
In SkateBird, gli uccelli vanno sullo skateboard ed eseguono trick classici

La "storia", se così la vogliamo definire, si svolge attraverso cinque scenari che partono dall'appartamento della ragazza e si sviluppano in varie ambientazioni esterne per poi tornare alla casa iniziale, posizionando in questi vari obiettivi da portare a termine ma offrendo, essenzialmente, una grande quantità di rampe, spigoli e linee per il grinding, salti e altre possibilità di eseguire ollie e trick concatenati. Visto che si parla di pennuti dalle dimensioni piuttosto minute, gli scenari riflettono questa scala inedita presentando oggetti sovradimensionati, dovendo guardarli dalla particolare prospettiva di passerotti, pappagalli o simili. L'effetto è un po' quello del vecchio Micro Machines, con scenari più o meno quotidiani ma in versione ingigantita visto il nuovo punto di vista, vissuti tutti, in questo caso, attraverso l'uso dello skateboard.

La storia si svolge attraverso missioni che sono sostanzialmente pretesti per eseguire determinate performance, dando un certo senso di progressione narrativa all'esecuzione di trick assortiti. Alla fine delle fiera, non ci si discosta dagli standard imposti da Tony Hawk's Pro Skater nel 1999, cosa che può deludere un po' tutti coloro che si aspettavano, da un approccio del genere, qualcosa di effettivamente diverso, anche perché i risultati complessivi sono ben al di sotto di quanto raggiunto proprio con il recente Tony Hawk's Pro Skater 1 + 2. Quello che rimane valido, in Skatebird, è però la sua particolare caratterizzazione, che resta impressa e spinge ad affezionarsi agli strani personaggi e alle ambientazioni inconsuete in cui si svolge: il gioco non vuole mai prendersi sul serio e questo è un aspetto importante, aggiungendo l'umorismo a un gameplay che non rinuncia comunque a tecnicismi anche complessi, come da tradizione del genere.

Un gameplay più classico del previsto

In SkateBird ci esibiamo in ambientazioni quotidiane con oggetti sovradimensionati
In SkateBird ci esibiamo in ambientazioni quotidiane con oggetti sovradimensionati

L'idea degli uccelli skater risulta poco sfruttata, basandosi soprattutto sulla possibilità di eseguire un doppio ollie per raggiungere un'altezza impossibile normalmente, oltre a poter planare sfruttando le ali in dotazione. Sono caratteristiche che funzionano per incrementare la verticalità dei livelli, ma nel gameplay generale non trovano grande profondità di utilizzo, visto che i trick derivano comunque dalla tradizione classica. Il risultato è una specie di via di mezzo tra un arcade spinto al parossismo e un gioco classico di skateboard, che fatica un po' a trovare una sua collocazione e dare un senso al concept di base, pur risultando comunque divertente anche come semplice digressione dal genere standard. Anche l'altro elemento caratterizzante di SkateBird soffre dello stesso problema, ovvero il fatto di essere un'idea brillante ma non sfruttata appieno, restando poco più che un divertissement sul canovaccio standard: parliamo del level design a misura di uccello.

Trasportare l'azione in un contesto miniaturizzato può dare libero sfogo alla fantasia nella costruzione di parchi, percorsi e strutture, che in effetti caratterizzano in buona parte i livelli del gioco, ma il tutto tende a rimanere un po' dispersivo. Non è facile capire precisamente da che parte andare per trovare le varie missioni da intraprendere, anche a causa di una distanza visiva alquanto ridotta, data da una sfocatura un po' aggressiva degli elementi più lontani rispetto al protagonista.

Un uccello con particolare personalizzazione in SkateBird
Un uccello con particolare personalizzazione in SkateBird

Una volta trovati gli NPC che danno il via alle varie "quest", il gioco trova i suoi momenti migliori, perché questi compiti sono solitamente ben costruiti e in grado di bilanciare a dovere esplorazione degli scenari e necessità di imparare i trick da effettuare, ma non è facile mantenere un buon ritmo nell'azione.

I siparietti con gli altri uccelli sono sempre molto godibili, ed è chiaro come questa caratteristica dei pennuti sia stata ben sfruttata dagli sviluppatori, infarcendo l'azione di umorismo surreale. Proprio su questo tasto batte anche un altro elemento importante di Skatebird come la personalizzazione: avanzando nel gioco si sbloccano nuove tipologie di uccelli, colorazioni, vestiti e accessori per modificare l'aspetto del protagonista, con una quantità di combinazioni veramente notevole e risultati da risata garantita.

Commento

Versione testata Xbox Series X
Digital Delivery Steam, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo 19,99 €
Multiplayer.it

6.2

Lettori (7)

6.3

Il tuo voto

Skatebird non riesce a sfruttare pienamente la buona idea alla base del suo strano concept: la presenza degli uccelli non riesce ad incidere in maniera decisiva sul gameplay, che di fatto rimane fin troppo ancorato alla tradizione dei giochi di skateboard standard, vanificando un po' le premesse fantasiose del progetto. Il volo è implementato in maniera minima e il level design, per quanto riesca ad essere peculiare, non si spinge più di tanto verso i limiti dell'immaginazione: se da un lato questo è sicuramente limitante, dall'altro significa anche che il gameplay si attiene in buona parte agli standard come un vero e proprio gioco di skateboard piuttosto completo, cosa che di per sé rappresenta già una valida base per molti utenti. Il problema è che sarebbe potuto essere qualcosa di più di una semplice alternativa ai titoli standard, contro i quali non si rivela molto attrezzato, peraltro.

PRO

  • L'idea di base è interessante e buffa
  • Di per sé è un buon gioco di skateboard
  • Gli elementi narrativi e le missioni determinano una certa progressione
CONTRO
  • Le particolarità, come le ali e gli scenari sovradimensionati, sono poco sfruttate
  • Tecnicamente un po' povero
  • Ci sono giochi di skateboard migliori, sotto vari aspetti