Space Colony  1

In anni in cui la ricerca spaziale subisce di anno in anno pesanti tagli ai fondi, e gli shuttle se ne vanno in drammatiche esplosioni qualcuno sogna ancora un futuro non tanto lontano in cui l’uomo potrà posare piede su nuovi mondi e fondare città e immense colonie. Magari non sarà un desiderio realizzabile a breve, e forse siamo destinati a spegnerci su questo nostro piccolo pianeta, ma perché non continuare ad immaginare?

RECENSIONE di La Redazione  —   28/10/2003

Gameplay, un approccio diretto

Il gioco di certo non vi fare attendere molto per portarvi al centro dell’azione. Fin dalla prima missione sarete sottoposti alle principali problematiche, e messi alla prova in maniera ferrea dalle quest proposte. Ma come ci si muove e in che maniera il giocatore viene coinvolto nella gestione della base spaziale? Lo scopo del gioco è quello di soddisfare in tempo utile ogni richiesta che la BlackWater Industries, società per la quale lavoriamo, ci rivolge durante le varie missioni. La base si sviluppa sempre su tre punti cardini: la piattaforma di atterraggio e stoccaggio materiali, il centro di comando e gli alloggi posti all’interno delle biocupole. Ad ogni missione verrà assegnato un numero preciso di coloni, fino ad un massimo di 20 personaggi da gestire in contemporanea. Non si tratta di pupazzi inanimati ed inespressivi, ma di veri e propri personaggi delineati e personalizzati con cura, che, come vedremo in seguito, possono vantare di una vera e propria identità indipendente. Questi coloni svolgono mansioni di ogni tipo all’interno della base e alle loro mani è in pratica affidato ogni aspetto della sua gestione e manutenzione. Mediante l’interfaccia di comando è possibile saltare da un personaggio all’altro fornendo indicazioni su quanto deve essere eseguito da essi all’interno della basa, quali mansioni debbano svolgere e in quale ordine. Ogni personaggio può infatti ricevere due ordini, di primaria e secondaria importanza, che dovranno essere svolti nel più breve tempo possibile. Partendo dall’edificio del comando centrale, fino ad arrivare ai macchinari per l’estrazione dei minerali e la produzione di cibo, ogni cosa deve essere perennemente posta sotto il controllo degli operatori, che, a seconda delle proprie capacità e conoscenze potranno portare o meno il proprio contributo. La console di comando, posta nell’edificio principale, permette la gestione delle tre funzioni vitali della base, vale a dire il consumo energetico, l’erogazione di ossigeno e la gestione dei robot e macchinari medici. Ogni personaggio, non appena giunto alla base correrà a preparare il proprio angolo letto (se disponibile), per poi recarsi, a seconda della propria attitudine, al posto di lavoro che più gli si addice. L’efficienza di tale azione è però legata alla personalità del colono, che potrà essere più o meno incline alla collaborazione. Poiché, come è già stato accennato, ogni personaggio dispone di una singolare personalità, passerete gran parte del tempo a verificare che ogni valore riportato dai grafici della scheda personale corrispondano con i valori medi. Questo perché il grado di efficienza ed il livello delle prestazioni sono condizionate dai valori del personaggio, che rappresentano gli aspetti più comuni del profilo di una persona. Tali aspetti, definiti col nome di “Bisogni e Desideri”, racchiudono le seguenti voci: felicità, paga, divertimento, interazione sociale, fame sonno, igiene personale e salute. Perché un colono possa essere in grado di svolgere regolarmente i compiti assegnatigli ognuno di questi parametri dovrà essere mantenuto a livelli accettabili. Dunque dovrete preoccuparvi che ogni cosa nella base sia al suo posto, e che ogni servizio sia accessibile agli ospiti. Inoltre le relazioni interpersonali dovranno essere curate onde evitare spiacevoli inconvenienti, poiché improvvisi litigi fra gli inquilini spaziali potrebbero innescare pericolose conseguenze.

Non solo Freud

Se la cosa finisse qui, Space Colony sarebbe da classificare come simulatore di vita, alla stregua di The Sims. In verità gli aspetti puramente gestionali sono ben altri. Proprio come accade in tutti i giochi del genere è la gestione della base a farla da padrona. Se in Beach Life l’occupazione del giocatore ruotava sulla gestione di un villaggio vacanze, in Space Colony è la colonia a dover essere accudita e spesso quasi interamente costruita dalle fondamenta. Come già detto la vita nella space colony ruota attorno a diversi aspetti. Innanzitutto bisogna garantire l’indipendenza economica della base. Sebbene la maggior parte delle volte si parta con un discreto gruzzoletto già da parte, è attraverso i buoni investimenti di crediti e la gestione ottimale dei macchinari già presenti che si avvia una colonia degna di nota. Il commercio e l’autonomia sono le colonne portanti della vita all’interno della base. I coloni innanzitutto devono potersi cibare. Per questo è possibile sintetizzare cibo raccogliendo particolari piante indigene mediante l’utilizzo di particolari macchinari. Ma se il pianeta in questione fosse arido o povero di risorse allora si può sempre ricorrere all’acquisto di cibo da altre fonti. Le produzioni eccessive invece possono essere vendute per aumentare la cassa dei crediti utili a sostenere la base ed acquistare strutture e macchinari nuovi, oltre, ovviamente, allo stipendio dei coloni. L’estrazione dei minerali e la successiva raffinazione o produzione di derivati più o meno tecnologici rimane però è la maggior fonte di guadagno disponibile. Tornando ai problemi degli inquilini spaziali, per garantire una buona permanenza nel cosmo, in pace con se stessi e con gli altri, dovremo occuparci anche degli svaghi e di tutti quegli aspetti del vivere quotidiano non prettamente legati al solo lavoro, ma anche alla cura della persona. Viene da sé che persone isolate e lontane miliardi di chilometri dalla propria patria possano soffrire di ogni genere di malanno psicofisico, non attenuato di certo da una personalità forte e caratteristica. Con un carnet di più di un centinaio fra strutture e oggetti d’arredo dovrete cercare di rendere la base, con le sue biocupole, il più attraente e vivibile possibile. Non sarà sufficiente piazzare qua e la qualche decorazione, ma dovrete assicurarvi che vi siano sufficienti strutture in grado di estinguere i principali problemi sorti nel corso della missione. Adibire delle zone riservate alla conversazione potrebbe ad esempio risolver parecchi problemi interpersonali e far riavvicinare fra di loro personaggi sfiduciati. Sale ricreative di ogni genere (fra le quali spicca anche una variopinta pista da ballo, in stile Saturday Night Fever) e strutture dedicate alle più svariate attività motorie, intellettuali e tecnologiche, vi terranno impegnati a lungo, aiutandovi nell’impresa di tenere a bada una marmaglia di coloni spesso malcontenti o annoiati. La vita su una colonia spaziale può essere non solo tediosa ma anche pericolosa, se il pianeta risulta poi non essere disabitato come si pensava, ma bensì abitato da singolari e bizzarre creature. Nonostante l’offensiva degli indigeni tardi a manifestarsi nel corso delle missioni proposte, dovrete anche affrontare questa eventualità, e fornire la base di un adeguato sistema di difesa.

Conclusione

Le modalità di gioco presentate riconducono tutte ad una stessa, comune, tipologia di gioco, che vi vedrà sempre sottoposti alle più svariate e bizzarre richieste. Space Colony è un gioco capace di donare differenti esperienze di gioco, pur rimanendo sempre fedele al classico stile gestionale da cui prende pienamente spunto. Proposto in una veste grafica carina e dettagliata, ma tecnicamente superata, se non a volte addirittura imprecisa, questo titolo non ha di certo la pretesa di collocarsi sui più alti gradini del podio per quanto riguarda l’avanguardia della teologia. Ciò nonostante SC riamane un gioco capace di divertire piccoli e grandi giocatori. I venti personaggi proposti, tutti di differenti nazionalità e dalle più disparate fattezze, uniti all’ambientazione cartoonesca, alla presenza di paesaggi bizzarri e aliene dalle buffe fattezze e all’impostazione ironica e scherzosa dell’intero gioco concludono la già singolare composizione di questo titolo. La possibilità poi di scegliere non solo il percorso standard della campagna ma anche quello delle missioni singole, unito alla possibilità di personalizzare le missioni attraverso l’editor integrato, donano infine una discreta longevità a questo gioco. In conclusione possiamo affermare che Space Colony si presenta con la sua irriverenza e simpatia come un titolo appetibile e di facile apprezzabilità. Accessibile a tutti entra a far parte di quella categoria di giochi leggeri, ma curati, che possono donare lieti momenti di gioco spensierato a qualsiasi genere di giocatore. Non vi rimane che imboccare la via del più vicino spazioporto e partire con il primo shuttle. Buona colonizzazione!

    Pro:
  • Divertente e irriverente
  • Molte strutture disponibili
  • Livello di difficoltà modificabile per ogni missione
    Contro:
  • Grafica non proprio all'avanguardia
  • Colonna sonora un po' ripetitiva
  • A volte caotico

Alla conquista del cosmo

Proprio a questo hanno pensato i ragazzi della Firefly. Cosa potrebbe succedere in un ipotetico futuro in cui l’uomo si vedrà dominatore dello spazio e di tutti i suoi pianeti? Ovviamente darà il via ad una colonizzazione dapprima timida per poi dare il via ad una conquista vera e propria. Dunque potrebbe essere interessante calarsi nei panni dei poveri sventurati colonizzatori abbandonati a loro stessi, con le proprie incertezze e le proprie paure alla conquista di uno spazio a loro ostile. Il colpo di genio poi arriva quando si decide di andare ad attingere da quel passato di videogiochi che per anni hanno segnato l’esistenza di migliaia di appassionati, riesumando vari generi per dare vita ad un titolo dal sicuro effetto, che punta tutto sulla capacità di divertire fin da subito e di proporre il giusto numero di situazioni coinvolgenti. In Space Colony i giocatori più attempati potranno notare uno stile di gioco riconducibile addirittura al mitico Theme Hospital, arricchito da elementi di simulazione delle interazioni fra i personaggi dirette discendenti (anche se molto alleggerite) del game concepì di The Sims. Dunque, se non fosse ancora chiaro, siamo di fronte ad un gioco riconducibile al filone della simulazione gestionale. Il tono ironico che domina l’intero gioco fin dal filmato introduttivo, poi, rende ancora più apprezzabile l’approccio con un titolo come questo, capace di infondere fantasia sin dai primi minuti dal suo avvio.