Star Wars - Jedi Knight II: Jedi Outcast  2

Dei tanti giochi ispirati all'universo di Guerre Stellari, qui a Multiplayer.it c'è n'è uno che ricordiamo con particolare affetto: si tratta naturalmente di Jedi Knight, lo splendido Fps che qualche anno fa era riuscito a conquistare il cuore di tutti gli appassionati. Oggi è finalmente arrivato il momento di giocare il seguito di quel titolo, Jedi Knight II: Jedi Outcast arriva sui nostri monitor in tutto il suo splendore. Per l'occasione Paolo Matrascia ha realizzato una approfondita recensione nella quale per la prima volta fa la sua comparsa il multicommento: dategli un'occhio, ne vale la pena!

RECENSIONE di Paolo Matrascia —   04/05/2002

Ancora un volta ... Guerre Stellari!

Sembrava una normale missione di routine, bisognava indagare su una postazione di ascolto imperiale che i più ritenevano ormai abbandonata, tuttavia alcune confuse parole tra le quali “Valle degli Jedi” (che avevamo conosciuto nel capitolo precedente) fanno subito intuire che una normale missione di routine rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più importante. Su Kejim, pianeta desolato in orbita attorno ad un sole morente, comincia così il terzo capitolo della saga cominciata anni orsono con Dark Forces.
Ritroviamo il burbero ed inossidabile Kyle Katarn, una sorta di Duke Nukem politically correct in veste spaziali, ed a affiancarlo la fidata compagna (di lavoro e non) Ian Ors. Non ritroviamo invece nel nostro inventario la mitica Spada Laser ... ma non temete perchè il cammino di Katarn si (re)incrocierà dapprima con i poteri della Forza e poi con la lighsaber che, anni prima, aveva abbandonato impaurito dal fascino del lato oscuro della Forza.
Vi diciamo subito che la trama, specialmente all'inizio, non è certo la parte migliore di tutto gioco: a tratti prevedibile, per certi versi fiacca e decisamente poco originale ha dalla sua però il pregio dell’introdurre nel corso degli eventi la partecipazione di qualche guest star (Skywalker su tutti ovviamente) e la possibilità di visitare luoghi di elevato valore “storico”. Poi, per fortuna, qualche colpo di scena durante l'evolversi delle situazioni alzerà un poco il livello medio della sceneggiatura, siamo certamente sotto i livelli qualitativi di Half-Life ma sicuramente sopra quelli di Medal of Honor.
Le locations dove si svolgeranno le nostre missioni sono otto e sono state suddivise in una ventina di livelli, la varietà delle ambientazioni è quindi assicurata. Si parte da un’avamposto imperiale per passare dal tempio di Yavin 4 ed arrivare alla città volante di Bespin. Abbiamo tralasciato i sobborghi di Cloudy City e poi ci siamo dimenticati il carcere di … insomma ne avremo per tutti i gusti.

I primi approci con il gioco.

Cominciamo subito con delle brutte sorprese, a fronte di un manualetto a colori tradotto in Italiano ci accorgiamo presto che il Cd-rom contenuto nella affascinante DVD-Box contiene il gioco interamente NON localizzato nella nostra sempre più vituperata lingua italiana. Per di più i sottotitoli (in Inglese ovviamente) saranno attivibabili solo durante le scene di intermezzo e non durante i dialoghi in game. Meno male che il parlato risulta abbastanza comprensibile anche a chi ha avuto la possibilità di imparare la lingua di Albione solo nelle scuole, questa è una cosa fondamentale perché molti livelli saranno risolvibili proprio grazie ad una serie di indizi ricevuti dai personaggi di gioco durante il corso delle missioni.
Altro disappunto iniziale lo avremo dal framerate che JK2 ci riserva nel primissimo livello di gioco. Medal of Honor, su una stessa configurazione Hardware, si rivela molto più fluido e, da un certo punto di vista, presenta un impatto visivo decisamente superiore a quello offerto da JK2. I tempi di caricamento delle mappe invece sono in linea in entrambi i giochi: noiosamente lunghi. Molto lunghi.
Meno male che invece il versante sonoro ci esalta non poco, l’ennesima versione delle sinfonie di John Williams è riprodotta in maniera corposa e carismatica. In lontananza poi possiamo intravedere i primi Stormtroopers e ci gasiamo ancora di più. Confermati anche dalle successive ore di gioco possiamo dire senza molti dubbi che i modelli tridimensionali dei personaggi di JK2 sono tra i meglio realizzati nell’ambito dell’intero panorama videoludico. Le stesse animazioni risultano dannatamente verosimili e ci fanno ricordare l'ottima fama che la Raven è riuscita a meritarsi in anni di onorata carriera.
Troppe notizie in una volta sola? Avete ragione, cominciamo quindi ad analizzare tutto con calma.

La componente visiva - Part one.

Come già detto JK2 utilizza il celeberrimo motore grafico di Quake III arricchito dall’utilizzo dell’esclusivo GHOUL System 2, il sistema di animazione scheletrale che viene utilizzato dai titoli Raven fin dai tempi di Soldier of Fortune e che presto vedremo in azione anche nel suo seguito.
Per chi non lo conoscesse basti sapere che utilizzando il GHOUL2 è possibile definire, semplificando i concetti generali, i modelli tridimensionali dei personaggi (giocanti e non) costruendoli attorno ad uno scheletro virtuale dotato di ben 36 articolazioni slegate le une dalle altre. Se in titoli come il futuro Soldier Of Fortune 2 questo si traduce nei celeberrimi “36 punti di contatto, localizzati al singolo pixel, dove sarà possibile colpire i nostri avversari”, in JK2 il GHOUL System perde il suo significato più truce regalandoci invece alcune tra le animazioni più spettacolari mai viste in videgiochi per PC. Già ammirando i nostri nemici potremo accorgerci del notevole lavoro fatto dai grafici della Raven: si inginocchieranno doloranti prima di morire, si guarderanno terrorizzati la propria mano ferita e cercheranno agilmente di evitare i nostri colpi laser.
Attivando poi la visuale in terza persona potremo apprezzare ancora di più la spettacolarità intrensica di questo titolo: l’eleganza nell’utilizzo della spada laser, i salti acrobatici, le abili capriole ... più di una volta abbiamo avuto l’impressione di trovarci di fronte agli spettacolari duelli visti al cinema durante “Episodio 1”. Il dettaglio dei modelli tridimensionali e la naturalezza dei loro movimenti sono quindi ai vertici delle attuali produzioni videoludiche.

La componente visiva - Part two.

Sarà che ormai ci siamo abituati alle dettagliatissime texture di Medal Of Honor, sarà che ormai siamo quasi pronti alle meraviglie grafiche dell’ormai prossimo Morrowind tuttavia la grafica di JK2, almeno inizialmente, non ci farà certo gridare al miracolo.
Per fortuna l’architettura dei livelli è davvero epica, forse non ai livelli del primo Jedi Knight, ma comunque decisamente notevole. A pensarci bene, forse, lo scotto di questo titolo, rispetto a titoli come Return To Castle Wolfenstein, è proprio la necessità di dover riprodurre ambienti fantascientifici rendendo quindi quasi necessaria una minore accuratezza grafica. D’altra parte però non possiamo non notare che il feeling da “Guerre Stellari” viene riprodotto alla perfezione. Gli Stoormtrooper sono lì, “reali” come non mai, durante alcune missioni vedremo sfrecciare nei cieli X-Wing alleati (con tanto di caratteristico sibilo sopra le nostre teste) mentre noi dovremo scappare dalla letale potenza di fuoco di un AT-AT che ci insegue sengua tregua. Che siate o meno fan di Guerre Stellari (ma quale videogiocatore non lo è almeno un poco?) non potrete non essere affascinati, tanto da soffermarvi per più di qualche istante, dai Tie Fighter parcheggiati negli hangar o dalla ricostruzione della tipica “taverna” malfamata, popolata da tutta la peggiore feccia della galassia. Insomma la grafica di Jedi Knight sprizza "Star Wars" da tutti pori.
Lo stesso effetto grafico delle armi risulta particolarmente azzeccato, certo, nessuna di esse ci ha fatto gridare al miracolo per l’originalità o per il senso di potenza che ne scaturisce utilizzandole (avete presente il doppiettone di Doom?) ma, considerando il target decisamente politically correct della saga di George Lucas, non poteva essere altrimenti.
Decisamente fuori luogo, invece, ci è sembrata la scarsa realizzazione tecnica degli intermezzi animati. La regia non è niente male ma le “maschere” applicate sui visi di personaggi ed una gestione delle ombre decisamente da rivedere (così come anche in alcune parti nel resto del gioco) ci hanno fatto cadere le braccia.
Anche la fluidità di gioco che si mantiene accettabile per la maggior parte del gioco subisce diversi rallentamenti durante le sessioni di gioco all’aperto. Molto probabilmente questo è dovuto al fatto che ormai anche il motore di Quake III comincia a sentire il peso degli anni e la volontà dei designer di voler riprodurre scenari enormi, con tanto di ambientazioni a cielo aperto, deve aver messo decisamente alla frusta l’engine programmato da Carmack e soci.

E per le nostre orecchie?

JK2 è uno dei primi titoli ad sfruttare l’ultima evoluzione delle librerie sonoro sviluppare dalla Creative. Se infatti siete i fortunati possessori di una Sound Blaster Audigy potrete finalmente sperimentare l’efficacia dell’EAX Advanced HD. I suoni sono puliti e cristallini ed anche la localizzazione del suono nello spazio (noi abbiamo provato il gioco con una configurazione 2+1) appare decisamente convincente. Avere il volume a “palla” e sentirsi circondati dal rumore dei raggi laser sparati dai fucili delle truppe avversarie ci fa sentire decisamente lì, nel bel mezzo dell’azione.
Le musiche poi non potevano che essere uno dei punti di forza di questo titolo, a parte il Main Theme che ovviamente tutti ben conosciamo, tutti gli altri brani saranno delle bellissime sorprese. Vi assicuriamo che non succede spesso che ci venga in mente di alzare il volume delle musiche per poterne apprezzare le diverse sfumature anche durante il gioco. In piena tradizione LucasArts poi, che ricordiamo anni fa con l’iMUSE introdusse le musiche sensibili al contesto nei videogiochi, le musiche cambieranno ritmo e melodia in base a quanto avviene sullo schermo e lo fanno in maniera fluida e decisamente cinematografica.
Curiosità per gli appassionati della serie: il personaggio di Lando Cardassian sarà doppiato dall’attore originale, Billy Dee Williams.

Tradizione ed innovazione.

JK2 ha fondamentalmente due anime, la prima predomina durante i primi livelli di gioco: un classicissimo FPS vecchia maniera con un accentuato sbilanciamento verso la risoluzione di determinati enigmi che, finalmente, vanno ben oltre il classico “cerca la chiave blu ed apri la porta rossa”. La seconda invece viene fuori solo dopo alcune ore di gioco, quando finalmente avremo a disposizione la Spada Laser ed i primi poteri della Forza. Non siamo ancora riusciti a capire quanto i ragazzi della Raven si siano effettivamente ispirati ad un certo Max Paine tuttavia è innegabile il fatto che più di una volta determinate scelte di design e molto azioni gioco ci hanno ricordato, seppure con qualche forzatura, il capolavoro Remedy.
In modalità “classic” la visuale preferibile sarà rigorosamente quella in prima persona ed il feeling di gioco ci ricorderà parecchio i primi due capitoli della serie. Armati del nostro fido Fucile E-11 ci ritroveremo immersi nella buona vecchia atmosfera che avevamo imparato ad apprezzare durante Dark Forces e Dark Forces II. Ogni arma avrà modalità di fuoco primario e secondario ognuna di esse caratterizzate da un diverso bilanciamento fra velocità di tiro, potenza e precisione. Non mancheranno poi tutti quei piccoli grandi gadget che faciliteranno la vita di ogni provetto avventuriero. Oggetti come il binocolo elettronico, il visore notturno o il mitico Inquisitor Arakyd Mark VII (una versione “bellica” dei droidi di addestramento utilizzati dagli Jedi per impratichirsi con la spada laser) non mancheranno di esserci utili durante le nostre peripezie.
L’intelligenza artificiale dei nemici è davvero notevole così come la loro caratterizzazione. Le truppe avversarie ci attaccheranno (quasi) sempre in gruppo ed in caso di difficoltà andranno a cercare riparo per poi attaccare all’improvviso da dietro gli angoli! Verranno avvertiti dai nostri rumori e non mancheranno di guardarsi le spalle con abili fuochi di copertura. Andando avanti nel corso del gioco poi, scopriremo che ogni particolare unità ha un suo determinato modus operandi, c’è chi predilige il cecchinaggio, chi si lancerà prevalentemente nel corpo a corpo e così via. Peccato che, col il progredire del gioco, tutte queste diversità si faranno sempre meno marcate.
Si perché, come preannunciato, una volta entrati in possesso della fatidica lightsaber JK2 rischia di trasformarsi in una strano ibrido tra FPS e Action Adventure in terza persona. Non che questo debba essere necessariamente un difetto per carità, però molto spesso tutti i tatticismi imparati nelle missioni precedenti sarranno perduti in favore di una maggiore frenesia di gioco grazie ad un utilizzo quasi spasmodico della nostra fida lightsaber.

Il mio regno per una spada.

E’ inutile negarlo, JK2 verrà ricordato sopratutto per le entusiasmanti sessioni all’arma bianca e per il particolare utilizzo che dovremo fare dei poteri della Forza.
Durante lo svolgimento della storia Kyle Katarn riuscirà infatti a tornare in possesso dei poteri a cui aveva voluto rinunciare alla fine del secondo capitolo. Tutti i poteri della forza hanno tre gradi di efficacia e nel progredire del gioco riusciremo a sviluppare ognuno di essi. Salta, Spingi, Tirà, Velocità,Guarigione, Presa, Controllo Mentale e Lampo sono gli otto poteri che dovremo imparare a sfruttare il più in fretta possibile. Per “aiutarci” i designer del gioco hanno disseminato lungo i livelli di gioco diversi enigmi che in pieno stile Tomb Raider richiederanno una pur minimo utilizzo della nostra materia grigia. Se questo da una parte aumenta la varietà di gioco dall’altra aiuta a snaturare ulteriormente un gioco che progredendo nel gioco perde sempre di più la connotazione FPS che invece molti si aspetterebbero. Questa sensazione poi è accentuata dal fatto che una volta imparato ad utilizzare al meglio la Spada Laser, in ognuna delle tre diverse modalità di utilizzo, decideremo molto raramente di staccarcene e ci troveremo, con nostra grande sorpresa, ad utilizzare sempre più spesso la visuale in terza persona e sempre meno quella in prima.
Come già detto però l’epicità e la spettacolarità di questi combattimenti è davvero superiore ad ogni FPS “puro” che il mercato ci possa offrire. Non è un caso se il titolo che più si avvicina alla spettacolarità di JK2 è proprio un certo Massimo Dolore che ha fatto del “bullet time” il suo cavallo di battaglia. Certo, da alcuni punti di vista il “bullet time” rimane ancora insuperato, ma la “magica” coreografia dei balletti acrobatici che Kyle Katarn riesce a descrivere con in pugno la sua lightsaber è qualcosa che con le parole non possiamo certo spiegarvi. Fatevene una ragione.
Peccato solo che il metodo di controllo deve fare fronte alla miriade di tasti che dovremo utilizzare quasi contemporaneamente. Utilizzando i poteri della forza potremo infatti velocizzare i nostri movimenti, soffocare i nostri avversari, spingerli, disarmarli, controllarli mentalmente ... peccato che nella foga della battaglia sia spesso a dir poco difficoltoso riuscire a districarsi tra questa moltitudine di comandi. Forse un male quasi inevitabile.

La MultiForza.

Uno dei pochi difetti di "Jedi Knight: Dark Forces II" fu proprio la mancanza del multiplayer mode in un periodo dove Doom aveva ormai aperto da tempo la strada del netgaming. Essendo basato sul SDK di uno dei primi giochi nati appositamente per la modalità Multiplayer JK2 non poteva ripetere la stessa mancanza del predecessore.
Anzi, seguendo il trend degli ultimi FPS usciti sul mercato, anche la modalità multigiocatore di JK2 non è presente solo per “fare scena” ma introduce particolari soluzioni che distinguendolo dalla modalità normale lo fanno sembrare quasi un gioco a parte. Innanzi tutto le Arene concepite per il multiplayer sono state davvero ben progettate, sia per quel che riguarda l’aspetto visivo che quello tattico. Poi le modalità selezionabili ed i parametri d’impostazione dei Server di gioco sono tanti e davvero vari.
Le modalità di gioco sono sei e comprendono tutte quelle già viste negli altri titoli più qualche altra piccola variazione per sfruttare al massimo la presenza della Forza (per l’occasione vedremo anche l’introduzione di nuovi poteri) e della lightsaber. Nella modalità “Cattura il Ysalmiri”, ad esempio, il giocatore che si trova in possesso di questo simpatico animaletto sarà totalmente immune alla Forza, sia la sua che quella degli avversari.
All’inizio di ogni partita, inoltre, avremo un certo quantitativo di “punti forza” da utilizzare per accrescere i nostri poteri in determinate aree. Questo permette ad ogni persona di costruire il personaggio più adatto al proprio stile di gioco e, contemporaneamente, assicura una varietà di gioco piuttosto ampia. Quasi inutile dire che comunque la caratteristica che più riesce a distinguere JK2 dalla maggioranza dei giochi Quake3 based e non, anche in multiplayer, è l’uso quasi onnipresente della visuale in terza persona e delle sessioni di scherma laser che ci hanno ricordato, per qualche attimo, le carneficine multiplayer di Rune.
Insomma se non lo aveste ancora capito la sezione Multiplayer di JK2 non sfigura sicuramente davanti a quella single ... anzi.

Commentando.

L’esperienza che ho avuto con Jedi Knight può essere suddivisa in tre fasi “Gioia, Delusione, Appagamento”.
Nella prima fase, quella della “Gioia”, ho apprezzato il buon vecchio feeling da FPS old style che i ragazzi della Raven hanno infuso in questo titolo. I primi livelli ricordano quelli visti a suo tempo nel primo Dark Forces: corridoi illuminati da una sterminata serie di led e spie intermittenti e le architetture dei livelli che presentavano altezze incredibili ed ambienti carismatici.
Poi ad un certo punto gli stoormtroopers scompaiono ed il gioco ci fa avere a che fare con una serie di puzzle quasi degni della serie di Tomb Raider e con cecchini invisibili che ci sparano da distanze impensabili con precisione inumana, comincia così un certo livello di frustazione e di “Delusione”: il gioco rischia di perdersi nei labirinti da lui stesso creati.
Dopo qualche ora di gioco però ho imparato a destreggiarmi alla perfezione con la lightsaber (come dice il manuale: “Impugnata da una persona inesperta, la spada laser è uno strumento poco efficace, più pericolosa per chi la utilizza che per i nemici”) ed essendomi finalmente reso conto del fatto che cercare ancora il gameplay dei precedenti capitoli anche in JK2 era sbagliato, sono riuscito ad apprezzare nella sua totalità questo ennesimo capolavoro Raven raggiungendo, appunto, “l’Appagamento”.
JK2 è un FPS atipico e questo, se all’inizio può essere considerato un difetto, alla fine ci farà apprezzare ancora di più questo gioco che, pur non essendo all'altezza dei predecessori, deve comunque essere considerato come uno dei sicuri Best Sellers di questa Primavera. E poi non dimentichiamoci che finalmente sarà possibile sfidarsi a suon di Spadate in quella modalità Multiplayer che sta facendo spopolare JK2 anche tra i fraggers più esigenti.
A parte queste lunghe premesse bisongna dire che JK2 non è comunque un gioco esente da difetti. Il primo l'ho trovato nel livello di difficoltà che, a parer mio, è stato calibrato con qualche sbavatura di troppo. Gli altri li ho trovati a causa di certe scelte di design abbastanza discutibili: alcune volte, ad esempio, si muore non per propria colpa ma solo perchè c’è un trabocchetto impossibile da evitare senza nessun previo avvertimento, mentre altre volte ci si sente abbastanza persi nella risoluzione di particolari enigmi che sporadicamente ho dovuto risolvere, scomodando il teorema di Poisson, applicando la legge dei grandi numeri (di tentativi).
Ma a parte questo JK2 è da considerarsi un piccolo grande capolavoro ed i Raven dopo aver passato a pieni a voti un primo esame con l’ottima prova di “Star Trek – Elite Force” oggi si sono confermati riuscendo a trasmettere tutte le emozioni e la meraviglie che “Star Wars” riesce a trametterci da più di ventanni.
Se siete appassionati di Star Wars dovete andare a comprarlo senza remore, se vi piaciono gli sparatutto in prima persona (atipici o meno) dovete andare a compralo, se vi piacciono i prodotti realizzati con cura e passione dovete andarlo a compralo. Se invece cercate solo un gioco rilassante e spensierato tornate pure al vostro "campo minato", però sappiate che potresti perdervi una buona occasione ...

Bonus Tracks. I commenti dei colleghi.

Jedi Knight 2 è un gioco abbastanza controverso, osannato da alcune riviste del settore addirittura con il massimo dei voti da altre è stato quasi snobbato, pur riconoscendo l'ottimo lavoro svolto dai Raven. Ho così deciso di contattare qualche "collega" e sentire cosa avevano loro da dire al riguardo.
Cominciamo con un entusiasta Manuel "Vanethian" Marino: "Allora... Con Jedi Knight II ritorna la grande avventura di guerre stellari sugli schermi dei nostri PC! Quando usci' l'espansione del primo Jedi Knight, Mysteries of the Sith, non rimasi molto soddisfatto perche' mi aspettavo qualcosa di piu'. D'altronde Jedi Knight, con quella trama avvincente, i filmati cinematografici di intermezzo e la trama che si biforcava in base alle azioni del protagonista, fu un successone e sarebbe stato difficile bissare! Ed invece ecco che la Lucasarts con questo splendido JKII ritorna alla grande con un'atmosfera ed una trama degna di Hollywood. Per non parlare poi del motore grafico che e' eccellente, nonche' il triplo sistema di combattimento con la spada laser (veloce, medio, potente) che mi hanno veramente colpito! Un gioco splendido che non dovrebbe mancare nella collezione di tutti gli appassionati di Star Wars ma anche di tutti coloro che adorano i giochi veramente ben fatti... e JKII e uno di questi :D".

Bonus Tracks. I commenti dei colleghi.

Continuamo con un meno convinto ma pur sempre genoroso Valerio “Tanis” Saltinelli:“Jedi Knights 2 è un gioco che dal punto di vista della profondità della trama e del profilo dei personaggi è eccellente. Ci sono però due pecche piuttosto grosse: la prima è che nei filmati i personaggi sembrano tutti indossare delle maschere. Al giorno d'oggi creare dei filmati non dico fotorealistici, ma almeno credibili è qualcosa che si fa senza sforzi eccessivi.
La seconda pecca è l'uso del motore di Quake 3 Arena, che per quanto un'ottima scelta dal punto di vista tecnologico, dimostra anche che non è stata posta molta attenzione nel cercare di evitare tutta una serie di problemi legati al fatto che si tratta di un motore che va comunque modificato. Un esempio di questo è il fatto che sembra che i personaggi fluttuino sui pavimenti quando ci corrono incontro, e la visuale in terza persona di noi stessi mostra uno Jedi che sembra quasi "volare" sul terreno.
Per il resto c'è invece da dire che l'intelligenza artificiale dei nemici è stata curata: ci tendono agguati e se sono in difficoltà scappano per poi attaccarci una volta che si sono riorganizzati.”

Bonus Tracks. I commenti dei colleghi.

E concludiamo con un più equilibrato Simone "Orion" Pesenti: “Jedi Knight 2 mi è proprio piaciuto, sebbene l'effetto sia stato quello di una lightsaber: breve e intenso!
E' proprio attorno a quest'icona dell'universo Star Wars che ruota tutto il divertimento.
Quando ho iniziato a usarla mi sono gasato e col passare del tempo mi sono accorto che delle altre armi poco mi importava... avevo tutto quello che mi serviva confidando nei miei poteri della Forza e nella fida spada laser.
Certo in diverse occasioni occorre necessariamente fare ricorso al proprio arsenale, ma sicuramente JK2 non è un FPS come il suo predecessore.
Sono rimasto ben impressionato dalle animazioni fluide dei personaggi e dai duelli all'ultimo sangue, davvero da cardiopalma!
Davvero mitico il design dei livelli, tra strutture enormi e claustrofobici corridoi.
Forse la brevità (dovuta anche all'attenzione focalizzata per sviluppare e migliorare il supporto multiplayer) mina forse un titolo che onora sicuramente il suo predecessore, senza però eguagliarne il carisma, tuttora insuperabile.
Consigliato a chi cerca una buona trama in un gioco d'azione, senza dimenticare la spettacolarità e i fuochi artificiali che il suo motore grafico è in grado di regalarci!”

Indossiamo di nuovo i poteri della Forza

Star Wars – Jedi Knight II: Jedi Outcast, d’ora in poi JK2, oltre a candidarsi come gioco con il titolo più lungo e controverso del nuovo millennio, è uno dei primi giochi nati sotto il nuovo corso della LucasArts che, ormai in declino da diversi anni, ha deciso di affidare lo sviluppo dei nuovi giochi in prevalenza a team di sviluppo esterni per poi occuparsi di tutto il resto.
Come ormai dovreste sapere JK2 è stato infatti sviluppato dalla Raven utilizzando l’ormai inflazionato motore grafico made in ID introdotto per la prima volta con “Quake III: Arena”.
Storicamente JK2 è quindi il primo titolo della serie a non utilizzare un motore grafico proprietario. Il rischio di avere un ennesimo clone di un qualsiasi altro FPS basato sul lavoro ID con il solo plus di essere ambientato nell’universo di Han Solo & Co. è forte, ma vi possiamo dire fin da ora che, per fortuna, i programmatori della Raven non si sono smentiti e sono riusciti a seguire le tracce dei due episodi precedenti riuscendo addirittura ad introdurre novità di particolare rilievo.
Ma adesso andiamo con ordine e cominciamo visitando una galassia lontana lontana …