Teacup, la recensione di una favola per grandi e piccini

Ecco la nostra recensione di Teacup, una favola per grandi e piccini che racconta la storia di una rana che ama il té

RECENSIONE di Nicola Armondi   —   03/10/2021
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Una rana, una tazza da tè, un giorno speciale. Non servono propositi epici per partire all'avventura: alle volte basta solo avere la dispensa vuota. Così è per Teacup, la protagonista dell'omonimo gioco realizzato da Smarto Club.

Ecco la nostra recensione di Teacup un videogioco perfetto per chi vuole rilassarsi.

Segnato sul calendario

Teacup con due amici in barco in un laghetto
Teacup con due amici in barco in un laghetto

Noi siamo Teacup, una rana che vive a Little Pond (letteralmente "laghetto"). La nostra avventura non inizia in un giorno qualsiasi: oggi è la vigilia della nostra festa da tè, dove i nostri cari amici - che da tempo non vengono a farci visita - si riuniranno nella nostra casetta nel bosco. La felicità però viene presto smorzata: abbiamo finito tutti gli ingredienti per fare il tè! Non ci resta quindi altro da fare se non uscire, affrontare il mondo e chiedere aiuto agli abitanti di Little Pond.

Teacup - il gioco - è un'avventura che non si può definire in altro modo se non "wholesome", ovvero un'opera che vuole metterti di buon umore. Non ci sono veri pericoli in Little Pond: è un piccolo grande mondo dove tutti sono felici, si impegnano, si divertono, fanno festa e ricordano il passato con allegria. È una passeggiata in un mondo bucolico e utopico, letteralmente da favola, raccontato come una storia della buona notte che si può trovare in un libro per bambini.

Teacup - la protagonista - è una rana timida, solitaria, che ascolta e aiuta gli altri, ma tende a stare in silenzio e in disparte. Durante questa avventura dovrà esporsi al mondo un po' di più, ritrovando tante persone a lei note che non vedeva da tempo, visto che è solita starsene da sola nella propria casa. Di dialogo in dialogo incontriamo amici e vicini, conoscenti e amici di famiglia, che aiuteremo e ci aiuteranno, nella nostra "quest" di ricerca degli ingredienti per fare il tè.

Interazione

Teacup propone minigiochi classici, come un banco di ortaggi da riorganizzare
Teacup propone minigiochi classici, come un banco di ortaggi da riorganizzare

Teacup non è però unicamente un gioco narrativo. Oltre a esplorare le varie aree, tutte piccole ma dense di personaggi con i quali parlare e oggetti da osservare, dovremo completare una serie di mini-giochi molto semplici. Si tratta di piccoli puzzle molto classici: dovremo sistemare una serie di forme in stile Tetris in uno spazio limitato, ricomporre un'immagine muovendo vari pezzi, colpire in una sorta di minigioco sparatutto all'acqua di rose una serie di bersagli, completare dei Quick Time Event, trovare una lista di oggetti in mezzo a varie cianfrusaglie come in un classico HOG, risolvere un classico puzzle in cui bisogna posizionare gli ingranaggi nell'ordine corretto per far ripartire un macchinario, e via dicendo.

Come vedete, si tratta di idee molto classiche ed è forse il limite più grande di Teacup. Il gameplay è minimo - cosa che allontanerà moltissimi giocatori - ma è una scelta di design chiara e dichiarata: non si può criticare il gioco per questo motivo. Dispiace però che in termini ludici non vi sia mai un'idea particolare, intrigante: semplicità e originalità possono assolutamente andare di pari passo, come ci insegnano Wandersong e Chicory: A Colorful Tale.

Il libro degli ingredienti di Teacup
Il libro degli ingredienti di Teacup

Teacup è un titolo con ben altri valori produttivi (tre sviluppatori, alla loro prima opera) rispetto alle due opere appena citate, sia chiaro, e lo si capisce facilmente anche dalla longevità. L'intera avventura ci ha richiesto 90 minuti e, vista la linearità e la totale mancanza di obiettivi secondari da completare, crediamo che tutti si assesteranno più o meno su questo minutaggio. Si tratta a nostro parere della durata corretta: anche solo una ventina di minuti in più avrebbero rischiato di rendere il viaggio in Little Pond troppo lento. Il ritmo è invece abbastanza alto da accompagnare il giocatore fino al finale senza affaticarlo o allontanarlo, anche in una sola sessione.

Un libro illustrato

La festa di Little Pond, in Teacup
La festa di Little Pond, in Teacup

Il grande punto di forza di Teacup è il suo stile grafico. Il gioco è un grande libro illustrato interattivo. Il mondo di Little Pond, che si divide in boschi, stagni e una cittadina festosa, è un piacere per gli occhi. Ogni scena è allegra, densa di colori e personaggi. Questi ultimi sono animali antropomorfici di vario tipo, sempre diversi e con un proprio stile di abbigliamento e una propria personalità. La maggior parte sono solo piccole comparse con le quali interagiremo una volta e metteremo da parte, ma insieme formano una comunità credibile, nella quale è un piacere nuoversi. Anche il sonoro accompagna in modo efficace ogni sezione, anche se l'opera manca completamente di un menù opzioni, quindi non è possibile regolarne le impostazioni.

Chiudiamo segnalando che manca la traduzione italiana per i testi di gioco. Teacup è disponibile in inglese e chiunque mastichi un minimo la lingua d'Albione non dovrebbe avere problemi a godersi l'opera. A differenza del solito, però, riteniamo la mancanza dell'italiano un "problema" un po' più serio. Teacup è un gioco perfetto da giocare con i più piccoli ma la mancanza di una traduzione potrebbe rendere l'esperienza inaccessibile ai più.

Commento

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam
Prezzo 8.19 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Teacup è un'avventura breve, leggera e allegra. Ludicamente non vi è molto da fare se non completare una manciata di mini-giochi semplicissimi, ma il mondo di Little Pond è piacevole da visitare, anche se solo per un'oretta e mezza. Più che un gioco, è un grande libro delle favole interattivo, perfetto quindi per i più giovani. È però un peccato che il gioco non sia tradotto in italiano.

PRO

  • Graficamente stupendo
  • Leggero e allegro
CONTRO
  • La mancata traduzione lo rende poco accessibile ai giovanissimi
  • Nessuna idea originale