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The Last Oricru, la recensione di qualcosa più di un’occasione mancata: un disastro su larga scala

La recensione di The Last Oricru, un gioco che avrebbe dovuto essere un mix tra Mass Effect e Dark Souls, ma purtroppo manca ampiamente il bersaglio.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   16/10/2022

Sulla carta, The Last Oricru non è altro che la quadra perfetta tra diverse tendenze di art e level design che negli ultimi quindici anni hanno influenzato progettazione, sviluppo e realizzazione di una buona fetta delle produzioni che si sono affacciate sul mercato, cariche di un certo tipo di ambizioni.

A grandi linee, infatti, l'opera prima del team ceco GoldKnights può definirsi il punto d'incontro ideale tra Mass Effect e Dark Souls, compenetrazione ravvisabile, in primis, nella direzione artistica dove elementi sci-fi, come gadget dall'aspetto futuristico, sono immersi in un contesto fantasy di stampo piuttosto classico, tra castelli, spade, scudi e incantesimi.

D'altro canto, il gameplay fa sua la lezione impartita dalle produzioni FromSoftware, con scontri potenzialmente mortali, decisi da attacchi ragionati e schivate puntuali, schema ormai piuttosto noto agli amanti del genere, che tuttavia in questo caso viene declinato all'interno di un mondo fittizio tutt'altro che criptico, ma anzi desideroso di raccontarsi e mostrarsi nei filmati, nei dialoghi con gli NPC, nelle molteplici scelte, e cambi di schieramento, che influenzeranno pesantemente il corso della storia, conducendo a situazioni e conseguentemente finali estremamente diversi tra loro, intimamente connessi alle decisioni prese dal videogiocatore durante la partita.

Dark Souls che incontra Mass Effect per l'appunto. Un action-RPG in cui decidere da che parte stare e in che modo completare la propria missione. Non potrebbe essere meglio di così, giusto? Sbagliato. Perché la recensione di The Last Oricru parla di un fallimento da qualsiasi punto di vista lo si guardi, un disastro di dimensioni tali da regalare, per i motivi sbagliati beninteso, più di una risata incontrollata.

Vietato prendersi sul serio

The Last Oricru, Silver osserva la battaglia da distanza di sicurezza
The Last Oricru, Silver osserva la battaglia da distanza di sicurezza

Silver, improbabile protagonista già dall'aspetto, è lo sboccato e irriverente smemorato di questa storia. Risvegliatosi da un sonno criogenico su un pianeta alieno, insieme agli altri pochi umani presenti sulla superficie di Wardenia, grazie all'avveniristica cintura che gli cinge la vita è fondamentalmente immortale. Può cadere sotto i colpi delle spade avversarie, beninteso, ma ritornerà sempre in vita nei pressi di alcuni marchingegni lucenti, né più né meno i falò di The Last Oricru, dove ricaricare le fiale per il recupero della vita e salire di livello, permettendogli di provare infinite volte di avere la meglio su chi cerca di contrastarlo.

I nemici, come in una qualsiasi puntata di Game of Thrones, cambiano spesso volto, visto che, come anticipato, sarete voi a decidere per chi parteggiare e quale schieramento sostenere, con sensibili cambiamenti alla progressione stessa, dal momento che alcune aree possono conseguentemente rivelarsi zeppe di nemici o alleati, e potrete trovarvi costretti a incrociare le spade con chi, solo un attimo prima, ritenevate un prezioso compagno.

Questa caratteristica, nonostante incappi di tanto in tanto in qualche paradosso, funziona sulla carta e all'atto pratico, tanto che, da sola, riesce a rendere sopportabile una storia di per sé poco interessante, a tratti scontata, animata da un cast in cui pochissime figure spiccano sulle altre.

The Last Oricru, uno dei pochi scenari evocativi che attraverserete
The Last Oricru, uno dei pochi scenari evocativi che attraverserete

Limitandosi ad analizzare il comparto narrativo, i problemi difatti si scorgono su qualsiasi livello. I giochi di potere per il controllo del pianeta tra Naboru e Broken Army, sul cui sfondo si staglia la rivolta violenta dei Ratkins, ratti antropomorfi da sempre in schiavitù, non offrono chissà quali colpi di scena, né aprono a particolari approfondimenti tematici degni di nota.

Tutto, semmai, viene risucchiato dalla non sempre brillante ironia di Silver, che non perde occasione per rispondere in modo piccato ai suoi interlocutori, forte dell'immortalità garantitagli dalla cintura. Ogni tanto si ride di gusto della sfacciataggine del nostro, ma il più delle volte si resta attoniti di fronte a una sceneggiatura a tratti infantile e a filmati raccapriccianti, tra scelte registiche incomprensibili e glitch che rovinano persino i pochi momenti drammatici che l'intreccio vorrebbe propinare allo spettatore. Capita, per esempio, di assistere a un totale sfasamento tra immagine e sonoro, senza parlare della frequente asincronia tra espressioni facciali dei personaggi e il doppiaggio.

Alcuni scorci di The Last Oricru non sono malvagi
Alcuni scorci di The Last Oricru non sono malvagi

La sensazione di trovarsi di fronte a un prodotto amatoriale, realizzato avendo a disposizione scarsi fondi e personale alle prime armi, è ulteriormente esacerbata, e ne parliamo ora per toglierci il dente, da un comparto grafico assolutamente inadeguato. The Last Oricru non solo non ha le sembianze di un gioco per l'attuale generazione console, ma avrebbe rischiato di sfigurare persino su PlayStation 3.

Nonostante non manchi qualche panorama evocativo, per lo più vi ritroverete a vagare per ambientazioni povere di dettagli, tra texture di bassa definizione e modelli poligonali comicamente animati, dotati di movenze così ridicole e lente da farvi venire il dubbio che il tutto non sia un effetto voluto. Tra bug, compenetrazioni tra poligoni e un frame rate assolutamente ballerino, proprio per non farsi mancare nulla, il tutto è talmente mal realizzato da influenzare pesantemente il gameplay.

Un Dark Souls al rallentatore

The Last Oricru, in base alle vostre scelte alcune parti del mondo di gioco modificheranno la loro conformazione
The Last Oricru, in base alle vostre scelte alcune parti del mondo di gioco modificheranno la loro conformazione

Già, il gameplay, altro aspetto in cui The Last Oricru non brilla particolarmente, per usare un eufemismo.

A grandi linee, come detto, si tratta di esplorare varie ambientazioni, eliminare i nemici, eventualmente completare quest secondarie, livellare, parlare con i personaggi disposti a farlo, stando pronti a un eventuale scelta multipla. Niente di più, niente di meno.

La gestione del personaggio, neanche a dirlo, ricalca quasi perfettamente quello di Dark Souls. Praticamente ogni oggetto comporta bonus e malus nelle varie statistiche, caratteristica che richiede un attimo di applicazione in più per riuscire a equipaggiarsi degnamente, senza influenzare negativamente parametri pur necessari per utilizzare correttamente armi e armature, ma fatta eccezione per questo contenuto e parziale slancio di originalità, il resto prosegue su sentieri noti.

La trama di The Last Oricru vorrebbe essere epica
La trama di The Last Oricru vorrebbe essere epica

Ritornando ai già citati punti di respawn si può salire di livello, approfondire la lore tramite messaggi registrati, attivare specifiche abilità. C'è un peso limite da rispettare per l'equipaggiamento indossato, è fondamentale modellare Silver avendo una build in mente per renderlo il più efficiente possibile, quasi tutte le armi posseggono attacchi speciali che richiedono mana per essere sfoderati. Da questo punto di vista, se mancano novità sostanziali, quantomeno si può riconoscere a GoldKnights di aver svolto ben il compitino, grazie anche all'altissima quantità di loot recuperabile sul campo di battaglia che rende interessante cercare la combinazione migliore di tutte.

Peccato che l'impegno profuso risulti ampiamente sprecato. Sì, perché da giocare The Last Oricru è davvero poco divertente. Commentando il comparto tecnico del gioco abbiamo già sollevato quelli che sono i principali difetti della produzione, ma c'è anche di peggio.

Animazioni lentissime rendono estremamente facile evitare i colpi nemici, nonostante il sistema di controllo ogni tanto si perda qualche colpo e risulti quanto mai legnoso. Tra salvataggi istantanei che bloccano letteralmente il gioco per una preziosa manciata di attimi e la schivata che ogni tanto semplicemente non si attiva, qualche game over lo abbiamo rimediato non certo per nostri demeriti.

The Last Oricru, il co-op mette una piccola pezza alle tante magagne
The Last Oricru, il co-op mette una piccola pezza alle tante magagne

Inoltre, il gioco tende a essere inutilmente dispersivo. Complici ambientazioni che si ripetono e l'assenza di una qualsiasi mappa o bussola, può capitare di girovagare per lo scenario di turno per decine di minuti, semplicemente perché non vengono fornite sufficienti e precise indicazioni sulla successiva tappa da raggiungere.

Se non altro, il sistema legato alle scelte funziona davvero. Sebbene in certi casi si raggiungano situazioni paradossali, con cambi di schieramento fin troppo repentini e drastici, la trama prende davvero direzioni sensibilmente differenti in base alle decisioni prese e alla riuscita, o al fallimento, di specifiche missioni.

A mettere una pezza all'esperienza, concorre anche il co-op, online e in locale. Il gameplay non si ripara magicamente, né la grafica subisce miglioramenti di alcun tipo, anzi, ma con un amico quantomeno si rende più piacevole la progressione, anche per merito di alcune mosse attivabili esclusivamente con la collaborazione di entrambi i giocatori.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 35,99 €
Multiplayer.it
5.0
Lettori (18)
6.0
Il tuo voto

The Last Oricru non è certo l'esordio che ci si augurerebbe da una software house che aveva tutte le buone intenzioni di proporre agli amanti di action-RPG un interessante mix tra Dark Souls e Mass Effect. Fin troppi aspetti non funzionano come dovrebbero, dalla grafica davvero pessima; al sistema di controllo, che di tanto in tanto perde qualche colpo; passando per il gameplay, penalizzato da magagne tecniche che mortificano l'esperienza. A salvare la produzione dal baratro di una bocciatura ancor più sonora, il sistema di scelte che funziona, qualche raro passaggio lievemente più brillante della sceneggiatura e il co-op, anche in locale, che rende il tutto più spensierato e digeribile. Qualcosa che si salva c'è, qualche battaglia, qualche passaggio più emozionante, il piacere di creare una build particolarmente efficiente. Ma per quanto possiate essere amanti del genere e soffriate il fascino di scenari che mescolano sci-fi e fantasy, preparatevi in ogni caso a scendere a compromessi con un titolo zeppo di bug e aspetti che lasciano largamente a desiderare.

PRO

  • Il co-op in locale è una bella aggiunta
  • Il sistema di scelte funziona davvero
  • Silver ogni tanto fa ridere

CONTRO

  • Tecnicamente inadeguato
  • Bug e glitch
  • Sistema di controllo tutt'altro che irreprensibile