Those Who Remain, la recensione

La recensione di Those Who Remain, un horror che purtroppo non riesce ad aggiungere nulla di rilevante al genere

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   02/06/2020
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Per capire il voto in fondo alla recensione e perché Those Who Remain non riesca a dire nulla di rilevante nell'ambito del genere horror, basta esaminarne il sistema di controllo e alcune meccaniche base. Quando sulla scena appare per la prima volta un mostro inseguitore, o stalker che dir si voglia, uno di quelli che cercano attivamente il protagonista per la mappa e lo inseguono quando individuato, ci troviamo all'esterno di un edificio, dietro ad alcuni oggetti che ci forniscono adeguata copertura (auto, secchioni e altri ancora).

Those Who Remain Art

Il mostro proietta un fascio di luce che ne rappresenta lo sguardo, nonché, a livello di meccanica di gioco, il cono visuale, quello cioè in cui dobbiamo evitare di entrare, pena l'essere visti. L'impressione iniziale è abbastanza inquietante e, quando il mostro guarda nella nostra direzione, ci viene spontaneo abbassarci per nasconderci meglio... peccato che non sia possibile farlo. Prima di muoverci vorremmo affacciarci dal nostro nascondiglio per individuare dove si trova la creatura, ma non possiamo fare nemmeno questo.

Si tratta di due dettagli che sembrano irrilevanti, ma che ben rendono l'idea di come gli sviluppatori abbiano considerato poco l'idea di creare tensione nel giocatore, dandogli degli strumenti per rappresentarla sullo schermo così da accentuarla. In un horror sappiamo che potrebbe essere completamente inutile rannicchiarci in un angolo per difenderci dal pericolo, ma allo stesso tempo farlo ci proietta maggiormente dentro l'azione perché rende manifesta la nostra debolezza, aumentando al contempo il nostro coinvolgimento emotivo. Inoltre aumenta le possibilità di interazione indiretta con l'ambientazione, rendendo anche gli oggetti più bassi dei possibili nascondigli, seppur provvisori.

In Those Who Remain tutto questo non avviene. Quando i nemici ci individuano siamo costretti a rimanere in piedi come degli stoccafissi, o a scappare, ma se siamo chiusi in un angolo e non abbiamo alcuna possibilità di fuga, non possiamo esprimere in alcun modo la nostra paura.

Gameplay

Un'altra meccanica poco riuscita è quella delle zone d'ombra piene di nemici che sostanzialmente ci uccidono al tocco. All'inizio vedersi circondati da sagome minacciose fa un certo effetto, ma capito il trucco ci si abitua presto e le morti occasionali dovute allo sconfinamento nel buio diventano solo un fastidio. La meccanica viene utilizzata a volte per creare dei puzzle abbastanza riusciti, ma in altre occasioni gli sviluppatori hanno deciso che era giusto sfruttarla per uccidere il giocatore senza preavviso, facendo ad esempio spegnere una luce all'improvviso... così da ricordargli di trovarsi dentro a un mediocre gioco horror, evidentemente.

Queste mancanze creano un profondo senso di distacco rispetto a quello che accade sullo schermo, distacco che è deleterio non solo per il coinvolgimento, ma anche per l'atmosfera generale, visto che finisce per distinguere in modo fin troppo chiaro i momenti di effettivo pericolo da quelli in cui invece non stiamo rischiando niente.

Those Who Remain 02

Quando viene meno la paura di aprire ogni porta, come ad esempio avveniva in Amnesia: The Dark Descent o in Outlast, viene meno anche il presupposto che sorregge il genere, che purtroppo molti ancora concepiscono come quello dei mostri brutti, della scarsa illuminazione e dei luoghi decadenti, quando in realtà questi elementi diventano solo folklore se privati di un ragionamento più profondo su tutte quelle meccaniche che determinano il gameplay. Insomma, capito il trucco l'intero costrutto finisce per crollare miseramente e non basta una storia interessante a risollevarlo.

Storia

In verità la storia di Those Who Remain è l'unico motivo per andare avanti nel gioco e portarlo a termine. L'avventura inizia con Edward, il protagonista che si reca in un motel per rompere con la sua amante, ma trova lo trova completamente vuoto. Qualcuno gli ruba anche la macchina, costringendolo a tornare a Dormont, la sua città, a piedi e completamente da solo.

Those Who Remain 07

Ben presto però sulla sua strada si frappongono le già citate sagome nere che, minacciose più del buio, non vedono l'ora di ucciderlo. Come mai si trovano lì? Cos'è successo a Dormont per aver attratto tanto orrore? Qual è il ruolo di Edward nei fatti che hanno scatenato le creature? Dare una risposta a queste e altre domande è l'unico elemento d'interesse del gioco.

In realtà i ragazzi di Camel 101, lo studio di sviluppo, hanno provato a creare delle situazioni più varie e profonde, aggiungendo al gameplay una dimensione parallela in cui vengono introdotti gli elementi più rilevanti della narrazione, nonché alcuni dei puzzle migliori, che richiedono di svolgere alcune azioni in una dimensione per modificare l'altra, così da poter avanzare. È qui che Edward prenderà coscienza di ciò che è accaduto e capirà cosa deve fare. È sempre qui che compirà alcune scelte determinanti, che condurranno a uno dei finali possibili (ci vogliono tra le 6 e le 8 ore per finirlo). Una citazione a parte meritano gli inseguimenti, a tratti frustranti e poco riusciti. Non è chiaro come mai se ne continuino a realizzare così tante nei titoli horror, visto che raramente sono efficaci.

Peccato per la presenza di alcune ingenuità, dovute probabilmente alla voglia degli sviluppatori di rappresentare la loro visione del mondo nel modo più completo possibile.

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Il problema è che alcune situazioni di Those Who Remain finiscono per essere fin troppo telefonate, mentre altre sono stucchevoli, nonostante alcuni temi siano davvero interessanti e rari per il mondo dei videogiochi. La scrittura in generale è molto acerba e troppo condizionata da alcuni modelli retorici facilmente riconoscibili.

Grafica e sonoro

Dal punto di vista tecnico Those Who Remain non stupisce. Diciamo che fa il suo, nonostante una direzione artistica anonima e qualche problema con il sistema d'illuminazione, che crea qualche glitch di tanto in tanto. Siamo coscienti che a realizzarlo non è stato un team di centinaia di persone, ma sarebbe stato meglio abbandonare lo stile realistico per provare qualcosa di più adatto alle risorse a disposizione. Meglio la colonna sonora, che non stupisce per originalità ma almeno fa il suo e aiuta a creare quel minimo di tensione che rende più piacevole l'azione.

Those Who Remains 03

Commento

Digital Delivery
Steam
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

5.0

Lettori (4)

6.9

Il tuo voto

Those Who Remain è un titolo acerbo e molto limitato nel gameplay, che ha come unico motivo d'interesse una storia che incuriosisce fino alla sua conclusione, pur senza stupire. Gli appassionati del genere horror possono provare a dargli uno sguardo, ma in generale non ci sono altri motivi che possano spingere ad acquistarlo.

PRO

  • Storia interessante
  • Alcuni puzzle non sono male
CONTRO
  • Meccaniche di gioco povere
  • Gameplay limitato
  • Alcune delle idee portati del gioco risultano essere un fastidio
  • Gli inseguimenti