Valkyria Chronicles 4, la recensione 22

La serie strategica SEGA ritorna alle origini con un nuovo episodio dedicato ai fan vecchi e nuovi, pronti per Valkyria Chronicles 4? Ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Christian Colli   —   12/09/2018
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Nonostante i consensi riscossi all'uscita del primo Valkyria Chronicles, SEGA non è mai riuscita a inquadrare correttamente questo franchise. Quel primo episodio, uscito proprio dieci anni fa, aveva venduto relativamente poco in patria e in tutto il mondo, ma aveva riscosso enormi consensi: la critica e il pubblico che lo avevano giocato erano rimasti folgorati dallo splendido stile acquerello, dalla trama che intrecciava la vita in guerra e i rapporti tra i giovani protagonisti, dalle meccaniche strategiche solide e convincenti che mescolavano l'azione a turni con quella in tempo reale. Valkyria Chronicles era un vero gioiellino, eppure SEGA, per qualche ragione, decise di proseguire la serie su PSP con due capitoli che da noi sono arrivati singhiozzando, e uno spin-off sul quale è meglio calare un velo pietoso. Insomma, ormai davamo per scontato che su questa serie ci si potesse mettere la proverbiale croce sopra, e invece SEGA è riuscita a sorprenderci con un nuovo capitolo pensato proprio per riconquistare i vecchi fan e ammaliarne di nuovi.

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La storia: l'altra faccia della guerra

SEGA in un certo senso ha avuto una buona intuizione: invece di proseguire la storia perfettamente autoconclusiva cominciata nel primo episodio o nei sequel per PSP, lo sviluppatore nipponico ha impiegato una manovra alla "J.J. Abrams". In parole povere, ci troviamo di fronte a un approccio non del tutto dissimile da quello che il summenzionato regista ha adottato nella realizzazione del primo Star Wars appartenente al nuovo corso: pensando di dover conquistare nuovi fan, ha praticamente riscritto e rimaneggiato quei momenti che hanno fatto la storia del film e del franchise. Squadra che vince non si cambia, dunque? Be', non proprio, perché Valkyria Chronicles 4 non è un vero e proprio sequel, dato che la storia si svolge contemporaneamente al primo episodio, solo in una nazione diversa di questa strana Europa alternativa. Essendo incentrato su un gruppo di personaggi completamente diverso, non è necessario aver giocato gli altri Valkyria Chronicles, sebbene alcuni dialoghi e citazioni che si riferiscono soprattutto al primo facciano da collegamento, più che altro come una strizzatina d'occhio ai fedelissimi che l'avevano giocato.

I protagonisti, del resto, appartengono ancora una volta alla Federazione, la resistenza che si oppone all'invasione dell'Impero nella Seconda Guerra Europea, ma questa volta i ruoli sono vagamente rovesciati: se nel primo Valkyria Chronicles dovevano difenderci perlopiù dall'attacco delle forze imperiali, in questa occasione saremo noi a prendere l'iniziativa attaccando la capitale nei panni di Claude Wallace, il comandante della Squadriglia E. Naturalmente questa operazione militare non andrà come previsto e la guerra metterà a dura prova i rapporti tra i membri della squadriglia. Come il suo predecessore, anche Valkyria Chronicles 4 esplora le conseguenze e il significato della guerra, e lo fa con una delicatezza tutta giapponese: le gag e le sequenze d'intermezzo ricordano gli anime giapponesi, grazie anche alla bellissima colonna sonora di Hitoshi Sakimoto e al tratto pulito e delicato del disegnatore Raita Honjou, e oltre a non essere mai banali, approfondiscono le personalità dei commilitoni e, in alcuni casi, i loro profondi legami di amicizia. Nota di colore: i testi sono stati completamente localizzati in lingua italiana.

Un gameplay ottimo ma con poche novità

I giocatori del primo Valkyria Chronicles - recentemente ripubblicato in versione rimasterizzata - si sentiranno subito a casa loro. L'impostazione di interfacce e menù è rimasta essenzialmente la stessa, con la modalità Libro che permette di accedere alle varie funzioni di salvataggio e di sistema, nonché di rivedere ogni cinematica o rigiocare le varie missioni, comodamente catalogate e suddivise in brevi spezzoni per una facile consultazione. Dalla modalità Libro si accede anche alla caserma, in cui il giocatore può microgestire la Squadriglia E esattamente come si faceva nel primo Valkyria Chronicles: in effetti, è a questo punto che si cominciano a notare davvero tante, troppe somiglianze tra i due titoli. Nella caserma possiamo operare il peculiare sistema di leveling, assegnando i punti esperienza guadagnati combattendo alle varie categorie di soldati come ricognitori, ingegneri, cecchini e così via. Una volta superata una certa soglia, l'intera unità aumenta di livello e occasionalmente impara nuove abilità specifiche.

Sempre in caserma possiamo conoscere meglio i nostri commilitoni, sbloccando nuove missioni secondarie o abilità da combattimento, e anche cambiare gli accessori e le armi. Quest'ultime si ottengono completando i vari incarichi o passando per la divisione Ricerca e Sviluppo, sempre pronta a sfornare nuovi strumenti di guerra dopo che avremo raggiunto determinati punti nella storia e versato quantità crescenti di denaro o punti esperienza. La gestione della Squadriglia E è fondamentale, perché le varie unità sono contraddistinte non solo da diversi parametri e abilità combattive, ma anche da una serie di vantaggi e svantaggi circostanziali che si innescano in determinate situazioni e aiutano a definire meglio i personaggi: per esempio c'è una cecchina che, essendo molto timida, esaurisce immediatamente i suoi punti azione quando viene avvistata da più unità nemiche contemporaneamente. Le idiosincrasie dei vari soldati sono importanti, anche perché alcuni di loro nutrono simpatie e antipatie nei confronti degli altri che possono incidere sulle loro prestazioni in battaglia.

Una volta scesi in campo e avviata una missione, dopo aver superato il dettagliato briefing, dovremo schierare le nostre unità e lentamente farci strada verso l'obiettivo di turno. Valkyria Chronicles 4 si gioca esattamente come il Valkyria Chronicles del 2008: in questo senso, le novità concrete si contano davvero sulle dita di una mano e si limitano a una nuova unità - il granatiere, che può attaccare a distanza e offrire un ottimo fuoco di copertura ai suoi compagni - e alla possibilità di attaccare i nemici di concerto oppure di opporre un'ultima resistenza disperata qualora si stia per andare al tappeto. Quando un'unità muore, infatti, il giocatore ha tre turni di tempo per recuperarla fisicamente: se ci riesce potrà schierarla quasi subito, altrimenti, nel caso delle unità di minore importanza ai fini narrativi, rischia di perderla per sempre. Valkyria Chronicles 4 è in effetti un titolo piuttosto ostico con dei picchi di difficoltà notevoli e imprevedibili. Non è strettamente necessario ricorrere alle schermaglie per guadagnare punti esperienza addizionali, dato che con un po' di logica e strategia si possono soverchiare i nemici anche nelle situazioni più disperate, ma bisogna muoversi con cautela, approfittando degli ampi spazi tridimensionali per nascondersi alla vista dei nemici.

Durante il nostro turno abbiamo a disposizione un certo numero di opportunità d'azione, rappresentate da piccole medaglie che si consumano ogni volta che prendiamo il controllo di un personaggio. I movimenti sono limitati da un indicatore che si scarica ad ogni passo, perciò è fondamentale pianificare gli spostamenti e approfittare di ripari come l'erba alta o i muretti per nascondersi dal fuoco nemico. Ogni tipo di unità ha capacità che la rendono più o meno adatta a certi compiti, perciò i ricognitori si muovono più a lungo di chiunque altro, i lancieri possono abbattere i carri armati, gli ingegneri possono rifornire le munizioni dei loro compagni e così via. Le missioni sono spesso lunghe e articolate in fasi con obiettivi diversi e mettono alla prova il giocatore con layout intricati, ostacoli ambientali come la nebbia o il cattivo tempo e molto altro. La varietà, insomma, non manca, e anche se sa tutto un po' di già visto, SEGA è riuscito a riproporre la formula così bene che diventa difficile fargliene una vera colpa. Forse si sarebbe potuto esigere qualcosa di più a livello tecnico, ma il meraviglioso stile canvas riesce a nascondere efficacemente le magagne tecniche agli sguardi superficiali: Valkyria Chronicles 4 è proprio bello da vedere, c'è poco da aggiungere.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.5

Lettori (2)

9.3

Il tuo voto

Valkyria Chronicles 4, come avrete capito dalla nostra recensione, è un graditissimo ritorno che speriamo abbia più risonanza rispetto al passato: in questo modo, SEGA potrebbe decidere di osare di più e lavorare a un sequel maggiormente coraggioso. In questo caso, infatti, ci troviamo di fronte a una versione riveduta, corretta e aggiornata del primo Valkyria Chronicles. Cambiano i protagonisti e la storia, ma il gioco è rimasto sostanzialmente identico sotto quasi ogni aspetto e le novità sono veramente poche. Nonostante ciò, Valkyria Chronicles 4 è un signor strategico, consigliato ai fan del primo che sono rimasti a bocca asciutta per anni e a chi cerca un RPG tattico curato e appassionante.

PRO

  • La storia è avvincente e il cast è ben caratterizzato
  • La colonna sonora è eccellente
  • Il sistema di combattimento è solido e divertente

CONTRO

  • Le similitudini col primo episodio sono davvero tante
  • Il livello della difficoltà tende a improvvise impennate
  • Poche novità a livello di gameplay