Mesi d'inferno 0

Patch e polemiche: il percorso di Diablo III non si è certo concluso con l'uscita. Ripercorriamo quanto fatto da Blizzard da maggio ad oggi

SPECIALE di Umberto Moioli   e Federico Chiesa —   24/01/2013

Era inevitabile che, dopo anni di sviluppo, la vita di Diablo III non si esaurisse con l'uscita del 15 maggio scorso. L'hack and slash firmato Blizzard è stato, nel bene e nel male, un fulmine a ciel sereno: vendite da record e consensi si sono alternati a problemi tecnici, gaffe e polemiche senza fine. La nostra stessa recensione è stata terreno di scontro tra soddisfatti e delusi per quello che, comunque, è stato uno degli eventi del 2012. Non è mai semplice dire quanto un'uscita videoludica o una notizia legata all'industry riesca a superare la barriera eretta da siti e community specializzati, ma vedere Diablo III nella top five delle chiavi di ricerca più digitate su Google appena sotto iPad 3, è una spettacolare cartina torna sole di quanto abbia fatto arrabbiare, incuriosire e giocare negli ultimi otto mesi. A poche settimane dal rilascio, calmate le acque, Blizzard ha intrapreso un percorso fatto di patch, nuovi contenuti e modifiche che hanno sostanzialmente modificato il gioco. Tanti cambiamenti dove ci hanno portato? E cosa ci aspetta il futuro? Vediamo di fare il punto della situazione.

In costante evoluzione

Le prime settimane dopo l'uscita di Diablo III hanno raccontato un incredibile successo da un lato, con oltre 6.3 milioni di copie vendute nei primi 7 giorni, ma dall'altro sono state caratterizzate da una serie di rilevanti problemi tecnici e di accesso. Blizzard non è riuscita a prevedere l'enorme massa di giocatori che si è riversata da subito nel mondo di gioco e tutta l'infrastruttura tecnica a sostegno del prodotto si è dimostrata carente.

I primi aggiornamenti, combinati con un aumento della capacità dei server e del nuovo hardware aggiuntivo per i data center, hanno permesso di riportare la situazione alla normalità, nonostante non siano mancati problemi di latenza anche in seguito. Lo stesso Mike Morhaime, amministratore delegato e co-fondatore di Blizzard Entertainment, è sceso in campo per spiegare le ragioni di questo lancio non perfetto e per ribadire la ferma intenzione dell'azienda di migliorare un titolo ancora in divenire. Le prime vere novità riguardanti le meccaniche di Diablo III sono arrivate con l'aggiornamento 1.0.3, che ha aumentato le percentuali di ritrovamento degli oggetti più potenti al livello di difficoltà finale.

Ed in seguito con la patch 1.0.4 con la quale sono stati introdotti i Livelli d'Eccellenza, aggiornati in maniera radicale gli oggetti leggendari e modificata la difficoltà complessiva per favorire l'avanzamento degli utenti. I 100 Livelli d'eccellenza sono stati la risposta per cercare di porre rimedio ad uno dei limiti più importanti del gioco, la carenza di obbiettivi in end game. Una volta arrivati al livello 60 l'unica cosa da fare era cercare nuovo equipaggiamento per migliorare le prestazioni del proprio personaggio ed avanzare faticosamente nell'ultimo, proibitivo grado di sfida proposto. Un processo spesso frustrante vista la notevole mole di tempo richiesta e l'alto numero di oggetti poco utili raccolti. Per ottenere tutti i livelli serve un investimento di tempo paragonabile a quello richiesto al raggiungimento del livello 99 in Diablo II: siamo quindi di fronte ad un obbiettivo a lungo termine in grado di fornire uno stimolo aggiuntivo che, unitamente al ribilanciamento della difficoltà complessiva del gioco, ha portato nuova linfa vitale all'esperienza.

Non si può inoltre non parlare degli oggetti leggendari, i più rari in assoluto, che spesso risultavano essere di potenza mediocre e non rispecchiavano in alcun modo l'appellativo che gli era stato assegnato. Non c'era nulla di epico nel loro ritrovamento quando Diablo III è uscito ma, con una serie di nuovi effetti ed affissi unici, hanno finalmente acquisito la dignità che gli spetta e sono tornati ad essere interessanti.

Alla metà di ottobre scorso è arrivata la patch 1.0.5, definita dall'allora game director Jay Wilson come l'aggiornamento meglio ricevuto dalla community, visti i commenti positivi e l'elevato numero di accessi a Diablo III verificatisi nel periodo seguente la sua pubblicazione. La possibilità di personalizzare ulteriormente il livello di difficoltà grazie al sistema di Potenza dei Mostri è stata indubbiamente una novità positiva. Parallelamente, sono state implementate inedite sfide rendendo disponibili versioni potenziate di alcuni boss, da affrontare a coppie per poter ottenere i materiali necessari alla creazione di un esclusivo anello leggendario. Nei mesi gli aggiornamenti si sono susseguiti con regolarità ed hanno trasformato l'hack and slash in modo evidente. La promessa fatta da Mike Morhaime è stata quindi in parte mantenuta: oggi è qualitativamente migliore ed offre un'esperienza più convincente e duratura rispetto a quanto non facesse il giorno della sua uscita. Restano alcuni problemi cronici come la scarsità di opzioni di gioco ed obbiettivi da portare a termine una volta raggiunti gli stadi finali: non è possibile fare altro se non ripercorrere le stesse aree alla ricerca di nuovo equipaggiamento.

Questo è un tratto tipico che è sempre stato alla base di questa serie, una sua caratteristica intrinseca, ma al giorno d'oggi può non essere più sufficiente per mantenere vivo l'interesse nel lungo periodo. È difficile immaginare che tale aspetto possa essere trattato con un semplice aggiornamento, probabilmente sarà necessario aspettare lo sviluppo di un'espansione della quale al momento non si hanno informazioni di alcun tipo. Il 2012 lo classifichiamo come un anno positivo per Diablo III in post release, per l'evoluzione che ha avuto, e il 2013 è iniziato all'insegna della patch 1.0.7, da pochi giorni in fase di test e la cui novità principale consiste nell'introduzione di un'area di gioco dove è possibile combattere contro altri utenti. Non è una vera modalità PvP, non ci sono ricompense, obbiettivi particolari ed è assente ogni forma di bilanciamento. Ci troviamo di fronte a semplici duelli in grado di coinvolgere fino ad un massimo di quattro giocatori in modalità tutti contro tutti, adatti a chi ama menare le mani senza troppe regole di contorno. Divertenti, anche se ci aspettiamo un ulteriore passo avanti da parte di Blizzard nei prossimi mesi. L'universo di Diablo merita attenzioni ancora maggiori.

Cosa bolle in pentola?

Proprio mentre il percorso di rinnovamento del gioco si muoveva oramai solido e costante, alla fine del dicembre scorso è arrivato un ulteriore scossone nella turbolenta vita di Diablo III. Il tanto atteso PvP, annunciato prima del lancio e rimandato per perfezionarne meccaniche e funzionamento, viene di fatto cancellato. Al suo posto i duelli che, come accennato nel capitolo precedente, non si possono certo porre come una vera alternativa alle arene competitive previste sin dall'inizio. La decisione di troncare il PvP dopo tanti mesi di sviluppo è quantomai enigmatica: più volte si era detto che non sarebbe stata un'esperienza bilanciata e rifinita all'inverosimile ma da entrambe le parti, Blizzard e i giocatori, sembrava che questo status di divertissement fosse accettato di buon grado.

Senza dimenticare che quanto prodotto fino a quel punto era di certo già costato tempo, soldi e risorse al team. I casi sono quindi due: o il risultato era davvero troppo scadente oppure c'è la ferma volontà di non rendere Diablo III un titolo competitivo in grado, magari, di distrarre l'utenza da altre esperienza avvicinabili. Non dimentichiamoci in questo senso che Blizzard All Stars è ancora in sviluppo e il 2013 potrebbe essere l'anno giusto per vedere finalmente che direzione prenderà il progetto. Resta la delusione per una feature che molti avrebbero voluto testare in prima persona, anche solo per curiosità, che era stata più volte promessa ma che sembra non vedrà la luce. Almeno non in tempi brevi. Ad ogni modo la patch 1.0.7 non sarà di certo la fine di Diablo III: a parte le inevitabili prime notizie su un'espansione, restiamo in attesa di capire cosa i prossimi mesi ci riserveranno in termini di contenuti. Nel frattempo Jay Wilson è passato a dirigere un altro titolo non ancora annunciato, quindi siamo curiosi di verificare se un turn over al vertice comporterà cambi di strategia. Il grosso equivoco causa dei guai di Diablo III è stato a lungo quello di proporlo, sia in termini di alcune meccaniche di gioco sia per scelte come la richiesta di una connessione permanente, più vicino ad un gioco di ruolo di massa online.

Motivo per cui gli utenti si aspettavano e si aspetteranno aggiornamenti, contenuti e ragioni per continuare a giocarlo ben oltre quanto solitamente viene preteso da altri titoli simili. Immaginando che Blizzard voglia soddisfare queste richieste dobbiamo perciò aspettarci ulteriori aggiustamenti ai sistemi introdotti in corsa, come i livelli esperienza aggiuntivi o le novità atte a migliorare raccolta e gestione degli oggetti. E magari anche qualche modalità che rinfreschi un po' l'esperienza di gioco, soprattutto in gruppo. Di certo gli ultimi otto mesi ci hanno insegnato che Blizzard ottiene risultati migliori quando sviluppa idee che mette alla prova velocemente e poi migliora basandosi sul feedback degli appassionati. L'intera storia del gioco, da prima del suo rilascio fino alle recenti sabbie mobili in cui è finito il PvP, ha dimostrato che la tendenza a iterare troppo, tornando all'infinito sulle stesse decisioni, non si traduce solo in un prodotto ultra rifinito ma comporta anche degli svantaggi. A maggio il titolo spegnerà una candelina e siamo fiduciosi che per la ricorrenza ci sarà qualche buona ragione per fare un nuovo punto della situazione.