Si torna in pista! 30

A Jerez de la Frontera abbiamo testato il nuovo titolo motociclistico di Milestone

PROVATO di Matteo Santicchia   —   26/03/2013

In occasione dei test invernali della nuova stagione motociclistica, siamo volati a Jerez de la Frontera, in Spagna, per provare con mano il nuovo, atteso MotoGP 13, realizzato dagli italianissimi Milestone. Per il team di sviluppo è un vero e proprio ritorno alla classe regina, si parla di 5 anni di buco, in cui tra alterne fortune il franchise è passato anche attraverso le "amorevoli" cure di Capcom.

Come il game director Michele Caletti ha spiegato in sede di presentazione, MotoGP 13 è un vero e proprio reboot per il franchise, non solo perché abbandona del tutto i minigiochi presenti nelle ultime edizioni sviluppate dai giapponesi. L'approccio è quello simulativo, quello del realismo a tutti i costi, raggiunto, o meglio da raggiungere, non solo attraverso una fisica ricostruita da zero, ma anche attraverso la scelta di farci vivere la "storia" di un pilota attraverso i suoi occhi, in prima persona, col plus dell'interfaccia a schermo che è quella ufficiale televisiva di MotoGP.

L'importanza dei dettagli

I capisaldi di questa nuova edizione affondano quindi nel passato di Milestone, si parla del tanto amato SBK 2001 e della sua fisica eccezionale, capace di restituire fedelmente la sensazione di controllare un pilota che guida una moto, e non un semplice manichino in sella ad una scorbutica due ruote da 250 cv. Il motore fisico è quindi il primo punto di forza del gioco, che in accordo con un set di animazioni nuove di zecca, ci ha dato l'impressione di esser capace di restituire fedelmente tutte le sensazioni della pista.

Il nostro test ci ha visto provare una manciata di tracciati ben costruiti, Jerez, Mugello e Laguna Seca, variando le tre impostazioni di base della fisica, da quella standard a quella pro, cercando di capire cosa cambia pad alla mano. Ci ha subito colpito avvertire realmente la stabilità del pilota, come se i piccoli aggiustamenti via stick servissero non solo a raddrizzare la moto, ma anche a stabilizzare il nostro alter ego, che lo vediamo oscillare pericolosamente quando l'equilibrio è precario. Anche perché ogni sconnessione, ogni cordolo, o più in generale una parte gommata o no della pista restituisce una tangibile "imprevedibilità" alla moto, senza dimenticare che giro dopo giro il tracciato, come nella realtà diventerà sensibilmente diverso rispetto all'inizio, mettendo quindi in gioco un ulteriore variante di cui tenere conto. E proprio nell'ottica della verosimiglianza si nota chiaramente lo spostamento della massa corporea del pilota dopo ogni piega, un bel vedere insomma, ma che richiede tanta pratica per gestire al meglio il complesso sistema alla base del tutto. Certo c'è stata qualche incertezza, soprattutto nelle situazioni più al limite, d'altra parte il codice è ancora in divenire, ma più in generale tanto visivamente quanto da un punto di vista prettamente di gameplay il lavoro svolto sinora da Milestone è senza dubbio apprezzabile.

Anche l'intelligenza artificiale ci è parsa competitiva al punto giusto. Scalabile su più livelli, spinge i piloti ad attaccare con grinta e continuità, portando al limite i propri mezzi, e non è raro vederli sbagliare e dare il la a bagarre foriere di grandi e rovinose cadute. Tornando a giocare con una fisica standard è certamente più facile rimanere in pista, ma come Michele Caletti ci ha spiegato, superato un certo limite la forza di gravità vincerà sempre. Similarmente i numerosi aiuti a disposizione non sono da considerare una sorta di salva vita, bensì come assistenze che intervengono preventivamente, ma che non limitano la nostra libertà di sbagliare grossolanamente. Di conseguenza se non si capisce quando frenare, se non si azzecca la staccata insomma, o se si chiude troppo la curva la caduta è sempre di rigore. Un sistema questo che è stato implementato nel solco di una progressione passo passo da standard a pro, per una vera e propria crescita delle proprie abilità in pista, crescita che fa il paio con la modalità di gioco più importante di MotoGP 13, la Carriera. La prima bella notizia è che sono stati tagliati dalla simulazione tutti gli aspetti economici della gestione del proprio alter ego, il quale, come nella realtà, deve solo pensare a guidare. Niente microgestione minuziosa di contratti, sponsor e beghe varie, ma solo gare e sviluppi tecnici. Al limite nel nostro motorhome possiamo controllare il livello di fama via social network, o leggere cosa la stampa pensa di noi.

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Anni di passione

Tutto inizia con la debut season, e da qui la nostra scalata sino alla classe regina. Molto intelligentemente Milestone, per ovviare all'ovvio lungo tempo necessario per arrivare in MotoGP ha fatto in modo che nel corso di una stagione è possibile non solo cambiare squadra, ma anche salire alla classe superiore. Vinciamo un mondiale sicuro in Moto2 o tentiamo la fortuna in un piccolo team in MotoGP? Queste sono le scelte che il gioco ci impone, senza dimenticare poi di una vita in pista potenzialmente infinita che non ci limita ad un numero finito di stagioni.

Non mancano ovviamente tutte quelle cose che si chiedono da un titolo simulativo come questo, ovvero una messa a punto approfondita del proprio mezzo con tanto di meccanico con cui parlare nei box. Insomma tutto come da manuale, inserito in un sistema simulativo che ha dato l'impressione di essere molto raffinato. Ci sono altre modalità di gioco a disposizione, come Grand Prix e World Championship, ovvero il meglio della Carriera personalizzabile a piacimento, poi il Time Attack che non ha bisogno di spiegazioni, e una corposa componente online per un massimo di dodici giocatori nella quale spicca la Sprint Season, dove partendo dalla Moto3, grazie ad una serie di obiettivi, sarà possibile salire di categoria per raggiungere la MotoGP. Ma la cosa più interessante dell'offerta multigiocatore è che non saranno implementate stanze separate a seconda del livello di simulazione scelta. Si gioca tutti insieme, ed il motivo è presto detto. Chi sceglie la via del realismo senza compromessi lo fa perché ha ormai padroneggiato il complesso modello di guida, potendo sfruttare al massimo tutte le potenzialità della moto, cosa questa che lo pone in vantaggio rispetto a chi è "frenato" da aiuti vari. Inoltre è stato inserito lo split screen, croce e delizia dei titoli racing, mentre per tutti coloro che vogliono rivivere i momenti salienti del campionato in corso è stato inserito il cosidetto Real in-game Events, per aggiornamenti gratuiti gran premio dopo gran premio. Per poi non farsi mancar nulla, oltre ad un piano di DLC da annunciare, un sistema unificato di esperienza, tanto in singolo quanto in multiplayer, e in qualunque modalità di gioco, ci premia con sbloccabili, filmati, nuovi piloti e via discorrendo, segno tangibile della nostra affezione per il gioco. A livello tecnico siamo davanti all'evoluzione del motore di WRC, riveduto e corretto con un maggior peso dato all'effettistica. HDR e agenti atmosferici dinamici danno un tocco di realismo e di colore in più alla scena, più viva rispetto alle produzioni tipiche di Milestone, e senza dubbio è di pregio il dettaglio e la costruzione poligonale delle moto e delle coloratissime tute piloti.

Anche qui c'è qualcosa da sistemare nelle scene ai box, ma più in generale il look del gioco è senza dubbio pregevole. Riguardo al comparto sonoro è inutile spendere caratteri sulla bontà del campionamento dei motori, mentre è apprezzabile la scelta di inserire il commento tecnico solo prima e dopo la gara, d'altronde i piloti in gara non hanno Guido Meda a urlargli nelle orecchie "Vale c'è!". I tempi stringono, MotoGP 13 sarà in uscita a giugno, e visto che solo in questi giorni molti team stanno rivelando le loro moto, i ragazzi italiani dovranno fare le ore piccole per chiudere tutta la parte grafica e sistemare quelle cose che abbiamo visto finalizzate in parte in questo nostro test. Questo è insomma il bello, o il brutto, fate voi, di uscire poco dopo l'inizio del campionato e non comodamente a settembre come per la Formula 1 di Codemasters. Le nostre sensazioni sono senza dubbio positive. Al netto di un codice ancora in costruzione c'è tutto quello per cui Milestone è giustamente famosa. Attenzione al dettaglio, approccio simulativo totale e tanta passione. Un titolo che farà la gioia dei manici più intransigenti, ma perfettamente giocabile anche dai piloti della domenica.

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CERTEZZE

  • Tanta attenzione al dettaglio
  • Il nuovo modello fisico promette grandi cose
  • Numerose modalità di gioco

DUBBI

  • Tempi stretti per la chiusura del codice
  • Diversi aspetti da finalizzare