Il nuovo ordine mondiale 62

Bethesda e MachineGames segnano un nuovo inizio per il franchise di Wolfenstein

ANTEPRIMA di Tommaso Pugliese   —   13/05/2013

L'incredibile atmosfera del teaser trailer, che ricorda i lavori di Tarantino per quanto concerne il mix di musiche, dialoghi e presentazione visiva, in particolare il logo bianco su sfondo rosso, promette dannatamente bene circa quello che sarà Wolfenstein: The New Order. Il gioco è ambientato in un 1960 alternativo, in cui i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e messo a ferro e fuoco le principali metropoli, sviluppando la propria tecnologia e mettendo a punto un potentissimo esercito di robot. L'unico ostacolo fra il Terzo Reich e l'assoluto dominio del pianeta è l'agente William "B.J." Blazkowicz, l'eroe di Wolfenstein 3D, determinato a fermare l'avanzata dei nazisti a ogni costo e con ogni mezzo.

Blazkowicz affronterà i propri nemici giurati sullo sfondo di una Europa in ginocchio, piegata dalle guerre e dallo spietato totalitarismo tedesco, in quello che si pone come un vero e proprio nuovo inizio per la serie dopo l'episodio pubblicato nel 2009 da Activision, Wolfenstein, che pur vantando qualche importante pregio non ci aveva convinto del tutto a causa dell'eccessiva linearità e di un comparto tecnico non sempre all'altezza. In questo caso la produzione è passata nelle mani di Bethesda e lo sviluppo è stato affidato a MachineGames, un team di proprietà di ZeniMax ma che è nato dalle ceneri di Starbreeze Studios, autore dei due capitoli di The Chronicles of Riddick, del primo The Darkness e della controversa reinterpretazione FPS di Syndicate. Riusciranno questi ragazzi a esprimere tutto il proprio potenziale con Wolfenstein: The New Order? Parliamone.

Get psyched!

Il primo passo fatto dagli sviluppatori è stato quello di evitare la tradizionale ambientazione della seconda guerra mondiale, optando piuttosto per una realtà alternativa in cui i nazisti hanno appunto vinto il conflitto bellico e piegato praticamente ogni resistenza, riuscendo nel contempo a progredire in modo spaventoso sul fronte della tecnologia. Stando a quanto si è visto finora, il design dei nemici si rifà a uno stile vagamente steampunk e sembra ispirarsi alle tendenze fantascientifiche degli anni '60, aggiungendo chiaramente qualcosa di moderno e originale a quei concetti.

E a proposito di originalità, l'intenzione di MachineGames per Wolfenstein: The New Order è dichiaratamente quella di mantenere la continuità della serie ma cercando al contempo di catturare lo spirito di Wolfenstein 3D, il primo vero first person shooter, traendo spunto dal suo gameplay frenetico e veloce. Il nuovo episodio non sarà però un semplice sparatutto, bensì introdurrà nel mix una moltitudine di elementi adventure, consentendoci di esplorare liberamente gli scenari alla ricerca di oggetti o dispositivi con cui interagire per il raggiungimento di determinati obiettivi. Non ci troveremo soltanto a sparare ai robot nazisti con un arsenale da sogno, insomma, ma dovremo anche cimentarci con sezioni di più ampio respiro e avere a che fare con alcuni comprimari che ci offriranno il loro aiuto. Le ricompense per i nostri sforzi si presenteranno talvolta nella forma di rivelazioni e segreti sui retroscena di ciò che ha portato il mondo nella situazione in cui si trova.

Armi grosse e cattive

Un Wolfenstein senza un arsenale di straordinaria potenza non sarebbe credibile, e così per Wolfenstein: The New Order sono state realizzate armi davvero cattive. MachineGames ha sottoposto ad alcuni giornalisti una demo in cui il concetto viene reso in maniera molto netta, con B.J. Blazkowicz che si ritrova in un centro operativo nazista fra le strade di Londra e apre il fuoco contro orde di avversari,

sperimentando le gioie di fucili a pompa enormi e terribilmente grezzi nella loro solidità, mitragliatrici in grado di sminuzzare qualsiasi bersaglio, doppie pistole e altro ancora, tutti strumenti capaci di garantire un eccellente feedback e la sensazione di stare realmente aprendo il fuoco con qualcosa di potente e brutale. In alcuni momenti il gioco consentirà anche di sganciare enormi torrette dalla loro postazione fissa e utilizzarle per sbaragliare interi gruppi di nemici. Come accennato in precedenza, tuttavia, gli sviluppatori hanno cercato di riprodurre la frenesia degli episodi classici, dotando il protagonista della capacità di correre e persino lanciarsi in scivolata verso un riparo, magari continuando a sparare durante il tragitto. Si cercherà in tutti i modi di rendere l'anima shooter di The New Order diversa dalla maggior parte dei FPS in cui ci si nasconde dietro un riparo per procedere all'eliminazione progressiva dei "cattivi", stimolandoci a stare sempre in movimento e fornendo dunque una matrice di forte dinamismo all'intera esperienza.

Un nuovo inizio per Wolfenstein?

Quanto rivelato finora su Wolfenstein: The New Order appare terribilmente rassicurante rispetto alle aspettative dei fan della serie. Il progetto di MachineGames si presenta infatti sulla carta come una produzione per molti versi innovativa,

e pesca la carta di un 1960 alternativo per poter giocare con i riferimenti a un certo tipo di fantascienza, elemento che di certo emerge dal design dei nemici e delle ambientazioni. Il fatto di avere un gameplay orientato tanto all'esplorazione e alla risoluzione di puzzle quanto all'azione pura costituisce un importante valore aggiunto, un potenziale che potrebbe effettivamente portare il franchise verso un livello di coinvolgimento e spessore completamente nuovi. Chiaramente il gunplay e la grande attenzione riservata all'arsenale che il nostro personaggio avrà a disposizione saranno dei punti fondamentali, le vere e proprie fondamenta di una produzione che non ha ancora mostrato nulla di concreto al pubblico ma che promette di consegnare agli appassionati un mix esplosivo, di eccezionale qualità.

CERTEZZE

  • Ambientazione e design promettenti
  • Armi super-cattive
  • Interessanti risvolti adventure

DUBBI

  • Niente multiplayer: sarà un bene?
  • Il precedente progetto del team di sviluppo non ha convinto tutti