Nintendo in Rock - La bustina di Lakitu  37

Nintendo, Rock e follia: cosa li lega? I Koopalings, naturalmente!

RUBRICA di Alessandro Bacchetta   —  03 Maggio 2014

Nel mese che ospiterà l'uscita di Mario Kart 8, abbiamo pensato a una puntata leggera per la Bustina di Lakitu: nei toni, non nella musica. Questo perché, oltre al ritorno del nostro amato Lakitu, che apparirà nella doppia veste di corridore/regista, tra i personaggi faranno la loro comparsa, per la prima volta nella serie, i Koopaling. Chi sono i Koopaling? In italiano li hanno ribattezzati gli "scagnozzi di Bowser", ma andando oltre la denominazione degli stessi, vi raccontiamo in breve la loro storia. Sono sette, sei maschi e una donna. Si palesano in Super Mario Bros. 3, come titolari e capitani delle cupissime (davvero!) navi di fine mondo. Poi, prima di sprofondare in un letargo che sarebbe durato decenni, sono tornati anche in Super Mario World, in coabitazione con Baby Bowser, unico figlio del Bowser sommo: non crediate dunque che il mariesco arcinemico vanti numerosa prole, perché i Koopaling non condividono con lui legami di parentela. A destarli dal sonno post-Mario World (escluse brevi apparizioni in stile Yoshi's Safari) ci avrebbe pensato proprio un altro episodio bidimensionale, New Super Mario Bros. Wii, datato 2009. I sette koopa quindi hanno subito ben diciannove anni di nintendiano ostracismo, prima di riemergere in poligonal veste e raggiungere persino, novelle star, e a discapito del regal pargolo (Baby Bowser, appunto), i veicoli di Mario Kart 8. Ma, simpatia a parte, perché ne parliamo in una rubrica che dovrebbe essere d'approfondimento? Perché, raro caso nella storia Nintendo, i sette sono tutti ispirati a dei musicisti. E non a dei semplici musicisti, ma a degli elementi introversi, iracondi, folli e, in alcuni casi, addirittura violenti.

Nintendo e musicisti dannati, dei mondi opposti: sette personaggi li uniscono, scoprite con noi quali!

Larry Koopa

Essenzialmente fedifrago e dedito alla vittoria truffaldina, possessore di uno scettro magico dominato da una pietra arancione, Larry è distinguibile per chioma e guscio turchini. Turchini-fluorescenti, a voler essere puntigliosi. Per noi non si tratta di una partenza col botto, nel senso che questa particolare tartaruga è ispirata a un personaggio relativamente tranquillo e modesto, il batterista degli U2 Larry Mullen. È uno dei quattro membri storici della band, e pare che il gruppo sia stato formato proprio nella sua cucina nel lontano 1976. Non vi sono cenni di particolari egoismi o stravaganze nella sua lunga carriera, se non un'iniziale presunzione, quando il gruppo era formato da vari membri (compresi i quattro che lo compongono tuttora, tra l'altro), di denominarlo "Larry Mullen Band". Probabilmente Bono - oltre al buon senso - aveva qualcosa in contrario. Non possiamo cantarvi di improbabili peripezie nemmeno in terreno amoroso, visto l'ormai trentennale fidanzamento con la stessa ragazza, mai sposata. Prima di sfociare nelle paludi intellettuali delle riviste scandalistiche, vi segnaliamo che, U2 a parte, ha recitato in due film, di cui uno con Juliette Binoche, e ha fatto parte di una band, attiva per una sola esibizione live, insieme al cantante dei REM Michael Stipe.

Morton Koopa Jr.

Qui le cose iniziano a farsi serie. Il nome Morton Downey Jr. vi dirà poco - a meno che non siate statunitensi - ma l'uomo su cui è modellato questo koopaling è un autentico pioniere della TV trash, con la sua trasmissione Morton Downey Jr. Show, andata in onda per tutti gli anni '80. È morto nel 2001, ma ci ha lasciato svariate perle di cruore nell'arco della vita, tanto che gli è stato perfino dedicato un documentario nel 2012.

La più "divertente" forse è il falso auto-attentato d'origine nazista: si sarebbe presentato alla polizia con la testa mezza rasata e una svastica disegnata sul petto, millantando un attacco di una frangia destrorsa ai suoi danni. Non si era preso nemmeno l'onere di disegnare per bene il simbolo, apparendo di fronte alle autorità col segno rappresentato specularmente, quasi se lo fosse pennellato da solo di fronte allo specchio. Casualmente il tutto accadde nel 1989, anno del crollo d'ascolti del suo show, che infatti sarebbe stato smantellato poco dopo. Nel suo curriculum abbiamo anche un'aggressione a uno degli ospiti, oltre che un'offesa razzista al popolo cinese durante una barzelletta - per la quale rifiutò di chiedere scusa, venendo conseguentemente sostituito da un altro conduttore. In tutto questo segnaliamo le forti scelte morali, essendo il vecchio Morton un convinto antiabortista, candidato tra i democratici. Era anche un presunto omofobo, avendo picchiato un suo spettatore colpevole d'essere gay, e avendo a lungo nascosto il fratello proprio per la sua natura omosessuale. Sposatosi quattro volte, ha altrettanti eredi. Naturalmente ha registrato anch'egli un LP, tale Morton Downey Jr. Sings. Il suo equivalente rettiliforme negli ultimi Mario ha virato la sua colorazione verso il grigio e s'è dotato di un possente martello; rimane tuttora uno degli esponenti più massicci e ignoranti della propria razza. Quadridentato.

Wendy O. Koopa

L'unica donna del gruppo, Wendy ha da sempre una fissazione per tacchi e anelli, che si è spesso prodigata di lanciare verso il malcapitato idraulico italiano. Se vi state chiedendo se la tartaruga col rossetto apparsa in Super Mario 3D World sia lei, la risposta è no. Wendy O. Williams è la cantante da cui è stato tratto il nome, e definirla una figura estrema è riduttivo. Anima della band Plasmatics, oltre che protagonista di una brillante carriera solista, Wendy è stata processata per aver simulato atti sessuali sul palco. Palco su cui portava spesso dinamite (facendola esplodere, sottolineiamo) e su cui girava mezza nuda. Lottava con gli alligatori. In un video del gruppo ha guidato una vettura lanciata verso l'esplosione, saltando via, dopo essere salita sul tetto, qualche secondo prima della deflagrazione. È morta suicida ormai alla soglia dei cinquant'anni, sparandosi in un bosco, dopo aver tentato di lasciarci in varie altre occasioni. Una persona che ondeggiava da trapezista sopra l'abisso, ma sarebbe un errore ridurla a questo: era un'animalista convinta, una vera attivista, oltre che vegetariana. E una grande amica di Lemmy dei Motorhead, che ritroveremo tra poco.

Iggy Koopa

Passiamo ora a due gemelli, i più piccoli del gruppo, partendo da Iggy Koopa. Ha cambiato colore varie volte nel corso dei giochi, sia dei capelli che del guscio, oltre che degli occhi, ma ha sempre avuto la follia come compagnia costante.

Evidentemente il meno lucido e il più incontrollabile dei sette, Iggy è anche - stando a Nintendo - un genio della meccanica. I suoi occhi spiritati farebbero pensare il contrario, ma dovrebbe essere l'equivalente koopiano di uno scienziato pazzo; attualmente pare approdato alla sua forma definitiva, con scettro magico ed erbiformi capelli verdi. Il suo modello è l'arcinoto Iggy Stooge, maggiormente conosciuto, dopo l'intercessione Bowiana, come Iggy Pop: un uomo che, a quasi settant'anni, continua a folleggiare sui palchi di mezzo mondo con un fisico a dir poco impressionante (in positivo). Una vita votata agli eccessi, con tre matrimoni e un figlio alle spalle. Fa parte della Rock and Roll Hall of Fame, e soprattutto ha creato canzoni e dischi meravigliosi. I suoi pezzi più famosi sono The Passenger e Lust for Life, mentre l'apogeo artistico l'ha forse raggiunto con la sua band d'esordio, i The Stooges: in generale ha scritto e interpretato magistralmente così tante cose che è impossibile parlarne degnamente in poche righe. Il fatto che sia ancora energico e in attività è sorprendente, visto che nel corso degli anni si è preso molte pause per problemi di droga, ha frequentato un istituto psichiatrico e, tanto per fare un esempio, la carriera degli Stooges è finita con una rissa contro dei motociclisti.

Roy Koopa

Non è difficile da identificare: mastodontico, virgulto, guscio lilla ed occhiali rosa. Ultimamente addirittura dotato di cannone. Roy Koopa, ci comunica Nintendo, è un violento. Uno a cui piace picchiare per picchiare, un incolto esteta della rissa.

Il suo padre putativo è Roy Orbison, da cui ha ereditato anche gli occhiali: un cantante dalla voce unica e vigorosa, emerso dall'ambiente rockabilly, letteralmente esploso negli anni '60. Le sue fortune subirono un brusco calo nel decennio successivo e, mentre stava faticosamente (ma trionfalmente) riguadagnando le luci della ribalta, venne stroncato da un attacco cardiaco nel 1988. È stato uno dei modelli principali di Bruce Springsteen, per citare uno degli adepti più famosi. Al contrario della quasi totalità dei cantanti di questo elenco, Roy non è associabile a droghe, eccessi o particolari disturbi di personalità: in questo, non assomiglia per niente al "suo" koopa. È una figura tragica tuttavia, sia per le vicende personali sia per la sensibilità decadente che contraddistingue le sue migliori composizioni. Sua moglie è rimasta sfigurata in uno sciagurato evento, i suoi due figli sono morti in altrettanti incidenti stradali. Amava vestire di nero, e la sua musica era romantica, spesso triste e malinconica. In un'epoca in cui i cantanti maschili ostentavano la loro virilità, Roy si nascondeva nei recessi dell'anima.

Lemmy Koopa

Gemello di Iggy, come abbiamo detto prima sono i più giovani dei sette. Status esplicitato in Lemmy dai capelli colorati, dalle bombe violacee e soprattutto dalla grande sfera-balocco che usa come mezzo di trasporto fin dagli esordi, lanciandola e rimbalzandoci sopra. Il musicista a cui deve il nome è un'autentica leggenda: bassista, cantante e scrittore dei pezzi dei Motörhead, Lemmy nella sua (sorprendentemente) lunga vita ha ridefinito il concetto di "eccesso" relativamente al contemporaneo abuso di alcol e droga.

Dai trent'anni in poi, per sua stessa ammissione, si è scolato una bottiglia di Jack Daniel's al giorno: pare abbia smesso nel 2013 per (inspiegabili!) problemi di salute, ma il suo record resta comunque invidiabile. Tra le droghe, sembra abbia una particolare devozione per anfetamine ed LSD, di cui è un noto ed orgoglioso consumatore. Recentemente si è esposto a favore della legalizzazione dell'eroina, non per agevolarne l'assunzione, quanto per limitarne la diffusione - stando al suo racconto, ha assistito al repentino collasso di una fidanzata proprio a causa di questa sostanza. E tanto che abbiamo trattato l'argomento, Lemmy è una leggenda anche tra le donne: stando a recenti stime, sarebbe arrivato ben oltre le mille conquiste. Ennesima dimostrazione che la fama aiuta, e tanto, perché a parte l'aspetto stentoreo e le basette da guinness, Lemmy non si può proprio definire un bel ragazzo: qualcuno addirittura sostiene che il suo abnorme neo sia dotato di vita propria. Ironia a parte, abbiamo evitato di parlare dei Motörhead per concentrarci sul suo capo, ma che vi piaccia o meno, e che approviate o no il suo stile di vita, Overkill e Ace of Spades sono due dischi da cui gli appassionati del genere non possono prescindere.

Ludwig Von Koopa

E siamo infine giunti all'ultimo Koopaling, il braccio destro di Bowser, il più anziano e malvagio di tutti, nonché appassionato di musica classica e (pessimo) compositore egli stesso.

I capelli biforcuti, bianchi in origine, non lasciano molti dubbi sulla personalità ispiratrice, anche senza prestare attenzione al nome. Sarebbe blasfemo parlare della musica di Ludwig Van Beethoven in un articolo auspicabilmente faceto come questo, perciò evitiamo di inoltrarci nella sua arte. Non possiamo esimerci tuttavia dall'illustrare perché sia stato scelto proprio lui, e non Mozart o Bach, per apparire tra i Koopaling. Nonostante l'associazione popolare con istinti e amoralità, principalmente post-Arancia Meccanica, sia esagerata e riduttiva, Beethoven è stato effettivamente una persona altera e introversa, tormentata, ben lontano dalla solarità mozartiana, intrinsecamente legato all'arte romantica. Non era socievole, fin da piccolo ha avuto problemi di salute, e con lo scorrere del tempo ha sopportato esponenziali problemi di udito, fino a divenire completamente sordo. Nonostante tutto ha continuato stoicamente a comporre, condannato a non sentire le sue ultime creazioni. Si dice fosse bipolare, e che più volte abbia pensato al suicidio. Interrompeva le esecuzioni dei propri concerti al vociare del pubblico. Abusava di alcol quando non andava di moda.