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Sollevatevi, o Titani!

Piranha Bytes si prepara a lanciare il terzo capitolo di Risen: l'abbiamo provato in una versione incompleta ed ecco quello che abbiamo scoperto

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   04/06/2014
Risen 3: Titan Lords
Risen 3: Titan Lords
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Annunciato in fretta e furia dai ragazzi di Piranha Bytes e con un'uscita prevista nel pieno dell'estate, non ci saremmo mai aspettati di ricevere in redazione, praticamente a sorpresa, un codice preview di Risen 3: Titan Lords, a pochi giorni dalla partenza per l'E3 di Los Angeles. Una volta installato sul nostro fido PC, il gioco ci ha permesso di prendere confidenza con uno spezzone di gameplay, a dirla tutta piuttosto breve, ambientato una manciata di ore più avanti del normale inizio del gioco. Questo non ci ha permesso di prendere molta confidenza con il protagonista anche se è piuttosto evidente che rispecchi alla perfezione lo stile impostato dallo sviluppatore tedesco con tutti i suoi precedenti lavori.

Sollevatevi, o Titani!
Sollevatevi, o Titani!

Il nostro eroe senza nome si trova privato della sua anima per ragioni sconosciute e senza una grande memoria dell'accaduto e, di punto in bianco, sbarcherà sull'isola di Taranis, detta anche Isola del Tuono, sede della gilda dei maghi e unica roccaforte degli umani sopravvissuti alla terribile guerra tra i Titani. Purtroppo non siamo riusciti a capire se il personaggio principale è un diretto discendente del protagonista di Risen 2: Dark Waters o se comunque ha qualche legame con lui, ma è possibile che un qualche punto di contatto sia effettivamente presente. Quello che è certo è che l'Inquisizione gioca ancora un ruolo da protagonista all'interno delle vicende narrate. È comunque evidente grazie a tutta una serie di indizi, che il sequel è principalmente rivolto a chi ha già giocato e completato (oltre che apprezzato) il secondo capitolo della serie considerato che offre, all'apparenza, una diretta prosecuzione della trama, ne condivide il fascino dell'ambientazione piratesca e lussureggiante e ne eredita gran parte delle meccaniche di gameplay. Ma visto che su queste ultime torneremo poco più avanti, è cruciale sottolineare che, da quel poco che abbiamo potuto sperimentare, è evidente che questo Titan Lords punti a recuperare anche i fan di vecchia data, strizzando l'occhio ad alcuni elementi della saga che, dopo il primo capitolo, sono stati praticamente spazzati via. In primis, l'acquisizione del guanto che consente di evocare le magie che si va ad affiancare alle classiche pergamene usa e getta ma che, purtroppo, in questo preview non abbiamo potuto testare. Come scritto poco sopra torna la gilda dei maghi, affiancata in questo capitolo da quella dei cacciatori di demoni e dai guardiani. Più in generale è sicuramente da apprezzare la precisa intenzione di Piranha Bytes di riportare in primo piano il concetto dei cristalli magici in grado di tenere a bada proprio i Titani e di dare enorme potere ai maghi che li controllano e, come se questo non bastasse, fin dall'inizio del codice provato, ci siamo trovati ad avere al nostro fianco Mendoza, proprio lo stesso comprimario/antagonista del primo Risen, in versione fedele servitore fantasma. A quanto pare è soltanto il primo di una lunga serie di compagni che potremo avere al nostro fianco e che ci daranno una mano, in automatico, durante i combattimenti. Proprio come avveniva nel secondo capitolo della serie.

Risen 3: Titan Lords ci ha convinto ma con riserva. Volete sapere perché? Leggete il nostro provato!

È o non è Risen 2?

Non appena preso possesso dei controlli del protagonista, il feeling restituito è estremamente familiare per chi ha già giocato i precedenti capitoli della serie (soprattutto il secondo). La libertà d'azione è enorme: possiamo girovagare per l'intero mondo di gioco senza alcun tipo di limitazione, se si escludono ovviamente mostri e nemici che potrebbero essere al di sopra delle nostre forze, raccogliendo quest in lungo e largo. Come da tradizione della serie infatti, Titan Lords offrirà una linea di missioni principali che dovremo affrontare e risolvere per portare avanti la trama, ma come effettivamente ci troveremo a svolgerle dipenderà dal nostro gusto personale. Molte quest possono essere affrontate in svariati modi, più o meno aggressivi, e dipendono anche da eventuali missioni secondarie che abbiamo raccolto e completato nel frattempo.

Sollevatevi, o Titani!
Sollevatevi, o Titani!
Sollevatevi, o Titani!

In diversi casi, anche durante questo preview, ci è capitato ad esempio di interagire con alcuni personaggi che ci hanno reso più "semplice" il portare a termine l'estratto di campagna principale compreso nel codice preview che, per scendere nei dettagli, vedeva il nostro protagonista farsi accettare dalla gilda dei maghi per convincerli, in un secondo momento, a concederci l'utilizzo della loro nave per fuggire dall'isola noncuranti dei Titani e delle navi fantasma che affollano il mare aperto. Proprio in merito all'esplorazione, si nota il leggero lavoro di ottimizzazione fatto dai ragazzi di Piranha Bytes per rendere il salto, il nuoto e la possibilità di arrampicarsi, meglio amalgamati con i movimenti del personaggio e quindi più facili da utilizzare durante l'esplorazione dello scenario che ora è decisamente più stimolante rispetto al passato e meglio collegato con il design. E non parliamo soltanto delle ricompense che è possibile guadagnare girovagando senza una meta ma più in generale di una geografia del territorio che ora è sicuramente più credibile. Ma dove si notano i maggiori progressi rispetto al passato è sicuramente nel combat system che in questo Risen 3 è stato potenziato ma non stravolto. Utilizzando un'arma bianca avremo a disposizione, come in passato, un colpo leggero che può essere concatenato fino a realizzare una combo di tre colpi e la classica parata. Quest'ultima però, se utilizzata al momento giusto, quando l'avversario sta iniziando la sua animazione di attacco, ci permette di realizzare una contromossa automatica. In aggiunta è stato implementato un attacco potenziato che si può realizzare semplicemente tenendo premuto più a lungo il tasto e che permette di rompere la difesa dell'avversario. Anche la schivata è stata ripensata: ora è in tutte le direzioni, decisamente più rapida e soprattutto con una gittata molto più ampia. Tra l'altro non avendo alcun tipo di limitazione in termini di adrenalina (a differenza della corsa che è ancora limitata nella sua durata) potremo ora esibirci in lunghi balletti intorno al nemico, una situazione che sotto alcuni punti di vista ci ha ricordato quanto capitava con The Witcher 2: Assassins of Kings. Da quanto abbiamo visto tornano praticamente inalterate anche le armi secondarie che possono essere utilizzate semplicemente premendo un tasto e che confluiscono nel cosiddetto gioco sporco: sabbia da lanciare contro gli avversari, piuttosto che pugnali da scagliare rapidamente. Volendo fare una prima valutazione provvisoria, rispetto al precedente capitolo della serie il combattimento ci è apparso ora decisamente più frenetico e obbliga il giocatore, soprattutto all'inizio e quando è privo di compagni, a studiare adeguatamente tutte le animazioni dell'avversario prima di iniziare ad attaccarlo pena l'immancabile caduta a terra perché colpiti violentemente. Ancora una volta, come in passato, se non si usa la parata al momento giusto e magari si fa partire la nostra animazione di attacco, può capitare di venire presi in pieno dalla carica di una bestia nemica senza che il nostro colpo vada a segno e senza, soprattutto, che ci sia la possibilità di evitare che questo avvenga. E ovviamente, una volta caduti, siamo alla mercé dell'avversario in un loop di animazioni che talvolta può diventare fastidioso. Nulla ci vieta, ovviamente, di sfruttare lo stesso "deficit" per tenere a bada dei nemici semplicemente individuando i punti deboli e scagliandoci su di loro mentre sono "bloccati" dalle loro animazioni.

Un ruolo è poco

Anche il sistema di potenziamento del proprio protagonista è rimasto praticamente inalterato rispetto al passato. Compiendo qualsiasi azione, dall'uccisione dei nemici, al completamento della quest più basilare, guadagneremo gloria che potrà essere spesa per migliorare gli attributi base che riguardano le competenze con le armi da vicino e da lontano (a quanto pare torneranno i moschetti e ci saranno anche armi da fuoco a corto raggio), l'arte oratoria, la resistenza e la destrezza, l'abilità nelle magie e nell'alchimia. Le abilità vere e proprie dovranno invece essere acquistate dai numerosi personaggi non giocanti disseminati nel mondo. In questo caso pagheremo moneta sonante e dovremo soddisfare determinati requisiti relativi proprio alle statistiche del nostro personaggio. Ce ne sono moltissime e come al solito riguardano abilità attive come la capacità di scassinare le serrature o di muoversi in modo silenzioso e bonus passivi come l'aumento degli sconti con i negozianti o una maggiore competenza nelle varie armi.

Sollevatevi, o Titani!
Sollevatevi, o Titani!

Attraverso l'esplorazione potremo poi raccogliere gli immancabili oggetti unici che ci permetteranno di aumentare in modo permanente le nostre competenze o ci daranno bonus passivi sempre piuttosto interessanti. E lo stesso vale per l'equipaggiamento con cui decideremo di vestire il nostro protagonista. Nulla di nuovo anche sul fronte dell'energia vitale: potremo recuperarla in modo istantaneo bevendo tutta una serie di liquidi ad alto dosaggio alcolico, oppure vederla rigenerarsi nell'arco di alcuni, lunghi secondi, consumando le cosiddette razioni: una sorta di merce unica dove confluiscono tutte le varie cibarie raccolte o prodotte direttamente da noi. Anche da un punto di vista tecnologico è possibile notare come questo Titan Lords sia una naturale evoluzione del precedente Risen 2 e punti al massimo della compatibilità con l'ormai vecchia generazione di console. Nessuno stravolgimento o potenziamento grafico che possa far pensare a un cambio epocale nella fase di sviluppo ma tutta una serie di piccole modifiche e ottimizzazioni che rendono l'impianto visivo sicuramente piacevole ma ancora ben lontano dall'essere all'avanguardia. In particolare gli scenari all'aperto sono in grado di restituire dei piacevoli scorci, sempre molto luminosi e lussureggianti, che fanno da contraltare ai soliti interni scarni e piuttosto basilari. Standard sono anche i modelli dei personaggi e delle bestie che non spiccano per qualità artistica o varietà ma fanno il loro lavoro discretamente e offrono buone animazioni. È sicuramente positivo il lavoro fatto sull'ottimizzazione del motore di gioco che già in questa fase di preview è risultato molto stabile e, all'apparenza, privo di bug. A questo punto non ci resta che guardare avanti, al mese di agosto, quando uscirà Risen 3: Titan Lords per PC, PlayStation 3 e Xbox 360 per poter testare il gioco completo e vedere se questo sequel sarà in grado di fare tesoro degli errori commessi con il secondo capitolo e soprattutto se saprà offrire una storia e un coinvolgimento all'altezza delle aspettative per questa serie.

CERTEZZE

  • Strizza l'occhiolino al passato della serie e questo potrebbe essere molto positivo in termini di storia
  • Le modifiche al sistema di combattimento lo rendono più frenetico e avvincente
  • È molto simile a Risen 2: Dark Waters con tutto quello che ne consegue in termini positivi...

DUBBI

  • ...e negativi
  • Tecnicamente accettabile ma non sconvolgente
  • Qualche modifica più sostanziale del gameplay non avrebbe guastato