Cacciatore di ombre e di donne

Un remake che lascia intatta la parte migliore dell'originale

PROVATO di Andrea Rubbini   —   26/08/2014
20

In un mondo narrativo come quello dei videogiochi, che ripropone i suoi eroi più popolari a oltranza - basti pensare a Mario, che non è ancora invecchiato di un giorno - ci sono personaggi indimenticabili che invece sono rimasti intrappolati nella loro epoca. Guybrush Threepwood e Manny Calavera sono alcuni di questi, un altro è Gabriel Knight. Quando il personaggio inventato da Jane Jensen comparve nel 1993, fu subito chiaro che una nuova serie destinata al successo era appena cominciata, ma da allora se n'è quasi persa la memoria fra le nuove generazioni.

Cacciatore di ombre e di donne

Adesso, a vent'anni di distanza, e appena un anno dopo il ritorno di George Stobbart in Broken Sword, tocca a Gabriel Knight tentare la fuga dal passato. La novità sta forse nel fatto che non si tratta di un nuovo episodio della serie, ma del remake di Sins of the Fathers, la prima avventura del donnaiolo cacciatore di ombre. La speranza è che nuovi giocatori si avvicinino al brand e ne sostengano un possibile sviluppo. Nel frattempo Jane Jensen ha dimostrato di essere ancora in forma con Moebius: Empire Rising; siamo certi pertanto che possa raccontare nuove avventure del suo eroe preferito. In ogni caso ha gioco facile perché Gabriel Knight: Sins of the Fathers - 20th Anniversary Edition lascia intatta la sostanza del gioco originale. Rivedremo quindi i medesimi ambienti, ascolteremo dialoghi che abbiamo già avuto modo di apprezzare, e soprattutto riscopriremo una delle storie più ricche e intense raccontare in un videogioco. Cambia solo l'ordine di qualche puzzle. Ciò che davvero restituisce il gioco a nuova gloria è invece il totale restauro audio e video, oltre a una serie di bonus interessanti. Per ora abbiamo potuto provare una demo che conteneva solo i primi due giorni di gioco, ma è bastato per farci un'idea dell'ottimo lavoro svolto da Jane Jensen e Phoenix Online Studios. Forse per Gabriel Knight sta per cominciare davvero una seconda giovinezza.

Il restauro di Gabriel Knight dimostra che il contenuto di un classico non ha bisogno di aggiornamenti

Venti di questi anni

Alla vista della vecchia libreria nella quale lavorano Gabriel Knight e la sua assistente Grace Nakimura, siamo rimasti colpiti dalla meticolosità con la quale gli sviluppatori sono riusciti a mantenere intatta l'atmosfera del primo episodio. Basti pensare che nonostante Sins of the Fathers sia ora in 3D, l'effetto visivo e l'esperienza di gioco sono di fatto quelli di un'avventura bidimensionale. Ogni schermata è quindi fedele al modello originale, solo con una quantità di dettagli prima impensabili.

Cacciatore di ombre e di donne
Cacciatore di ombre e di donne

Non crediate però che tutto si riduca a una maggiore risoluzione. Jane Jensen ha infatti colto l'opportunità offerta dai nuovi schermi per lavorare sui particolari autentici di New Orleans, così che il giocatore potesse calarsi ancora di più nell'atmosfera unica della città. Questa ricerca ossessiva per i fatti storici e l'attendibilità degli oggetti di scena è particolarmente evidente quando il gioco ci mostra immagini ravvicinate di alcune sezioni, come l'altare voodoo dentro il museo storico del Dottor John. Anche il tipo di luce e la paletta dei colori riproducono con attenzione l'area geografica nella quale si muove Gabriel Knight, e la sensazione di stare esplorando un contesto sociale lontano dal nostro è fortissima. A questo punto è necessario citare il doppiaggio, senza il quale sarebbe impossibile apprezzare fino in fondo il sapore originale del gioco. In diverse occasioni Jane Jensen ha spiegato che non era possibile rimettere sotto contratto il cast del primo episodio. Oltre al costo troppo alto di alcuni doppiatori, le loro voci dopo vent'anni erano cambiate. Se questa notizia vi fa mettere una mano sul cuore rasserenatevi, perché le nuove voci sono all'altezza del compito, soprattutto quella di Gabriel Knight, affidata a Jason Victor, che ha profuso una notevole passione nel progetto. L'evocativa colonna sonora invece è sempre quella composta da Robert Holmes, marito della Jensen, solo rimasterizzata per l'occasione. Per il resto abbiamo apprezzato anche i volti dei personaggi inquadrati durante i dialoghi, quasi sempre animati in maniera discreta, soprattutto considerando il budget limitato del progetto. Merito anche di Phoenix Online Studios, che sta affinando il proprio talento. Solo il volto di Gabriel Knight ha perso qualcosa nel passaggio alla terza dimensione. In qualche occasione abbiamo infatti notato un occhio vitreo da pesce morto che poco si addice ad un uomo capace di spacciarsi per poliziotto solo per riuscire a parlare di persona ad una bellissima donna, riuscendo fra l'altro a fare colpo. Ma questo già lo sapevate.

Segreti d'autore

Se ci avete seguiti fino a qui avrete intuito che anche il sistema di gioco è rimasto lo stesso: un punta e clicca classico con qualche accorgimento per aggiornarlo ai tempi che corrono. Per esempio è stato aggiunto l'immancabile pulsante che mette in evidenza tutti i punti sensibili di una schermata, e quando clicchiamo su uno di essi il gioco ci mostra le azioni possibili. Interagire con lo scenario è quindi facile e veloce come dovrebbe essere. Inoltre possiamo consultare un diario di viaggio nel quale Gabriel prende utili annotazioni sull'evolversi della vicenda. C'è anche un intelligente sistema di aiuti a livelli che indirizza gli sforzi del giocatore senza rivelargli brutalmente quello che deve fare.

Cacciatore di ombre e di donne

Durante i dialoghi poi vengono evidenziate le voci indispensabili per proseguire nel gioco, così che, se uno vuole, può evitare di ascoltare tutti gli scambi fra i due interlocutori. Un tocco che ci ha fatto molto piacere ritrovare è il suono caratteristico che si sente ogni qual volta compiamo un'azione utile per il progredire del gioco. Oltre a dare un immediato senso di soddisfazione, questo sistema offre indicazioni sottili sulla direzione da seguire nell'indagine. Il vero scrigno del tesoro sono però i contenuti extra, ai quali si può accedere in qualunque schermata del gioco. Questi contenuti sono sempre relativi al luogo in cui ci troviamo e includono schizzi originali, annotazioni dell'autrice o commenti degli sviluppatori sul lavoro di restauro del gioco, oltre ad ulteriori dettagli che arricchiscono di retroscena il racconto. Considerando che questi interventi lasciano intatta la vera sostanza del gioco, sarebbe assurdo avanzare dei dubbi. Gabriel Knight: Sins of the Fathers - 20th Anniversary Edition è oggi lo stesso capolavoro che abbiamo applaudito nel 1993. Un titolo imperdibile tanto per i vecchi quanto per i nuovi giocatori. A questi ultimi sarà dedicata la recensione del gioco, previsto per la fine dell'anno, nel corso della quale speriamo di fare loro conoscere e apprezzare un personaggio che si è guadagnato un posto eterno nella storia dei videogiochi.

CERTEZZE

  • Nuovo cast di voci all'altezza del compito
  • Una New Orleans seducente e ricca di storia
  • Restauro grafico che lascia intatta l'atmosfera originale delle schermate
DUBBI
  • Il gioco è rimasto lo stesso di venti anni fa: non abbiamo nulla da temere