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Cinque brand storici per rilanciare Titus

La nostra top 5 di titoli che vorremmo tornare a giocare in chiave moderna

SPECIALE di Simone Marcocchi   —   30/04/2015

Per moltissimi di voi software house come Virgin Interactive, convogliata poi in Titus Software, potrebbero non dire moltissimo, eppure sono state molto attive nel panorama videoludico di qualche lustro fa. Ci sono titoli indimenticabili che i giocatori più attempati pagherebbero oro per vedere e provare in chiave moderna, e noi facciamo certamente parte di questo gruppo. Scopriamo insieme alcuni dei loro più celebri giochi, consegnati alla storia e marchiati a fuoco nella nostra memoria.

Titus Software ci ha regalato parecchie perle indimenticabili: ecco le nostre preferite

Robocop Versus The Terminator

Frank Miller firma un fumetto che di fatto è un crossover tra due delle pellicole più amate e truculente del cinema, un ottimo spunto quindi per realizzare un videogioco. Accomunati da fiumi di piombo, ricoperti di latta e provenienti da mondi futuristici, questi due anti-eroi si danno botte da orbi sulle piattaforme casalinghe del tempo (oltre a quelle portatili) di casa Sega e Nintendo. Il gioco si dimostra un buon action a scorrimento laterale, con allucinanti e allucinogene fasi platform-brucia-pad. Anche in questo caso Super Nintendo e Genesis si danno battaglia grazie a notevoli differenze: la versione Sega si dimostra nettamente migliore e con fiumi di sangue aggiuntivi, com'è giusto che sia. I giocatori controllano Robocop, il quale si trova a dover saltare in continuazione... quale film, sbagliato, hanno visto i programmatori?! Resta un prodotto divertente e folle, che non ci dispiacerebbe tornare ad esplorare.

Cannon Fodder

Non sempre l'ironia e la satira vengono filtrati dalla critica e dal pubblico nello stesso modo, a quel tempo la violenza videoludica, come in questo caso, creò aspri dibattiti. In realtà un gioco che già nel nome sceglie "carne da cannone", dovrebbe sintetizzare ciò che vuole intendere. Il concept alla base del titolo vuole che si comandi una squadra di soldati, con la possibilità di avere a disposizione armamenti diversi, con lo scopo di muoversi sulla mappa e devastare aree nemiche. La varietà è garantita anche da un buon numero di teatri di guerra, con zone come la giungla o regioni ghiacciate. Tattica e tempismo sono fondamentali per portare a casa la pellaccia... quantomeno del maggior numero di soldati possibile. Perdere anche un solo elemento potrebbe inficiare di parecchio il risultato finale.

Disney’s Aladdin

Un platform che non si può che definire come capolavoro senza tempo, fantastico allora come oggi. Ne esistono alcune versioni, quella Super Nintendo è made in Capcom (direttamente dal padre di Resident Evil) e risultò anch'essa brillante e forse più acrobatica. La versione Genesis, di Virgin, vanta un numero maggiori di tracce audio, inoltre ricalca pedissequamente le movenze del personaggio dell'omonimo film. Tutto ciò venne reso possibile grazie ad una collaborazione con gli animatori Disney, che ne seguirono direttamente lo sviluppo, con il risultato che tutto ciò che appariva a video sembrava uscisse dal cartone animato.

Beneath a Steel Sky

Se per molti giocatori è stato Monkey Island, o uno dei suoi fratelli targati LucasArts, a far perdere la verginità del genere punta-e-clicca, esiste un gioiello, di altrettanto rara bellezza, che non riporta sulla confezione la targa della software house di George Lucas. La sola introduzione del gioco è splendida, realizzata con una serie di fumetti che aiutano a prendere confidenza con un mondo futuristico post-apocalittico. Robert Foster e Joey (il piccolo robot che vi accompagna nell'avventura) si scambiano in continuazione frecciate al vetriolo, strappando più di un sorriso e coinvolgendo il giocatore nelle loro imprese.

Prehistorik

Il 1991 vanta un graditissimo ritorno alla preistoria, almeno dal punto di vista videoludico. Caveman Ninja (Joe & Mac, chiamatelo come volete) ha sicuramente avuto più successo dal punto di vista commerciale ed è decisamente più iconico, eppure anche il nostro simpatico cavernicolo ha potuto dire la sua in ben due edizioni. Con una clava e una fame incredibile, il suo compito è quello di addentrarsi in un mondo in cui i dinosauri non solo non sono scomparsi, ma sono caratterizzati più o meno dall'altezza della nostra controparte digitale. Il nostro può quindi dispensare sonore mazzate, tanto da far vedere le stelle agli animali ormai scomparsi, in un platform colorato che può tranquillamente risiedere in un floppy disk.