Guerra lampo 6

L'accoppiamento di una serie di RTS classici con Clash of Clans avrà dato buoni frutti?

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   26/05/2015

Indice

Anche se i Blitzkrieg non sono mai stati popolari come altri strategici in tempo reale, sono comunque riusciti a ritagliarsi una loro fetta di appassionati che ne apprezzavano il focus sulla tattica e la capacità di proporre sfide interessanti, nonostante non si allontanassero quasi per nulla dal solco scavato da Dune 2 ed eredi spirituali.

Guerra lampo
Guerra lampo

Dopo anni di silenzio (Blitzkrieg 2 risale al 2005), Nival ci riprova con il terzo capitolo della serie, per ora disponibile soltanto nell'Accesso Anticipato di Steam, scegliendo una formula di progressione completamente nuova. Purtroppo non sempre "novità" equivale a "buona notizia". Blitzkrieg 3, pur offrendo una campagna single player fatta di una serie di missioni storiche a obiettivi, è concentratissimo sul suo lato multiplayer. L'ambientazione è sempre quella della Seconda Guerra Mondiale e sicuramente farà piacere agli appassionati poter rivivere alcune delle battaglie più famose del conflitto giocando da soli. Nel caso del single player, Nival ha proposto una serie di situazioni classiche, con mappe ampie su cui si debbono usare risorse pre-allocate per raggiungere diversi obiettivi. Ad esempio si devono piazzare bombe sotto dei ponti per impedire ai nemici di ottenere rifornimenti, oppure bisogna difendere delle postazioni anti-aeree che limitano i danni da bombardamento, e così via. Diciamo che per ora questo lato del gioco è il meno curato, visto che le varie missioni non sono legate tra loro in modo organico e che sembra sempre di aver selezionato per sbaglio la modalità schermaglia o partita veloce. Visto il background di Nival le potenzialità per un'ottima campagna single player ci sono, ma per ora bisogna accontentarsi di assaggiarla appena. Forse è giusto così, visto che parliamo ancora di un titolo in sviluppo e i margini di miglioramento sono amplissimi. Possiamo prendere alcune missioni come delle estensioni del tutorial, visto che comunque sono utili per prendere maggiore confidenza con il sistema di controllo, quest'ultimo il più RTS-style possibile (tasto sinistro del mouse per le selezioni, tasto destro per le azioni e si va alla grande) e con le diverse truppe, compresi gli attacchi aerei che offrono un supporto impareggiabile in alcune circostanze e sono facilissimi da usare. Basta selezionare il tipo di attacco di supporto desiderato, quindi cliccare sull'area che si vuole bombardare e il gioco è fatto.

Clash of WWII

Archiviata per ora la campagna single player, sulla quale torneremo sicuramente in fase di recensione, veniamo al lato multiplayer, quello sul quale si sono concentrati gli sforzi maggiori dello sviluppatore. All'inizio si rimane un po' spiazzati e viene quasi voglia di toccare lo schermo (tra poco capirete perché). Bastano pochi secondi perché l'impressione dominante sia razionalizzata dal cervello e prenda la forma di una domanda: ma è Clash of Clans?

Guerra lampo
Guerra lampo

Le somiglianze con il titolo mobile di Supercell sono davvero molte e molto più profonde di quanto si possa pensare. L'obiettivo iniziale è far crescere la propria base, costruendo strutture, acquistando truppe e piazzando le opportune difese per proteggersi dagli attacchi nemici. L'idea non è malvagia, ma in onore alla fonte di ispirazione per fare tutto bisogna spendere moltissime risorse... davvero tante! La progressione è molto lenta. Il sistema di gioco ci aiuta a controllare l'evoluzione della base assegnandoci di volta in volta una serie di obiettivi da raggiungere, come la costruzione di un dato edificio, il potenziamento di un altro, il miglioramento di una truppa, l'arroccamento nel quartier generale di alcune unità e così via. Seguire alla lettera ciò che viene detto di fare è consigliato per un motivo fondamentale: il felice completamento delle missioni. L'altra fase della modalità multiplayer, a parte l'assalto alle basi degli altri giocatori, richiede infatti di perseguire dei rapidi obiettivi sul campo utili per recuperare risorse. Solitamente viene richiesto di conquistare alcuni punti di controllo sullo stile di un Battlefiled qualsiasi. Quindi si spostano le truppe verso il punto prestabilito, si ripulisce l'area e si aspetta finché la bandiera degli avversari non è stata abbassata per issare la nostra. Le tre fazioni selezionabili, americani, tedeschi e russi, cambiano poco la sostanza delle missioni. Anche qui si nota la "ClashofClannizazione" spinta: è impossibile vincere una missione se non si hanno le truppe della potenza adeguata, ossia se non si è sviluppata a sufficienza la base per acquistare ciò che serve. Non si ricevono infatti rifornimenti o aiuti di sorta e bisogna farcela con ciò di cui si dispone. Fortunatamente le truppe uccise non vengono eliminate dal gioco e, una volta tornati alla base, sono di nuovo a disposizione. Poco importa, in realtà, perché l'obsolescenza è davvero veloce ed è sempre meglio contare sulle truppe più potenti tra quelle acquistabili e potenziare quelle di cui si dispone. La dinamica di gioco diventa quindi una formula matematica che si ripete per ore e ore, in cui conta soprattutto portare la base al livello giusto per avere le truppe adeguate per la missione corrente. Un po' limitante per uno strategico? Decisamente.

Blitzkrieg 3 offre un'interessante mix tra uno strategico classico e un gestionale mobile

Toccare lo schermo

Immaginiamo che come noi, gli amanti dei videogiochi di strategia in lettura acquistino titoli del genere per dei motivi precisi. Uno di quelli fondamentali dovrebbe essere l'amore per il pensiero laterale, ossia la capacità di elaborare tattiche raffinate per vincere battaglie che in certi casi appaiono disperate. Nel multiplayer di Blitzkrieg 3, semplicemente, non c'è strategia.

Guerra lampo

Come già fatto capire nel paragrafo precedente, è impossibile vincere una missione se non si hanno le truppe adeguate nella giusta quantità. Certo, non pretendevamo di sconfiggere una divisione di carri armati con un'unità di fanteria, ma nemmeno che l'unica strategia applicabile al campo di battaglia fosse attaccare a testa bassa con tutte le truppe sperando che gli avversaria muoiano prima di noi. A parte qualche vantaggio derivante dal tipo di terreno, come i boschi che danno dei bonus difensivi alla fanteria, il resto è un semplice avanzare, sterminare i gruppi nemici e avanzare ancora. Se si incontrano truppe di livello superiore alle nostre si perde inesorabilmente la missione e si torna alla schermata della base dove si possono spendere le poche risorse conquistate per ritentare. Le cose non cambiano con una base a pieno regime, visto che la tendenza sarà sempre quella di riempirsi delle truppe migliori. Ogni tanto, ma abbiamo potuto farlo poche volte visto il basso numero di sfidanti online, si può partire alla conquista della base di un altro giocatore, sperando di avere truppe adeguate a contrastare le sue difese e... tutto qui. Per ora l'unico vantaggio del titolo di Nival rispetto a un Clash of Clans o a un Warlords, per citare un altro famoso titolo mobile da cui Blitzkrieg 3 prende ispirazione, è la mancanza di acquisti in gioco che obblighino a spendere altri soldi per potenziare più velocemente la base, oltre ovviamente al lato grafico decisamente migliore. Per il resto abbiamo sentito parecchio la mancanza di battaglie su vasta scala e, soprattutto, della strategia vera e propria, ridotta all'osso. Speriamo che nei prossimi aggiornamenti si faccia qualcosa in tal senso. Per ora non ce la sentiamo proprio di consigliarvelo, sempre che non siate dei fan sfegatati degli strategici all'acqua di rose più volte citati.

Digital Delivery
Steam
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

Lettori

S.V.

Il tuo voto

PRO

  • Tecnicamente buono
  • Sistema di controllo immediato e rodato

CONTRO

  • Troppo Clash of Clans
  • Poco Blitzkrieg
  • La campagna single player sarà ampliata?