Fascinose terre ostili 8

Uno dei migliori titoli mobile degli ultimi anni approda sul mercato console: ha mantenuto intatto il suo fascino?

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   26/05/2015

Indice

Non capita spesso di vedere titoli nati appositamente per il mercato mobile venire trasportati di peso nell'ambito delle console tradizionali. Siamo abituati a vedere il processo inverso, con conversioni, spin-off o adattamenti di giochi di successo su console in titoli per smartphone e tablet, cosa praticamente scontata nell'attuale mercato. Ma se un gioco nato per i dispositivi mobile viene trasferito sulle vere e proprie macchine da gioco, solitamente vuol dire che ha colto due obiettivi principali: ha raggiunto un successo veramente straordinario ed è caratterizzato da una struttura e da una realizzazione tecnica che non sfigurerebbero su macchine notoriamente più prestanti, di fronte ad un pubblico sicuramente più esigente.

Quest'ultimo punto risulta di particolare importanza, perché la fruizione di un titolo con il controller in mano e di fronte alla TV è necessariamente diversa rispetto a quella che si ha solitamente con uno smartphone o un tablet e solo le esperienze di un certo livello e di una certa profondità possono sostenere il test del giocatore navigato. Badland aveva le carte in regola per tentare il grande passo e questa Game of the Year Edition dimostra che la piccola creatura di Frogmind ha le ali abbastanza robuste per volare anche in territori ben più ostici e selettivi rispetto all'App Store. Il gioco ritorna dunque, a distanza di un paio d'anni dalla sua prima apparizione sui dispositivi mobile, in questa forma da titolo in digitale per PC e console, forte di una nuova edizione comprensiva anche delle sostanziose espansioni uscite successivamente al lancio originale, ovvero Day II, Daydream, Doomsday e di un comparto multiplayer in locale cooperativo e competitivo, oltre ad una serie di sottili ma efficaci aggiustamenti applicati al sistema di controllo e conseguentemente al level design per far calzare il gioco sul controller e sul nuovo contesto delle console domestiche.

Clony ritorna in versione vitaminizzata su console e PC con Badland: Game of the Year Edition

Una strana storia

La narrazione di Badland è appena accennata tra i suoi enigmatici livelli, svolgendosi in maniera ermetica tra le luci e le ombre che caratterizzano il suo stile grafico, creando un fascinoso alone di mistero e magia intorno al vagare della strana creatura alata che ci troviamo a far svolazzare goffamente tra mille pericoli. Non è difficile scorgere suggestioni da Limbo al suo interno, rifacendosi a quel filone di giochi che mischiano toni malinconici e propriamente inquietanti in bizzarre e ciniche favole interattive.

Tutto quello che dobbiamo sapere è che la creatura, chiamata Clony, deve volare tra tanti ostacoli per salvare il suo mondo, a quanto pare minacciato da strani macchinari che si intravedono muoversi sullo sfondo, con una progressione percettibile nell'avanzare tra i livelli mentre il giorno sfuma in notte e i toni si fanno sempre più cupi, di pari passo con un incremento della difficoltà e del pericolo che circonda costantemente il bizzarro volatile protagonista. Quello che succede va dunque soprattutto intuito, mentre è chiara la successione dei livelli all'interno delle quattro macro-aree costituite dalle varie fasi della giornata, partendo dalla mattina, proseguendo a metà giornata per poi concludere al crepuscolo e infine giungendo alla notte, in un crescendo di difficoltà e cupezza che rende bene l'idea dell'avvicinarsi alle battute finali della sfida. La versione originale di Badland non si distingueva certamente per una grande longevità e anche in questo caso la Campagna principale non richiede un gran numero di ore per essere completata, ma la Game of the Year Edition ha subito una notevole iniezione di contenuti con l'integrazione delle espansioni uscite in seguito sulle piattaforme mobile e un comparto multiplayer alquanto ricco, anche se fruibile esclusivamente in locale per un massimo di quattro giocatori. In totale, secondo quanto riferito da Frogmind, sono richieste circa quindici ore per completare tutti e cento i livelli disponibili per il single player, a cui si aggiungono cento livelli in multiplayer cooperativo e ventisette arene per il multiplayer competitivo.

Un volo rasente

Il concetto alla base di Badland è estremamente semplice, ma la sua messa in atto sullo schermo si arricchisce di una serie di variabili a cui una semplice spiegazione testuale non può rendere giustizia, come si conviene ad un puzzle game di ottima fattura. Si tratta di un meccanismo complesso i cui ingranaggi sono studiati al millimetro per poter funzionare a dovere, e il risultato è un gioco bilanciato e profondo, pur nella sua semplicità di base. All'interno di livelli a scrolling forzato, lo scopo è raggiungere la conclusione di ogni sezione cercando di evitare trappole e ostacoli. Clony si controlla attraverso la semplice pressione di un tasto (uno dei tasti frontali o uno dei grilletti, a scelta) che fa sbattere le ali della creatura, secondo l'impostazione direttamente mutuata dall'originale su touch screen.

La trasposizione ha fatto inevitabilmente perdere quella sinergia tattile tra il movimento delle dita sullo schermo e il volo del protagonista che caratterizza la versione mobile, ma in questa riduzione qualcosa si è guadagnato nell'introduzione del controllo attraverso lo stick analogico. A differenza dell'originale, in questo è possibile dare una direzione al volo della creatura, seppure in maniera solo accennata, cosa che ha portato ad una leggera ma decisiva riorganizzazione generale dei livelli per accogliere questa maggiore possibilità di controllo. La prima difficoltà è rappresentata dalla necessità di imparare a controllare il volo di Clony, a dire il vero piuttosto sgraziato, che richiede un preciso dosaggio della pressione sul tasto (per questo motivo è preferibile l'utilizzo del grilletto, che consente un certo "gioco" sulla sua corsa) per evitare gli ostacoli e non rimanere indietro rispetto allo scrolling. Il sistema di controllo tuttavia si arricchisce e si complica in maniera esponenziale con l'aggiunta dei vari power-up presenti in grado di modificare il comportamento della creatura: velocizzando, rallentando, amplificando i movimenti oppure garantendo una continua rotazione a contatto con le pareti o ancora consentendo di aderire alle superfici. Ci sono inoltre i modificatori della dimensione, che fanno diventare Clony più grande o più piccolo e infine la fondamentale possibilità di creare diversi cloni del protagonista con i quali aumentare le possibilità di sopravvivenza all'interno di passaggi particolarmente ostici o da dividere su vari percorsi per attivare interruttori e garantire il passaggio e la sopravvivenza di almeno una sola creatura. Il cinismo di cui si parlava diventa evidente in questi frangenti, poiché il sacrificio anche di un gran numero di cloni è inevitabile, quando non proprio necessario, per poter far andare avanti anche una sola creatura fino alla fine del livello, sebbene il gioco premi ovviamente la capacità di portare quanti più cloni possibile in salvo.

Obiettivi Xbox One

Badland: Game of the Year Edition ha veramente una grande quantità di obiettivi sbloccabili, ovvero 77 sul solito totale di 1000 punti per il Gamerscore. Di conseguenza, ogni obiettivo comporta una quantità piuttosto esigua di punti e sono tutti distribuiti lungo un ampio percorso che richiede il raggiungimento di varie performance. Il semplice progredire tra i livelli garantisce solo una piccola parte del bottino, che per la conquista completa spinge ad esplorare ogni modalità di gioco e cercare di comportarsi in maniera estremamente corretta o anche alquanto scorretta.

Luci e ombre

L'utilizzo del chiaroscuro, come già detto, richiama subito alla mente Limbo e titoli simili (NightSky di Nifflas può essere un altro esempio calzante), ma il contrasto tra le silhouette scure in primo piano del protagonista e degli elementi sensibili dello scenario con il colorato e luminoso sfondo crea un effetto del tutto particolare.

Seguendo la tacita non-narrazione del gioco, osservando gli elementi colorati dello scenario è possibile intuire quello che sta succedendo nel bizzarro mondo di Clony, mentre la luce degrada dai toni tranquillizzanti del mattino all'inquietante oscurità di una notte piena di misteri. La Game of the Year Edition ha subito un ulteriore arricchimento del comparto grafico con una rimasterizzazione completa a 1080p ma l'elemento portante di tutto il comparto grafico è il particolare stile adottato dal team per rappresentare il magico mondo di Badland. Senza soluzioni tecnologiche di particolare rilievo, il gioco ci fa immergere nel suo mondo grazie ai disegni eseguiti a mano e alla forza di quei colori dominanti sullo sfondo che creano un contrasto violento con le figure scure su cui siamo costretti a concentrare l'attenzione. La matrice mobile risulta evidente nella relativa semplicità del comparto tecnico, ma la direzione artistica, per una volta, libera il gioco dall'angusto perimetro della produzione da smartphone per distinguerlo dalla massa di titoli anche in ambito console e PC. Dimenticandoci di poligoni, pixel e frame rate, il gioco ci cattura nel suo bizzarro mondo senza fronzoli né verbose presentazioni e sebbene certe soluzioni grafiche non siano del tutto originali risulta evocativo e memorabile anche in mezzo a produzioni di maggiore spessore. Il comparto audio contribuisce alla creazione del clima onirico e alieno con l'accompagnamento di soli effetti sonori durante le fasi di gioco e qualche rara musica nelle fasi di intermezzo.

Versione testata
Xbox One
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo
11,99 €
Multiplayer.it

8.7

Lettori (7)

8.1

Il tuo voto

Pur presentando anche alcune discrepanze critiche, caratteristiche del confronto fra i due mondi, Badland: Game of the Year Edition dimostra che le migliori produzioni concepite per il mercato mobile possono tranquillamente brillare anche in quello più tradizionale delle console e del PC. Il feeling del controllo tattile, su cui si fonda buona parte dell'esperienza originale, è qui inevitabilmente perduto ma bisogna riconoscere a Frogmind il gran lavoro effettuato nell'adattamento dei controlli con l'aggiunta della direzione via analogico e conseguente calibratura dei livelli. Anche l'estrema semplicità del concept, che potrebbe risultare poco accattivante al di fuori dell'ambito mobile, cessa di essere un problema una volta entrati nel vivo dell'azione, a conferma di come il titolo sia stato adattato egregiamente all'esperienza domestica. Peccato solo per la relativa brevità dell'esperienza in singolo, anche a fronte di un prezzo ovviamente maggiorato rispetto all'originale.

PRO

  • Struttura semplice che cela sorprendenti profondità
  • Ottimo adattamento dalla versione mobile
  • Stile e atmosfera molto particolari

CONTRO

  • Si è perso un po' il feeling intuitivo dei controlli originali
  • Piuttosto breve per quanto riguarda il single player, tutto sommato
  • Costo ovviamente aumentato rispetto alla versione mobile