Mostri in mostra

Undead Labs torna su Steam con un titolo ispirato alla serie Pokémon

PROVATO di Andrea Centini   —   03/06/2015
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Annunciato lo scorso anno dagli autori del buon survival horror open world State of Decay, Moonrise ha immediatamente suscitato l'interesse di critica e pubblico, soprattutto per l'inattesa e repentina inversione di rotta compiuta dal team dell'ex Blizzard Jeff Strain.

Mostri in mostra

Benché l'ennesimo free to play per dispositivi mobile avrebbe potuto sollevare i consueti e comprensibili mugugni della rete, il progetto di Undead Labs è stato accolto con favore grazie all'evidente somiglianza con il brand Pokémon di Nintendo, il cui peculiare genere d'appartenenza ha stranamente prodotto ben pochi e fallaci cloni. La notizia di una trasposizione su Steam, col tempo divenuta prominente rispetto alle versioni per sistemi iOS e Android, ha scaldato ulteriormente gli animi degli appassionati, orfani delle varie campagne Kickstarter che hanno provato a spingere - senza successo - soluzioni analoghe. Alla stregua del recente Castaway Paradise, del quale potete leggere online la nostra recensione, siamo davanti a un prodotto che scimmiotta un altro celebre franchise della casa di Kyoto, sintomo di come il mercato indipendente abbia ormai quasi totalmente sdoganato il concetto di genere esclusivo.

Undead Labs cambia rotta e con Moonrise porta lo spirito dei Pokémon su PC

Collezionali tutti

Lanciato il 27 maggio, nella sempre più consueta forma dell'Accesso Anticipato e dopo aver trascorso una lunga fase di closed beta, Moonrise viene attualmente proposto con due distinti pacchetti a pagamento, ovvero la Warden's Edition a 15 Euro e la Guildmaster's Edition a 20, che oltre al gioco in anteprima (la versione definitiva sarà free to play anche su PC) includono anche diversi contenuti bonus, come skin esclusive, booster per l'esperienza, oro e sensibili sconti per l'acquisto di oggetti premium. Come avrete sicuramente intuito si tratta di un prodotto legato alle famigerate microtransazioni, eppure il loro impatto, almeno in questo stadio dello sviluppo, sembra non intaccarne la fruibilità, a meno che non ci si lanci in lunghissime maratone videoludiche quotidiane.

Mostri in mostra

Ma procediamo con ordine. Come specificato, siamo davanti a un titolo chiaramente ispirato ai celebri Pokémon, tuttavia, al di là della evidente somiglianza visiva e concettuale, ci sono alcune differenze sostanziali che gli sviluppatori hanno voluto sottolineare in più occasioni.

Mostri in mostra

Scopo principale del giocatore è sempre quello di catturare, far combattere ed evolvere creature fantastiche, ma l'azione si svolge in maniera decisamente più dinamica rispetto ai turni del franchise giapponese; inoltre l'intera infrastruttura ludica è sostenuta da meccaniche intimamente legate alla natura free to play della produzione. Il nome del gioco deriva da un drammatico evento naturale che ciclicamente colpisce le creature dell'universo immaginato da Undead Labs, trasformandole dai pacifici Solari nei corrotti e cattivissimi Lunari. Il giocatore impersona un giovane Warden, una sorta di guardiano appena uscito dall'accademia che, sulla falsariga degli allenatori di Pokémon, può spezzare le catene della corruzione e ammaestrare le suddette creature. Come? Ovviamente sconfiggendole sul campo di battaglia. Benché spiccatamente orientato all'azione online e pur essendo inquadrato nel genere degli MMO, in Moonrise i giocatori possono interagire fra loro solamente attraverso il PVP, e gli avatar dei compagni d'avventura visibili su schermo sono assimilabili ai classici personaggi non giocanti. C'è anche una storia sufficientemente corposa da seguire in single player, che soprattutto nelle fasi iniziali aiuta a metabolizzare le meccaniche di gioco e a potenziare la propria squadra di Solari. L'interfaccia è chiaramente plasmata per i touch screen e molto probabilmente subirà ulteriori modifiche nel corso dello sviluppo, mentre la mappa, nella quale ci si sposta attraverso il semplice punta e clicca, è suddivisa in regioni (piuttosto limitate) dove si può accedere ai dungeon e agli altri luoghi di interesse. Gemme e oro rappresentano la valuta di Moonrise e possono essere spese per acquistare gli immancabili boost di esperienza, bundle con set di Solari, skin, cristalli della salute, potenziamenti e altro ancora. C'è un limite quotidiano (non particolarmente stringente) al numero di dungeon esplorabili, a quello dei Solari da poter catturare e ai combattimenti PvP effettuabili, con tempi di ricarica dei vari token che possono essere incrementati spendendo le gemme. Al momento le microtransazioni non sembrano influire sugli equilibri e sulla godibilità del gioco, ma esprimeremo un giudizio definitivo su questo aspetto in sede di recensione.

Mazzate ai corrotti

Il cuore pulsante dell'esperienza è naturalmente focalizzato sui combattimenti e sulle caratteristiche dei 120 Solari attualmente disponibili, suddivisi in sei gruppi principali di affinità (Base, Natura, Acqua, Fuoco, Roccia ed Elettricità) le cui oltre 300 skill personalizzabili confluiscono in un gameplay profondo e strategico, plasmato attorno alle dinamiche del classico sasso-carta-forbice. L'azione si svolge in un'arena dove il giocatore può lanciare in battaglia due Solari contemporaneamente, liberamente interscambiabili (in tempo reale, non ci sono turni) con le altre quattro creature del proprio team. Ciascun Solari è caratterizzato da cinque statistiche che ne determinano il livello e l'efficacia, ovvero forza, armatura, spirito, resistenza e velocità; tuttavia per vincere è necessario soprattutto valutare le abilità (attive e passive) in possesso e ragionare velocemente su quelle della squadra avversaria.

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Anche il Warden gioca un ruolo fondamentale nell'economia di Moonrise, dato che oltre a partecipare attivamente alla battaglia possiede una barra d'energia: la vittoria, infatti, viene decretata sconfiggendo sul campo i due Solari nemici o il suddetto Warden, e questo si traduce in repentini cambi di tattica all'interno dei match e in squadre approntate per uno scopo specifico. Ciascuna skill è legata al classico cooldown e va lanciata in tempo reale cliccando sui nemici (esistono naturalmente anche mosse curative), facendo particolare attenzione alle varie affinità in gioco: creare una squadra competitiva può richiedere molto tempo e pratica, dato che battere i giocatori più esperti è tutto fuorché semplice. A causa dell'enorme numero di variabili, la cui profondità è assimilabile a quella di un complesso gioco di carte, gli sviluppatori desiderano utilizzare i prossimi mesi in accesso anticipato per equilibrare al meglio tutti gli aspetti di Moonrise. Dal punto di vista tecnico ci si trova davanti a un titolo piuttosto semplice, che tradisce le sue origini da produzione per dispositivi mobile: le opzioni grafiche sono infatti limitate alla sola risoluzione e a effetti grafici generici, benché il risultato sia gradevole soprattutto per ciò che riguarda la resa dei Solari. Ben animate e colorate, ma con un design invero poco originale, le creature di Undead Labs sono il classico mix tra animali reali e fantastici alla stregua dei Pokémon: Nemony, ad esempio, è un Solari d'acqua chiaramente ispirato a un anemone, mentre Shellfox è una sorta di volpe con corazza da pangolino. Il buon numero di Solari e le varie evoluzioni disponibili faranno sicuramente la gioia dei collezionisti di mostri. Gradevole anche l'accompagnamento sonoro, mentre per la potenziale localizzazione in italiano bisognerà attendere il lancio della versione definitiva del gioco, prevista per il prossimo autunno.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 8.1
  • Processore: Intel Core i7-4790 3,60 GHz
  • Memoria: 8 GB RAM
  • Scheda Video: Msi Geforce GTX 980

Requisiti minimi

  • Sitema operativo: Windows 7
  • Processore: 1.86GHz Intel Core 2 Duo
  • Memoria: 2 GB RAM
  • Scheda video: GeForce 9600 GSO/ Radeon HD 2600 XT / Intel HD 3000

CERTEZZE

  • Gameplay profondo e strategico
  • Microtransazioni al momento non necessarie
  • Un gran numero di creature
  • Tecnicamente curato
DUBBI
  • Interfaccia pensata per il touch screen
  • Interazione tra giocatori limitata