AMD Carrizo

La nuova APU AMD Carrizo chiude il ciclo di vita della tecnologia Bulldozer

SPECIALE di Mattia Armani   —   03/06/2015
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Dopo la presentazione di Godavari, revisione finale di Kaveri nella versione destinata ai sistemi desktop compatti, è finalmente giunto il momento di Carrizo, l'attesa nuova APU di AMD basata sulla medesima filosofia di Godavari adattata all'ambito portatile che chiude il ciclo della serie Bulldozer nel segno dell'ottimizzazione. Le slide e le sigle che ci sono state proposte da AMD durante una breve call conference lasciano il tempo che trovano così come non è particolarmente rilevante l'adozione di una nuova nomenclatura che identifica Carrizo come la sesta generazione di APU targate AMD. Ma la promessa di una serie di notebook da 400-700 dollari capaci di competere con un desktop è allettante ed è proprio questo l'obiettivo della serie di SoC A-8000. Questo stando nelle parole di una AMD che vuole affondare i denti in un segmento da 63.000.000 di potenziali acquirenti in cerca di un PC economico ma versatile.

AMD Carrizo

Fino a oggi il problema dei notebook destinati al mercato mainstream è stato quello di doversi piegare a grossi compromessi non solo nel campo dei videogiochi ma anche nel caso dello streaming video. Carrizo promette di gestire fluidamente video in risoluzione 4K grazie allo standard HVEC, implementato per la prima volta via hardware nel campo dei notebook grazie a un'unità di decodifica doppia. Inoltre secondo quanto affermato da AMD i notebook equipaggiati con Carrizo sono i primi a utilizzare l'architettura HSA 1.0, la versione definitiva di una tecnologia che pone CPU e GPU sullo stesso bus. La condivisione della memoria ottimizza le comunicazioni tra le due unità di calcolo e consente di utilizzare la GPU per i calcoli floating point aumentando l'efficienza complessiva del sistema. Come nel caso di Godavari i modelli di fascia alta del SoC di sesta generazione AMD includono dodici compute core suddivisi in quattro core CPU Excavator e otto core GPU GCN di terza generazione per un totale di 512 stream processor. L'architettura è a 28 nanometri ma il die è più piccolo del 23% rispetto a quello di Kaveri, pur incorporando il 29% di transistor in più per un totale di 3.1 miliardi di transistor che consumano il 40% di energia in meno. Si tratta di chip piuttosto complessi, ma non dovrebbero risultare sottoutilizzati sia grazie all'architettura HSA, sia grazie alle librerie di nuova generazione. Tra cui ovviamente spiccano le DirectX 12, con la promessa di semplificare notevolmente lo sfruttamento dei processori a più core.

La nuova APU AMD Carrizo nasce nel segno delle DirectX 12 e dell'ottimizzazione

Obiettivo mainstream

La combinazione di svariate tecnologie dedicate all'ottimizzazione e l'avvento di librerie capaci di sfruttare i sistemi multicore, potrebbero regalarci un notebook abbordabile e realmente versatile. D'altronde il chipset Carrizo, sviluppato per essere pienamente compatibile con Windows 10 e con le DirectX 12, promette di comportarsi bene anche con il massiccio Ashes of Singularity di Stardock, stando ai dati mostrati, e avrebbe performance degne di nota in ogni ambito anche se resta fedele alla tecnologia Bulldozer e nei modelli di punta non andrà oltre a una comunque rispettabile, almeno nell'ambito dei portatili, Radeon R7. Per lo streaming video l'hardware di decodifica promette addirittura video in risoluzione 4K a 60 frame al secondo costanti e nel caso dei videogiochi è stata sottolineata con forza la perdita minima di frame rate qualora si catturi del video o si mostri in streaming la propria partita.

AMD Carrizo

Inoltre per quanto riguarda il modello di punta, ovvero l'FX 8800P, AMD parla di prestazioni complessive doppie, in termini di punteggio 3DMark 11, rispetto a un Intel Core i7 5500U con GPU HD 5500. Non male per un chipset pensato per essere economico. Prima di lasciarsi andare a isterismi è bene mettere in conto che i test effettuati sono specifici ed è difficile che i singoli valori rispecchino l'aumento complessivo di prestazioni. Ad esempio nel caso di Photoshop si parla addirittura di un incremento vertiginoso delle performance con un bel 17x riportato a grandi caratteri nelle slide pubblicate da AMD. Un numero del genere non deriva da un aumento esponenziale della potenza, che nel caso di Carrizo equivale a un aumento dell'IPC (Istruzioni per Clock) che va dal 4 al 15%, ma dalle specificità dell'architettura HSA e dal confronto con le APU AMD della generazione precedente che non sono certo componenti hardware votate al video editing. Ma cifre di questo calibro catturano comunque l'attenzione e lo stesso si può dire sia per i consumi, sia per quanto concerne la durata della batteria una volta staccata la presa della corrente. Stando alle slide di AMD, Carrizo si accontentano di soli 15 Watt per far girare League of Legends e di 35 Watt per DOTA 2 al massimo dei settaggi in risoluzione 1080p. In quest'ultimo caso i consumi del chipset sono gli stessi dell'APU Kaveri AMD FX-7600P, ma l'ottimizzazione complessiva del sistema garantisce al modello di punta delle nuove APU AMD due ore di gameplay a presa staccata. Quasi il doppio della durata della batteria del modello precedente e questo nonostante le performance siano ovviamente superiori.

AMD Carrizo

Inoltre la GPU di Carrizo può disattivarsi completamente quando non è necessaria e questo garantisce un aumento netto della durata della batteria in modalità idle oltre a consentire, anche grazie all'hardware di decodifica dei video, ben trecento minuti di playback in risoluzione 1080p. A tutto questo si aggiungono infine alcuni servizi secondari che garantiscono un valore aggiunto a notebook che, lo ribadiamo, si collocheranno nella fascia di prezzo tra i 400 e i 700 dollari. Tra le più interessanti troviamo la nuova versione dell'AMD Gesture Control che promette di funzionare in tutte le applicazioni generiche e di consentire interazioni precise anche con una telecamera di fascia bassa. Ma c'è un'altra funzione che merita una menzione ed è il riconoscimento facciale, utilizzabile per facilitare la ricerca e la classificazione di foto e video. Stando ai dati AMD, in sostanza, quello che emerge è un sistema economico ma decisamente versatile che punta a combinare mobilità, gaming competitivo, editing video, streaming e capacità multimediali avanzate. Un prodotto non certo adatto a chi vuole giocare a The Witcher 3 con tutti gli effetti attivati ma perfetto per chi si misura con titoli come DOTA 2, League of Legends o Counterstrike: Global Offensive e non vuole rinunciare a guardarsi un paio di film in alta definizione in campeggio o durante un lungo viaggio. Restano ovviamente da vedere le performance dei modelli da 400 dollari e, visto il target mainstream, non è detto che la possibilità del playback in 4K si traduca nella disponibilità di modelli equipaggiati con schermo Ultra HD. Ma siamo decisamente curiosi, al netto degli inevitabili dubbi, di vedere come si comporteranno sul campo le nuove APU AMD. Per fortuna non dovremo aspettare molto visto che Dell, HP, Asus, Acer, Lenovo e Toshiba sono già pronte a lanciare le proprie linee basate su Carrizo.