Il futuro di Anno 20

Anno 2205 ci porta in un futuro remoto, ancora inesplorato

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   08/08/2015

Indice

L'appuntamento con Anno a Colonia è una di quelle ricorrenze irrinunciabili: le ultime tornate della fiera tedesca non hanno quasi mai mancato di farci conoscere un nuovo capitolo della serie firmata Blue Byte Studios, che per l'edizione 2015 ci ha dato modo di vedere il prossimo, atteso capitolo. Una divagazione nel futuro remoto che, dopo Anno 2070, sembra dire definitivamente addio alle ambientazioni storiche in favore di escursioni a tema fantascientifico. Il precedente capitolo si era dimostrato estremamente solido ed è riuscito a mantenere alta l'attenzione attorno a un franchise che resiste oramai da diciotto primavere, che è sopravvissuto al periodo più buio del gioco su PC e potrebbe ora rilanciarsi, anche sull'onda del successo di titoli come Cities: Skylines. Di novità ce ne sono diverse, tutte saldamente inserite nella solida base di partenza che i fan hanno imparato ad apprezzare e che il prossimo novembre sanciranno, nelle speranze del publisher Ubisoft, un nuovo successo.

Anno 2205 espande una formula riuscita con alcune interessanti novità

Cura per il particolare

Riducendo l'esperienza ai minimi termini, Anno 2205 non intende essere una rivoluzione: ancora una volta si accumulano risorse, si costruiscono edifici e si lavora sodo per il proliferare della propria civiltà virtuale. Come facilmente intuibile, il setting spostato in un futuro remoto ha aperto la porta a tutta una serie di divagazioni fantascientifiche tra macchine volanti, edifici futuristici e impianti industriali di dimensioni imponenti.

Blue Byte ha speso molto del tempo a sua disposizione, ci è stato spiegato, per ricreare il tutto con un livello di dettaglio inedito per la serie. In effetti osservando l'estrazione del gas naturale dalle profondità marine oppure l'elaborato processo di costruzione di macchine robotiche, è possibile vedere i singoli particolari e ogni passaggio di questi processi. Un elemento estetico in fin dei conti, certo, ma pur sempre un di più capace di regalare maggiore coinvolgimento. La presentazione si è concentrata davvero poco sulle eventuali modifiche al sistema di costruzione, alla gestione delle risorse e a tutto ciò che concerne le meccaniche di base, con un'eccezione. Le costruzioni di servizio come le centrali energetiche, tanto per fare un esempio, potranno ora essere ampliate con dei piccoli moduli che vanno edificati nelle loro vicinanze e ne aumentano l'efficienza. Secondo il team questa aggiunta da una parte regala ulteriore libertà ai fan già esperti, dall'altra renderà intuitiva la gestione della città per i nuovi arrivati. Per quanto riguarda la dimensione delle mappe, a quanto pare c'è stato un importante salto in avanti con aree edificabili grandi fino a cinque volte quelle dell'episodio precedente. Lo spazio non manca, insomma.

Più di una città

Al di là di queste novità, la più grande introduzione riguarda la possibilità di gestire e far interagire tra di loro più città differenti. Un po' come in Sim City, un centro urbano capace di produrre molti beni potrà esportarli ad altri, acquisendo a sua volta prodotti o servizi. Ciascun salvataggio sarà quindi attivo in modo indipendente in ogni istante, creando una fitta rete di relazioni.

Vien da sé che finché non lo proveremo non sapremo quanto questa meccanica si rivelerà profonda, ma non può ugualmente non essere accolta con un certo ottimismo. Le città che si controllano verranno visualizzate su una cartina del Globo Terraqueo - e dintorni, visto che anche la Luna è chiamata in causa - e a seconda della zona scelta cambiano le condizioni di vita per i cittadini, quindi le opzioni a disposizione del giocatore. Proprio alla GamesCom è stato rivelato il territorio artico, caratterizzato da enormi distese ghiacciate su cui non sarà semplice edificare. Chi si spingerà in questi angoli di mappa estremi lo farà chiaramente per ottenere risorse altrimenti impossibili da reperire, consapevole che gli insediamenti umani dovranno essere posizionati in modo strategico vicino alle industrie in modo da sfruttarne il calore e che non sarà semplice permettere agli abitanti del luogo di vivere un'esistenza serena. Problematiche differenti ma ugualmente pressanti coinvolgono i coloni spediti sul satellite della Terra, altro terreno di grande valore che però impone di preoccuparsi di variabili atipiche, come la costante caduta di meteoriti. Bene, in questo caso è saggio considerare l'installazione di generatori in grado di coprire la zona abitata con potenti barriere energetiche. Nuove anche le missioni che di tanto in tanto ci verranno proposte e che ci vedranno a capo di una flotta navale: in un twist un po' inaspettato, Anno 2205 si trasforma così in una sorta di strategico in tempo reale, anche se la breve sessione di gameplay che abbiamo potuto osservare ci ha convinto fino a un certo punto. Una presentazione solida, in fine dei conti: si vede che il team è sicuro del lavoro che sta facendo e che in questa occasione si è rivolto più ai possibili nuovi acquirenti, piuttosto che agli appassionati. Per loro ci sono i forum e i video diari dedicati. L'uscita resta prevista per il prossimo 9 di novembre, quindi ancora pochi mesi e sapremo se questo deciso salto nel futuro avrà ripagato oppure no.

CERTEZZE

  • Le città si "parlano" tra di loro e creano una nuova esperienza
  • Diversi territori con edifici e sfide uniche
  • Visivamente solido e ben fatto

DUBBI

  • Le missioni navali extra non sembrano un granché
  • Si è parlato poco delle modifiche alle meccaniche di base

Anno 2205 pc

pc 

Data di uscita: 3 Novembre 2015