Difesa a oltranza

Dungeon Defenders II appare determinato a bissare il successo del suo predecessore

PROVATO di Rosario Salatiello   —   05/11/2015
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Indice

Pur arrivando in un genere inflazionato come quello dei tower defense, il primo Dungeon Defenders è riuscito a elevarsi in modo abbastanza convincente dalla massa. A beneficio di chi dovesse sentire per la prima volta questo nome, ricordiamo che si tratta del titolo targato Trendy Entertainment, uscito nel 2010 su PC e console: al suo interno comparivano squadre da quattro giocatori, impegnati a controllare altrettanti eroi per difendere la loro base in modalità cooperativa. Grazie al successo ottenuto, il gioco ha visto una doppia pubblicazione su piattaforme mobile, prima che il pacchetto Eternity arrivasse nel 2014 ad aprire la strada al seguito vero e proprio, di cui parliamo oggi. Cogliendo al balzo l'occasione offerta dall'ingresso di Dungeon Defenders II nella fase alpha, abbiamo infatti effettuato un primo giro di ricognizione all'interno dei suoi server, per capire se questo nuovo capitolo può avere le carte in regola per rievocare le gesta del primo.

Anche se solo in fase alpha, Dungeon Defenders II offre diversi motivi per essere giocato sin da subito!

Cosa manca?

Dungeon Defenders II è disponibile su Steam in Early Access. Il progetto è in realtà al momento un cantiere abbastanza aperto, all'interno del quale proprio di recente sono state introdotte altre modifiche con la patch battezzata "Ascension". La novità più importante presentata da Trendy in questi giorni è stata la possibilità di assegnare punti abilità al proprio personaggio, permettendo così ai giocatori di adattare ai propri gusti le abilità dell'alter-ego virtuale. In vista dell'arrivo della versione finale, prevista per il 2016, ci sono in programma ancora diverse cose: Dungeon Defenders II potrà infatti godere di una maggior varietà di nemici, oggetti e pet, permettendo al giocatore di usufruire anche su PC del supporto ai controller e della modalità co-op a schermo diviso.

Come prima, più di prima

La forma in cui il progetto legato a Dungeon Defenders II è stato presentato ai giocatori all'inizio della sua gestazione era in realtà diversa da quello che diventerà il gioco: nelle intenzioni di Trendy c'era infatti la realizzazione di quello che doveva essere a tutti gli effetti un MOBA alla League of Legends, coi protagonisti impegnati in scontri PvP online. La modifica a questa strategia e il successivo ritorno alle stesse caratteristiche del titolo uscito nel 2010 si devono a Dave Loyd, director dello studio con base in Florida subentrato a opera in corso.

Difesa a oltranza
Difesa a oltranza

Accantonata la modalità competitiva, Dungeon Defenders II ha preso di nuovo la forma di un tower defense, all'interno del quale i giocatori dovranno collaborare per respingere ondate di nemici intenzionati a distruggere tutto. A loro disposizione compaiono quattro diverse classi, ognuna delle quali in possesso di un doppio elenco di abilità: il primo è legato al loro contributo nella costruzione e l'ampliamento delle difese, mentre il secondo ai loro attacchi personali. Per capire l'uso che se ne fa durante ogni match è meglio prendere come esempio una classe: il mago. Nella fase preparatoria, può costruire barriere e respingenti vari, per poi aspettare insieme agli altri il passaggio a quella successiva, dove scontrarsi con l'orda di turno. In questo caso, il gioco ci permette di passare all'azione vera e propria, sfruttando l'attacco da lontano col bastone magico e le abilità speciali, come la capacità di scatenare un tornado contro i nemici. Finita la battaglia, il personaggio deve poi tornare a occuparsi delle varie costruzioni presenti sulla mappa, e così via in un ciclo che continua fino alla fine della partita. Oltre alla classe sopra citata troviamo il cavaliere, molto simile al mago ma con una maggior propensione allo scontro ravvicinato, il monaco e la cacciatrice. Ogni eroe è contraddistinto anche dalle strutture che può costruire: il cacciatore, per esempio, può mettere a punto trappole in grado di rallentare e danneggiare chi le attiva. Rispetto a Dungeon Defenders, annotiamo la decisione di dividere il mana in due diverse barre, dedicate in modo separato alle altrettante fasi di cui abbiamo appena parlato: rispetto al primo gioco, si potrà dunque combattere senza preoccuparsi di risparmiare mana per la fase successiva, dove sarà il momento di riparare e costruire gli edifici attingendo da una fonte diversa. Già da adesso, è evidente l'intenzione di Trendy di mettere a punto un gioco dalla profondità più elevata del suo predecessore: il lavoro di squadra appare necessario soprattutto ai livelli di difficoltà più alti, presentando una buona curva d'apprendimento che gli sviluppatori andranno di sicuro a ritoccare dove necessario. Così come in precedenza, il team si è infatti contraddistinto per l'interazione con la comunità di gioco, modificando elementi e aggiungendo via via altri contenuti per mantenere vivo l'interesse già da queste fasi embrionali: anche quando c'è stato da fare qualche reset parziale dei progressi, i giocatori hanno ricevuto le loro ricompense in cambio del disturbo.

Troll animati

In termini di modalità, gran parte del divertimento viene offerto dalla campagna principale, ma Trendy ha già previsto come continuare a occupare il tempo dei giocatori una volta completata quest'ultima: sono infatti state inserite anche la cosiddetta Incursion, variante particolarmente difficile, e la Onslaught, una sorta di modalità sopravvivenza. Pur avendo ancora margini di miglioramento sotto l'aspetto del design, le mappe presentano funzionalità carine come alcuni macchinari da difesa da attivare a mano, mentre la taverna dove muovere i propri passi tra una partita e l'altra offre un ambiente accogliente anche nel caso in cui si voglia stare semplicemente a chiacchierare con gli altri giocatori.

Difesa a oltranza

Impressionante il numero dei bottini, forse anche troppo: a ogni match ci si ritrova con una quantità spropositata di oggetti a propria disposizione, cosa che soprattutto nei giocatori della prima ora può causare un po' di confusione. Dal punto di vista stilistico, Dungeon Defenders II mette su schermo una moltitudine di colori, che lo avvicinano molto al mondo dell'animazione: nonostante questo aspetto possa costituire un deterrente per alcuni, in realtà funziona bene nell'economia complessiva del gioco, permettendo a Trendy di contare sulle transazioni interne al gioco per generare guadagni. Sulla pagina Steam è infatti riportato a caratteri cubitali che pagando non si otterranno mai vantaggi all'interno di Dungeon Defenders II, e infatti il negozio virtuale riguarda soltanto elementi decorativi coi quali dare al proprio personaggio il look che più ci aggrada. Dal punto di vista squisitamente tecnico, pur trovandosi in fase alpha il gioco gira già in modo egregio, presentando una grafica fluida anche se con qualche immancabile bug che però non rovina l'esperienza complessiva. Riassumendo tutto quanto, se avete apprezzato il primo capitolo potete prendere seriamente l'ipotesi di saltare a bordo di Dungeon Defenders II già a partire da subito, soprattutto se l'idea di partecipare attivamente alla sua creazione vi stimola. In alternativa, non dovete fare altro che continuare a seguirci, perché non mancheremo di occuparci della recensione del gioco quando questo sarà disponibile nella sua veste definitiva.

Commento

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

Lettori (3)

6.6

Il tuo voto
PRO
  • Già presenti tanti contenuti
  • Pay-to-win assente
  • Molto divertente col giusto team
CONTRO
  • Lo stile potrebbe non piacere a tutti
  • All'inizio tende a disorientare un po'