Ritorno alla mafia

In Giappone hanno avuto la demo, noi ve la raccontiamo

ANTEPRIMA di Michele Maria Lamberti   —   02/02/2016
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Ryū Ga Gotoku, da noi Yakuza: per molti, e l'opinione può non essere condivisa ma di certo non è esagerata, quanto di meglio abbia fatto SEGA dalla rivoluzione post-Dreamcast; non a caso una sorta di erede spirituale di quello Shenmue che rappresentò al contempo sia il punto più alto della produzione ludica della casa di Tokyo, sia l'inizio della sua discesa negli inferi. L'anno scorso la serie ha festeggiato il suo decimo anniversario, ed è stata data una bella spinta a quella che era già una pletora di sequel, prequel e spin-off, in particolare con l'uscita di Kiwami, rifacimento del primo episodio, e l'annuncio della sesta iterazione regolare. Proprio i nostri amici giapponesi che hanno acquistato Kiwami hanno potuto mettere le mani anche su una demo di Yakuza 6, che ci dà le prime informazioni concrete su quello che è un titolo molto atteso ma che, ahinoi, ancora non sappiamo se vedrà mai la luce in Occidente.

In occasione della demo, un primo sguardo al sesto episodio di una saga ormai storica: Yakuza 6!

Come un drago!

Precisando meglio la questione, possiamo essere abbastanza sicuri che prima o poi Yakuza 6 sbarcherà anche in lingua comprensibile: mentre infatti degli spin-off finora è uscito solo il peculiare Dead Souls, tutti i titoli della serie regolare sono stati regolarmente localizzati. Il problema vero è quando: basti pensare che Yakuza 5 è da pochissimo disponibile in Europa, ma in Giappone è uscito ben tre anni fa, mentre Yakuza 0, un prequel, è annunciato per il Nord America ma ancora incerto per il Vecchio Continente, e lo stesso Kiwami probabilmente non abbandonerà mai il mercato locale.

Ritorno alla mafia
Ritorno alla mafia

Niente di tutto questo può però fermarci, in pieno stile Yakuza, dal fare un primo punto della situazione sui nuovi sviluppi di questa bella storia di redenzione ambientata nel mondo della malavita giapponese: della trama si sa ancora pochissimo, ma visto che parliamo di un sequel diretto e che nella demo si controlla Kazuma Kiryu, protagonista sin dal primo episodio, possiamo ipotizzare sia null'altro che una continuazione della storia, anche se è improbabile che SEGA voglia rinunciare alla bella "narrazione parallela", con diverse trame che s'intrecciano tra loro, introdotta negli ultimi capitoli. La demo si apre con un bel colpo d'occhio sull'affollata Main Street di Kamurocho, l'immaginario quartiere a luci rosse di Tokyo ambientazione principale della saga sin dagli albori, ma subito la telecamera si sposta in un vicolo, dove vediamo Kazuma, con un bel giubbotto blu, scambiare qualche parola (anche se in giapponese stretto, possiamo desumere non propriamente amichevole) con tre energumeni. È l'occasione per apprendere i rudimenti del combattimento, che non sembra tanto diverso da quanto visto finora: anche se mancano per il momento tutte le finezze, come il sistema RPG che ci fa apprendere man mano nuove mosse e abilità o le Heat Moves, così vengono chiamate nella serie le classiche "mosse finali", notiamo subito che il protagonista ha a disposizione diverse movenze, può accumulare e scatenare il caratteristico Raging Dragon's Pride e usufruire di combo che richiamano i Quick Time Events introdotti proprio da Shenmue, col pulsante da premere a ripetizione in bella mostra sullo schermo mentre l'impietosa telecamera si sofferma con dovizia di particolari su uno spettacolare primo piano delle sofferenze che impartite ai malcapitati nemici. Solo un paio di cutscene ci separano da un altro scontro, stavolta molto più grande, nel quale affiancati da qualche compagno affrontiamo un cospicuo numero di avversari: l'intelligenza artificiale non pare particolarmente avanzata - probabilmente perché siamo appena agli inizi - ma abbiamo l'occasione di constatare quanto il motore riesca a gestire in scioltezza scene ricche di personaggi.

Denaro e cattiveria

Da qui in poi la sequenza di eventi non sorprende: una serie di scontri, che siano scenografiche risse o più impegnativi uno contro uno, cutscene tutte realizzate col motore grafico del gioco, un inseguimento sui tetti, dialoghi con i personaggi non giocanti segnati in blu sulla mappa utili a reperire informazioni, a far avanzare la storia e ad esplorare l'ambiente.

Ritorno alla mafia

L'esplorazione in particolare, anche se un sempre più abbronzato e calato nella parte Toshihiro Nagoshi - producer del gioco e ormai figura di spicco del clan SEGA - parla di Yakuza 6 quasi come di un vero open world, ci è sembrata molto limitata, piena di muri invisibili e location in cui non si può entrare (il Club SEGA ad esempio), ma è lo stesso Nagoshi a precisare che tutto quello che vediamo nella demo è stato per la demo appositamente realizzato, e non c'è ragione di pensare che tutte le attività parallele che costituiscono uno dei cuori pulsanti della saga non saranno presenti in maniera anche più massiccia del solito: pochi giorni fa si è peraltro concluso il classico contest che permette a qualche bella e fortunata fanciulla nipponica di diventare hostess nel gioco e ambasciatrice del prodotto nel mondo reale. Qualcosa, a dire il vero, lo vediamo già, come il tentativo di rapina di un convenience store che Kazuma sventa a modo suo dimostrandoci anche la parziale distruttibilità dell'ambiente, il fast food dove è possibile calmare i morsi della fame con tanto di indicatore apposito, e la solita certosina cura nella riproduzione degli ambienti. C'è anche un ristorante italiano chiamato "Caserta!", evidente omaggio alla cittadina campana dalla quale provengono alcuni dei peggiori ceffi di Multiplayer.it! Il tutto poi si chiude con un piacevole incontro con una vecchia e importantissima conoscenza nella vita di Kazuma, che ci lascia intendere come anche la trama di questo capitolo non debba discostarsi molto da quelli che sono i temi tipici della saga. A un primo sguardo, insomma, le novità sembrano davvero poche, e questo è sia un punto di forza che una debolezza, ma avremo tempo di parlarne: a proposito di continuità che da un lato è un pregio e dall'altro un difetto, un ultimo discorso va fatto su quello che è il reparto tecnico.

Ritorno alla mafia

Sebbene ancora largamente incompleto (l'uscita è prevista per quest'autunno in Giappone), Yakuza 6 è il primo titolo della serie a uscire esclusivamente su PlayStation 4, e la cosa si nota parecchio specie nelle cutscene, ricche di particolari, effetti di luci, ombre e riflessi notevoli, e nei volti dei personaggi principali che sfiorano il fotorealismo, come del resto avevamo avuto già modo di notare in uno dei primissimi teaser, quello che introduceva la presenza nientemeno che di Takeshi Kitano. Il ruolo dell'immenso regista giapponese, però, è ancora del tutto ignoto. D'altro canto sembrano anche restare alcuni dei difetti storici, che in particolare riguardano animazioni e collisioni e che quindi hanno sempre avuto il vizio di riflettersi nel gameplay. Nello specifico il gioco sembra intestardirsi a riempire di "animazioni di raccordo" le varie azioni di Kazuma, come il passaggio tra la camminata e la corsa, il disporsi lateralmente in modo da entrare in un passaggio stretto o anche il semplice scavalcare un basso ostacolo. Può essere anche realistico e scenografico, ma rallenta decisamente l'azione e in ultima analisi rovina un po' la sospensione dell'incredulità: il discorso è annoso e riguarda anche concetti più grandi quali l'ormai netta divisione tra il modo nipponico e quello occidentale di concepire il videogioco, ed evidentemente neanche stavolta i giapponesi hanno intenzione di arrendersi, del resto stiamo pur sempre parlando di Yakuza, in quegli ambienti chi si arrende non deve far proprio una bella fine.

CERTEZZE

  • Già da adesso è davvero un gran bel vedere
  • Possiamo aspettarci la solita cura esagerata dei dettagli
  • La continuità di trama e gameplay farà sentire a casa gli appassionati...
DUBBI
  • ...ma anche i difetti storici, specie tecnici, sembrano restare
  • Quando uscirà qui da noi?