37

Mamma, ho i fantasmi in casa!

I migliori giochi con presenze paranormali: non basterà nascondervi sotto il letto!

SPECIALE di Dario Rossi   —   27/04/2016

Il tema dei videogiochi con fantasmi e relative case o luoghi stregati rappresenta un grande classico da cui è difficile allontanarsi: possono passare periodi remissivi, ma la voglia di impugnare un controller in preda alla paura tornerà sempre. Proprio quando sembrava che il genere delle avventure survival horror non avesse più nulla da dire, ci ha pensato quel geniaccio di Hideo Kojima a ravvivarlo. Parliamo del fantasmagorico P.T., ovviamente incluso nella nostra personale selezione che state per leggere, ma non solo. Scoprirete con una certa sorpresa che ci sono altri candidati in grado di accontentare i nostri requisiti. Preparate quindi un po' di biancheria intima per il ricambio e accendete tutte le luci di casa, ricordate che i fantasmi amano le tenebre!

Scopriamo dieci titoli che condividono una casa e tanti incontri paranormali!

Haunted House

Classico di James Andreasen uscito su Atari 2600 nel 1982, Haunted House può essere considerato uno dei primi esperimenti nel campo del survival horror. Il giocatore, rappresentato da un paio di occhi (!), doveva esplorare una casa posseduta dagli spiriti, raccogliendo alcune parti di un'urna. Di fatto gli spiriti erano visualizzati nelle forme di un pipistrello, un ragno e il fantasma di Mr. Graves, proprietario del maniero. Una delle caratteristiche più curiose del gioco Atari era la necessità di cercare gli oggetti sfruttando una torcia, che poteva essere utilizzata a piacimento ma che era in grado di illuminare solo l'area circostante gli occhi del protagonista, e solo per un periodo limitato di tempo. Curiose infine le nove vite disponibili prima del game over, vi ricorda qualcosa?

Alone in the Dark

Il capostipite della serie Infogrames è considerato da molti il primo vero survival horror 3D, mentre non tutti sanno che è il grande padre ispiratore di Resident Evil, uscito due anni dopo e che ne riprese molte caratteristiche. Tutti non rimasero indifferenti alla spaventosa villa Derceto, un luogo da incubo popolato da mostruose creature (anche fantasmi) ispirate ai libri di H.P. Lovecraft. Un pezzo di storia indelebile.

Luigi's Mansion

Chi l'ha detto he un gioco con fantasmi e case debba necessariamente essere un survival horror? Luigi's Mansion ha dimostrato di essere un ottimo spin-off Nintendo, tanto che ha ricevuto ben due iterazioni: la prima per GameCube nel 2001, la seconda per Nintendo 3DS nel 2013. Armato del temibile Poltergust 3000, il mitico fratello di Mario doveva disinfestare tutte le stanze dalle presenze di una gigantesca e spettrale magione. Ovviamente parliamo degli storici fantasmini Boo, presenti in varie tipologie e che dovevano essere imprigionati dopo averli illuminati con una torcia.

Grabbed by the Ghoulies

Il contributo di Rare al genere si concretizzò con Grabbed by the Ghoulies, uscito nel 2004 sulla prima Xbox, si trattava di una simpatica avventura, nelle tipiche corde della casa, che vedeva protagonisti due giovani ragazzi alle prese con il maniero Ghoulhaven, un concentrato di guai da manuale. Nei panni del povero Cooper, dovevamo superare una lunga serie di sfide, incrociando personaggi sempre più strambi e addirittura la Morte. Purtroppo il successo del gioco fu modesto, impedendo la realizzazione di un seguito.

Silent Hill 4: The Room

Ultimo capitolo della celebre serie sviluppato da Team Silent, Silent Hill 4: The Room mescolava i classici elementi che abbiamo imparato a conoscere (e amare) con nuove idee, come l'appartamento protagonista della storia e un'area che veniva esplorata completamente utilizzando una visuale in prima persona, novità assoluta per la serie. Si tratta di fatto del Silent Hill più sperimentale e atipico, i migliori momenti venivano consumati proprio nell'appartamento nel quale il protagonista (Henry) si ritrovava intrappolato, questo subiva strani cambiamenti influenzati dalle dimensioni ultraterrene tipiche della serie, tanto che si finiva in balia di una entità soprannaturale. Hideo Kojima si è chiaramente ispirato alle sezioni in soggettiva di Silent Hill 4 per realizzare il suo P.T.

Project Zero

Anche Tecmo ha voluto dare un suo contributo al genere horror-paranormale con la serie Project Zero (Fatal Frame in USA), attiva da quindici anni e che ha visto numerosi adattamenti extraludici, come film fumetti e romanzi. Ispirandosi alle varie leggende giapponesi e superstizioni annesse, già sdoganate in occidente con i vari Ring e Grudge, la serie presenta come caratteristica principale l'utilizzo ingegnoso della macchina fotografica, vera protagonista dei giochi e unica arma disponibile per affrontare le varie e sempre più pericolosi apparizioni spettrali. La macchina è infatti in grado di esorcizzare i fantasmi attraverso il suo flash. I vari titoli spiegano le origini della "camera obscura" in oggetto e sono resi ancora più suggestivi dai riferimenti che costituiscono il loro background, ricavato da varie leggende urbane e storie di fantasmi rigorosamente giapponesi.

Forbidden Siren

Amatissimo survival horror prodotto da Sony, è un'avventura corale ambientata in un villaggio maledetto, dove gli abitanti sono stati trasformati nei mostruosi "shibito", creature animate da una misteriosa energia demoniaca, l'acqua si è trasformata in un fluido rosso che richiama il sangue e un inquietante suono di una sirena echeggia nell'aria. Il capostipite era davvero innovativo, in quanto raccontava la storia da dieci punti di vista differenti (tutti i personaggi) e con un ordine cronologico irregolare. L'effetto generale era quindi ancora più straniante, con un'esperienza di gioco fortemente survival. I protagonisti erano perlopiù inermi o scarsamente armati, uno scontro diretto contro gli shibito era impensabile e occorreva quindi appoggiarsi interamente a dinamiche stealth per evitarli. Per far questo veniva data la possibilità di vedere dagli occhi dei nemici, in modo da pianificare strategie adeguate, un vero colpo di genio. Molte erano le sezioni in interni, inclusa un'abitazione del villaggio memorabile, che ci costringeva a nasconderci nei luoghi più improbabili. Con un sequel e un remake su PlayStation 3, rifatto con il nome di Siren: Blood Curse nel 2008, sensibili modifiche al gameplay e un nuovo cast di protagonisti.

P.T.

P.T. rimane il re incontrastato dei giochi che contemplano una casa e dei fantasmi, uscito come una semplice tech demo su PlayStation 4 per promuovere un progetto ben più grande: Silent Hills, nuovo capitolo della famosa saga Konami curato da Hideo Kojima e il regista Guillermo del Toro. Un dream team che avrebbe forse portato uno dei survival horror più belli di sempre, ma che purtroppo rimarrà esclusivamente nella nostra immaginazione, essendo stato cancellato dal publisher giapponese. Disponibile solo in digitale, ora rimosso dai server Sony e quindi appannaggio di pochi fortunati, P.T. rimane un'esperienza spaventosa e destabilizzante, che ha definitivamente alzato l'asticella qualitativa nel genere ed è diventato riferimento e ispirazione per altre case di sviluppo. Intrappolati in un sinistro appartamento, dobbiamo scoprire come uscirne senza essere sopraffatti dal fantasma di Lisa, apparizione molto pericolosa che avremo purtroppo modo di approfondire prima di lasciare le nefaste mura. Le apparizioni di Lisa sono da manuale e hanno fatto saltare sulla sedia la popolazione di mezzo pianeta, oltre a provocare incalcolabili ricambi di biancheria.