FIFA 17 e Pro Evolution Soccer 2017 - Le novità a confronto  71

La sfida per la migliore simulazione calcistica è ancora aperta, scopriamo cosa ci riservano i due titoli

SPECIALE di Dario Rossi   —   02/09/2016

FIFA contro Pro Evolution Soccer, una sfida senza fine che si protrae da anni e coinvolge zone planetarie antitetiche: la simulazione di EA Sports porta con sé tutta l'esperienza della casa canadese accumulata in venti anni, laddove PES, in origine Winning Eleven, è la risposta giapponese con in seno la peculiare visione del calcio del popolo orientale.

Se il primo risulta tecnico, rigoroso nelle meccaniche e innovativo nel cercare un tipo di controllo completamente libero, il secondo risponde, pur non disdegnando questi elementi, con un'esperienza maggiormente istintiva, in grado di puntare all'aspetto più primordiale del pianeta calcio, quello che probabilmente ci porta a riempire gli stadi. Eppure i due franchise sono riusciti sovente anche a sovrapporsi nei propositi, mantenendo però dei caratteri fortemente distinti; è per questo che anche le relative utenze sono in un certo modo contrapposte a livello di filosofie. Quest'anno è molto importante per entrambe le iterazioni, arrivate ognuna al loro picco massimo: è il momento di effettuare un cambiamento e puntare in nuove direzioni, vediamo in questo confronto quello che ci aspetta.

Confrontiamo le novità di FIFA 17 e Pro Evolution Soccer 2017

Rifarsi il look

La novità più appariscente di FIFA 17 è rappresentata dal cambio di motore, il franchise EA Sports passa infatti dall'Ignition Engine al Frostbite, il software ideato da DICE che anima la serie Battlefield, Mirror's Edge e molti altri titoli.

Il cambio è molto interessante: anche se unificare tutti i titoli sotto il medesimo motore grafico rappresenta una mossa acuta in ambito di produzione e investimento, rimane una scelta audace per la serie sportiva più venduta di Eletronic Arts, che avrebbe potuto continuare sul vecchio engine, esponendosi a pochi rischi. In questo modo invece, FIFA 17 diventa un capitolo di rottura, assumendo ruolo e caratteristiche tipiche del lancio del franchise su una nuova piattaforma. Non bisogna assolutamente sottovalutare l'impatto sull'utenza portato dall'inevitabile senso di novità, effettivamente percepita o meno. Una mossa questa che potrebbe porre il titolo EA Sports in forte evidenza rispetto alla controparte Konami. Pro Evolution Soccer 2017 si avvale invece ancora del buon vecchio Fox Engine, limato ormai alla perfezione e ancora impressionante per la resa dei volti dei giocatori, sempre più fotorealistici. La nostra perplessità su FIFA 17 riguarda il fatto che il passaggio di motore nei titoli sportivi Electronic Arts ha sempre comportato tagli più o meno rilevanti nelle modalità, come nei casi di RoryMcIlRoy PGA Tour e la serie NHL. Rimane da valutare il gioco finale per capire se tutta la ricchezza contenutistica è rimasta intatta.

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Il mio viaggio

Il motore grafico di FIFA 17 non è certo l'unica novità della nuova iterazione sportiva EA Sports: in realtà l'attenzione è quasi interamente rivolta alla modalità chiamata "The Journey", una vera e propria storia all'interno del gioco che rappresenta in buona sostanza la campagna singolo giocatore.

Si tratta di una novità assoluta nel franchise, che cerca così di avvicinarsi a soluzioni già adottate, per fare un esempio, da 2K Sports con i suoi simulatori di basket. Nella modalità storia impersoneremo quindi un calciatore, Alex Hunter, astro nascente della Premier League, aiutandolo a diventare uno dei più forti atleti mondiali. La modalità era molto richiesta dai giocatori, ed Eletronic Arts sembra aver preso decisamente sul serio il compito, avvalendosi dell'esperienza di BioWare per calare il giocatore nei panni di un vero professionista. Il naturale passo successivo di questa novità, ovviamente molto orientata all'universo del calcio inglese, consiste nell'inclusione di tutti gli allenatori della Premier League, che avranno quindi una loro controparte poligonale, incluso José Mourinho del Manchester United, che ha anche partecipato alla presentazione del titolo. The Journey mostrerà sequenze al di fuori del campo di gioco, andando ad approfondire i rapporti di Hunter con colelghi, la famiglia e gli allenatori, anche sfruttando un sistema di dialoghi. Siamo molto curiosi di vedere il tutto in azione.

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La guerra delle licenze

Inutile girarci intorno, uno degli aspetti di massimo interesse nel confronto tra FIFA e Pro Evolution Soccer è quello legato alle licenze: una volta svanita la possibilità di combattere Electronic Arts ad armi pari, Konami ha scelto una strada diversa, quella degli accordi esclusivi. Il nuovo PES punta sul Barcellona FC, grazie a un accordo con la società sportiva che garantisce la piena licenza di squadra e stadio di casa. Il Camp Nou sarà infatti esclusivo del calcio giapponese, in tutta la sua maestosità. Allo stesso modo, vengono confermate le licenze del campionato brasiliano, cileno e argentino, oltre alle importanti esclusive su Champion's League ed Europa League.

Se volete giocare a queste competizioni, potrete farlo solo con Pro Evolution Soccer 2017. Il rovescio della medaglia è rappresentato da una lunga serie di defezioni, a partire dall'assenza della licenza ufficiale di Juventus nel campionato nostrano, non irrilevante. La squadra sarà comunque presente a livello di rose e volti, ma presenterà un nome fittizio e sarà priva di divise ufficiali. Discorso analogo per la Premier League, che vede licenze limitate alle sole Liverpool e Arsenal. Il calcio Konami ha però quest'anno un grande asso nella manica, esclusivo per la versione PlayStation 4, rappresentato dalla possibilità di importare file opzioni esterni. Lo stesso editor interno si presenta straordinariamente ricco, lasciando alla comunità online il compito di ovviare alle varie mancanze, o magari sfruttare in modo creativo il proprio talento. FIFA 17 ribatte con la consueta pletora di stadi e licenze assortite, alle quali vanno ad aggiungersi quelle della lega giapponese (J-League) e relativa coppa. Quasi una beffa oseremmo dire, considerando che questa licenza rappresentava il fiore all'occhiello della versione giapponese di Pro Evolution Soccer, ovvero Winning Eleven.

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La discesa in campo

Le peculiarità a livello di giocato dei rispettivi titoli devono essere ancora esposte con chiarezza. Una demo per FIFA 17 dovrebbe palesarsi tra poco, mentre Pro Evolution Soccer 2017 si è già proposto in forma giocabile, riscuotendo un discreto successo. Konami aveva oggettivamente dei punti delicati su cui lavorare, tra cui una certa leggerezza della terna arbitrale e dei portieri non sempre consistenti. A giudicare dalla versione dimostrativa, sembra che gli sviluppatori si siano dedicati ad entrambi gli aspetti, portando rilevanti miglioramenti, ma ovviamente aspettiamo di recensire approfonditamente il gioco per tirare conclusioni. Per quanto concerne invece FIFA 17, sembra che vedremo una maggiore enfasi sulla personalità dei giocatori, non proprio il punto forte del franchise di EA Sports. Ormai manca poco al lancio, FIFA 17 arriverà sugli scaffali il 29 settembre, mentre Pro Evolution Soccer 2017 arriverà il 15 settembre.

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