Nintendo Switch, un mercato a parte?  98

Switch non tradisce la filosofia delle ultime console Nintendo ma gode di qualche possibilità in più nelle vesti di potente console portatile

SPECIALE di Mattia Armani —   13/01/2017

La conferenza dedicata a Nintendo Switch, in arrivo il tre marzo al prezzo consigliato di 329 euro, è stata parca di dettagli sull'hardware, lasciando in sospeso, almeno nel momento in cui scriviamo questo articolo, innumerevoli domande. Una delle più importanti, almeno per una parte dei videogiocatori, riguarda l'effettiva potenza della console e l'eventuale calo di performance quando questa viene sganciata dalla docking station. Tra l'altro non sappiamo ancora nulla delle cartucce che faranno il loro ritorno proprio con Switch e non conosciamo parecchi altri dettagli decisamente importanti. Sappiamo, invece, che lo schermo è un touch screen capacitivo da 720p, che la console può renderizzare giochi fino a 1080p quando connessa alla docking station e che la dotazione hardware include 32GB di storage interno. Possiamo inoltre farci un'idea dell'identità di Switch e del suo potenziale grazie agli svariati trailer mostrati durante l'evento, anche se sappiamo bene che la veste grafica è solo una delle innumerevoli componenti di un videogioco, un fattore che con il giusto approccio ha la capacità di colpire l'immaginario a prescindere dai limiti delle risorse hardware.

La riprova di questa affermazione la troviamo proprio nella storia di Nintendo, una compagnia che ha saputo valorizzare ogni hardware, potente o scarso che fosse, al di sopra delle sue possibilità. Basti pensare a Kirby's Dream Land per Game Boy e The Legend of Zelda: Skyward Sword su Wii che hanno saputo distinguersi anche dal punto di vista tecnico nonostante gli evidenti limiti dell'hardware. Inutile, quindi, preoccuparsi della potenza grafica in relazione alle esclusive della grande N, soprattutto quando ci troviamo di fronte al nuovo trailer dello spettacolare The Legend of Zelda: Breath of The Wild, un capitolo che amplia a dismisura i confini open world della celebre serie e garantisce spettacolo in abbondanza. E se ci aggiungiamo un nuovo Mario che ripercorre le orme del leggendario Super Mario 64, ci sono già motivi a sufficienza per convincere i fedelissimi a lanciarsi sui preordini della console. Quello che ci preoccupa è il resto del pubblico, quello che guarda le texture e non ha intenzione di rinunciare ai titoli delle terze parti che possono essere piuttosto importanti, come ci ha insegnato il GameCube, quando la concorrenza include una Sony in grande spolvero. Certo, Nintendo Wii ha dimostrato che le buone idee, due Zelda e due Mario sono sufficienti per vendere a palate, ma i motion controller non sono più una novità dirompente da tempo e le vendite di Wii U hanno messo Nintendo in una posizione scomoda. Con Switch, una console che facendosi ibrido tra portatile e fissa non lascia di certo molto spazio alla componentistica hardware, il timore è che la cosa si ripeta ancora una volta, anche se ci troviamo di fronte a una partenza ben diversa da quella della precedente console Nintendo, con una sfilza di esclusive di peso che include i già citati Mario e Zelda, un nuovo Xenoblade Chronicles, Fire Emblem Warriors, un titolo di Suda 51 legato all'universo di No More Heroes e qualche altra sorpresa. Ma è proprio una presentazione dominata un arsenale del genere che alimenta ulteriormente i dubbi sul supporto multipiattaforma, ancor più delle problematiche tecniche, inevitabili visto il formato da tablet, che potrebbero passare in secondo piano se l'hardware della console dovesse rivelarsi comunque facile da sfruttare da parte degli sviluppatori terze parti.

La presentazione di Switch ci svela poco dell'hardware ma parecchio sulla natura della console Nintendo

Come si colloca nel mercato Nintendo Switch?

Dopo averci tranquillizzato sul lato delle esclusive, purtroppo la conferenza dedicata a Switch non ci ha aiutato a dirimere i dubbi sulla questione dei titoli multipiattaforma. Nintendo non ha fatto dichiarazioni a riguardo e la questione è stata trattata marginalmente con un breve annuncio dedicato a Fifa, con la conferma dell'inevitabile conversione di Just Dance 2017 e con la definitiva ufficializzazione di Skyrim. Va detto, però, che l'arrivo del titolo Bethesda su Switch rappresenta senza dubbio un segnale positivo, fa il paio con l'annuncio di parecchi porting che includono il nostrano Redout e ci ricorda anche che From Software non ha negato i rumor sulla presunta conversione di Dark Souls 3 per la nuova console Nintendo. E se qualche altro pezzo da novanta dovesse aggiungersi alla comitiva potremmo trovarci di fronte a una console dall'offerta decisamente ricca, capace di riproporre le particolarità delle due Wii e capace di farci giocare a giochi di peso in totale mobilità. Tra l'altro questo fattore, inedito nel mondo delle console, potrebbe spingere qualche sviluppatore in più a sfidare i limiti tecnici della console per sfruttarne la maggiore particolarità, ed è un qualcosa che ha il potenziale di salvare Switch da un confronto diretto con una concorrenza che ha già messo in campo PlayStation 4 Pro e, presto, punterà al 4K nativo con Project Skorpio.

Comunque le peculiarità di Switch non si limitano alla sola dimensione portatile e comprendono l'intero pacchetto hardware che, come sa bene Nintendo, non è fatto solamente di chip e memorie. Partiamo con il WiFi integrato che consente a più console di connettersi in locale e con una batteria che promette di durare circa tre ore con un pezzo da novanta come Zelda. Inoltre lo schermo è un touch screen di tipo capacitivo che sarà senza dubbio sfruttato per ampliare le già innumerevoli possibilità di interazione della console. Possibilità garantite da un particolare controller composto da due piccoli pad chiamati Joy-Con che si trasformano in un joypad moderno quando vengono agganciati a un apposito rettangolo e si incastrano ai lati della Switch per trasformarla in una vera e propria console portatile. I due controller, una volta separati, sono davvero piccoli ma questo non impedisce loro di contenere un sacco di tecnologie sfiziose a partire dal giroscopio e dall'accelerometro. Come avrete capito parliamo di motion controller in piena regola che riprendono il discorso iniziato con la vecchia Wii e ci aggiungono qualcosa sopra, aumentando la precisione, le possibilità di interazione e la qualità della vibrazione che può restituire alcuni feedback tattili potenzialmente interessanti. Inoltre, mentre il Joy-Con destro legge i dati amiibo, il sinistro ha un tasto share che, in stile PlayStation, consente di catturare e condividere istantaneamente immagini o video. Infine, ed è qui che arriva la vera sorpresa, c'è anche una telecamera a infrarossi che riconosce alcune forme e misura la distanza da un oggetto permettendo a due giocatori di sfidarsi a duello, con lo schermo che diventa un semplice strumento per scoprire chi ha sparato per primo. Non si tratta, è chiaro, di un impiego particolarmente esaltante per questo tipo di tecnologia, e lo stesso vale per la boxe futuristica chiamata Arms, ma in entrambi i casi risulta evidente l'evoluzione del motion gaming in termini di versatilità e precisione. L'altra cosa che risulta evidente è la natura di Switch, la terza console Nintendo che si accontenta di un hardware che non spinge sulla potenza per inseguire altre strade, senza cercare il confronto diretto con la concorrenza e, questa volta, senza dimenticarsi delle esclusive. Ma c'è un elemento in più che non è il caso di sottovalutare. In quanto portatile discretamente potente, Switch gode di un mercato diverso dalle precedenti console casalinghe, un mercato che mette piede nel regno del 3DS e al contempo offre la possibilità di giocare in mobilità titoli tecnicamente più impegnativi di quelli classici del mondo mobile. Ed è in questa fascia titoli che troviamo la maggiorparte delle già menzionate produzioni delle terze parti che ci auguriamo rientrino nei piani di Nintendo, anche per l'importanza che rivestono nel rendere una console davvero appetibile per tutta la famiglia.