Voci dal Sottobosco - Marvel Vs. Capcom: Infinite  18

Il nuovo picchiaduro crossover sta per arrivare, ma molti lo guardano con sospetto: che cosa hanno da dire gli addetti ai lavori?

RUBRICA di Christian Colli   —  3 mesi fa

Lo scorso mese ci siamo concentrati su Dragon Ball FighterZ, il nuovo picchiaduro di Arc System Works ispirato al celebre manga/anime di Akira Toriyama, e questo mese chiudiamo il cerchio con Marvel Vs. Capcom: Infinite, un altro titolo che gli appassionati del genere stanno aspettando... be', molto meno che in passato. Marvel Vs. Capcom è una serie che ha sempre fatto scalpore grazie al suo gameplay frenetico ma anche, e soprattutto, al generoso fanservice pensato per gli amanti dei fumetti Marvel e naturalmente dei giochi Capcom. In questo senso, il nuovo episodio, sottotitolato Infinite, ha rifilato un bello schiaffo un po' a tutti con una nuova formula (due contro due, invece di tre contro tre) e un roster senza Wolverine o gli altri amatissimi mutanti. Che cosa hanno davvero in mente a Capcom?

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La X è il punto in cui scavare

"Oggi i nuovi fan della Marvel neppure si ricordano alcuni X-Men, ma sicuramente conoscono i Guardiani della Galassia o Pantera Nera", ha affermato Mike Evans, producer di Marvel Vs. Capcom: Infinite. La nostra reazione, leggendo le sue parole, è stata un'espressione allibita seguita istantaneamente da una domanda estremamente elaborata: ma si droga? La famigerata faida tra Marvel/Disney e Fox sta raggiungendo livelli imbarazzanti, anche se capiamo che i produttori del gioco debbano aggirare il problema in qualche modo. "Marvel ha l'ultima parola sugli eroi dei fumetti nel roster", ha ammesso Evans, che è un po' come dire che ha anche l'ultima parola su quelli che non devono esserci. Per chi non lo sapesse, i diritti di molti personaggi appartenenti alle famiglie degli X-Men e dei Fantastici Quattro sono in mano alla Fox che, a differenza di come ha fatto Sony con Spider-Man, se li vuole tenere stretti. Considerando la qualità altalenante delle produzioni cinematografiche relative, sono anni che Marvel li boicotta indirettamente e chi segue l'universo fumettistico lo sa bene (tanto per dire, Marvel ha sospeso la pubblicazione de I Fantastici Quattro già da parecchio tempo). È insomma una questione spinosa, ma da lì ad affermare che pochi conoscono personaggi come Magneto o Tempesta ce ne vuole, anche perché li abbiamo visti al cinema di recente in X-Men: Apocalisse. Senza contare che l'apprezzatissimo Logan, uscito nelle sale qualche mese fa, ha per protagonista Wolverine, praticamente l'X-Men più amato e famoso di tutti.

Insomma, sul versante del roster, Evans ha proprio detto una scemenza, ma il suo socio Peter Rosas ha rettificato subito in termini di gameplay. "Se ci pensate bene, i personaggi sono più che altro funzioni o meccaniche", ha affermato Rosas. "Magneto per esempio era molto giocato per via della sua rapidità e dei suoi scatti omnidirezionali. Indovinate un po'? Possono farli anche Captain Marvel e Ultron". Il punto di vista di Rosas non deve stupirvi: il producer è noto nell'ambiente non solo per il suo ruolo lavorativo, ma anche per essere diventato famoso, durante un torneo di Ultimate Marvel Vs. Capcom 3, con una delle riprese più spettacolari nella storia dei picchiaduro. Secondo Rosas, dunque, i giocatori assocerebbero le meccaniche ai personaggi e Capcom si sarebbe assicurata di rappresentare ogni meccanica appartenuta ai vecchi lottatori anche nel nuovo roster. "Chi preferiva usare Magneto o la Sentinella non si sentirà spaesato perché scoprirà che in Marvel Vs. Capcom: Infinite ci sono personaggi nuovi ma molto simili a quelli". Seppur tecnicamente comprensibile, Rosas sembra dimenticare due piccoli particolari alla base del franchise. In primo luogo, Marvel Vs. Capcom deve essere un gioco adatto a tutti, facile da imparare ma difficile da controllare a pieno regime. E poi - e questo secondo noi è ancora più importante - si tratta di un gioco indirizzato specialmente ai fan e un fan di Magneto o di Wolverine vuole giocare nei panni di Magneto o di Wolverine e non gliene frega niente se Captain Marvel, un'eroina sicuramente meno famosa e che debutterà al cinema solo nel 2019, possiede delle mosse speciali simili a quelle del Signore del Magnetismo. Rosas e Evans, inoltre, hanno dimenticato che alcuni X-Men praticamente rappresentano il franchise, in quanto presenti fin dalla prima iterazione o addirittura dai picchiaduro che avevano ispirato il crossover negli anni '90 come X-Men: Children of the Atom e Marvel Super Heroes.

Infinite possibilità?

Archiviato l'annoso problema del roster - che comunque ci sta riservando non poche sorprese piacevoli, a cominciare dall'introduzione del diabolico Jedah di Darkstalkers - Rosas e Evans hanno vuotato il sacco su quell'altro aspetto di Marvel Vs. Capcom: Infinite che sta polarizzando tantissimo i fan del franchise. A quanto pare, la formula due contro due non è stata adottata solo per rendere il gioco più accessibile, ma per limare alcune spigolosità emerse nelle ultime iterazioni. "Prendiamo i giocatori più casual", dice Evans. "In Marvel Vs. Capcom 3 finivano sempre per scegliere prima il loro personaggio preferito, poi un altro personaggio che amavano molto e poi sceglievano l'ultimo un po' come fosse una riserva basata su certe abilità o assist. Secondo noi, quella struttura limitava moltissimo il gameplay". Evans non ha tutti i torti. In effetti, i giocatori più navigati sapevano di dover selezionare alcuni lottatori specifici solo per colmare le lacune degli altri e così finivano col scegliere personaggi che non amavano anche soltanto perché avevano un assist contraerea molto utile. In un certo senso, il gameplay finiva per remare contro la corrente del fanservice. "Questa volta abbiamo deciso di disegnare i vari personaggi in modo che sia possibile ogni tipo di sinergia, ritoccando quelli vecchi nel caso in cui fosse necessario", aggiunge Rosas. "Thor, per esempio, era un personaggio potente ma molto lento e una delle cose che in Marvel Vs. Capcom 3 non poteva fare era lanciare il martello, anche se nei fumetti lo ha sempre fatto. In Infinite può scagliare Mjollnir e se attrarre a sé il nemico nel caso in cui faccia centro".

Thor non sarà il solo supereroe a sfoggiare nuove mosse speciali, ovviamente: anche Iron Man è stato rielaborato nella stessa ottica, ma il ragionamento vale anche per altri lottatori lato Capcom tipo Strider Hiryu o Morrigan. "A nostro parere, il gioco ne ha guadagnato anche in chiarezza", prosegue Evans. "Ogni volta che un giocatore poco esperto vedeva un assist, si chiedeva che cosa stesse succedendo, perché quel personaggio era entrato in campo ed era scappato subito, magari perché nella confusione non si vedeva neppure l'attacco". Su una cosa non possiamo che essere d'accordo con i producer: i Marvel Vs. Capcom sono sempre stati giochi poco leggibili. È divertente premere i pulsanti a casaccio e veder scoppiare il finimondo sullo schermo, ma la differenza tra i giocatori casual e i veri esperti stava anche lì: i secondi, infatti, sono capaci di interpretare l'azione anche quando la occultano decine di esplosioni, ondate di energia e scintille assortite. "All'inizio abbiamo pensato che fosse un po' troppo rimuovere la meccanica degli assist, ma quando abbiamo visto in azione il nuovo sistema, che permette di scambiare a piacimento i lottatori, ci siamo resi conto che funziona benissimo", ammette Rosas. Il gameplay di Marvel Vs. Capcom: Infinite, insomma, sembrerebbe più elegante e meno caotico rispetto al passato, ma lo sviluppatore nipponico, come avrete capito, ha voluto avere un occhio di riguardo sia per i giocatori alle prime armi, sia per quelli che intendono picchiare duro ai tornei sponsorizzati. I primi potranno contare su una combo automatica effettuabile premendo un singolo pulsante.

"Ovviamente, giocando a un certo livello, la combo automatica diventa prettamente inutile perché è composta sempre dagli stessi sette o sei attacchi, quindi è prevedibile", precisa Rosas. "Quindi i giocatori che intendono approfondire la conoscenza del gameplay dovranno necessariamente imparare ogni possibile combo per stendere gli avversari il più in fretta possibile". E lì subentrano non solo tutte le meccaniche sussidiarie come cancel, proiezioni e super mosse combinate, ma anche le Gemme dell'Infinito. Anche se può sembrare sospetto che siano cruciali nel prossimo film sugli Avengers, Infinity War, in realtà le Gemme risalgono a Marvel Super Heroes, uno dei primi picchiaduro su licenza di Capcom. "Anche selezionando due team identici, basta scegliere due Gemme dell'Infinito diverse per cambiare completamente lo stile di ogni giocatore", spiega Evans. "La mia squadra potrebbe essere diversa dalla vostra anche se usiamo entrambi Spider-Man e Chun-Li. Le Gemme in totale sono sei e crediamo di averle progettate in modo da permettere ai giocatori di definire la propria identità strategica nel gioco". Insomma, a sentire Rosas e Evans, sembrerebbe che molti fan abbiano sottovalutato il nuovo Marvel Vs. Capcom forse a causa di una demo iniziale non proprio brillante e forse anche un pochino a causa della bella figura che ha fatto l'attesissimo Dragon Ball FighterZ. Lo scontro tra questi due titani promette scintille in ogni caso, a maggior ragione se considerate che Marvel Vs. Capcom: Infinite arriverà sugli scaffali a settembre e il picchiaduro Arc System Works soltanto il prossimo anno. Capcom ha tutto il tempo di aggiustare il tiro e magari introdurre nel roster finale anche gli indimenticabili X-Men, magari sotto forma di DLC. Staremo a vedere.

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