Valkyria Chronicles 4 - Voci dal Sottobosco 12

I creatori ci parlano del ritorno della serie alla numerazione originale dopo il deludente spin-off Revolution

RUBRICA di Christian Colli   —   26/02/2018

Se non avete mai giocato Valkyria Chronicles e possedete una PlayStation 4, l'ottima versione rimasterizzata pubblicata qualche tempo fa vi concede la possibilità di rimediare a questo errore, a patto che vi piacciano i giochi di ruolo strategici e le serie animate nipponiche. State soltanto attenti a non cadere nel tranello di Valkyria Revolution, mediocre spin-off sviluppato secondo l'assurda convinzione che a noi occidentali piacciano soltanto gli hack'n'slash: SEGA fortunatamente è rinsavita e ha deciso di tornare su suoi passi, tornando alla serie originale e numerata per proporre un nuovo episodio, multipiattaforma e soprattutto fedele allo spirito del franchise che fece il suo esordio su PlayStation 3 per poi passare a PSP. In questo senso, però, Valkyria Chronicles 4 non è un vero e proprio sequel, ma un nuovo punto di partenza per tutti.

Un nuovo inizio

"Il nostro obiettivo principale, adesso, è far conoscere Valkyria [Chronicles] in tutto il mondo", ha spiegato il producer Kei Mikami. Pare che SEGA chiami il brand soltanto Valkyria o Valkyria Project perché non ha ancora rinunciato a espanderlo attraverso spin-off e merchandising vari indirettamente associati al titolo che ha dato inizio a tutto quanto. "Escludendo Valkyria Revolution, non pubblichiamo un Valkyria Chronicles vero e proprio dal 2011: sono passati sette anni e quindi ora abbiamo bisogno di attirare l'attenzione dei giocatori che non conoscono la serie". Negli ultimi anni, il mercato dei videogiochi nipponici si è decisamente sdoganato. Un tempo era impensabile che alcuni titoli sarebbero stati localizzati in lingua inglese, figurarsi in italiano: i produttori spesso ritenevano che fossero troppo "giapponesi" e che proporli al resto del mondo fosse rischioso, sia dal punto di vista economico che da quello dell'immagine.

Oggi il pubblico è molto più smaliziato, le software house nipponiche hanno capito che i loro giochi piacciono a tutti, purché siano fatti bene, e si pianifica meglio l'esportazione dei brand. "Quello che intendiamo fare è tornare alle radici di Valkyria Chronicles, senza escludere i miglioramenti che abbiamo apportato alla serie nel corso degli anni. In questo senso, Valkyria Chronicles 4 rappresenta tutto ciò che abbiamo imparato fino a oggi". È chiaro quindi che la versione rimasterizzata di Valkyria Chronicles, uscita prima per PC e poi per PlayStation 4, serviva a fare da apripista: doveva sondare l'interesse del pubblico, ma anche quello della critica.

Fortunatamente, l'accoglienza è stata calorosa, e il passaparola ancora di più. "Volevamo che i giocatori provassero le origini di Valkyria Chronicles e le sue meccaniche peculiari su una console di nuova generazione, prima di proporre un nuovo episodio numerato della serie", ammette Mikami. Questa è probabilmente la ragione che ha spinto il team a un approccio inusuale, sul fronte narrativo. La trama di Valkyria Chronicles 4, infatti, si svolge contemporaneamente a quella del primo Valkyria Chronicles, ma in un luogo completamente diverso. Mentre la Federazione Atlantica e l'Alleanza Imperiale Orientale si affrontano nella Seconda Guerra Europea, il comandante Claude Wallace e la sua Squadriglia sono incaricati di mettere fine al conflitto con una missione segreta che li condurrà a combattere direttamente al fronte. "Abbiamo pubblicato Valkyria Chronicles 2 e Valkyria Chronicles 3 esclusivamente per PSP", rammenta il producer.

"Era una console molto diffusa in Giappone, perciò decidemmo di aggrapparsi ad alcuni stereotipi tipici dell'animazione nipponica come le ambientazioni scolastiche o le tematiche fantasy. In Valkyria Chronicles 4, tuttavia, siamo tornati a uno scenario militare molto più realistico e simile a quello del primo episodio". A quanto pare, in questa avventura non ci saranno soldati dotati di poteri straordinari, ma normalissimi esseri umani che si trovano a dover combattere per le loro vite e per quelle dei loro cari. "Abbiamo raccolto tantissime informazioni sui soldati che hanno partecipato alla Seconda Guerra Mondiale e, così facendo, abbiamo scoperto che raramente perdevano la speranza. Forse questo succedeva perché erano molto giovani e ottimisti", ipotizza Mikami. Le sue riflessioni non sono facilmente condivisibili, ma il producer si affretta ad aggiungere che sono stati quei soldati che continuavano a rialzarsi e a combattere nonostante le avversità a ispirare la scrittura della storia, emozionando profondamente il team di sviluppo.

A quel punto, Mikami e gli sceneggiatori hanno deciso che non potevano raccontare una piccola storia come quella dei Galliani nel primo Valkyria Chronicles. Quel gioco si svolgeva in una minuscola nazione fittizia, ma questa volta SEGA ha deciso di fare le cose in grande e di sviluppare una trama epica e di ampio respiro. "La serie si svolge in una realtà parallela, ma in questo caso abbiamo scritto una storia, ispirandoci alla Seconda Guerra Mondiale, che racconta nel dettaglio le vicende al di là dei confini europei. Valkyria Chronicles 4 mette in risalto l'impatto che la Seconda Guerra Europea ha avuto in tutto il mondo, anche a livello industriale e tecnologico". Se sul fronte narrativo è chiaro che SEGA stia tentando un approccio molto più complesso e vasto che in passato, poco ci è stato ancora rivelato sul gameplay che, comunque, dovrebbe ricalcare fedelmente quello dei primi tre Valkyria Chronicles: per chi non lo sapesse, è un incrocio tra turni e tempo reale, col giocatore che controlla un plotone di soldati in mappe tridimensionali, impersonandoli direttamente ogni volta che è il loro turno di agire.

Sappiamo che Valkyria Chronicles 4 introdurrà una nuova classe, quella del granatiere, capace ovviamente di bombardare i nemici. Siccome Valkyria Chronicles è fondamentalmente uno strategico, la formazione del plotone avrà un ruolo fondamentale: per esempio, i ricognitori che avvistano i nemico consentiranno ai granatieri di attaccare senza uscire allo scoperto. C'è un'altra caratteristica unica di Valkyria Chronicles, però, sulla quale Mikami ha deciso di esporsi: lo stile grafico chiamato canvas. "Le nuove tecnologie hardware ci hanno permesso di ricreare gli scenari e i personaggi in stile canvas ancora meglio che in passato", rivela il producer. "Questa volta abbiamo potuto scurire maggiormente le ombre, così da far risaltare molto di più i colori. Le immagini sembrano veri dipinti in movimento, e la possibilità di influenzare gli scenari con gli effetti atmosferici - aggiungendo le distorsioni dell'aria dovute al calore o le impronte dei soldati nella neve - ci ha consentito di particolareggiare ogni situazione in modo che il giocatore si senta veramente immerso nella battaglia". Valkyria Chronicles 4, insomma, promette benissimo. Uscirà in Giappone nei prossimi mesi e dovrebbe arrivare anche sui nostri scaffali entro l'anno: tenetelo d'occhio.