Attack on Titan - Gioco contro anime 16

Scopriamo le differenze fra A.O.T. 2 e l'anime di Attack on Titan, con un occhio di riguardo alla seconda stagione

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   29/03/2018

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Attenzione: l'articolo analizza la trama di Attack on Titan fra gioco, manga e anime, coprendo gli eventi fino alla seconda stagione e includendo alcuni inevitabili spoiler.

Disponibile da alcuni giorni su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, A.O.T. 2 è il nuovo tie-in di Attack on Titan, anime tratto a sua volta dal manga di Hajime Isayama. Si tratta del sequel di A.O.T. Wings of Freedom, uscito nell'agosto del 2016, ma rispetto al titolo d'esordio adotta soluzioni molto diverse per quanto concerne la narrazione. Se infatti il primo episodio della serie seguiva gli eventi della stagione iniziale dell'anime, mettendoci al comando di personaggi differenti a seconda della situazione, come spesso capita nelle trasposizioni di questo tipo, nel nuovo capitolo viene introdotto un personaggio inedito, che abbiamo il compito di creare utilizzando un semplice editor e il cui ruolo viene "incastrato" fra gli accadimenti del cartone animato, creando di fatto una storia alternativa e talvolta parallela. Gli sviluppatori hanno sfruttato questo approccio per mettere in scena eventi che nel manga o nell'anime vengono solo citati e che si tende a dare per scontati, mostrando però al contempo il fianco a un generale indebolimento della narrazione nel momento in cui specifiche scene vengono snaturate dalla presenza di un comprimario.

L'uomo del diario

"Il nostro uomo", come viene chiamato il protagonista di A.O.T. 2 dalla voce narrante, è entrato a far parte dell'Armata Ricognitiva cinque anni dopo gli eventi del Wall Maria, quando il Gigante Colossale aprì un varco da cui entrarono svariati titani, incluso il Gigante Corazzato, che con la sua poderosa carica provocò un'esplosione i cui enormi detriti uccisero la famiglia del personaggio. Salvo per miracolo sulla stessa imbarcazione di Eren, Mikasa e Armin, il ragazzo decise di arruolarsi proprio per vendicarsi del titano indistruttibile.

La campagna del gioco si apre in realtà alla fine della prima stagione dell'anime, quando Eren assume la forma di gigante per affrontare Annie Leonhart, il Gigante Femmina, all'interno del Distretto di Stohess. Utilizzando una suggestiva visuale in prima persona, osserviamo gli accadimenti nelle vicinanze dell'entrata verso i sotterranei dov'è stata tesa una trappola ad Annie, che tuttavia riesce a trasformarsi e cerca di fuggire. È in tale frangente che si svolge il tutorial di A.O.T. 2, il cui compito è introdurci nuovamente ai controlli che regolano il dispositivo per la manovra tridimensionale: un equipaggiamento dotato di due rampini alimentati a gas e di altrettante lame con cui colpire i giganti nel loro unico punto debole, la parte posteriore del collo. Quando la battaglia giunge al termine, grazie all'intervento di Eren, il protagonista torna con la memoria ai tempi dell'addestramento presso il 104esimo Corpo d'Addestramento e rivive in sequenza tutti gli eventi della prima stagione dell'anime.

La differenza rispetto alla trama che ben conosciamo, come detto, sta nell'introduzione di questo personaggio silenzioso ma dall'indubbio valore in battaglia, spesso fondamentale nelle retrovie perché le orde di giganti non avanzino oltre un certo punto. Al termine di ogni capitolo il nostro guerriero apre un vecchio diario e prende appunti su uomini, nemici e ambientazioni, fornendoci una sorta di enciclopedia di Attack on Titan in continuo aggiornamento. Si tratta di un'idea tratta dal manga de L'Attacco dei Giganti, in cui si parla di un soldato che anni prima aveva descritto in un diario il suo incontro con un misterioso gigante parlante, prima che questi cambiasse improvvisamente atteggiamento e lo divorasse.

Cesoia o censura?

Attack on Titan è una serie molto violenta, dove lo smembramento è all'ordine del giorno; del resto parliamo di giganti la cui principale ambizione è quella di divorare esseri umani. Il manga e l'anime risultano particolarmente crudi in tal senso mostrando sangue, amputazioni e scene raccapriccianti anche al fine di aumentare la tensione e il timore nei confronti dei misteriosi titani. Ebbene, nel gioco c'è il sangue ma mancano del tutto gli smembramenti, persino quando si tratta dei giganti (vedi il Gigante Bestia che stritola un suo piccolo simile nel momento in cui non gli obbedisce), e la cosa si nota in maniera piuttosto evidente. Non si tratta in ogni caso della prima volta che Koei Tecmo compie scelte del genere: anche in Berserk and the Band of the Hawk mancavano del tutto le mutilazioni.

Storie alternative

L'espediente del personaggio inedito, come detto, risulta utile agli sviluppatori di A.O.T. 2 per ripercorrere gli eventi dell'anime dall'inizio della prima stagione al termine della seconda, nonché per approfondire situazioni che vengono solo citate nella trama canonica. Questo tipo di approccio naturalmente crea una sensazione di evidente deja-vu per chi ha giocato con A.O.T. Wings of Freedom, in particolare a causa del riutilizzo delle stesse cutscene e la riproposizione di tante sequenze già approfondite nel primo episodio.

Allo stesso tempo, si notano alcune forzature abbastanza nette, in particolare negli episodi che vedono determinati personaggi affrontare minacce in solitudine (vedi il ritorno di Sasha al villaggio) o in cui la mancanza di alternative costringe alcuni comprimari a compiere scelte estreme (la trasformazione di Ymir). Insomma, la scelta degli autori viene giustificata dalla volontà di restare ancorati a terra, per modo di dire, continuando a combattere utilizzando l'attrezzatura per la manovra tridimensionale anziché vestendo i panni di Eren e cominciando a trasformarsi in gigante all'occorrenza, andando così a stravolgere il grado di sfida dell'esperienza (che a livello di difficoltà normale diventa talvolta piuttosto impegnativo, mentre al livello facile risulta generalmente banale: una differenza molto marcata).

Per quel tipo di situazioni è stata infatti lasciata la modalità libera, con tanti personaggi differenti da selezionare, ognuno dotato di abilità specifiche. Allo stesso modo, come già accaduto in A.O.T. Wings of Freedom, il finale della campagna si prende la libertà di avanzare in maniera incongruente rispetto agli eventi del manga e dell'anime, mostrando uno scontro che in realtà avviene molto dopo la conclusione della seconda stagione. Certo, nel mezzo ci sono tanti intrighi e tanta politica, e vedremo come gli autori del cartone animato li gestiranno in maniera interessante. Fatto sta che il finale "supplementare" torna utile ai fini della caratterizzazione del protagonista, che aveva cominciato a lottare per vendicarsi del Gigante Corazzato ma che alla fine rinuncia ai propri propositi quando la situazione richiede di servire un interesse superiore: una conclusione indubbiamente toccante, che fa crescere la curiosità su come verrà eventualmente gestito il prossimo episodio della serie.