Quake Champions: il nuovo test 30

Torniamo a provare l'arena shooter di id Software per vedere lo stato in cui versa

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   28/04/2018

Tornare a giocare a Quake Champions dopo qualche mese di assenza permette di comprendere appieno perché attualmente il genere più amato online sia quello dei battle royale. Le prime partite sono state davvero traumatiche, con i giocatori presenti sui server (non moltissimi, ma comunque abbastanza per trovare sempre un server pieno senza attendere troppo) che ci hanno letteralmente asfaltati. Inutile dire che il senso di impotenza nel non riuscire a uccidere quasi nessuno è diventato presto frustrazione e la voglia di scappare dal gioco è lievitata in modo davvero insopprimibile.

Da giocatori di vecchia data cresciuti a pane e Unreal Tournament, ma con ormai le dita rammollite dagli anni e dallo scarso allenamento, ci siamo ritrovati nella paradossale condizione di amare qualcosa che ci stava rifiutando e allo stesso tempo abbiamo compreso come mai molti preferiscano ormai titoli dai ritmi più compassati e dalle soddisfazioni più immediate, che arrivano pur in assenza di una spossante dedizione. Di fatto i premi che si ricevono dopo aver giocato una partita disastrosa in Quake Champions sembrano più una beffa che una ricompensa, una specie di contentino simile a quello che alle competizioni sportive per ragazzi si dà all'ultimo arrivato per non demoralizzarlo troppo. Insomma, di fronte alla perfezione nel frag richiesta dal titolo di id Software, è comprensibile come mai gli arena shooter stiano sparendo. Strano, visto che sono tra i pochi giochi online in cui sia divertente anche guardare le partite giocate dagli altri, purché siano veramente bravi e si concentrino sul match, invece che sul dare spettacolo in webcam.

Instagib

Ma parlavamo d'amore. Recentemente Bethesda ha lanciato un nuovo pacchetto di accesso al gioco, lo Scalebearer pack, che a un prezzo molto basso, 4,99€, sblocca due eroi in modo permanente: il Ranger e, appunto, il massiccio Scalebearer, e in più da qualche oggetto extra (l'oggetto estetico "Bottino di guerra" per il Ranger, tre shader per l'armatura del Ranger e tre zaini). Ottima per chi vuole iniziare a giocare senza spendere molto. Più importante è stato il lancio tramite maxi aggiornamento di una modalità storica e amatissima tra gli appassionati di arena shooter, quella Instagib, che è poi il motivo per cui abbiamo ripreso in mano il titolo.

Quella Instagib è definibile come la modalità più hardcore dei giochi online hardcore. Per chi non la conoscesse è sostanzialmente identica nelle regole alle modalità competitive classiche (deathmatch, team deathmatch, duel e così via), solo che si uccide e si viene uccisi in un colpo solo. Ovviamente l'intero gameplay viene stravolto da questa semplice variazione, che rende inutili la maggior parte dei meccanismi acquisiti sulle varie mappe: gli oggetti non servono più a nulla e le armi sono ridotte a una soltanto, che non lascia scampo. Vince chi ha la mira migliore e chi sa rendersi il più possibile imprevedibile. Insomma, è una modalità di pura skill, per questo considerata superiore a tutte le altre da molti puristi. Lo è anche in Quake Champions, forse più che in altri sparatutto online: un po' perché in fondo stiamo parlando dell'erede di Quake III: Arena e un po' perché finisce per escludere molte delle meccaniche da titolo online moderno di cui il gioco è pieno. In realtà rune e abilità ci sono ancora, ma sono molto meno influenti, così come lo sono meno alcune delle caratteristiche dei personaggi.

La conoscenza delle mappe rimane comunque fondamentale, quantomeno per sapersi muovere e, nel caso, posizionare rispetto all'azione. Ad esempio è essenziale non farsi cogliere alle spalle e mantenersi mobili, che in un titolo del genere non è scontato visto che si affrontano avversari fortissimi e che la velocità del gameplay è elevatissima. E qui tutto si riannoda. Attualmente Quake Champions è il miglior arena shooter sul mercato, nel senso che è uno dei pochi in cui si riesce a trovare qualcuno con cui giocare. Purtroppo questo qualcuno può rappresentare un muro insormontabile per i nuovi giocatori. La verità è che servirebbe un afflusso di decine di migliaia di nuove leve per equilibrare la situazione sui server, ossia per consentire al matchmaking di far evitare i campioni ai novizi. Il nostro consiglio per chi non ha mai sperimentato titoli simili e fosse incuriosito da Quake Champions è quello di aspettare che diventi completamente free-to-play, in modo da avere un'introduzione al gioco meno traumatica.

In particolare la modalità Instagib è da provare solo dopo aver fatto un po' di pratica con le altre, perché può essere davvero spietata. Altrimenti c'è sempre la via più difficile: accettare di dover fare la gavetta e allenarsi per conquistare i primi, sudati, successi. In ogni caso non si tratta di problemi dovuti a Quake Champions, ma più allo stato attuale dei videogiochi online e delle aspettative dei giocatori.

Quake Champions rimane il bell'arena shooter che provammo qualche mese fa, ma sempre più ricco di contenuti. La modalità Instagib è un'ottima aggiunta che piacerà sicuramente ai puristi del genere. Purtroppo piacerà soprattutto a loro, perché non crediamo che le nuove leve ne resteranno particolarmente impressionate, visto che richiede una skill eccezionale per fare bene.

CERTEZZE

  • La modalità Instagib è un'ottima aggiunta
  • Il gioco cresce sempre più

DUBBI

  • Affermarsi sul mercato attuale è difficile per un arena shooter
  • Ci saranno abbastanza giocatori desiderosi di mettersi alla prova?