Call of Duty: Black Ops 4, primo contatto 67

Vi raccontiamo tutto sul nuovo Black Ops direttamente da Los Angeles

PROVATO di Tommaso Valentini   —   18/05/2018

Indice

Dieci anni di Black Ops. Dieci anni di storie, personaggi e racconti capaci di segnare in positivo un modo distintivo di raccontare gli sparatutto in prima persona. Treyarch è diventata con il passare del tempo la casa di punta di Activision, quello studio di sviluppo a cui appoggiarsi per provare nuove strade e dal quale far partire una scia ben chiara da seguire per Infinity Ward e Sledgehammer. Nel 2018 la storia si ripete, in modo ancora più violento e inaspettato se vogliamo, al punto da lasciare la platea di Los Angeles, accorsa per vedere la presentazione ufficiale di Black Ops 4, esterrefatta quando a luci spenti nessuna nuova informazione si è palesata sulla campagna per giocatore singolo. Woods e gli altri insomma non torneranno, almeno non nel modo che conosciamo, lasciando spazio a un'evoluzione del genere che sembra non andare troppo per il sottile. Sparisce quindi tutta la struttura classica di Call of Duty in favore di feature e modalità tarate per seguire le mode del momento e pensate per offrire ai fan il capitolo più ricco e rigiocabile di sempre. Invitati da Activision non potevamo dunque farci scappare la possibilità di mettere le mani in anteprima su Black Ops 4 e riportarvi tutte le nostre impressioni, in una serie di esaustivi articoli che vi accompagneranno per il prossimi giorni.

L’overwatch degli adulti

Dalla presentazione sul palco ci saremmo aspettati sinceramente un accenno alla campagna o quantomeno una spiegazione dietro alla scelta di abbandonare il single player, un piccolo accenno che spiegasse come mai dopo oltre due decadi il mercato sembra aver deciso di metterci una pietra sopra. Il filo conduttore di oggi sembrava invece voler seguire i trend del momento con ritmi forsennati, esasperati ed esagerati. Non c'è stato spazio dunque per troppe chiacchiere e Vonderhaar ha lanciato il primo messaggio forte e chiaro: Call of Duty WWII ha fatto vedere che il "Boots on the ground", cioè il combattimento a piedi senza corse sui muri e doppi salti con il jetpack, è stato particolarmente apprezzato e quindi tornerà come filosofia base anche in questo Black Ops. Sembra un'onda che si muove costantemente, alle volte spingendo sulla mobilità sfrenata altre volte rallentando bruscamente e tornando ai sapori di qualche anno fa, pur lasciando nell'amalgama anche le ultime novità relative alle classi, alle armi e alle scorestreak.

Giocando a Black Ops 4 si ha infatti la sensazione di avere per le mani il solito COD, con il classico gunplay tanto apprezzato, linee di tiro pulite e una frenesia costante nelle morti e nei respawn. È scavando più a fondo che ci si accorge in realtà che c'è molto di più, un sapore nuovo che contraddistingue questo quarto capitolo, portato in dono da un time to kill aumentato e, di conseguenza, da scontri più ragionati e basati sull'abilità. La cosa non può ovviamente che farci piacere, soprattutto se pensiamo che persino il rinculo delle armi è stato ora reso più complesso da gestire, favorendo i giocatori di maggior esperienza. L'altro grossissimo cambiamento nel gameplay che non va sottovalutato è la rimozione completa della rigenerazione automatica della salute, ora demandata all'azione dei giocatori che dovranno decidere in autonomia quando cominciare a ripristinare la vita.

Questa meccanica offre uno spiraglio estremamente interessante visto che aggiunge una profondità tattica elevatissima. Dovremo infatti considerare attentamente se continuare a rimanere ingaggiati in combattimento o se nasconderci e curarci per qualche istante, magari perdendo secondi preziosi durante una partita tesissima. I giocatori bravi in partita si riconosceranno e potranno puntare a kill ratio ben superiori alla media, favoriti da utenti magari aggressivi che scorrazzeranno in giro per la mappa già feriti o sin troppo fiduciosi delle loro capacità, scoprendo a loro spese invece che i lupi solitari avranno vita durissima. Ci si mettono poi tutta una serie di nuovi specialisti e abilità capaci di portare lo sparatutto Activision su binari paralleli a quello Blizzard, con una similitudine molto facile da fare data dalla possibilità di scegliere una sola classe per squadra e anche sulle abilità e gadget utilizzabili, a partire dalle barriere che possono essere piazzate come copertura, al filo spinato, passando ovviamente dai visori termici a all'immancabile salto con onda d'urto, finendo poi con classi di supporto in grado addirittura di curare i propri commilitoni e posizionare barriere. Qualcuno potrebbe addirittura azzardare un paragone alla lontana con Rainbow Six: Siege ma tattiche e velocità di gioco rimangono diametralmente opposti, lasciando a ognuno la sua dedicata nicchia di mercato.

Avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra!

Non c'era modo più efficace di stupire gli spettatori se non presentare un'inedita modalità zombie che ci permettesse di viaggiare nel tempo, magari esplorando epoche mai toccate nei precedenti capitoli. Abbiamo dunque accolto a braccia aperte e con un enorme sorriso la nuova avventura nell'era romana, la prima missione giocabile delle tre disponibili al lancio. Le modifiche sono tante e anche rilevanti, quantomeno sulla carta, visto che sembra importantissimo in questo caso il lavoro che verrà fatto sull'engine fisico dei colpi. Se nelle altre edizioni di Z0mbie, infatti, il corpo a corpo era comunque messo in secondo piano, questa volta i nostri quattro fantomatici alter ego, inediti tra le altre cose, dovranno farsi strada tra i non morti combattendo a colpi di asce bipenne, scudate e fendenti di gladio.

Tutto estremamente caciarone, violento e, parrebbe, anche divertente. Ecco però che le prime domande iniziano a farsi strada, soprattutto quando cerchiamo di intravedere il senso di profondità dato dalla prima persona nei duelli melee, non sempre chiarissima nelle precedenti iterazioni. Se l'ambientazione colpisce e stupisce anche per il grado di violenza mostrato, non è da meno la parte vista sul Titanic dove nuove idee potrebbero avvicinarsi richiedendo ai giocatori di agire in maniera sincronizzata mentre agiscono su varie parti del livello per poi riunirsi e fuggire dalla nave prima dell'impatto con l'iceberg. Sono supposizioni ovviamente visto che di gameplay, quello vero, non se ne è vista nemmeno l'ombra. Interessante invece la considerazione sulla mole di contenuti per gli amanti di zombi: solo al lancio ci saranno ben tre campagne, solitamente ottenibili nell'intero ciclo viale di un COD qualsiasi. Sarà abbastanza però per attirare nuovi giocatori? Il 12 ottobre l'ardua sentenza.

Spegniamo le luci

E infine arriva la conferma che tutti un po' stavano aspettando: la nuova modalità Battle Royale sviluppata da Treyarch, che arriva con idee, stando a quanto affermato da Vonderhaar, completamente nuove e mai viste prima. Partiamo dalle basi che abbiamo dunque, e cioè che la mappa di gioco sarà grande millecinquecento volte la vecchia e cara Nukeown e sarà un pout pourri di tutte le vecchie ambientazioni e mappe uscite nella serie. Torneranno anche i nostri eroi preferiti, inclusi quelli visti in zombie, che potranno così essere scelti come avatar e personalizzati. Le dimensioni così grandi dell'area di gioco sono dovute alla volontà di includere anche veicoli di terra, ma persino imbarcazioni e velivoli che dovrebbero offrire un'esperienza atipica. Siamo dunque curiosi di capire come il gameplay di COD possa sposarsi con spazi così ampi, dove i ritmi si faranno più lenti e dove l'inclusione dei mezzi dovrebbe cambiare notevolmente l'equilibrio di forze in campo. Siamo altresì molto ansiosi di scoprire quali sezioni delle vecchie mappe sono state scelte perché l'effetto nostalgia potrebbe davvero giocare un ruolo di primaria importanza in questo caso, mischiando ambientazioni, territori e anche stili, dovendosi adattare a un gameplay non pensato per quelle specifiche location di gioco.

Call of Duty: Black Ops 4 è un notevole concentrato di contenuti, un massiccio blocco dedicato al multigiocatore che ci interessa e che vuole riscrivere il modo di intendere la serie di sparatutto più venduta al mondo. Piangeremo la campagna, probabilmente, ma al suo posto arriva un possibile monte ore di gioco davvero sterminato con ben tre mappe zombi al lancio, un competitivo rinnovato e la nuova modalità Blackout. Nei prossimi giorni aspettatevi ancora più approfondimenti sulla creatura Activision perché al contrario di quanto si potrebbe pensare, la via imboccata mischia violentemente le carte e porta diversi spunti di cui discutere.

CERTEZZE

  • Interessanti introduzioni nelle modalità competitive
  • Tantissimi contenuti multigiocatore...

DUBBI

  • ...al costo della campagna singleplayer