AMD al Computex 2019, svelati i processori Ryzen 3000 41

I nuovi processori Ryzen protagonisti di una conferenza che ha svelato anche qualcosa sulle imminenti schede video AMD Navi

ANTEPRIMA di Mattia Armani —   27/05/2019

AMD ha aperto il Computex celebrando il successo di Zen e nello specifico dei processori EPYC, scelta di molte grandi compagnie per cloud e sistemi di vario genere, compresi potenti supercomputer. Un bel traguardo, raggiunto proprio nel cinquantesimo anno di vita della compagnia, che fa il paio con il successo dei processori Ryzen, capaci di coniugare potenza e risparmio. Una combinazione vincente anche se frenata da qualche limite di frequenza che ci aspettiamo venga superato dai processori Ryzen 3000, la prima famiglia di CPU consumer a 7 nanometri, basata su architettura Zen 2 e pensata per scendere in campo affiancata dalle GPU Navi, sempre a 7 nanometri, che godranno di una presentazione dedicata in occasione dell'E3. Come promesso, però, le nuove GPU avuto uno spazio nel keynote di AMD, durante il quale la CEO Lisa Su ha regalato, a sorpresa, qualche anticipazione sull'architettura che verrà successivamente.

Interfaccia PCIe 4.0 e nuove GPU

Prima conferenza della fiera, quella AMD ha ospitato anche un sorta di cerimonia d'inizio del Computex, l'enorme fiera dedicata all'informatica che negli ultimi anni è cresciuta notevolmente, tanto da arrivare a ben 5508 stand, per un incremento di ben 10 punti percentuali rispetto all'anno scorso. Non stupisce quindi che sia stata scelta da Lisa Su per presentare novità importanti, a partire dalle GPU, con un piccolo assaggio di quello che troveremo all'E3 e che finirà anche nelle nuove console. Non a caso Microsoft, che ha adottato EPYC per le Azure HB Virtual Machines, ha avuto uno spazio nella conferenza AMD, ma la sua portavoce, Roanne Sones, ha parlato più che altro di diffusione del PC, supporto e collaborazioni nel segno del cloud, anticipando l'entrata in campo di una serie di compagnie che hanno parlato dei prodotti, dai Ryzen mobile di seconda generazione ai primi prodotti basati sui nuovi Ryzen. Prima di questo, però, si è parlato brevemente delle schede video Navi Radeon RX 5000, le prime basate su PCIe 4.0 in modo da sfruttare subito la nuova interfaccia implementata nelle nuove schede madri Ryzen, che non vanno quindi a sovrapporsi per nomenclatura alle GeForce, moltiplicando per dieci il numero identificativo delle RX 500 che consente alla compagnia di rimarcare il raggiungimento del cinquantesimo anno di età.

Si passa quindi dalla RX 570, una scheda che in questi mesi ha fatto furore grazie a un prezzo decisamente conveniente, alla Radeon RX 5700 che è stata messa a confronto con la RTX 2070 con Strange Brigade e, a quanto pare, ha vinto con un 10% di prestazioni in più. Non male per una GPU che dovrebbe costare 399 dollari, sempre che i rumor apparsi fino ad ora siano credibili. Non dovremo aspettare molto, comunque, per avere i dati ufficiali. Prezzi e caratteristiche saranno svelati il dieci giugno, mentre le nuove Radeon, le ultime schede video consumer basate su architettura GCN, saranno disponibili nel mese di luglio. E una volta che queste avranno fatto il loro corso arriverà il momento di un'architettura nuova anche se basata sul medesimo design chiamato RDNA, una tecnologia che secondo Lisa Su sarà protagonista del gaming per almeno una decade. Parliamo di una nuova gerarchia della cache, di latenze ridotte, di una banda passante ancora più alta e di un aumento netto nelle prestazioni per clock e in quelle per watt, destinate a essere rispettivamente superiori di 1.25X e 1.50X, il tutto presumibilmente condito da qualche novità nella gestione degli shader e sostenuto dall'interfaccia PCIe 4.0, disponibile con le GPU Navi e capace di aumentare il salto potenziale del 67%, almeno secondo i test AMD. Di tutto questo, comunque, ci sarà modo di parlare dopo la presentazione ufficiale del dieci giugno. Meglio lasciare spazio, per ora, ai protagonisti della conferenza AMD, i processori Ryzen 3 che promettono, su carta, un salto di ben 32 punti percentuali rispetto alla prima generazione.

Finalmente i nuovi Ryzen 3000

Le nuove CPU Ryzen basate su architettura Zen 2 sono retrocompatibili e funzionano, quindi, con almeno una parte delle schede madri Ryzen già in commercio. Ma con l'arrivo delle X570 entrano in campo l'interfaccia PCIe 4.0, ottimizzazioni assortite per spingere la RAM, alimentazione dedicata per i processori con un'alto numero di core e un gran numero di design differenti pensati per sfruttare sistemi differenti. Sistemi come quelli ACER e ASUS che sono già disponibili da oggi, come nel caso del ROG Strix GL10DH. Dovremo invece aspettare il 7 luglio, data già anticipata da chi caldeggiava il 7/7 come giorno deciso per celebrare l'arrivo di una lineup tutta a 7 nanometri, per il lancio effettivo dei processori Ryzen, quelli con cui AMD punta alla gola di Intel mirando a un sorpasso che fino a un paio di anni fa sembrava impossibile. E invece, almeno secondo i test AMD, la cosa è possibile. Lisa Su ha parlato di un raddoppio delle prestazioni floating point e della dimensione della cache, con una riduzione sensibile delle latenze che frenavano i processori Ryzen precedenti. Da qui un aumento in termini di istruzioni per clock del 15% rispetto alle CPU basate sull'architettura Zen, con un aumento delle frequenze. Ed è tutto ufficiale, con l'annuncio del Ryzen 7 3700X, un processore da 8 core e 16 thread capace di arrivare a 4.4GHz in boost. Il numero di core e le frequenze sono inferiori a quanto ci aspettavamo, ma parliamo comunque di un incremento del 15% in Cinebench R20 rispetto al Ryzen 7 2700X, il tutto con un consumo di soli 65W. Ben 40W in meno del predecessore e con un aumento del 18% in Multi-Treading, segno che AMD non ha lavorato solo sulle prestazioni del singolo core.

Queste, però, sono decisive per parecchi giochi ed eccoci al confronto con il Core i7-9700K, sempre basato su Cinebench R20 dove Ryzen ha qualche vantaggio ma comunque significativo visto l'avvenuto sorpasso nel campo della potenza single thread. Parliamo di un solo punto percentuale, ma anche di una CPU in grado di arrivare, con tutti i core chiamati in causa, a 4806 punti contro 3726, il tutto per 329 dollari. Non male, anche se probabilmente, puntando al rapporto tra prezzo e prestazioni, vinceranno comunque i modelli inferiori, tra cui gli attesi Ryzen 5 3600 e 3600X. Di questi, però, sappiamo poco se non che spingeranno i 6 core e 12 thread con cui sono equipaggiati, rispettivamente, a 4.2 e 4.4GHz, costando, sempre rispettivamente, 199 e 249 dollari. Si è invece visto in azione il Ryzen 7 3800X, un ritorno che vede i medesimi 8 core e 16 thread del 3700X spinti però fino a 4.5GHz e con 105W di TDP, probabile segno di margini di overclock sensibilmente superiori. E in questo caso il 15% di aumento prestazionale sul Ryzen 7 2700X è proprio quello che ci interessa di più, quello delle prestazioni in gioco: un bel salto che si traduce in prestazioni uguali tra 3800X e 9900K in PUBG, il tutto per 399 dollari. In questo caso il prezzo è meno impressionante, ma comunque di poco superiore a quello di un 9700K, tra l'altro sprovvisto di hyper-threading. E chi vorrà spendere qualcosa in più potrà contare anche su un'opzione a metà strada tra consumer e HEDT. Parliamo del Ryzen 9 3900X che porta la conta dei core a quota 12. Non siamo di fronte alla bestia da 16 core dei primi rumor, ma comunque è un processore da 24 thread che punta a essere competitivo in ogni ambito, con 105W di dtdp, 4.6GHz in boost, 4MB di cache L2 e 64 di L3. Abbastanza per superare un Core i9-9920X, almeno per quanto riguarda Blender, e di un buon 14% anche in single thread. Non male considerando che siamo sui 499 dollari contro gli oltre mille del processore Intel. Certo, parliamo anche di due segmenti diversi, ma i processori di punta consumer sono ormai in grado di garantire prestazioni professionali di alto profilo e con questa nuova famiglia di processori AMD l'asticella è destinata ad alzarsi ulteriormente, e non di poco.

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