Batora: Lost Haven, abbiamo provato il nuovo action RPG degli autori di Remothered

Abbiamo dato un'occhiata a Batora: Lost Haven ed ecco le nostre impressioni su questo interessante action RPG ad ambientazione fantastica

PROVATO di Giorgio Melani   —   22/02/2022
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Dopo averli visti all'opera su due survival horror, non sapevamo bene cosa aspettarci da Stormind Games all'annuncio di un nuovo action RPG in sviluppo, per questo abbiamo affrontato con notevole curiosità questa prova di Batora: Lost Haven, su una prima porzione del titolo proposta in versione beta. Remothered: Tormented Fathers e Remothered: Broken Porcelain sembravano palesare un indirizzo specifico ormai scelto dal team come prediletto per le proprie produzioni, ma dopo i due horror gli sviluppatori hanno voluto mettersi alla prova con qualcosa di totalmente diverso, sia come struttura di gioco che come atmosfere, dimostrando eclettismo e anche - per quanto visto finora - una notevole capacità di gestire generi e registri ben diversi tra loro.

A prima vista, il gioco ricorda chiaramente alcuni pezzi da 90 dell'RPG hack and slash come Diablo e Torchlight, ma la caratterizzazione di Batora: Lost Haven emerge subito come qualcosa di peculiare, portandosi poi dietro diverse specificità anche del gioco stesso.

La storia ci trasporta su un pianeta alieno, dove una ragazza umana scampata alla distruzione di metà della Terra scopre di avere poteri inimmaginabili legati a delle misteriose pietre del Sole e della Luna, con i quali si ritrova a dover salvare questo strano mondo dall'apocalisse. Questa enorme missione rappresenta un buon pretesto per un percorso di formazione dell'eroina, che deve passare attraverso sfide epiche ma anche alcune scelte con risvolti morali interessanti, sempre all'insegna dei due poli opposti che riemergono con costanza in tutta la narrazione e la costruzione del gioco.

L'ambientazione fantastica è tratteggiata con tinte quasi new age, andando e recuperare tematiche come l'equilibrio tra corpo e mente, il karma e l'energia fisica e psichica, ma con implementazioni decisamente più pratiche piuttosto che filosofiche. Avril, la protagonista, si trova a dover affrontare minacce variegate sfruttando le proprie capacità fisiche e mentali che hanno applicazioni molto dirette nei meccanismi del gameplay. Queste particolarità si riflettono anche nella struttura stessa del gioco, che alterna elementi da puzzle con altri da action RPG più puro, creando un ibrido davvero interessante.

Action RPG "bipolare"

Batora: Lost Haven, uno screenshot dal gameplay
Batora: Lost Haven, uno screenshot dal gameplay

Le parti principali del gameplay sono costituite da una meccanica che rientra pienamente nell'action RPG "hack and slash": con un'inquadratura dall'alto posizionata piuttosto distante dalla protagonista, ci troviamo a esplorare varie ambientazioni, raccogliere loot, interagire con NPC e ovviamente combattere con i nemici attraverso un sistema action che riprende gli stilemi classici ma con l'aggiunta della continua alternanza tra le due nature della protagonista Avril. Il sistema di combattimento richiama precisamente quello di Diablo, in tempo reale e con la possibilità di utilizzare mosse speciali e combo ed evitare attacchi attraverso schivate e manovre evasive, ma questa l'alternanza tra attacchi fisici e psichici applica una caratterizzazione particolare alla tattica dello scontro e anche al rimo di gioco, costringendo a modificare costantemente il proprio approccio.

Anche in questo caso emerge il "bipolarismo" che è praticamente una caratteristica fondamentale in tutto il concept di Batora: Lost Haven. Potremmo prendere Ikaruga come esempio, anche se ovviamente qui il contesto è completamente diverso: Avril cambia aspetto e caratteristiche tra due diverse polarità alla pressione di un tasto, allineandosi con i poteri del sole (il "conquistatore", incentrato sugli attacchi fisici) e la luna (il "difensore", che sfrutta abilità psichiche).

In Batora: Lost Haven i colori giallo e viola rappresentano le polarità contrapposte
In Batora: Lost Haven i colori giallo e viola rappresentano le polarità contrapposte

A grandi linee, la differenza è quella tipica tra attacchi fisici corpo a corpo e quelli magici a distanza, ma la questione è resa più complessa dalla presenza costante di nemici che sono vulnerabili a uno solo dei due tipi di attacco, oppure boss che alternano le due polarità a vari intervalli. In entrambi i casi, siamo costretti a modificare continuamente l'allineamento di Avril per poter eliminare gli avversari, allo stesso modo subendo i colpi che vanno a infliggere danni sulle due barre parallele del potere fisico e mentale.

Momenti di puzzle

Batora: Lost Haven, un momento di gioco in stile puzzle game
Batora: Lost Haven, un momento di gioco in stile puzzle game

Il dualismo, che è una sorta di filo conduttore di tutto il gioco, si ritrova anche nel bizzarro sdoppiamento del gameplay, che in alcune sezioni diventa improvvisamente quello di un vero e proprio puzzle game. Nella demo messa a disposizione, composta da circa un paio d'ore di gioco, queste sezioni sono proposte come elementi staccati dal gameplay standard: in alcuni momenti, durante l'esplorazione, ci troviamo a entrare in alcune "stanze" in cui la meccanica di gioco si modifica e il tutto si trasforma in una sorta di puzzle nel quale dobbiamo costruire il percorso fino all'obiettivo. Concettualmente è qualcosa di simile ai sacrari di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e anche in questo caso il distacco tra l'azione di gioco standard data da esplorazione e combattimenti e queste particolari sezioni è veramente netto.

L'impostazione, in termini d'inquadratura, controlli e abilità della protagonista, rimane la stessa, ma in questo caso dobbiamo usare i due poteri contrapposti per azionare interruttori ed elementi dello scenario per riuscire a comporre il percorso che ci porta fino alla conclusione del livello. I puzzle provati sono sembrati piuttosto ben costruiti sebbene non proprio originalissimi, con tanto di ricorso anche al controllo di sfere rotolanti, tanto per rinnovare il richiamo a chiari influssi zeldiani. Una contrapposizione così netta tra situazioni di gioco distaccate appare un po' bizzarra, ma non c'è dubbio che aiuti a costruire una personalità particolare per Batora: Lost Haven, che peraltro ha bisogno di costruire un po' una propria identità anche con scelte alquanto fuori dagli schemi, vista l'appartenenza a un filone piuttosto sedimentato.

Scelte, karma ed effetti

Batora: Lost Haven è ambientato in uno strano mondo alieno
Batora: Lost Haven è ambientato in uno strano mondo alieno

Batora: Lost Haven segue una narrazione rigorosa, che scandisce ogni fase del gioco secondo un piano ben preciso, in questo senso allontanandosi da molti action RPG hack and slash che mantengono una vaga traccia di storia per lasciare il giocatore essenzialmente libero di esplorare e conquistare loot a volontà. Avril deve seguire la sua missione in maniera pedissequa e non ha tempo per dedicarsi a molto altro, cosa ulteriormente rafforzata nella demo dall'assenza di particolari quest secondarie, che probabilmente verranno comunque inserite nella forma più completa del gioco. In questa solida struttura narrativa c'è però spazio per delle scelte interessanti lasciate al giocatore, che periodicamente si ritrova davanti a dei bivi con decisioni di carattere morale da prendere affrontandone le conseguenze.

Anche in questi casi la suddivisione è netta e non c'è spazio per soluzioni intermedie, ma alcuni momenti impongono un attimo di riflessione perché le situazioni presentate non sono scontate e le conseguenze possono essere di notevole impatto. Queste scelte concorrono alla crescita di Avril attraverso le due direttrici principali che compongono la sua personalità da combattente eletta, ovvero la strada del conquistatore o del difensore, legate sempre ai due poli opposti e complementari che caratterizzano tutto il gioco.

Batora: Lost Haven, un momento di esplorazione
Batora: Lost Haven, un momento di esplorazione

In linea di massima, l'atteggiamento del "conqueror" è più aggressivo, impostato sulla reazione vigorosa, l'ordine e la vendetta, mentre quello del "defender" è orientato più sulla pace e il perdono, ma entrambi concorrono a formare l'eroina anche attraverso l'acquisizione di specifici poteri legati a una o l'altra strada, attraverso l'allineamento del karma e l'uso delle rune.

Quest'ultime sono sigilli magici che possono essere equipaggiati e consentono di ottenere nuovi poteri e un incremento delle statistiche, oltre alla crescita progressiva di queste attraverso l'accumulo dei livelli d'esperienza. Nella versione di prova è stato possibile provare solo parzialmente il sistema, ma si configura come un notevole arricchimento nelle possibilità di attacco e difesa in combattimento, attraverso l'aggiunta di ulteriori mosse speciali e combo.

Nonostante l'impostazione generale faccia pensare subito a un action RPG hack and slash tradizionale, Batora: Lost Haven dimostra invece di avere diverse caratteristiche peculiari su cui contare. La meccanica "bipolare" del sistema di combattimento riesce ad arricchire gli scontri costringendo a cambiare approccio e sistema di attacco e difesa in continuazione, cosa che si unisce alle altre particolarità tra gameplay e narrazione. La componente puzzle sembra ancora una giustapposizione un po' incoerente con il meccanismo di gioco complessivo ma funziona bene per variare l'azione con un po' di enigmi, così come le scelte possono tenere viva l'attenzione sulla storia e le sue possibili evoluzioni. Lo spaccato di gioco messo a disposizione ci ha incuriosito, lasciandoci la voglia di capire bene quanto l'esperienza definitiva riesca poi a comporsi al meglio come esperienza coesa e coinvolgente.

CERTEZZE

  • Il sistema di combattimento a due polarità crea un certo dinamismo
  • Alcuni puzzle sono stimolanti
  • La presenza di scelte con conseguenze morali è sempre interessante
DUBBI
  • Ancora fatica un po' a trovare una propria identità coesa tra le sue diverse facce
  • Sembra molto lineare rispetto ai giochi di questo genere, anche come progressione
  • Da valutare la possibile varietà di ambientazioni, un po' anonime al momento