Battlefield 5: una partita a Dominio sulla nuova mappa Rotterdam 82

Nuovo incontro con il prossimo capitolo di Battlefield: è la volta dell'inedita mappa cittadina Rotterdam

PROVATO di Pierpaolo Greco   e Umberto Moioli   —   29/08/2018

Indice

Approfittando di una Gamescom più affollata di giochi del solito, Electronic Arts ci ha ospitato nel suo enorme stand aperto ai soli addetti ai lavori dove capeggiavano tra gli altri, FIFA 19 e Battlefield 5, il protagonista di questo articolo, con la solita pletora di postazioni di gioco. Una sola modalità di gioco affrontabile, Dominio, all'interno di una mappa inedita intravista nei trailer ma rimasta al di fuori dei soliti circuiti di prova: Rotterdam. Ci siamo lanciati in diversi match totalizzando quasi due ore di gioco complessive e ci siamo fatti una precisa idea dello stile di gioco connesso a questo livello. Un feeling che, in qualche modo, sovverte quanto raccontato e descritto dal nostro Aligi nella prova di Battlefield V all'E3visto che la combinazione tra la mappa e la modalità di gioco ci ha trasmesso un gameplay decisamente distante dallo stile a cui ci ha abituato il titolo.

Rotterdam: la nuova mappa di Battlefield V

Rotterdam è la nuova mappa che abbiamo avuto l'opportunità di provare durante la sessione di gioco della Gamescom. È un livello ad ambientazione urbana direttamente basato sull'omonima cittadina olandese, teatro di uno dei più grandi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale eseguito dalla Luftwaffe tedesca. La struttura della mappa è piuttosto semplice ma non per questo poco intricata o facile da memorizzare. È presente una zona centrale densa di edifici bassi, che si estendono per un paio di piani in altezza e sono tutti parzialmente danneggiati. Quest'area è circondata da un canale d'acqua che può essere attraversato utilizzando i numerosi ponti oppure lanciandosi nel fiume, nuotando e risalendo attraverso le scale in cemento o in ferro che costeggiano la banchina. Dall'altro lato del fiume, che circonda a sua volta tutta la zona urbana con una forma geometrica a semi cerchio, c'è un'area dove i pochi edifici portuali si alternano a spazi più aperti e con pochi ripari. In questa sezione della mappa è presente anche una ferrovia sopraelevata che attraversa la parte nord, tagliandola in due parti.

Ci rendiamo conto che una descrizione a parole di una mappa non è cosa semplice da fare e da comprendere ma, di nuovo, Rotterdam è un livello piuttosto semplice da giocare ma che nasconde un'enorme quantità di micro-ambienti in grado di ospitare combattimenti anche molto diversi tra loro ma tutti caratterizzati da un ritmo molto elevato. E, se ci passate la descrizione, non proprio in stile Battlefield: complice infatti la modalità di gioco, le due ore trascorse in compagnia del prossimo capitolo dello shooter in prima persona di DICE, ci hanno ricordato moltissimo l'atmosfera e la frenesia dell'ultimo Call of Duty arrivato sul mercato, WW2. La nostra partita si è svolta infatti interamente nella tipologia Dominio, una versione in scala ridotta della ben nota Conquista, la modalità che da sempre ha caratterizzato il multiplayer di Battlefield.

Dominio: la versione in scala ridotta di Conquista

64 giocatori suddivisi in due team hanno il compito di controllare cinque diverse località strategiche sparse nella mappa. Quando se ne posseggono almeno due, il contatore della squadra avversaria inizia a scendere e più se ne controllano e più velocemente scende l'indicatore che rappresenta anche il numero di respawn possibili. La prima squadra che raggiunge lo zero perde, decretando la vittoria dell'altro team. Dicevamo che Dominio è una versione ridotta di Conquista e difatti si focalizza quasi esclusivamente sulla fanteria, eliminando i velivoli dalla mappa e riducendola sensibilmente nella sua dimensione. Tra l'altro in Rotterdam i pochi carri armati che appaiono talvolta nei punti di spawn principali delle due squadre, fanno molta fatica a raggiungere la zona centrale ricca di edifici perché il passaggio sui ponti li espone al fuoco di sbarramento e non capita di rado vedere corazzati, ma anche camionette da trasporto, finire nel fiume a causa di una manovra azzardata di un pilota in preda al panico.

Se sommiamo quindi una tendenza degli scontri ad avvenire nel nucleo centrale della mappa - tre dei cinque punti di controllo sono in questa zona - la mancanza di velivoli e la grande quantità di edifici con ridotta verticalità ecco che in un attimo si può capire come mai il feeling restituito non sia quello tipico delle battaglie su larga scala dove è la strategia generale del proprio team a fare la diffierenza, in pieno stile Battlefield, ma una versione molto più contenuta, frenetica, mordi e fuggi. Proprio quella che ha reso CoD il successo che tutti conosciamo. Lasciamo a voi qualsiasi giudizio in merito, essendo davvero troppo presto per tirare delle somme, ma è indubbio che la nostra speranza sia di trovarci davanti a un titolo eccellente in quello che contraddistingue la serie DICE, ma che dia anche spazio a delle variazioni sul tema così da andare incontro a chi preferisce un tipo di scontro più alla portata del giocatore "in solitaria", più propenso a fare kill che a organizzarsi con il resto del team.

Proprio gli edifici centrali sembrano essere stati disegnati con questo obiettivo visto che offrono numerosi ripari a chi preferisce osservare le strade dall'alto per sparare dalla distanza, ma non rendono mai completamente al sicuro da piccoli team di due o tre giocatori impegnati a perlustrare ogni abitazione da cui si odono degli spari. Tra l'altro la verticalità ridotta delle costruzioni lascia aperte numerose vie di fuga visto che in Battlefield 5 lanciarsi dalle finestre, anche quando ci troviamo al secondo piano, non comporta alcun danno fisico e in un attimo ci si può ritrovare a correre per le strade alla ricerca di un nuovo riparo. Spesso, se si è molto abili, si possono seminare anche gruppi di avversari semplicemente entrando in un edificio e uscendo dalla parte opposta, magari dopo aver salito delle scale ed essersi buttati giù da un terrazzo per poi ripiegare dietro un gruppo di sacchi di sabbia. Video 56758

Sul campo di battaglia con il ray tracing di Nvidia

Dopo averlo provato allo stand di Electronic Arts, siamo potuti tornare su Battlefield 5 anche nel corso dell'evento di presentazione che Nvidia ha dedicato alla sua nuova linea di schede video, le GeForce RTX 20XX. Il gioco implementa la tecnologia ray tracing in maniera convincente per dare un aspetto più credibile sia alla scena nel suo insieme, con un ottimo sistema di illuminazione globale, sia osservando alcuni dettagli specifici dell'ambientazione, soprattutto legati ai riflessi. Il ray tracing calcola il percorso fatto dalla luce e ne segue l'andamento tenendo conto, in questo caso specifico, del primo rimbalzo e delle superfici attraversate o con le quali interagisce. Il risultato è una diffusione delle fonti di luce negli ambienti molto più convincente, e questo non vale solo negli interni ma anche all'esterno. Se date un'occhiata al video sottostante si nota chiaramente come, con il ray tracing attivo, le immagini riflesse sulle finestre, sulle parti cromate della automobili, sull'acqua o sui dettagli delle armi donano all'immagine una profondità molto superiore al normale.

Permettendoci anche di vedere la figura specchiata di oggetti oppure elementi del fondale fuori scena, cosa che normalmente non accade. Giocando in multiplayer questo salto in avanti si nota parzialmente, vuoi per la frenesia dell'azione, vuoi per la grafica meno pulita rispetto al single player. Abbiamo però potuto fare un giro per la stessa mappa offline, in solitudine, e la qualità dell'effettistica lascia oggettivamente impressionati. La tecnologia inserita nelle GeForce RTX aiuterà il calcolo del ray tracing e del resto delle migliorie che porta con sé, con la sola curiosità che ci resta di verificare con mano le performance durante le fasi di gioco. Un test che potremo fare nelle prossime settimane, sfruttando l'occasione anche per vedere da vicino come si comporta il nuovo sistema di anti aliasing DLSS. Per il momento abbiamo negli occhi uno spettacolare salto in avanti grafico che purtroppo solo una parte dell'utenza potrà godersi.

Rimaniamo a questo punto molto curiosi di scoprire quale sarà il feeling di Rotterdam con alcune delle modalità di gioco più classiche di Battlefield 5 per vedere se DICE sarà stata così abile da realizzare una mappa talmente versatile da accogliere gameplay più frenetici alla CoD, senza però trascurare le battaglie su larga scala tipiche della serie. Avremo sicuramente modo di tornare a parlare del gioco approfittando delle prossime sessioni beta, prima di vederlo arrivare sul mercato il 19 ottobre su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

CERTEZZE

  • Rotterdam ha una geometria semplice ma al tempo stesso molto stratificata
  • Tecnicamente eccezionale anche nel multiplayer
  • L'accoppiata Rotterdam e Dominio restituisce una variazione sul tema che ricorda Call of Duty...

DUBBI

  • ...ma questo potrebbe infastidire chi cerca il gameplay tipico di Battlefield
  • Rimangono ancora avvolti nel mistero moltissimi elementi del gioco