Biomutant, provato alla Gamescom 2019

A un paio d'anni dal nostro primissimo incontro con Biomutant, l'action RPG open world di Experiment 101 comincia a vedere la luce in fondo al tunnel

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   22/08/2019
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È difficile rimanere del tutto indifferenti davanti a Biomutant. Frutto del lavoro di un piccolo team di appena venti persone, questo enorme action RPG open world è ambientato in un mondo post-apocalittico assolutamente unico e di rara personalità, un crogiolo di influenze orientali e tecnologie steampunk in cui pelose creature antropomorfe seguono l'arte del Kung fu e si affrontano tra intense sparatorie e combattimenti all'arma bianca. "Vediamo finalmente la luce in fondo al tunnel", ci confida il director Stefan Ljungqvist. Mancano ancora diversi mesi all'arrivo del gioco, con gli sviluppatori che puntano alla prima metà del prossimo anno, eppure l'ambizioso progetto di Experiment 101 potrebbe essere un vero diamante grezzo in un 2020 che si preannuncia già affollato di grandi blockbuster. Alla Gamescom 2019 abbiamo potuto provare una demo di appena dieci minuti e assistere a un filmato che, nella metà del tempo, provava a dare un'idea dei contenuti e delle boss fight che saranno presenti nell'avventura finale.

Biomutant, provato alla Gamescom 2019

"Se dovessi mostrarvi ogni singolo elemento del gioco ci vorrebbe una demo da più di 40 ore", ci dice Ljungqvist, sebbene ci vorrà circa un quarto di quel tempo per portare a termine l'avventura dall'inizio alla fine e senza focalizzarsi troppo sull'esplorazione e sulle quest secondarie. Dopo aver creato il proprio peloso alter-ego, l'obiettivo del giocatore sarà quello di setacciare le cinque regioni del mondo per trovare ed eliminare i mostri che stanno rosicchiando le radici dell'Albero della Vita, causando gradualmente la rovina del mondo. Ciascuna fase si conclude in uno spettacolare combattimento contro una creatura dalle dimensioni colossali. Tuttavia, una volta sconfitta potremo scegliere se ucciderla oppure se lasciarla vivere, contribuendo in quest'ultimo caso alla distruzione del mondo. Sembra quindi che il gioco avrà almeno un paio di finali differenti a seconda delle proprie scelte, ma il team ha più volte espresso l'intenzione di offrire una conclusione atipica e per niente scontata.

Biomutant, provato alla Gamescom 2019

La demo (che sfortunatamente ci permetteva di affrontare una sequenza di gioco già vista in più occasioni nel corso dell'ultimo paio d'anni) si apriva invece con l'editor del personaggio, il cui aspetto è in buona parte legato alle sue caratteristiche. Aumentando l'agilità, il piccolo protagonista peloso avrà un corpo più snello e slanciato; facendo crescere l'Intelligenza crescono anche le dimensioni del suo cranio, mentre potenziando la forza si irrobustisce e aumenta la muscolatura. Altri dettagli sono invece puramente estetici, come il tipo di pelo, la lunghezza o il colore delle chiazze. Nel corso dell'avventura sarà possibile modificare nuovamente il DNA del personaggio, e di conseguenza anche l'aspetto estetico, così come l'equipaggiamento indossato. Cianfrusaglie trovate e raccolte possono essere combinate per creare nuove e bizzarre armi bianche o armi da fuoco, e lo stesso vale per il vestiario, che può essere personalizzato e che influenza statistiche come la mobilità e la resistenza in combattimento. Un aspetto che non è stato ancora approfondito è però il sistema di classi, in grado di influenzare drasticamente lo stile di combattimento e le tecniche utilizzate negli scontri: in base alla classe del proprio personaggio potremo avere uno spadaccino agile e rapido, un tank con colpi più lenti e devastanti, un fuciliere specializzato in colpi dalla distanza, e così via.

Biomutant Gameplay

In ogni caso, proprio il combattimento sembra essere uno degli elementi su cui Experiment 101 ha puntato di più, proponendo un crogiolo di ispirazioni provenienti da Devil May Cry a Ratchet & Clank, tra acrobazie, poteri speciali, raffiche di proiettili e letali combinazioni con la spada. Ci si trova spesso circondati da avversari, con pochi secondi per trovare l'approccio più efficace e la sequenza di attacchi più devastante, mentre in certi casi si può sfruttare a proprio vantaggio l'ambiente o la presenza di mostri. A un punto della demo abbiamo visto alcuni membri di un clan nemico cercare di tenere a bada una grossa creatura ostile. Distraendo i membri del clan si può aiutare il mostro a liberarsi, lasciarlo combattere contro i membri del clan e, quando ormai è sufficientemente indebolito, affrontarlo per dargli il colpo di grazia. In giro per il mondo di gioco ci saranno poi diversi villaggi appartenenti a delle tribù, ognuna coi suoi abitanti e le sue sottotrame. Spesso si avrà la possibilità di supportare il leader del villaggio oppure aiutare il suo rivale a prenderne il posto, e in quel caso la scelta avrà ripercussioni sul destino del villaggio, sull'accesso a nuove armi e tecnologie e sull'aiuto che sarà possibile ricevere dal clan.

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Allo stato attuale i ragazzi di Experiment 101 sono in piena fase di testing e stanno cercando di risolvere i problemi più gravi che emergono ogni giorno mentre lavorano al gioco. "Sappiamo già che sarà impossibile correggere tutti i bug di Biomutant entro l'uscita", afferma onestamente Ljungqvist, sottolineando quanto - seppur con il supporto di THQ Nordic - la mole di problemi e imprevisti che possono sorgere sviluppando un open world è davvero enorme per un team così piccolo. L'obiettivo del team è tuttavia quello di evitare che ci siano difetti e problematiche troppo gravi al lancio, e di offrire l'esperienza più ricca e rifinita che questo gruppo di ribelli saranno in grado di mettere in piedi. Per ora, quanto visto e provato, è letteralmente bestiale.

CERTEZZE
  • Un mondo affascinante e ispirato
  • Sistema di combattimento veloce, frenetico e divertente
  • Un gran numero di personalizzazioni estetiche e non
DUBBI
  • Ancora parecchie sbavature tecniche e meccaniche da rifinire
  • La qualità della mappa e delle quest secondarie va ancora verificata