I classici PlayStation che vorremmo rimasterizzati 73

Dopo Crash e Spyro abbiamo pensato a quali riedizioni ci piacerebbe vedere dei grandi classici usciti su PlayStation.

SPECIALE di Mattia Armani —   28/11/2018

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Il recupero delle vecchie glorie è una pratica diffusa nel mondo dei videogiochi e la cosa non ci sorprende per nulla. I grandi classici, forti di una storia gloriosa che spesso comprende svariati sequel, non hanno bisogno di pubblicità e non richiedono l'investimento che risulta invece necessario per creare un remake o, cosa ancor più gravosa, un titolo tutto nuovo. Ma nell'affrontare le cosiddette remaster, riproposizioni che recuperano fedelmente un classico per renderlo pienamente fruibile sulle tecnologie odierne, le software house si fanno carico di una grossa responsabilità, rischiando il linciaggio - mediatico s'intende - da parte di chi custodisce l'originale come un ricordo prezioso e importante della propria carriera di videogiocatore. Ed è una reazione comprensibile, soprattutto quando ci si ritrova di fronte a manovre commerciali goffe che ci propongono riedizioni superflue a prezzo spesso esagerati. Ma qualche volta il lavoro dietro alle riedizioni è ammirevole e riesce nell'obiettivo di aggiornare classici impareggiabili che meritano di essere recuperati, rigiocati o scoperti dalle nuove generazioni. Nel caso di PlayStation lo abbiamo già visto succedere con Crash Bandicoot N-Sane Trilogy, con Resident Evil HD e con Spyro Reignited Trilogy, ma la lineup della prima console Sony, uscita ormai 24 anni fa, vanta un gran numero di classici, tanto da averci creato qualche difficoltà durante la scelta delle riedizioni che vorremmo vedere sulle PlayStation presenti e future.

Dall'epoca d'oro Konami alla nascita di Kain

Non abbiamo alcuna intenzione di redarre una classifica, ma il primo posto spetta senza alcun dubbio a Metal Gear Solid, un vero e proprio cult uscito nel 1998 e forte di 6 milioni di copie vendute sulla prima PlayStation. Numeri importanti, sufficienti per giustificare la pubblicazione di nuovi contenuti, già inclusi nella riedizione PC del 2000, e tali da spingere Konami a realizzare un remake dello strepitoso action-stealth che nel 2004 ha riportato il titolo sulle macchine Nintendo, là dove la serie ha avuto origine con il Metal Gear del 1987. Ma Metal Gear Solid resta un simbolo della prima PlayStation, un titolo pieno di trovate brillanti che torneremmo a giocare con molto piacere, con una remaster all'altezza di un titolo del genere. Un qualcosa, questo, che possiamo dire a voce alta anche per Silent Hill, un altro capolavoro Konami che si è distinto nel panorama survival horror puntando con forza sull'elemento psicologico, pilastro di un'atmosfera inquietante che lo ha reso un cult assoluto per molti. Curiosamente il secondo e il terzo capitolo, usciti su PlayStation 2, hanno avuto una riedizione HD, ed è un peccato e una lacuna l'assenza di una remaster dedicata al capitolo originario. Senza contare che parliamo di una riedizione che potrebbe essere accolta con più entusiasmo di altre, visto l'amaro lasciato in bocca ai fan della serie da Downpour e dalla cancellazione di Silent Hills. Una sensazione sgradevole, senza dubbio condivisa dai fan di Legacy of Kain, altra serie nata nel 1996 su PlayStation con Blood Omen, un action forte per meccaniche e atmosfere che si è guadagnato una folta schiera di seguaci. Purtroppo il prezioso tesoro creato da Silicon Knights, gli stessi di Eternal Darkness: Sanity's Requiem, si è dissolto di capitolo in capitolo, evaporando con Defiance e crollando definitivamente prima con l'annuncio e poi con la cancellazione di Nosgoth: un MOBA di scarso interesse per i fan della formula originale. E dire che qualche anno prima qualcuno ha provato a recuperare lo spirito del brand con Legacy of Kain: Dead Sun, un ambizioso seguito preso in carico da Climax Studios, ma lo sviluppo si è interrotto nel 2012, quando le uniche informazioni disponibili erano ancora indiscrezioni tutte da confermare. Non nutriamo quindi grosse speranze per il futuro della serie, ma non ci dispiacerebbe vederne celebrati almeno gli inizi, con una remaster che possa rendere merito a una serie che avrebbe meritato un destino meno infausto.

Tra sperimentazione e visioni mozzafiato

Tra le perle della gloriosa PlayStation è impossibile non citare Resident Evil, altra dimostrazione di quanto possa pesare un'esclusiva temporale quando una console svetta rispetto alla concorrenza. La versione uscita nel 1996 sulla prima macchina da gioco Sony ha infatti venduto ben più delle altre, tanto da meritarsi il sempiterno tributo di schiere di giocatori e ben due edizioni speciali. Ma Resident Evil, lo sappiamo, è già tornato in versione HD nel 2015, e tanto ci basta anche se la riedizione è basata per GameCube del 2002. Ma ci troviamo comunque a dover menzionare il classico Capcom per poter chiamare in causa un suo figlioccio, un titolo che si è guadagnato lo status di cult mescolando con grande efficacia survival horror e dinosauri. Questo è infatti il fulcro di Dino Crisis, un titolo che pur legato a Resident Evil è riuscito a dire la sua e lo ha fatto anche dal punto di vista tecnologico, con nemici letali e un motore grafico in grado di riprodurre ambienti 3D capaci di spingere al limite l'hardware della PlayStation. Certo, al giorno d'oggi il motore grafico del titolo Capcom non avrebbe più nulla da dire, tanto da farci propendere più per un remake o un reboot, ma potremmo accontentarci di una riedizione in grado di recuperarne la particolare atmosfera. Ed è sempre quest'ultima a guidarci verso Parasite Eve, un prodotto di grande impatto emotivo, derivato in parte dalla trama tratta dall'omonimo romanzo di Hideaki Sena, che conserva lo spirito survival horror della sua fonte d'ispirazione ma cambia nel gameplay, portandoci nel mondo dei giochi di ruolo che in questo caso mescolano la classica impostazione nipponica a incontri con armi dalla diversa portata e con le schivate. Proprio questo particolare sistema di combattimento ci fa da ponte verso Vagrant Story, un altro gioco di ruolo dalle tinte action che merita senza alcun dubbio una riedizione. Bilanciato nel gameplay e nella durata, il capolavoro Squaresoft è uno di quei titoli in cui pezzi da novanta come Hironobu Sakaguchi e Yasumi Matsuno hanno dato il massimo, combinando enigmi, dungeon e oltre due ore di scene di intermezzo di grande qualità. Ed è anche per valorizzare queste ultime, realizzate con un motore di gioco ormai antico, che una riedizione ben fatta potrebbe trovare un senso, andando a rimpiazzare la versione che è stata pubblicata nel 2009 su PlayStation Network, seguita da quella di Parasite Eve divenuta disponibile nel 2011, e che non rende onore allo splendido titolo SquareSoft.

Dino Crisis Fanart Di V1Kster

Un forziere di capolavori indimenticabili

La lista di titoli associati a PlayStation meritevoli di una rivisitazione è smisurata, soprattutto quando si tratta di giochi di ruolo e di giochi d'azione. La libreria della console Sony comprende esclusive assolute come Chrono Cross, Syphon Filter e Xenogears che le hanno permesso di imporsi sulla concorrenza e sono l'ossatura di una lineup che ha consentito a PlayStation di superare la soglia di cento milioni di macchine vendute. Ma non è il caso di fossilizzarci su due generi, benché più rappresentativi. Nel campo dei tattici troviamo Final Fantasy: Tactics e Vandal Hearts, entrambi memorabili, e non mancano nemmeno shoot'em up meritevoli come Eihander, un titolo che si è imposto anche grazie alla mancanza di concorrenza ma, che risulta senza dubbio godibile a prescindere. E c'è spazio anche alcuni racing che pur basati in buona parte sulla componente tecnica, cosa che rende un'eventuale remaster più complessa e costosa , possono vantare caratteristiche uniche. Twisted Metal, per fare un nome, è uscito nel 1995, agli albori della moderna grafica tridimensionale, ma ha senza dubbio lasciato il segno, tanto da meritarsi parecchi seguiti uno dei quali, Twisted Metal: Black del 2001, ha raggiunto livelli vertiginosi del campo dei giochi di combattimento su ruote. Ma l'originale conserva un appeal distintivo, sufficiente a farci pensare a una riedizione benché l'evoluzione nel campo dei giochi di guida renda spesso obsoleto un titolo in poco tempo. Ma quando la ricetta si avvicina alla perfezione, la tecnologia passa in secondo piano. E questo vale anche per Crash Team Racing che potrebbe non a caso essere sulla strada di una riedizione, speriamo seguita direttamente da Naughty Dog, forse proprio per il ventennale del 2019. Non nutriamo invece molte speranze, cambiando genere, per una riedizione di Bushido Blade, ed è un vero peccato. Forte di un gameplay unico, ripreso successivamente anche dal seguito diretto e da Kengo: Master of Bushido, il picchiaduro targato Light Weight è ancora oggi un piccolo capolavoro, un titolo capace di sintetizzare il combattimento in pochi istanti senza rinunciare alla complessità che comprende arene caratterizzate da più altezze, un sistema di ferite localizzate, peso delle armi e diverse altre variabili. Parliamo di un prodotto davvero unico che ancora oggi, che con una riedizione semplice seppur ovviamente curata potrebbe dire la sua in un panorama che manca di varietà da parecchio tempo.

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